Enigma ricostruzione: decreti attuativi e banche, tutto quello che c’è da sapere


Dopo la pubblicazione dell’articolo sulle poche richieste di contributo presentate per le abitazioni civili, pioggia di reazioni e polemiche  (molte pretestuose e immotivate). Ma la vicepresidente Casini conferma: “non si deve attendere alcun decreto, sul sito del commissario c’è l’elenco della banche che hanno sottoscritto l’accordo”

Come prevedibile ha destato molto interesse l’articolo “Enigma ricostruzione:  30 mila edifici lesionati, pochissime richieste di contributo” che riportava l’intervento del vicepresidente della Regione Anna Casini , nel  corso dell’incontro “Per il buon governo delle Marche”, che aveva appunto evidenziato una particolare anomalia nel difficile processo di ricostruzione. In pratica a fronte di circa 30 mila edifici dichiarati lesionati, quindi da sistemare o ricostruire, nella nostra regione al momento  sono stati presentati appena 200-300 progetti per accedere ai contributi.

Eppure, aveva sottolineato la vicepresidente, i soldi per la ricostruzione ci sono e l’ordinanza  n. 19 del 7 apri­le scor­so (“Mi­su­re per il ri­pri­sti­no con mi­glio­ra­men­to si­smi­co e la ri­co­stru­zio­ne di im­mo­bi­li ad uso abi­ta­ti­vo gra­ve­men­te dan­neg­gia­ti o di­strut­ti a far data dal 24 ago­sto 2016”) è piuttosto chiara e di facile interpretazione. Tanti i lettori che ci hanno manifestato dubbi, che hanno chiesto ulteriori spiegazioni, che hanno sollevato obiezioni. Ovviamente non sono mancati (non poteva essere altrimenti visto l’argomento) i commenti polemici, le accuse, le segnalazioni di presunti inefficienze.

Va detto , per la verità, che non sempre le critiche e le obiezioni sollevate sono risultate particolarmente pertinenti, anche perché nella foga che indubbiamente l’argomento suscita spesso si rischia di non comprendere bene di cosa sia stia parlando (cioè l’ordinanza 19 relativa agli immobili privati ad uso abitativo) e di confondere le cose. Come, ad esempio, ha fatto Roberto che nella foga scrive “ma la signora Casini lo sa che le ultime modifiche alle ordinanze le hanno fatte ieri?”.

In realtà, però, l’ultima ordinanza (la n. 29 del 9 giugno) non riguarda e non tocca minimamente l’ordinanza 19 citata dalla vicepresidente, visto che le modifiche e le integrazioni proposte interessano altre ordinanze (la n. 10 del 16 dicembre, la n. 12 del 9 gennaio e la n. 24 del 12 maggio). Più grave è che a far confusione sia qualche politico, cioè che (almeno nell’immaginario collettivo) dovrebbe essere meglio informato e dovrebbe conoscere la materia su cui interviene. Come nel caso della senatrice marchigiana Serenella Fucksia che entra “a gamba tesa”, sbagliando però clamorosamente la mira.

Mi auguro che la vicepresidente della Regione abbia presente le motivazioni che rallentano i progetti. Non è da tutti mettere in conto di dover lavorare, presentare un progetto non solo senza aver certezza di essere poi pagato, ma anticipando addirittura le spese. E spero che abbia contezza che progetti pubblici depositati a febbraio sono ancora in aria per le burocrazie infinite, firme e controfirme presso Invitalia. Ma di cosa parliamo? Scendiamo giù dal pero per favore”.

In realtà “dal pero” dovrebbe forse scendere proprio la senatrice che sembra non aver capito che si sta parlando degli interventi su immobili privati ad uso abitativo. Per i quali, basta leggere l’ordinanza n. 19 del 27 aprile, non bisogna anticipare alcuna spesa e, oltrettutto, vengono con esattezza i tempi e le fasi di erogazione del contributo (articolo 14). Del tutto fuori tema e inappropriato, poi, il riferimento ai presunti progetti pubblici depositati a febbraio ad Invitalia. In questa sede si sta parlando di tutt’altro, di un’ordinanza di due mesi dopo che riguarda gli edifici privati.

Al di là delle polemiche pretestuose e avulse dalla materia in discussione, meritevoli di approfondimento risultano, invece, alcune delle obiezioni sollevate. In particolare il fatto che il Mude (il Modulo unico digitale per l’Edilizia) sarebbe bloccato da mesi, il dubbio sollevato da qualcuno che si stiano aspettando i decreti attuativi per dare, appunto, attuazione all’ordinanza n. 19, con la conseguenza che le stesse banche starebbero aspettando prima di concedere il finanziamento.  A ciò si aggiungono le rimostranze di chi ha l’immobile nelle zone rosse e lamenta il fatto di non poter neppure presentare il progetto di ricostruzione.

Detto che, abbiamo verificato direttamente, il Mude in realtà è stato per qualche tempo bloccato (ma nei mesi scorsi) ed ora invece è di nuovo attivo (come si può leggere nel sito stesso del Mude http://www.mude.piemonte.it/site/474-sistema-mude-piemonte-fermo-servizio-2-febbraio-2018), per quanto riguarda le altre obiezioni abbiamo chiesto chiarimenti ancora al vicepresidente della Regione.

Non ci sono decreti attuativi per le banche – ci ha spiegato Anna Casini – non si deve attendere nessun decreto perché con i tecnici sono stati fatti diversi incontri, gli ultimi ad Ascoli e Sarnano. Sul sito del Commissario c’è l’elenco delle banche che hanno sottoscritto l’accordo (la Convenzione Abi-Cdp “Plafond Sisma Centro Italia). Sono stati già approvati dei progetti con decreti del vicecommissario Ceriscioli e i richiedenti devono fornire iban con la banca scelta. Diverso è il discorso per gli immobili in zona rossa dove la sperimentazione è competenza dei Comuni, come pure il piano macerie. E’ comunque importante che i cittadini sappiano che, escluse le abitazioni in zona rossa, possono presentare i progetti senza pagare nulla”.

Le affermazioni della vicepresidente sono confermate da un comunicato stampa dell’Abi di fine marzo. “L’Associazione Bancaria Italiana – si legge nel comunicato –  rende noto sul proprio sito internet (www. abi.it) l’elenco delle banche aderenti alla Convenzione ABI-CDP “Plafond Sisma Centro Italia”, che potranno erogare i finanziamenti per la ricostruzione dei territori colpiti dagli eventi sismici che da agosto hanno interessato Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria in attuazione del D.L. 189/2016. Attualmente sono presenti nell’elenco: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Credit Agricole Cariparma, Banca Popolare di Bari, Cassa di Risparmio di Ravenna, Banca dei Sibillini Credito Cooperativo di Casavecchia, BCC di Roma, BCC del Velino, BCC di Spello e Bettona, BCC di Picena, BCC di Castiglione Messer Raimondo e Pianella. Stanno altresì completando l’iter di sottoscrizione Banca Carige, Banca dei Monti dei Paschi di Siena, BNL, Credito Valtellinese, UBI Banca. L’elenco verrà periodicamente aggiornato man mano che aderiranno nuove banche”.

Quanto al fatto che non si deve attendere alcun decreto attuativo, la conferma alle parole della Casini arriva, oltre che dal comunicato della Regione che sottolinea che “la ricostruzione privata può iniziare”, dall’ordinanza stessa che non fa alcuna menzione ad eventuali decreti attuativi e, all’art. 27 comma 2, sancisce che “la presente ordinanza entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul sito istituzionale del Commissario straordinario” (è stata pubblicata l’11 aprile).

Va, infine, sottolineato come, proprio per rendere il più possibile meno complesso tutto l’iter, sul sito della Regione Marche dedicato alla ricostruzione (http://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Ricostruzione-Marche/Modulistica)  sono pubblicati i fac simili dei moduli per le varie richieste.

La speranza è che tutte le indicazioni fornite possano in qualche modo risultare utili. In caso contrario saremo pronti a raccogliere ogni segnalazione (ovviamente con un minimo i fondamento) per chiedere e pretendere ulteriori delucidazioni.

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