Enigma ricostruzione: 30 mila edifici lesionati, pochissime richieste di contributo


“Dagli 80 mila sopralluoghi fin qui effettuati sono risultati lesionati circa 30 mila edifici ma fino ad ora sono stati presentati solo 200-300 progetti per accedere ai contributi per la ricostruzione previsti dall’ordinanza 19” svela il vicepresidente della Regione Anna Casini

Si è parlato di area di crisi complessa, di internazionalizzazione , delle nuove frontiere produttive, ovviamente di lavoro  nell’incontro “Per il buon governo delle Marche” organizzato dal Pd che si è svolto mercoledì 14 giugno presso i locali del Piceno Consind. Ma si è parlato anche, e non poteva essere altrimenti, di terremoto e ricostruzione, tema sempre molto delicato e quasi sempre foriero di infuocate discussioni. E per certi versi neppure questa volta le attese sono andate deluse, visto che sono emersi dati a dir poco sorprendenti. A fornirli è stata il vicepresidente della Regione Anna Casini che coordinava il tavolo che si è occupato dell’aria di crisi complessa.

Secondo i dati ufficiali regionali – ha spiegato la vicepresidente della Regione – fino ad ora nelle Marche sono stati effettuati quasi  80 mila sopralluoghi e ne restano ancora da fare altri 10 mila. Gli edifici che sono risultati lesionati sono circa 30 mila, eppure fino ad ora sono stati presentati solo qualche centinaio (200-300) di progetti per accedere ai contributi. E’ inspiegabile, i soldi per la ricostruzione ci sono , non ci sono neppure problemi di burocrazia”.

In altre parole, per capire meglio quanto paradossale sia la situazione, nella nostra regione ci sono 30 mila edifici lesionati dal terremoto da sistemare o ricostruire, sono immediatamente disponibili i finanziamenti , non c’è la necessita di anticipare  neppure un euro ma, incredibilmente, neppure l’1% dei marchigiani che ne avrebbero diritto fino ad ora hanno usufruito di questa incredibile opportunità. Una situazione davvero incomprensibile, difficile capire per quale ragione non partano gli interventi di sistemazione e ricostruzione.

Si finanziano prime e seconde case, si finanziano traslochi, si finanziano delocalizzazioni. Ed anche le tariffe stabilite sono davvero invitanti, da 850 a 1500 euro al mq per la ricostruzione pesante, 450 euro a mq per quella leggera . Bisogna far partire al più presto i cantieri, non possiamo perdere ulteriore tempo e far passare in questo modo l’estate” spiega la vicepresidente Casini. Che, poi, per fugare ogni dubbio su possibili incomprensioni o difficoltà di interpretazioni sul provvedimento del governo, aggiunge: “se incontrate un tecnico che vi dice che non si capisce l’ordinanza allora cambiate tecnico”.

Ma davvero l’ordinanza n. 19 del 7 aprile scorso (“Misure per il ripristino con miglioramento sismico e la ricostruzione di immobili ad uso abitativo gravemente danneggiati o distrutti a far data dal 24 agosto 2016”) è così chiara e di semplice lettura? Chiunque può verificarlo direttamente (leggi qui l’ordinanza 19), noi l’abbiamo fatto e, in tutta sincerità, ci sentiamo di confermare in pieno quanto affermato dalla vicepresidente Casini.

Chiari i beneficiari dell’intervento indicati al comma 3  (“Possono beneficiare dei contributi previsti dalla presente ordinanza i proprietari, gli usufruttuari od i titolari di diritti reali di garanzia che si sostituiscano ai proprietari delle abitazioni gravemente danneggiate o distrutte, comprese in edifici dichiarati inagibili con ordinanza sindacale, utilizzate per le finalità di cui all’articolo 6, comma 2, lettere a), b) e c), del decreto legge”) e al comma 5 (“Possono beneficiare dei contributi previsti dalla presente ordinanza anche i titolari di attività produttive ovvero i soggetti di cui all’articolo 6, comma 2, lettera e), del decreto legge che svolgevano, alla data del sisma, l’attività in unità immobiliari ricomprese negli edifici di cui ai precedenti commi 1 e 2”) dell’articolo 1, così come la tipologia degli interventi finanziabili secondo il comma 1 dell’articolo 2 (“I contributi di cui alla presente ordinanza possono essere concessi per il ripristino con miglioramento sismico di interi edifici gravemente danneggiati o per la ricostruzione di quelli distrutti, aventi destinazione d’uso abitativo ed eventualmente comprendenti anche unità immobiliari a destinazione produttiva (industriale, commerciale, artigianale, agricola, uffici, servizi), dichiarati inagibili con ordinanza comunale”).

Pochi dubbi anche sull’entità dei contributi che, sulla base di quanto previsto dall’art. 4, “è pari al 100% del costo ammissibile” nei comuni inseriti nel cosiddetto cratere e “ pari al 50% del costo ammissibile” nei comuni non inseriti nel cratere (ma con la possibilità di ottenere ugualmente il 100% nel caso il contributo sia chiesto per edifici che si trovano ubicati nei centri storici).

Chiare e ben definite anche le modalità e i tempi di erogazione del contributo che, sulla base dell’articolo 14 dell’ordinanza “è erogato dall’istituto di credito prescelto dal richiedente all’impresa esecutrice dei lavori ed ai professionisti che hanno curato la progettazione, la direzione dei lavori, il collaudo ed il coordinamento del progetto per la sicurezza nei tempi e nei modi di seguito indicati: il 20% del contributo entro 30 giorni dalla presentazione all’Ufficio speciale dello stato di avanzamento dei lavori , che attesti l’esecuzione di almeno il 20% dei lavori ammessi e della dichiarazione di impegno del legale rappresentante dell’impresa esecutrice al rispetto, nei confronti dei fornitori e delle imprese subappaltatrici, di tempi di pagamento non superiori a 30 giorni dalla data di erogazione della prima quota di contributo; il 20% del contributo entro 30 giorni dalla presentazione all’Ufficio speciale dello stato di avanzamento dei lavori che attesti l’esecuzione di almeno il 40% dei lavori ammessi e della dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa esecutrice attestante l’avvenuto rispetto, nei confronti dei fornitori e delle imprese subappaltatrici, di tempi di pagamento non superiori a 30 giorni dalla data di erogazione del contributo di cui alla precedente lettera a) e l’impegno al rispetto di analogo termine dalla data di erogazione della seconda quota di contributo; il 30% del contributo entro 30 giorni dalla presentazione all’Ufficio speciale dello stato di avanzamento dei lavori che attesti l’esecuzione di almeno il 70% dei lavori ammessi; il restante 30% a saldo del contributo entro 30 giorni dalla presentazione all’Ufficio speciale del quadro economico a consuntivo dei lavori”.

L’ordinanza, poi, spiega nel dettaglio tutti gli altri aspetti tecnici e chiunque può verificare direttamente che, almeno in questo caso, è impossibile avere dubbi. Occorre, infine, ricordare che la richiesta di contributo deve essere presentata entro il 31 dicembre 2017. C’è, quindi, tutto il tempo per farlo, anche se resta un mistero capire per quale ragione solo nelle Marche fino ad ora c’è stato un numero così basso, in relazione all’elevatissimo numero di edifici risultati danneggiati, di richieste.

Un nuovo mistero che si aggiunte agli altri di questo difficile post terremoto.

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