Ascoli, così fa male…


Al Del Duca contro la capolista Frosinone si è vista finalmente una squadra che, dopo un bel primo tempo emozionante ed equilibrato, nella ripresa ha dominato, creato e sprecato tanto, fino all’immeritata beffa finale. Stupisce in positivo Mogos, male Varela

E’ davvero difficile pensare alle tante cose buone messe in mostra dall’Ascoli dopo una sconfitta così amara. In realtà già il pareggio avrebbe lasciato un po’ di amaro in bocca.

Le premesse non erano certo delle migliori, di fronte alla formazione indicata come la principale favorita per la promozione, davanti ad una squadra con un attacco devastante (Ciofani e Dionisi in campo, Ciano in panchina), era sin troppo facile ipotizzare  per l’inguardabile difesa bianconera delle prime 4 giornate una serata da dimenticare. E invece ecco spuntare l’Ascoli che non ti aspetti, finalmente squadra sotto ogni punto di vista, capace per quasi tutta la partita di neutralizzare gli avanti avversari  ma anche in grado di mettere in grande difficoltà la difesa ciociara.

Dopo l’inizio un po’ titubante e la grande occasione fallita di Ciofani (colpo di testa praticamente a colpo sicuro fuori di un soffio) dopo meno di 10 minuti, i bianconeri hanno iniziato a giocare alla pari, in un primo tempo bello e intenso, nel quale il Frosinone ha avuto più possesso palla, creando un altro paio di situazioni pericolose, ma con l’Ascoli che ha chiamato Bardi a tre difficili interventi, sfiorando il gol in altre due circostanze con un tiro di poco fuori di Buzzegoli e un colpo di testa da centro area di Favilli sul fondo.

Nella sostanza il pareggio del primo tempo poteva anche essere equo, ma poi per gran parte della ripresa in campo si sono visti solo i bianconeri. Che pian piano hanno preso campo e hanno condotto la partita, senza concedere più nulla agli avversari, e creando tre ottime occasioni, due volte con Carpani (che da dentro l’area non ha centrato la porta) ed una con l’ennesima incursione di uno scatenato Mignanelli, sul cui cross un difensore ciociaro (per anticipare Favilli) è andato ad un passo dall’autogol. Poi, a poco più di 10 minuti dalla fine, il meritatissimo vantaggio sembrava cosa fatta, con la palla a centro area sui piedi di Favilli che non doveva fare altro che segnare.

Invece incredibilmente l’attaccante bianconero, con Bardi battuto, ha centrato un difensore e in quel momento si è forse capito che la vittoria non sarebbe arrivata. Negli ultimi minuti, poi, la squadra è apparsa stanca ma gli avversari non sembravano in grado di creare troppi problemi. Poi in pieno recupero l’unica vera distrazione della difesa, il buco a sinistra (ma Mignanelli era in campo con i crampi) e il miracolo di Lanni che sembrava aver evitato la beffa. Che, invece, si è concretizzata nel successivo calcio d’angolo.

Davvero dura da digerire, indiscutibilmente la migliore partita dell’avvio di campionato che, però, non ha portato neppure un punticino. Non è facile ma bisogna ripartire da questa ottima prestazione, dalle tante indicazioni positive che fornito ma anche e soprattutto da quelle meno positive.  Che, in realtà, non sono tante. A partire dal fatto che sotto porta bisogna essere più cattivi, bisogna concretizzare di più le occasione che, comunque, i bianconeri hanno sempre creato (anche quando non hanno giocato bene come con il Frosinone).

Il discorso riguarda soprattutto Favilli che conferma le potenzialità da grande attaccante ma che deve assolutamente iniziare a concretizzare le occasioni che gli capitano. Sicuramente sarebbe stato peggio se in queste partite non avesse avuto occasioni, di certo si è avuta la conferma che per qualsiasi difensore non è per niente facile arginarlo e limitarlo. Però sotto porta deve essere cattivo, in occasione di quei due colpi di testa del primo tempo e, soprattutto, nella grandissima opportunità avuta nella ripresa deve “sfondare” la porta.

Discorso un po’ differente per quanto riguarda Rosseti, la sensazione è che spostato sulla fascia sia molto sacrificato e non possa esprimere le sue migliore caratteristiche. L’attaccante di scuola Juve a nostro avviso deve il più possibile giocare in area, magari a fianco di Favilli sfruttando gli spazi che inevitabilmente si creano in una difesa sempre preoccupata di chiudere il giovane bomber. Purtroppo la nota più negativa della serata (al di là del risultato) è venuta da Loris Varela che ha confermato ancora una volta la sua insussistenza, la sua inesistente concretezza.

Se sei Maradona o Messi o Cristiano Ronaldo ci può anche stare che spesso provi il numero ad effetto, la giocata sensazionale (anche se, in realtà, i grandi campioni sanno anche quando è il caso di rischiarla e quando no). Se ti chiami Varela e la scorsa stagione hai segnato un solo gol (e hai fatto non più di un paio di assist) dovresti essere molto più umile e cercare di fare giocate concrete. Invece l’avanti uruguagio a tratti è stato davvero irritante, nel primo tempo quanto meno era stato bravo ad aiutare in fase di ripiegamento sulla fascia, pur non combinando mai nulla di buono in avanti.

Nella ripresa, con l’Ascoli che faceva la partita, ha vanificato con giocate insensate (e puntualmente non riuscite) almeno 3-4 potenziali azioni pericolose, senza considerare le tante palle perse banalmente e regalate all’avversario. Se gioca così, con questo atteggiamento, è davvero inutile, anzi rischia di diventare dannoso. Perché a pensarci bene due dei tre cambi operati da Fiorin e Maresca sono stati obbligati, prima Bianchi (un peccato, fino a quel momento era tra i migliori) poi un ottimo e generoso Carpani che non ne aveva più (e da diversi minuti aveva problema di crampi). Se la coppia di allenatori bianconeri non fosse stata costretta a togliere Varela per disperazione, magari negli ultimi minuti, quando Mignanelli era visibilmente in difficoltà per crampi, potevano pensare di inserire qualcuno al suo posto.

Non è un particolare di poco conto perché proprio dalla parte di un Mignanelli in evidente difficoltà fisica (ma in assoluto il migliore dell’Ascoli) è arrivato il pericolo sventato in angolo da Lanni (poi dal corner è arrivato il gol di Terranova). Dispiace davvero perché il centrocampo a tre aveva davvero convinto (e crediamo che da qui non si debba tornare indietro) e incredibilmente era piaciuto molto anche il reparto arretrato, in difficoltà solo nei primi minuti. Poi Gigliotti e Padella avevano di fatto annullato Dionisi e Ciofani e, davvero a sorpresa, aveva convinto a pieno anche Mogos, protagonista della sua migliore prestazione da quando è in bianconero. Il rumeno praticamente non ha sbagliato nulla in fase difensiva e si è reso molto utile anche in fase di spinta, sfiorando addirittura il gol e rendendosi protagonista anche di un paio di belle discese.

Se questa prestazione non è casuale, se  riesce sempre ad esprimersi a questi livelli può tranquillamente farci ricredere. Certo la beffa e la delusione sono cocenti ma ora devono essere bravi Fiorin e Maresca a caricare la squadra, a ripartire dall’ottima prestazione fornita di fronte alla capolista. Martedì sera al Del Duca, pur nell’infinita rabbia per l’immeritatissima sconfitta, per la prima volta abbiamo visto una squadra vera, una squadra valida in tutti i reparti, una squadra che ha tutte le caratteristiche per raggiungere l’obiettivo.

Dopo la vittoria con il Pro Vercelli eravamo stati molto critici e, purtroppo, avevamo visto giusto. Speriamo davvero che anche questa volta sia così, a partire dalla partita di domenica a Cesena.

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