Buone indicazioni e il rebus Favilli tra gli sbadigli


Partita noiosa ma ottimo punto contro il Palermo per l’Ascoli che conferma un’imprevedibile solidità difensiva, grazie anche alla solidità del centrocampo ma anche alla crescita di giocatori come Mogos e Gigliotti. Troppo isolato e senza rifornimenti in area Favilli

Lo ammettiamo, sabato abbiamo provato una certa invidia per i colleghi impegnati sugli altri campi della serie B. Partite emozionanti (in particolare ad Avellino, Brescia,Terni, Vercelli), piene di gol, di capovolgimenti di fronti, combattute fino al 95°. Diciamo la verità, detto che il pareggio contro il Palermo è comunque un punto più che prezioso, al Del Duca invece abbiamo vissuto 95 minuti (recupero compreso) da incubo.

Una partita di rara bruttezza, con tanti errori tecnici e giocata a ritmi da fine stagione. A chi come noi ha qualche anno e ha vissuto gli anni d’oro dell’Ascoli di Rozzi la sfida di sabato al Del Duca ha ricordato un Ascoli-Lazio 0-0 della stagione 1988-89. In quel caso, però, era l’ultima partita di campionato e con quel pareggio le due squadre ottenevano una salvezza che per i bianconeri ad un certo punto della stagione sembrava irraggiungibile. Sabato ovviamente non c’era una simile posta in palio ma si sono confrontate due squadre che hanno grande rispetto per l’avversaria, forse anche eccessivo.

E questo è comunque già un buon segnale per l’Ascoli, se una delle favorire del campionato teme così tanto la partita con i bianconeri, al punto di preferire di non rischiare nulla, è il segno che la formazione di Maresca e Fiorin ha raggiunto una certa credibilità. Al di là di questo aspetto già molto positivo per l’Ascoli, tra gli sbadigli di una partita inguardabile (una sola occasione, quella capitata a Rispoli nella ripresa, un solo tiro in porta, zero occasioni e zero tiri in porta per l’Ascoli) sono comunque emerse buone indicazioni, importanti conferme ma anche un paio di problemi da risolvere per i bianconeri. L’aspetto che sicuramente può far gioire maggiormente è l’improvvisa e inattesa solidità difensiva.

Inattesa perché quella vista ad Empoli era una difesa che definire “colabrodo” sembrava addirittura riduttivo. Nessuno poteva attendersi un simile rapido miglioramento, certificato dalle prestazioni e dai numeri. Nelle tre successive partite (Frosinone, Cesena  e Palermo) i bianconeri hanno subito un solo gol (quello del Frosinone nel recupero), Lanni ha dovuto compiere in tutto due soli interventi (uno con il Frosinone e sabato quello su Rispoli, per altro generato da una pericolosissima palla persa da Buzzegoli sulla tre quarti), rimanendo completamente inoperoso sia a Cesena che nel resto della partita con i rosanero.

Considerando anche che di fronte c’erano reparti offensivi di tutto rispetto (in particolare quelli di Frosinone e Palermo) c’è di che essere soddisfatti. Sicuramente il centrocampo a tre copre meglio la difesa ma è evidente la crescita non solo degli automatismi di reparto ma anche di alcuni giocatori. Su tutti Mogos, a dir poco disastroso ad inizio campionato, in particolare nella fase difensiva. Non nascondiamo che, come molti altri osservatori, dopo le prime uscite (e pensando anche alle prestazioni dello scorso anno) avevamo più che un sospetto che il laterale rumeno non fosse adeguato per il campionato di serie B.

In realtà il giocatore che abbiamo ammirato nelle ultime uscite non sembra neppure un lontano parente di quello visto nelle precedenti partite. Bene contro il Frosinone, sia a Cesena che sabato con il Palermo Mogos non ha sbagliato praticamente nulla in fase difensiva. Anzi, sia in Romagna che al Del Duca con i rosanero si è reso protagonista di un paio di perfetti diagonali difensive, sventando potenziali pericoli per la porta di Lanni.

In questi 180 minuti dalla sua parte gli avversari non sono mai passati, addirittura in alcuni frangenti della partita ha ostentato un’imprevedibile sicurezza, al punto da azzardare (in fase di spinta) anche qualche dribbling e qualche pericoloso affondo. Praticamente un nuovo acquisto, se mantiene questo livello di rendimento possiamo star tranquilli sulla fascia destra. Cresce di partita in partita anche Gigliotti, probabilmente il migliore in campo contro il Palermo, al punto che ora il rientro di Mengoni (inizialmente così invocato) può essere visto in altro modo, come un importante tassello in più per la retroguardia.

Ma al momento non sarebbe certo semplice lasciare fuori dagli undici Gigliotti che, sicuramente, rispetto a Mengoni ha un po’ di fisicità in meno ma che nelle ultime partite non ha praticamente sbagliato un intervento, un anticipo. Inoltre non è certo un mistero che possiede un ottimo sinistro che usa al meglio anche in fase di impostazione. Con Padella che ha confermato la sua assoluta affidabilità, non sarà certo semplice per Mengoni (quando tornerà disponibile) riconquistare il posto in squadra.

E’ chiaro che sia la crescita di alcuni giocatori che il netto miglioramento delle prestazioni di tutto il reparto sono l’evidente segnale che i due tecnici bianconeri stanno lavorando al meglio, come dimostra anche la solidità mostrata dal centrocampo, pur con un Buzzegoli un po’ sottotono (soprattutto con il Palermo quando ha sbagliato numerosi passaggi, facili per un giocatore come lui). Era fondamentale e urgentissimo dare solidità ad una squadra che nelle prime uscite era sembrata bella da vedere ma incredibilmente fragile e troppo vulnerabile dietro.

Ora i due tecnici dovranno cercare di risolvere quello che al momento sembra il principale problema dei bianconeri: Andrea Favilli. Il “gioiellino” bianconero è ancora a secco ma, soprattutto, nelle ultime due partite non ha ricevuto neppure l’ombra di un pallone giocabile. Di certo Favilli non fa mancare l’impegno e il lavoro per la squadra, subisce anche un discreto trattamento dagli avversari (a proposito, dopo quanti falli si può ammonire un difensore? Struna nel solo primo tempo ne ha commessi almeno 6-7 a centrocampo su Favilli…) ma avrebbe bisogno di essere rifornito meglio.

Un giocatore con il suo fisico, con la sua tecnica, in area può diventare devastante. Contro il Frosinone ha ricevuto un paio di cross invitanti da Mignanelli e puntualmente ha anticipato i difensori avversari, pur concludendo a lato. Poi con Cesena e Palermo il nulla. E’ chiaro che, se servito con una certa continuità in area, Favilli può diventare un fattore importante. Il problema è che i due esterni offensivi che al momento sembrano i titolari (Varela e Baldini) non hanno certo nel cross il loro pezzo forte e, per giunta, nelle ultime partite si sono davvero dannati l’anima in fase di ripiegamento.

L’unico che sembra in grado di garantire possibili rifornimenti in area a Favilli è Mignanelli che, però, contro il Palermo non è quasi mai sceso sulla fascia. Domenica prossima con la Salernitana Favilli, impegnato con l’Under 21, non ci sarà e al suo posto quasi certamente giocherà Rosseti che, pur non avendo il suo fisico, è comunque anche lui giocatore “letale” in area di rigore. Il compito di Maresca e Fiorin ora è quello di trovare il modo di rifornire meglio e con continuità i propri attaccanti. In avanti, tra l’altro, i due tecnici hanno ampia possibilità di scelta e siamo certi che alla fine riusciranno a trovare le giuste soluzioni.

Necessarie perché se una cosa è emersa con chiarezza dopo queste prime giornate è che quello di quest’anno sarà un campionato durissimo, nel quale non sarà semplice centrare l’obiettivo. Dopo le incertezze iniziale ora c’è una squadra solida e, per certi versi, anche affidabile. Serve un’ulteriore rapida crescita per disputare una stagione senza troppi affanni.

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