Assicurazione per il terremoto tra improbabili favole e cruda realtà


In un articolo sull’Hoffington Post il sindaco Castelli parla dell’intuizione avuta nel 2009 e della gara pubblica effettuata per trovare una polizza che assicurasse contro il terremoto tutti gli edifici comunali. Ma gli atti ufficiali del Comune e le stesse condizioni di polizza raccontano tutta un’altra storia

Che il sindaco Castelli sia una spanna sopra gli altri politici ascolani per quanto concerne la comunicazione è innegabile. Nessuno, almeno nel nostro territorio, ha la capacità che possiede il primo cittadino di far passare con semplicità e chiarezza determinati messaggi, non importa se completamente, in parte o per nulla corrispondenti al vero. In un certo modo di usare la comunicazione quel che conta è risultato finale, cioè ciò che resta nella mente di chi recepisce la comunicazione, la convinzione che ne scaturisce.

E bisogna aggiungere che il sindaco è bravo ad usare tutte le strategie tipiche di un certo modo di comunicare, da quella che consiglia l’utilizzo sempre di messaggi positivi (il famoso e più volte ripetuto nel post terremoto “va tutto bene, non ci sono problemi particolari”) per veicolare nei cittadini un’idea di sicurezza, che tutto è sotto controllo, fino a quella che in gergo viene chiamata la tecnica delle “armi di distrazione di massa”. Che, in pratica, consiste nel parlare di altro quando emergono situazioni e fatti che rischiano di procurare problemi, nel riuscire a trovare qualcosa di eclatante e, magari, di positivo per spostare l’attenzione dalla vicenda che rischia di diventare problematica.

Naturalmente tutto ciò va fatto con le dovute cautele per non rischiare che, poi, il tutto finisca per ritorcersi contro. Un po’ quello che sta accadendo ora all’amministrazione comunale e al primo cittadino con l’imbarazzante vicenda della polizza di assicurazione sui danni da terremoto. Che il sindaco, a sorpresa, ha tirato fuori dal cilindro nei giorni in cui forti erano le polemiche e le preoccupazioni sulla situazione delle scuole cittadine. Chiaro il messaggio trasmesso alla città: il Comune di Ascoli, unico nel nostro paese, ha avuto la brillante idea di stipulare una polizza specifica per il terremoto che ora ci permetterà di far fronte ai danni provocati dal sisma senza gravare sul bilancio comunale e, quindi, sulle tasche dei cittadini. E per ribadire e chiarificare meglio il concetto e guadagnarsi qualche ora di notorietà in più, il sindaco il 21 settembre scorso ha pubblicato un articolo sull’Hoffington Post, il quotidiano on line diretto da Lucia Annunziata, che spiega nel dettaglio i passaggi e i benefici di una simile iniziativa.

Io ho assicurato gli edifici pubblici della mia città contro il rischio sismico – si legge nell’articolo firmato dal sindaco Castelli – quindi conto di non gravare sul bilancio pubblico per i numerosi interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza, necessari ad Ascoli Piceno dopo il terremoto di agosto. (…) Non mi piace fare la parte del primo della classe, ma devo dire che sono orgoglioso dell’intuizione che ebbi con la mia Giunta nel 2009. All’inizio del mio primo mandato di sindaco era da poco aperta la ferita del terremoto dell’Aquila. Danni ne aveva subiti anche Ascoli. Decidemmo di fare una gara pubblica per trovare una polizza che assicurasse tutti gli edifici comunali – municipio, scuole, le tre chiese di proprietà – contro eventuali danni da terremoto.

Avrei preferito continuare a pagare il premio annuale, senza dover mai pensar di riscuotere. Ma purtroppo il tempo è arrivato. E per fortuna i danni, non modesti, saranno ripagati. E non nei tempi lunghi promessi dalle procedure pubbliche. Il massimale era di cinque milioni, ma con un surplus possibile di altri tre: quindi stiamo verificando e documentando tutti i danni degli edifici di proprietà del Comune, per inviare in tempi rapidissimi le indicazioni di spesa. Gli otto milioni totali di cui potremo disporre credo che saranno più che sufficienti a riparare i danni materiali del sisma. Senza gravare sulla collettività nazionale. (…) Il caso della protezione dei beni pubblici da rischi sismici dovrebbe e potrebbe essere un nuovo importante capitolo di collaborazione attiva. Il caso della mia città è un esempio. Credo riproducibile altrove, se è vero che 24 milioni di italiani vivono in città esposte al rischio terremoto”.

Che dire, di fronte ad una simile “favola” non resta che alzarsi in piedi, applaudire ed essere orgogliosi della “geniale” intuizione dell’amministrazione comunale. Peccato, però, che, come accade in tutte le fiabe, quella raccontata in quell’articolo è una storia che non esiste, almeno non in quei termini, e la realtà raccontata dai fatti e dagli atti concreti delinea una situazione ben diversa. Con il concreto rischio che la favola non abbia il tradizionale lieto fine. Perché, in attesa di vedere se e in che misura i danni agli edifici pubblici verranno risarciti, intanto il primo cittadino è finito nel mirino dei violenti attacchi dell’opposizione, bollato come “millantatore” (dal consigliere comunale Valentina Bellini) e “pinocchio” (dal capogruppo del Pd Francesco Ameli).

La “freddezza” con la quale l’informazione locale ha accolto quella che, invece doveva essere una notizia per certi versi clamorosa (a parte un quotidiano locale che, alcuni giorni dopo, ha rilanciato la notizia, incensando in maniera stucchevole il primo cittadino senza neppure preoccuparsi di verificare) ha subito fatto sorgere sospetti. E, allora, per vederci un po’ più chiaro abbiamo analizzato attentamente tutti gli atti ufficiali emanati su questa materia dall’amministrazione comunale, oltre naturalmente alla polizza di assicurazione stessa. Ed il quadro che emerge è a dir poco imbarazzante.

Sgombriamo subito il campo da ogni dubbio, secondo quanto emerge dagli atti ufficiali non esiste alcuna polizza specifica per il terremoto siglata dal Comune di Ascoli. Esiste, invece, da anni una normalissima polizza “All Risks” (il cui nome, “tutti i rischi”, evidenzia già che prende in considerazione ogni tipo di rischio) che hanno, con caratteristiche pressoché identiche, praticamente tutti o quasi tutti i comuni italiani. Ce l’ha il Comune di Fermo, di Macerata, di Ancona, basta effettuare una rapida ricerca su internet per scoprire che sono centinaia e centinaia i comuni, di tutte le zone d’Italia, che hanno una polizza “All Risks” che copre, ovviamente in parte, anche gli eventuali danni provocati dal terremoto.

Quindi, a differenza, di quanto scrive il sindaco, quello di Ascoli non è assolutamente “un esempio riproducibile altrove”. E’ la prassi consolidata da diversi anni nella maggioranza dei comuni italiani. Quanto all’intuizione che Castelli sostiene di aver avuto  nel 2009 all’inizio del suo primo mandato di sindaco, dopo il terremoto dell’Aquila, negli atti ufficiali comunali non ve ne è traccia. Così come non c’è alcuna traccia negli atti comunali dell’ipotetica gara pubblica “per trovare una polizza che assicurasse tutti gli edifici comunali – municipio, scuole, le tre chiese di proprietà – contro eventuali danni da terremoto”.

Come emerge dalla determina n. 79 del 4 febbraio 2009 (quindi prima del terremoto a l’Aquila) il portafoglio assicurativo del Comune in quell’anno comprendeva 6 polizze (tutte in scadenza a fine anno),  “All Risks” “Kasko”, “Infortuni” “Rct/O” (responsabilità civile verso terzi), “Rct/O farmacie comunali” e “Rc Patrimonio”, per una spesa complessiva di 243.103,78 euro. Il 6 aprile c’è il terribile terremoto in Abruzzo ma per l’anno successivo (2010) non c’è nessuna sostanziale variazione né l’attivazione di una qualche nuova polizza che abbia attinenza con il terremoto. Infatti con determina 1441 del 18 settembre 2009 vengono indette le gare per l’affidamento delle 6 polizze. Che, però, a parte quella per la polizza “Infortuni” ( affidata alla Lloyds Londra con sede a Milano), risultano deserte.

Per questo, con determina n. 1836 del 26 novembre 2009, viene affidato alla Broker Aon Spa di Ancona l’incarico di gestire le gare in questione, con la raccomandazione per le due polizze Rct/O di cercare di prorogarle con i precedenti gestori, mentre per le altre di ricorrere a trattativa privata.  Raccomandazioni puntualmente seguite dalla società di Ancona, tanto che il 18 dicembre 2009, con determina 2027, si può procedere all’aggiudicazione anche delle altre 5 polizze comunali. Così nel 2010 il portafoglio assicurativo del Comune resta praticamente immutato rispetto a quello dell’anno precedente, segno evidente che il terremoto a l’Aquila, almeno da questo punto di vista, non ha prodotto cambiamenti.

L’unica differenza rispetto al 2009 è la spesa complessiva che il Comune deve sostenere per le 6 polizza, decisamente lievitata fino ad arrivare a 391.106,37 euro, quasi 150 mila euro in più rispetto all’anno precedente (pesa, in particolare, l’aumento del premio per la polizza responsabilità civile conto terzi). Negli anni successivi il copione praticamente non cambia, alla scadenza annuale delle 6 polizze si ricorre al bando di gara per la nuova aggiudicazione, poi, quasi sempre in maniera frazionata, si arriva all’aggiudicazione delle polizze stesse. Il cui costo complessivo per il Comune nel 2012 schizza quasi a 600 mila euro all’anno (591.939 euro per l’esattezza), ancora una volta frutto soprattutto del premio sempre più elevato per la Rct/O (schizzato a 410 mila euro all’anno dai 190 mila del 2009).

Quel che più conta ai fini della vicenda di cui stiamo trattando, però,  è che in tutti gli atti comunali che si susseguono non c’è alcuna traccia di polizze particolari e specifiche per il terremoto né di bandi per mettere sotto tutela i beni pubblici comunali. L’unico caso in cui si fa in qualche modo riferimento al terremoto è a fine 2011, nella relazione del Broker relativa all’aggiudicazione della polizza “All Risks Property”.

Il premio complessivo richiesto – si legge nella relazione – indubbiamente più oneroso rispetto a quanto in corso, risente in massima parte del drastico peggioramento, in termini di costo e copertura, che le Compagnie hanno messo in atto per il rischio Terremoto, in funzione sia della recente revisione delle tabelle di rischio sismico (Ascoli Piceno è di grado 2 su di una scala di 4), sia dei relativamente recenti eventi sismici che hanno colpito il centro Italia”.

Nulla a che vedere, quindi, con tutele particolari per il terremoto e, d’altra parte, non è il Comune ma il Broker a parlarne. Aggiungendo, poi, a fine della relazione che per l’anno successivo si cercherà di trovare una soluzione per rendere meno oneroso il premio. Quella polizza “All Risks”, comunque, per il 2012 verrà affidata (sempre con quella determina) all’Ina Assitalia sede di Ascoli al costo di 77.065. Ed effettivamente l’anno successivo, con la polizza affidata all’AIG Europe Limited, il costo scenderà, sia pure di poco (71.914). Intanto ad inizio 2013, con determina n. 44 del 15 gennaio, il Comune, a seguito di una gara indetta a fine 2012, affida l’incarico di brokeraggio assicurativo alla Centrale GPA spa di Pesaro fino al 1 gennaio 2016.

Si arriva, così, al 18 novembre del 2014 quando, con determina n. 2231, l’amministrazione comunale indice la gara a procedura aperta per l’assegnazione di 7 polizze. La singolarità è che sia nel  titolo della determina che all’interno dell’atto si fa riferimento a 7 polizze, evidenziando la necessità di porre sotto copertura assicurativa i quadri e le opere d’arte di proprietà dell’ente. Ma, poi, le polizze sottoposte a gara risultano essere le solite 6. Che, ad eccezione di quella “Rct/o” che verrà aggiudicata solo il 7 agosto 2015, vengono aggiudicate il 2 febbraio 2015, con determina n. 147, tutte con validità triennale (cioè scadenza 31 dicembre 2017).

Scende il costo complessivo a carico del Comune (483.211,50 euro all’anno) ma, quel che più conta, è che tra quelle 6 polizze c’è anche quella che ora potrebbe portare ad ottenere un risarcimento per i danni provocati dal terremoto.  E’, come detto, la comunissima (nel senso che posseduta da tantissimi altri comuni) polizza “All Risks” stipulata dal Comune con la BTA Insurance Company di Riga (Lettonia) il 31/12/2014, con validità triennale, al prezzo di 111.150 euro l’anno. E andando ad analizzare nel dettaglio l’assicurazione, emergono diverse incongruenze con quanto dichiarato dal sindaco e qualche piccolo “mistero”. Come il fatto che il Broker è l’Aon spa di Ancona e non la Centrale GPA spa di Pesaro che in teoria aveva l’incarico di brokeraggio fino al 1 gennaio 2016.

Per quanto riguarda ciò che prevede la polizza, del terremoto se ne parla solo a pag 14, all’art. 16 del capitolo “Condizioni di polizza” “Sezione 1 – Condizioni particolari e delimitazioni relative alla garanzia danni diretti”.  “Relativamente ai danni causati da terremoto – si legge nella polizza – si precisa che per singolo sinistro si intendono i danni subiti dagli enti assicurati per effetto del fenomeno tellurico e del suo proseguimento limitatamente alle 72 ore all’evento che ha dato luogo al sinistro indennizzabile si sensi della presente garanzia”. E, conoscendo la proverbiale pignoleria delle assicurazioni quando c’è di mezzo un risarcimento, è chiaro che quel “limitatamente alle 72 ore” potrebbe provocare qualche problema.

Quel che appare certo, invece, è che quel “surplus possibile di altri tre milioni” rispetto al massimale di 5 e quegli 8 milioni totali che il sindaco sostiene di poter disporre non risulta confermato dalle condizioni polizza. Che, del massimale di indennizzo per danni da terremoto, se ne occupa se ne occupa a pag. 23, all’art. 1 del capitolo “Altre garanzie” “Sezione 7 – Limiti di indennizzo”. “Per i danni dovuti a terremoto – si legge – non verrà liquidata somma maggiore del 50% del valore della singola ubicazione danneggiata, con il limite di 5 milioni per sinistro e per annualità assicurativa”.

Questo significa che l’assicurazione paga la metà dei danni agli edifici pubblici fino ad un massimo di 5 milioni di euro (cifra a cui si arriverebbe solo nel caso in cui i danni ammontassero complessivamente a 10 milioni di euro). E l’altro 50% chi lo metterà? C’è da sperare che, assicurazione a parte, l’amministrazione comunale sia in grado di accedere ai finanziamenti per la ricostruzione che arriveranno anche dal governo. In attesa di scoprirlo, va aggiunto che intanto l’assicurazione ha già nominato un proprio perito incaricato di effettuare la stima dei danni. Cosa che, ovviamente, ha dovuto fare anche il Comune (determina n. 1289 del 19 settembre) che, però, visto che “all’interno dell’Ente non esistono figure professionali idonee allo svolgimento delle prestazioni richieste” ha deciso di affidarsi all’ AON Hewitt Risk & Consulting S.r.l. di Milano “con un compenso a percentuale in base ai danni accertati, oltre al rimborso delle spese vive di locomozione e di trasferta (per non più del 20% delle prestazioni professionali)” pari al 6% degli importi accertati.  Che, però, “qualora per qualsivoglia motivo il sinistro non venisse indennizzato”, non sarà dovuto.

I prossimi giorni ci diranno se e in che misura l’assicurazione pagherà per i danni subiti dagli edifici pubblici comunali. Certo è che resta lo sgomento per la costruzione, risultata in parte infondata, fatta dal sindaco che ha cercato di far passare come un “colpo di genio” quella che, come specifica il consigliere comunale Valentina Bellini, in realtà è una “pratica di una normalissima amministrazione, in questo caso fatta anche male”. “E’ triste – aggiunge la Bellini – che il sindaco millanti in un momento così tragico”. Nel quale, appunto, sarebbe servita una   maggiore sobrietà e prudenza che, tra l’altro, avrebbero evitato al primo cittadino di esporsi a quella che ora rischia di diventare una delle più imbarazzanti pagine del suo mandato.

 

 

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