Ascoli Picchio: squadra e società senza difesa


I problemi e le carenze del reparto arretrato, in particolare sugli esterni, erano ampiamente noti già in estate con il mercato ancora aperto ma la società non è intervenuta. Ora spetta a Fiorin e Maresca cercare di trovare una soluzione

Tutto si può dire meno che non fossero attese e previste le difficoltà che sta incontrando l’Ascoli in questo avvio di campionato. La sofferta vittoria casalinga contro il Pro Vercelli aveva forse illuso alcuni tifosi bianconeri, quelli che per “troppo amore” nell’euforia del successo non riuscivano a vedere altro.

Dopo quella gara avevamo espresso tutte le nostre perplessità, amplificate dal fatto che una vittoria così sofferta era arrivata contro un avversario decisamente scarso, al momento la squadra più debole della serie B. Le due sconfitte successive, quella casalinga con il Novara e quella ad Empoli, hanno confermato che, purtroppo (perché siamo anche e soprattutto tifosi del Picchio e avremmo preferito di gran lunga renderci conto di aver sbagliato, di essere stati troppo pessimisti), eravamo stati buoni profeti. D’altra parte già prima dell’inizio del campionato e, ancor più, dopo la sconfitta all’esordio a Cittadella avevamo evidenziato i troppi limiti e i gravi difetti di questa squadra (“Allarme Ascoli: squadra indifesa, poche ore per rimediare”), in particolare la sua assoluta inconsistenza difensiva.

L’esordio in campionato – scrivevamo allora – ha riportato tutti bruscamente alla cruda realtà. Che è quella di una formazione che da centrocampo in avanti da delle potenzialità (anche con alcune pericolose incognite) ma che è estremamente debole nel reparto arretrato”. Nel proseguo dell’articolo, come già dopo la partita di coppa Italia con lo Juve Stabia, sottolineavamo come i principali problemi della retroguardia bianconera venissero dagli esterni. D’altra parte non bisogna essere dei grandi esperti per capirlo, gli esterni difensivi che ha a diposizione la coppia Fiorin-Maresca probabilmente farebbero fatica anche in Lega Pro. In particolare a destra, dove Cinaglia ha dimostrato tutti i suoi limiti e Mogos è sinceramente impresentabile.

Ma anche a sinistra non che le cose vadano meglio. Mignanelli è bravo quando si tratta di spingere, ha buona corsa e mette dentro preziosi cross (sia di destro che con il suo piede, il sinistro). Però quando si tratta di difendere è un totale disastro anche lui, non tiene bene la posizione, non è in grado di contrastare e si fa saltare con una disarmante semplicità. Il secondo gol dell’Empoli sabato scorso è emblematico in proposito, dopo che il primo è nato da un “pacchiano” errore di posizione di Cinaglia (non è a chiudere su chi crossa, non copre sul primo palo dove si inserisce Donnarumma che poi segna), perennemente in difficoltà nel primo tempo.

Tanto che i toscani nel corso dei primi 45 minuti hanno sempre attaccato sul lato destro della difesa bianconera, dove passavano con imbarazzante facilità. Nella ripresa, poi, la prima volta in tutta la partita che hanno affondato a sinistra si è aperta una voragine ed è arrivato il 2-0. Nel frattempo Fiorin e Maresca avevano deciso di togliere Cinaglia, inserendo Mogos che, se possibile, è riuscito a fare peggio. In pratica un disastro, a parte i due gol incassati in casa con il Novara, le altre 6 reti subite sono tutte nate da iniziative su una delle due fasce. Dove qualsiasi avversario passa con disarmante facilità, sfruttando l’incapacità di difendere degli esterni bianconeri.

Con simili problemi sugli esterni neppure con una coppia di centrali come Nesta-Cannavaro, Baresi-Costacurta o Bonucci-Chiellini sarebbe facile non subire troppi gol. E Padella-Gigliotti, con tutto il rispetto, non sono neanche lontanamente paragonabili a loro, probabilmente sarebbero una coppia di centrali sufficiente (nell’attesa del ritorno di Mengoni che, se sarà quello visto lo scorso anno, sicuramente sarà molto utile) con un minimo di copertura sulle fasce. Inutile nasconderci, la situazione è preoccupante e molto seria perché almeno a fino a gennaio dovremo stare con questi giocatori, con un reparto arretrato che al momento è assolutamente inadeguato per la categoria.

Contro il Novara, ad esempio, anche se Fiorin ha sottolineato che l’Ascoli non meritava la sconfitta (per il volume di gioco sicuramente no) comunque oltre i due gol i piemontesi sono arrivati altre 3 volte soli davanti al portiere, in 2 circostanze con Da Cruz (sembrava Messi in mezzo alla difesa bianconera…)  ed in una con Di Mariano. Ad Empoli oltre i 3 gol la squadra di Vivarini ha fallito una clamorosa occasione con Caputo sullo 0-0 (a porta vuota) e nell’equilibratissimo primo tempo ha avuto altre due colossali opportunità. Nella ripresa, poi, Lanni ha compiuto un paio di interventi importanti. In altre parole le reti al passivo potevano essere molte di più.

Allora, di fronte ad una simile situazione, è impossibile non chiamare in causa la società e in particolare il ds Giaretta che, proprio come la squadra, sono… senza difesa. Lo abbiamo visto tutti, già a metà agosto, qual’era la situazione, c’era tutto il tempo per intervenire e per cercare di trovare uomini di maggiore affidamento. Non averlo fatto rischia di compromettere pesantemente il proseguo del campionato dell’Ascoli. Perché quanto affermato dal presidente Bellini dopo la partita di Empoli, cioè che bisogna dar tempo alla squadra di crescere, che questa è una squadra giovane che non può che migliorare, può valere per tutto il resto, non certo per questo problema in fase difensiva . Che condiziona e rende secondario tutto il resto.

Perché, tutto sommato, sostanzialmente sia con l’Empoli che con il Novara si sono viste anche cose buone. In Toscana, ad esempio, pur di fronte ad un avversario indiscutibilmente di livello superiore, l’Ascoli ha avuto ad inizio secondo tempo con Bianchi una facile occasione per l’1-1, subito dopo il 2-0 Favilli ha fallito da pochi metri il gol che avrebbe subito riaperto la partita e lo stesso attaccante bianconero, dopo un’altra occasione capitata a Clemenza, prima è stato fermato dall’arbitro (quando era solo davanti al portiere) per un inesistente fallo (Simic era scivolato senza essere toccato), poi si è visto annullare un gol per un fuorigioco più che dubbio.

Questo significa che comunque la squadra crea, che davanti Favilli e lo stesso Rosseti non possono che crescere, che sicuramente serve più cattiveria sotto porta ma in ogni caso è sempre positivo quando si creano occasioni. La partita di Empoli ha anche evidenziato che probabilmente per i giocatori che ci sono in rosa il centrocampo a tre è l’ideale, con Addae, Bianchi e Carpani che possono girare a fianco dell’insostituibile (anche se non brillantissimo in Toscana) Buzzegoli.  E che Varela se vuole continuare a giocare e non vuole finire in panchina deve essere più concreto e non perdersi in “frizzi e lazzi”.

Emblematica, in tal senso, è stata l’azione sviluppata dai bianconeri pochi attimi dopo aver subito l’1-0 quando al limite dell’area, con Favilli e Rosseti da servire facilmente per metterli in condizione di concludere in porta, l’uruguagio ha provato un improbabile e improvvido colpo di tacco, perdendo palla in una situazione di assoluto vantaggio. In uno schieramento con due punte, tra l’altro, Clemenza sembra più adatto, mentre con lo schieramento con un’unica punta centrale non mancano certo le alternative (tra lo stesso Clemenza, Baldini, Santini quando torna, D’Urso).

Insomma, da centrocampo in su e in fase di costruzione si intravedono sprazzi positivi e si ha la sensazione che si possa comunque migliorare e crescere, come sostengono dirigenti e tecnici. Ma la fase difensiva è un problema serio e di difficile soluzione. Forse un modo per cercare di limitare i danni  e  provare ad attenuare le gravissime carenze sugli esterni potrebbe essere quello di schierare una difesa a 3, soprattutto una volta che sarà rientrato Mengoni.

Vedremo cosa proverà a fare la coppia Fiorin-Maresca che qualcosa deve comunque inventarsi. Anche perché il calendario delle prossime partite è di quelli da far tremare i polsi. Domani (martedì) al Del Duca arriva il Frosinone tra le favorite per la promozione, poi domenica (alle 17:30) trasferta a Cesena contro una squadra in crescita e con bomber Cacia lanciatissimo e motivatissimo. Il sabato successivo si torna al Del Duca con un’altra delle big del campionato, il Palermo, poi in trasferta a Salerno.

C’è di che essere preoccupati, a differenza della tranquillità che ostenta Bellini. Che, non finiremo mai di ringraziare per aver salvato l’Ascoli nel dopo Benigni, ma non può davvero pensare che i tifosi bianconeri (a parte pochissimi) hanno l’anello al naso. Abbiamo già sostenuto che è pienamente diritto della società fare le proprie scelte tecniche e, nel caso, decidere che un bomber importante come Cacia non serva più. Da un punto di vista tecnico le somme su questa scelta si tireranno a fine campionato.

Abbiamo anche evidenziato che lo stesso Cacia avrebbe meritato, per quanto fatto nei due anni in bianconero, un diverso trattamento, anche e soprattutto una volta che si era deciso che non rientrava più nei programmi tecnici. Ma Bellini non può ora venirci a raccontare che è stato Cacia a volersene andare, ricordiamo tutti molto bene le parole definitive e inequivocabile sul numero 21 bianconero pronunciate dal presidente a giugno. Poi se alla base di questa rottura c’è qualche episodio particolare, allora una volta per tutte il presidente lo renda pubblico.

In caso contrario è meglio chiuderla qui, cercando di guardare avanti e preparandosi ad intervenire a gennaio se ce ne sarà la necessità. Ipotesi che al momento appare una certezza.

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