Lo sport cittadino nel caos


Mentre sono ancora senza risposte i tanti interrogativi sul bando per la gestione della piscina comunale, emergono dubbi e perplessità anche sui bandi per il Palaforlini, la palestra di pugilato e di atletica pesante. E si scopre che l’intervento di sostituzione del prato sintetico a Monticelli è stato cancellato per far posto ad un improbabile e costosissimo progetto per un nuovo campo di calcio

Non si diradano anzi aumentano le nebbie intorno alla gestione degli impianti sportivi cittadini. Mentre si è ancora in attesa dell’annunciata (prima ad agosto, poi ad inizio settembre) conferenza stampa per la presentazione dell’innovativo progetto legato al bando per la gestione della piscina (con i relativi dubbi e interrogativi che invece di diminuire aumentano), emergono nuove ombre e perplessità che nel complesso riguardano tutta la situazione delle strutture cittadine.

Stiamo portando avanti una rivoluzione virtuosa che permetta a tutti di praticare sport nella maniera migliore” affermava l’assessore allo sport Massimiliano Brugni il 20 agosto ad un quotidiano locale. Una rivoluzione che per il momento vede alcuni impianti che sono rimasti in gestione alle società che storicamente li gestiscono da anni, mentre per altri si è ricorso a gare per l’affidamento. Le prime 4 strutture che sono state assegnate in tal modo, ad inizio anno, sono state il circolo tennis “Roiati”, l’impianto per il tiro con l’arco, la palestra per il tennistavolo all’ex chiesa di Sant’Andrea e l’ex tiro a segno a Porta Romana.

Con risultati, per la verità, in chiaro scuro. Se per gli impianti di tiro con l’arco e di tennistavolo nel complesso sembra che tutto proceda discretamente, problemi, e non pochi, ci sono stati per il circolo tennis “Roiati”. Grosse perplessità le solleva, poi, il gestore dell’impianto di Porta Romana che evidenzia le difficoltà che sta attraversando la sua associazione. “Forse sarà una rivoluzione virtuosa per il Comune ma non per noi – afferma – dobbiamo sostenere un impegno economico esorbitante. Le entrate sono diminuite e le utenze sono aumentate. Ad inizio di questa avventura sapevamo di incontrare tante difficoltà ma speravamo in un aiuto maggiore”.

A metà estate, poi, sono arrivati altri 4 bandi per altrettanti impianti sportivi (piscina comunale, Palaforlini, palestra di pugilato e palestra di atletica pesante) che, però, stanno sollevando grossi dubbi e perplessità. Torneremo poi sul mistero, sempre più fitto, che c’è intorno alla piscina. Ma non molta più chiarezza e non meno incongruenze ci sono anche negli altri 3 bandi. Che sono stati emanati tutti l’8 luglio scorso, con il termine per presentare le offerte che scadeva il 1 agosto.

Quello relativo al Palaforlini, per giunta, è un po’ l’emblema della confusione che ha regnato e tuttora regna in questo settore, visto che all’art. 4 lettera c del bando stesso, a proposito dei requisiti richiesti, viene richiesta “esperienza nella gestione degli impianti sportivi di calcio e calcio a 5”. Peccato, però, che il Palaforlini è specializzato per la disciplina della pallavolo, tanto che viene chiamato anche Palavolley. Un clamoroso strafalcione, corretto solo diversi giorni dopo e solo in seguito alle inevitabili segnalazioni.

Il giorno della scadenza del bando, poi, è stata nominata la commissione aggiudicatrice composta dal dirigente settore tecnico, attività produttive-ambiente, da un perito industriale del servizio manutentivi e tecnici patrimoniali e da un amministrativo presso il settore progettazione e opere pubbliche. Da quel 1 agosto, però, sul bando per il Palaforlini e per la palestra di pugilato è calato un incomprensibile e inquietante silenzio. Sono trascorsi più di 2 mesi e non ci sono notizie ufficiali, men che meno atti comunali che spieghino come sono andate le cose, quante associazioni hanno partecipato, a chi la struttura è stata assegnata.

Le voci naturalmente si rincorrono e, per quanto riguarda il Palaforlini, dicono che alla gara si è presentata una sola associazione e che non saranno più l’Asd Dartit e la Maga Volley a gestire l’impianto. Nessuna indiscrezione, invece, riguardo la palestra di pugilato, dal Comune tutto tace in un inspiegabile e imbarazzante silenzio. Qualcosa di più, invece, si sa sul bando relativo all’affidamento della palestra di atletica pesante.

Che, come emerge dalla determina n. 1311 del 21 settembre, è risultato un vero e proprio fallimento visto che alla data di scadenza del 1 agosto “nessuna offerta è pervenuta”. Così l’amministrazione comunale è stata costretta a ripiegare “sull’affidamento agli stessi prezzi, patti e condizioni di prima alle associazioni fruitrici (ASD Karate Club Ascoli Piceno, ASD Ascoli Boxe 1898, ASD Black Wolf, ASD Budo Piceno, ASD Take Down Lotta) fino al 31/12/2016”. Poi cosa succederà dopo quella data? Una ulteriore proroga o un nuovo bando? E, in questo caso, alle stesse condizioni di quello andato deserto?

Domande che al momento non hanno risposte, visto che dal Comune tutto tace. Certo è che quei bandi che avrebbero dovuto rappresentare “una rivoluzione virtuosa” e che secondo le ottimistiche (sai che novità…) previsioni dell’amministrazione comunale avrebbero dovuto avere un gran numero di partecipanti alla fine si sono rivelati una clamorosa delusione. Dei tre bandi di cui abbiamo qualche notizia (sulla palestra di pugilato c’è il silenzio più assoluto), due hanno avuto un unico partecipante e uno è andato deserto. Un gran successo, non c’è che dire.

Come detto ulteriori perplessità e interrogativi si aggiungono, poi, a quelli, tuttora rimasti senza risposta, relativi alla piscina comunale. Sempre in attesa della famosa conferenza stampa che si doveva fare ad agosto e, poi, secondo il comunicato stampa del 6 settembre “nei prossimi giorni” (sembra di essere all’interno della famosa opera teatrale di Samuel Beckett “Aspettando Godot”…), resta ancora da capire per quale ragione il bando non sia stato fatto e aggiudicato in tempi diversi, in modo da consentire l’avvio dei lavori indispensabili per la riapertura già a giugno, così da poter riaprire a settembre l’impianto.

Che, invece, secondo quanto riportato sempre nel comunicato stampa del 6 settembre dovrebbe essere pronto per novembre. Un grave danno per le attività delle varie associazioni che usufruivano della struttura che, non potendo riprendere l’attività stessa, rischiano di perdere la maggior parte degli iscritti e di pagare a caro prezzo questo ritardo.  Così come resta da capire perché sono dovuti trascorrere 38 giorni (dal 25 luglio al 1 settembre) e ben 4 riunioni della commissione aggiudicatrice per giungere all’assegnazione di un bando al quale ha risposto un unico concorrente.

Ancor più dopo aver verificato che, ad esempio, per quanto riguarda i lavori per la nuova tribuna est dello stadio, la commissione aggiudicatrice ha impiegato appena 14 giorni e 3 riunioni per giungere all’affidamento pur in presenza di 89 concorrenti. E a proposito della commissione aggiudicatrice, è inevitabile chiedersi per quale ragione non ci si sia orientati come per gli altri bandi estivi per la sua composizione, invece di ricorrere, come elemento esterno, ad “un ingegnere meccanico, Energy manager, abilitato certificatore dell’efficienza energetica degli edifici presso Enea, esperto in progettazione e realizzazione impianti tecnologici per il risparmio energetico e l’utilizzo delle fonti rinnovabili che poco o nulla sembra entrarci con la materia in discussione”.

E per fortuna che l’amministrazione comunale aveva annunciato che, come membro esterno della commissione, avrebbe scelto un “esperto dello specifico settore a cui afferisce l’oggetto della gara” (cioè l’assegnazione della gestione di un impianto sportivo). Al di là della facile ed inevitabile ironia, è comunque arrivato il momento che l’amministrazione faccia finalmente chiarezza su questa vicenda, con una conferenza stampa o nelle modalità che riterrà opportune. Così come sarebbe opportuno una maggiore trasparenza sugli altri tre bandi, ancora avvolti da nebbie e misteri. Che, però, si estendono anche ad altre vicende, sempre legate all’affidamento in gestione di un impianto sportivo comunale.

Come, ad esempio, il campo di calcio di Monticelli la cui gestione, con delibera n. 108 del 9 giugno scorso, è stata prorogata al vecchio gestore (Asd Monticelli) fino al prossimo 31 dicembre. L’aspetto rilevante della delibera, però, non è certo quello della gestione ma il fatto che si decide di fare marcia indietro rispetto al progetto per la sostituzione del prato sintetico del campo di calcio per il quale, con determina n. 2134 del 31 dicembre 2015, era stata già indetta la gara.

Il prato in sintetico, per giunta, era omologato fino al 30 giugno 2016 e, come si legge nella determina stessa, “dopo circa 8 anni dalla realizzazione si rende necessaria la rimozione del manto sintetico in quanto deteriorato e non più omologabile. La vita media di un campo in erba sintetica è stimata in 8/10 anni e il campo di Monticelli è stato molto sfruttato e inoltre la sua esposizione (incassato nella conca del velodromo ed esposto a sud) hanno determinato l’inefficienza e l’impossibilità di ottenere l’omologazione per lo svolgimento del campionato lega dilettanti”.

Nella determina veniva anche impegnata la somma di 395 mila euro e si decideva di procedere all’affidamento in appalto dei lavori mediante procedura negoziata. Dopo 6 mesi tutto è cambiato, la procedura negoziata (che in un simile arco di tempo dovrebbe essere già conclusa) non è neppure iniziata e tutto torna in discussione, al punto che nella delibera del 9 giugno la giunta esprime parere favorevole alla richiesta “di avanzare  alla Commissione Impianti in erba artificiale della FIGC-LND (Federazione Italiana Gioco Calcio-Lega Nazionale Dilettanti) domanda  per l’ottenimento di nuovo certificato di omologazione del prato sintetico in erba artificiale per un periodo di mesi tre”. Considerato che il nuovo certificato parte dal 1 luglio e che la Federazione garantirebbe la proroga gratuita per ulteriori 3 mesi , l’omologazione andrebbe a coprire il periodo fino al prossimo 31 dicembre.

Ma per quale ragione si è deciso di cambiare strategia? A spiegarcelo è la relazione allegata alla delibera stessa, firmata dal prof. Sandro Marcantoni (responsabile del procedimento) e approvata dal dirigente del settore Maurizio Curzi. “Dato che sia per la mancanza di adeguate strutture atte a soddisfare la crescente  domanda del mondo del calcio cittadino – si legge in determina – sia per la numerosa partecipazione ed il coinvolgimento del quartiere di Monticelli, il più grande e popoloso della città, al seguito della ASD Monticelli militante in Serie D, si sta valutando la possibilità di modificare quanto previsto predisponendo un nuovo progetto con la realizzazione di un campo di calcio dalle misure di m.105×65 omologato per tutte le categorie previste dalla FIGC (federazione italiana gioco calcio) che permetterebbe un più ampio utilizzo per la disciplina del calcio visto che il campo è omologato attualmente solo fino alla 1° categoria.

Quanto sopra naturalmente comporterebbe un notevole incremento dei costi per la realizzazione di un nuovo progetto che di conseguenza vedrebbe la demolizione della pista in asfalto del velodromo, unico della Regione Marche determinando così, di fatto, la fine della pratica della disciplina del ciclismo su pista nella nostra città. Il nuovo progetto dovrà prevedere strutture per il pubblico e quindi seguire la normativa sottoposta al controllo da parte della commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. La città si doterebbe quindi di un altro impianto per manifestazioni di pubblico spettacolo da utilizzare come alternativa allo Stadio Comunale “C. e L. Del Duca”. Per quanto sopra l’iter burocratico si allungherebbe notevolmente”.

Difficile non rimanere sgomenti, come è possibile che possa essere un dipendente comunale (il responsabile del procedimento) ad indicare gli indirizzi dell’amministrazione comunale (che nella delibera confessa di deliberare in merito “per i motivi riportati nel predetto documento istruttorio che vengono condivisi”) riguardo un simile intervento? Ma sindaco e giunta hanno già un’idea di quanto verrebbe a costare un simile progetto che, per giunta, prevede la demolizione del velodromo e la realizzazione di strutture per il pubblico? E come è pensabile che l’amministrazione comunale, in un momento difficile come questo in cui le risorse latitano, possa pensare di affrontare una spesa che, comunque, “comporterebbe un notevole incremento dei costi” (rispetto ai quasi 400 mila euro attuali)?

La stessa relazione, per giunta, ammette che l’iter burocratico si allungherebbe notevolmente. E, considerando che ancora ad una semplice manifestazione di volontà, tra i tempi per predisporre i vari progetti, per trovare i fondi, per predisporre il bando per l’assegnazione dei lavori, i per l’aggiudicazione del bando stesso e, poi, la realizzazione dei lavori stessi, non è lontano dal vero pensare che, nelle migliore delle ipotesi, il nuovo campo di calcio non vedrebbe comunque la luce prima 1 anno e mezzo. E, visto che è difficile credere che in questo lungo periodo si possa  procedere con ulteriori proroghe per il prato in sintetico, quale sarebbe la soluzione proposta in questa fase per mantenere la fruibilità del campo?.

Tante interrogativi che, siamo certi, resteranno, come quelli sui bandi, senza risposta da parte dell’amministrazione comunale. Quel che è certo, però, che l’ipotesi di un progetto che, siamo pronti a scommettere, difficilmente diventerà mai concreto (almeno a breve), ha determinato il rinvio di un intervento che poteva già essere terminato o quasi. Evidentemente, però, fare le cose semplici e in tempi ragionevoli non piace proprio a questa amministrazione comunale…

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