Sanremo e gli spot della discordia


Polemiche e proteste contro la Regione , accusata di aver stanziato soldi dell’emergenza terremoto per aiutare il turismo sulla costa e nel Pesarese. Ma dalla delibera n. 20 del 23 gennaio scorso emerge un quadro completamente differente

Il  sempre più tumultuoso post terremoto si arricchisce di un nuovo clamoroso scandalo. Che, in realtà, nel giro di poche ore si è dimostrato essere ancora una volta una vera e propria montatura, priva di alcun fondamento (come al solito da una notizia vera si è costruito un presunto scoop che, però, poi si è rivelato completamente infondato). Però intanto sono bastate anche quelle poche ore per far diventare quella notizia, sicuramente sconcertante (almeno per come era stata presentata), virale, con la conseguente pioggia di critiche e accuse di ogni tipo. “Sisma, l’emergenza è lo spot: dalla Regione 346 mila euro a Rai e Canale 5 per il turismo sulla costa” titolava lunedì sera 30 gennaio un quotidiano on line.

L’ente – aggiungeva nel sottotitolo quel quotidiano – ha stanziato parte del denaro della legge sul terremoto per comprare pubblicità sulle reti statali e durante lo speciale Capodanno a Civitanova. Ma le reclame riguardano il Pesarese e la costa marchigiana”.  “E’ mascherata da intervento urgente in favore delle popolazioni colpite dal sisma – si legge ancora all’inizio dell’articolo – ma è invece pubblicità per le aree marchigiane non interessate dal terremoto, in particolare il Pesarese. Sono 346 mila euro che la giunta regionale ha destinato alla promozione del comparto turistico: 246 mila per la messa in onda di spot pubblicitari su canali Rai e altri 100 mila serviti per acquistare 3 spot da 30 secondi, la pubblicità in piazza XX Settembre a Civitanova e la citazione finale di Gigi D’Alessio durante il Capodanno andato in onda in diretta su Mediaset (…) Come se Castelsantangelo, Visso, Ussita, Pieve Torina, Pievebovigliana, Fiastra e tanti altri comuni rasi praticamente al suolo dal ripetersi di scosse sismiche violentissime potessero beneficiare in qualche modo degli spot pubblicitari che ricordano al resto d’Italia quanto sono belle le Marche”.

 A tutti questi ( i terremotati)  e ai tanti sindaci che ogni giorno si danno un gran da fare per risolvere l’emergenza – conclude l’articolo –  quei 346mila euro avrebbero fatto comodo. Non avrebbero cambiato loro la vita ma avrebbero potuto migliorare qualcosa. Poniamo anche che si sia deciso di valorizzare le aree non colpite dal sisma, ma per quale motivo si parla di interventi a sostegno dei terremotati? Cosa se ne fanno questi terremotati di uno spot sulle principali reti Rai? La Regione fa presente che sia Neri Marcorè, protagonista degli spot, che il regista Adriano Giannini hanno rinunciato ai loro diritti d’autore per questa campagna e che le concessionarie di pubblicità di Rai e Mediaset hanno compartecipato «offrendo delle condizioni estremamente favorevoli, sia in termini di costi che di spot pubblicitari da mandare in onda». I terremotati ringraziano ma quello che è certo è che il terremoto ha colpito le Marche al cuore. E senza cuore non si può continuare a vivere. Non basterebbero tutti gli spot del mondo. Per andare avanti, bisogna guarire. Tutti”.

Poche ore ancora ed ecco un altro quotidiano rilanciare, sempre con un titolo a tutta pagina, lo scandalo. “Niente stalle e container in ritardo. Ma per gli spot spesi 346 mila euro”. E nel sottotitolo, per non lasciare dubbi, ecco aggiungere: “Regione, soldi del sisma stanziati per aiutare il turismo sulla costa”. Praticamente stesso copione dell’altro quotidiano sin dall’inizio dell’articolo. “Che cosa si deve fare subito nel pieno dell’emergenza del terremoto – si legge –  tra container in ritardo, allevatori allo stremo e la ricostruzione che diventa sempre più lontana? Spendere 346 mila euro per far sapere a tutti – con le pubblicità sulla Rai e al concerto di Gigi D’Alessio – che la fascia costiera delle Marche, e Pesaro in particolare, non hanno avuto alcun problema per le scosse. E questo ha fatto la giunta regionale con la delibera approvata dalla giunta regionale nella seduta del 23 gennaio”.

 A fianco all’articolo, poi, viene specificato come vengono distribuiti gli spot (tra tv e radio) e, subito sotto, che la somma è finanziata con la legge 229 del 15 dicembre “Interventi urgenti per il territorio delle Marche in favore delle popolazioni colpiti dagli eventi sismici”. Che dire, stando così le cose sembrava davvero di essere di fronte ad uno scandalo clamoroso, la giunta regionale che utilizza una parte dei soldi ricevuti per l’emergenza terremoto per pagare degli spot, per giunta per aiutare il Pesarese e la costa marchigiana. Deve essere davvero impazzito Ceriscioli è il primo pensiero che ci è venuto, anche se d’altra parte il presidente della Regione è proprio di Pesaro e quindi avrà voluto ancora una volta favorire il suo territorio, a discapito del sud delle Marche.

Quasi superfluo sottolineare che genere di commenti hanno subito scatenato quegli articoli. “E’ una vergogna” accusava Tonina. “Questa è l’Italia, un paese assurdo dove l’incoerenza e le logiche materiali abbondano e trasbordano” aggiungeva Andrea. “Perché proprio il Pesarese? Ah, merito di Ceriscioli, che grande persona, sta sempre vicina ai terremotati… quando c’è da fare passerella con qualche pezzo grosso” tuonava Mauro. “Ecco quello che fa il Pd, invece di aiutare le popolazioni colpite dal terremoto sparge denaro per la pubblicità. Le istituzioni ancora non si rendono conto che la gente è esausta, ha bisogno di aiuti concreti o tra poco partiranno le fucilate” minacciava Amedeo.

Scontato che in pochissimo tempo la notizia è diventata subito virale, ripresa e condivisa da tantissime persone , compreso l’on Remigio Ceroni che, sul proprio profilo facebook commentava: “Privi del senso della vergogna. Se le cercano”. Non possiamo nascondere che di fronte ad un simile scandalo anche a noi sono venuti in mente pensieri di un certo tipo. Però, poche ore dopo,  quello scandalo pian piano ha iniziato ad assumere connotati differenti, fino al punto che, alla fine, il vero scandalo è chiaramente risultato un altro. E’ bastato ascoltare l’intervento del presidente Ceriscioli, martedì 31 gennaio, in Consiglio regionale per farsi venire i primi dubbi.

Il presidente ha innanzitutto chiarito che per quegli spot non sono certo stati utilizzati soldi stanziati per l’emergenza terremoto. Poi ha sottolineato come gli spot in questione altri non sono che quelli del 2014 con Neri Marcorè che, quindi, promuovono  tutto il territorio delle Marche (la lunga sequenza finale in piazza del Popolo è davvero molto suggestiva) e non certo solo il Pesarese (e tanto meno solo la costa marchigiana). Poco dopo è arrivato anche il comunicato stampa dell’assessore al turismo Moreno Pieroni a definire meglio i contenuti dell’iniziativa.

Spot pubblicitari nella trasmissione RAI del Festival Internazionale della Canzone italiana di Sanremo, sia su Radiorai che su Rai Uno  per tutte e cinque le serate del Festival a prezzi scontatissimi per le Marche. Inoltre un piano di spot pubblicitari radiofonici durante importanti eventi sportivi da mandare in onda sulle reti di Radiorai: dal campionato di calcio di serie A e B  nella trasmissione “Tutto il calcio” alle coppe europee di calcio, alle partite della Nazionale maggiore e della Under 21 e la Tim cup. Abbiamo trovato la disponibilità e la sensibilità della Rai, che ringraziamo, che ha praticato prezzi scontatissimi, fino all’80% in meno per una forma di solidarietà alle Marche Impiegheremo fondi POR Fesr destinati alla promozione per una somma complessiva di 690 mila euro e la campagna durerà fino a giugno “ si legge nel comunicato.

E’ chiaro che, messa in questi termini, siamo di fronte ad una situazione completamente differente da quella annunciata da quei mezzi di informazione (i soldi provengono dai Fondi europei Por Fesr destinati esclusivamente alla promozione, e non utilizzabili per altri finalità, e non da ipotetici fondi per l’emergenza terremoto) che tanto scandalo stava provocando. Per toglierci ogni dubbio alla fine siamo andati alla fonte, visionando la delibera in questione (la n. 20 del 23 gennaio 2017  “Attività di promozione per il rilancio dell’economia e del comparto turistico – Legge n. 229 del 15/12/2016: “Interventi urgenti per il territorio della Regione Marche in favore delle popolazioni colpite dagli  eventi sismici del 2016” – euro346.000”).

In effetti  il riferimento alla legge 229 del 15 dicembre 2016 c’è. Ma se, invece di fermarsi al titolo, si avesse anche la decenza di leggere tutta la delibera (di ben 7 pagine…) si scoprirebbe che il riferimento a quella legge non c’entra nulla con l’impiego dei fondi.  “Lo stesso D.L. n.189 del 15/10/2016 relativo al sisma del 24 agosto 2016 convertito in Legge n.229 del 15/12/2016 aventi per titolo “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016” – si legge nel documento istruttorio della delibera – ha previsto all’art. 22 di attivare una serie di iniziative per la promozione turistica, con il coordinamento dell’Enit”.

Sempre il documento istruttorio, poi, smonta in maniera inequivocabile la storiella che l’obiettivo sia quello di aiutare il Pesarese e la costa.  “Aldilà del danno strutturale subito – si legge  – purtroppo il messaggio che si è oramai diffuso in Italia, fino a varcare i nostri confini all’estero, è che la Regione Marche sia stata colpita in pratica su tutto il territorio, tanto è che i primi segnali negativi sono arrivati dalle innumerevoli disdette di prenotazioni dalle strutture ricettive per il periodo natalizio e pasquale, non solo, come comprensibile, nelle aree direttamente colpite e delimitate dal sisma, ma anche su tutta la fascia costiera e collinare oltre all’intera Provincia Pesarese che di fatto non sono state interessate dal sisma”.

Nella delibera, poi, viene anche spiegato che “tenuto conto dei tempi estremamente ristretti che non permettono di realizzare nuovi spot pubblicitari, si è deciso di usare quelli già realizzati per precedenti campagne pubblicitarie” e che “sia l’attore Neri Marcorè e sia il regista Adriano Giannini hanno entrambi rinunciato ai loro diritti d’autore in termini economici, per questa campagna pubblicitaria, avendo desiderato compartecipare loro stessi come sostenitori di questa azione a favore della ripresa produttiva ed economica quale promozione turistica del territorio”.

Infine, vengono riportati nel dettaglio il numero di spot che verranno trasmessi  e i relativi costi, con il prezzo speciale offerto da Rai, Radiorai e Canale 5. “1) Spot Rai Tv: numero spot previsti 106 rispettivamente 47 da 15 secondi  e 59 da 30″,di cui 60 suddivisi tra Rai 1,2, 3, e 46 su Rainews 24. Costo di listino complessivo 1.693.290 + IVA 22%,  prezzo offerto 160.000,00 + IVA 22% pari ad un 90,5% di sconto proposto. 2) Spot Radiorai: numero di spot previsti 224 di 15″ suddivisi tra RAI 1,2 e 3. Costo di listino complessivo 423.000 + IVA 22%,  prezzo offerto 40.000+ IVA 22% pari ad un 90,5% di sconto proposto; Costo complessivo produzione e registrazione di n.6 spot radiofonici diversi  2.000  IVA compresa; 3) Spot Canale 5 concerto di capodanno. Numero di spot previsti 3 di 30″ oltre alla pubblicità sulla piazza e citazione finale di Gigi D’Alessio. Costo di listino complessivo 150.000 + IVA 22%, prezzo offerto 100.000 compreso IVA 22% pari ad un 46% di sconto”.

C’è davvero poco da aggiungere, è sin troppo chiaro che la delibera regionale (che conferma in toto le parole del presidente Ceriscioli e dell’assessore Pieroni) delinea una situazione completamente differente da quella che ha fatto gridare allo scandalo. Nessun utilizzo improprio di fondi per il terremoto, nessuna ulteriore penalizzazione per le popolazioni terremotate, nessun trattamento di favore per Pesaro e il Pesarese, semplicemente un giusto (e per certi versi necessario) intervento per cercare di tutelare uno dei beni più preziosi della nostra regione (il turismo), messo ovviamente in difficoltà dall’emergenza sisma, su tutto il territorio regionale. Il tutto, per giunta, con l’utilizzo di fondi europei (non utilizzabili per altre evenienze) e sfruttando una serie di circostanze favorevoli. I dati riportati in delibera parlano chiaro e dicono di sconti del 90% per il passaggio degli spot in Rai (e 46% a Canala 5).

Ma non è tutto, il presidente Ceriscioli ha confermato che 5 spot delle Marche saranno trasmessi, al prezzo complessivo di 150 mila euro, anche nel corso delle serate di Sanremo. Cioè di una manifestazione che ha ascolti medi in tv di 11-12 milioni di spettatori a serata, con (aggiornato al listino dello scorso anno) gli spot pubblicitari da 15 secondi che costano 204 mila euro a passaggio. E allora altro che scandalo e che vergogna, l’iniziativa della Regione in questo caso non solo non merita critiche (almeno non di questo stampo) ma addirittura dovrebbe essere apprezzata. Perché il turismo è una risorsa fondamentale per la nostra regione che nel 2015 (i dati del 2016 non sono ancora pronti) ha fatto registrare quasi 2 milioni e mezzo di arrivi e poco meno di 13 milioni di presenze. Che, tradotti in soldi, significano centinaia e centinaia di milioni di euro che entrano nelle tasche degli operatori turistici marchigiani ( e non solo), autentico ossigeno per la nostra regione.

Ossigeno che, però, ora rischia di diminuire in maniera sensibile, visto che inevitabilmente le conseguenze del terremoto si faranno sentire in questo 2017. Anzi, per la verità si sono già fatte sentire nel 2016, anche se secondo la Regione la diminuzione c’è stata ma non particolarmente sensibile (ma non bisogna dimenticare che la prima scossa è di fine agosto, cioè quasi a fine estate). Secondo la Coldiretti, però, sulla base della rielaborazione dei dati della Banca d’Italia di ottobre, in appena 2 mesi si è già registrata una perdita di una ventina di milioni euro. La stessa Coldiretti, per la verità, ha una ricetta a dir poco singolare per il nostro turismo. “Per risollevare il turismo – scrive – occorre innanzitutto far ripartire le attività produttive, garantendo in tempi stretti l’arrivo di stalle mobili e moduli abitativi a tutte le aziende e agli allevamenti danneggiati“. Per carità, le stalle e i moduli abitativi per gli allevamenti sono certamente una priorità ma davvero non c’entrano nulla con il turismo marchigiano.

C’entrano, invece, gli spot, un’iniziativa sicuramente valida che ancora una volta si è cercato di rendere invece un ennesimo scandalo, alterando completamente i contenuti dell’iniziativa stessa. E se, comunque, certe critiche avventate dei cittadini si possono in qualche modo comprendere e giustificare (hanno creduto a quanto letto su alcuni quotidiani), ingiustificabile è invece il comportamento dell’on. Ceroni. Che, dovrebbe saperlo bene, prima di “sparare a zero” avrebbe dovuto quanto meno leggere attentamente la delibera e capire di cosa realmente si stava parlando

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