Telenovela stadio, la storia infinita


Dall’intervento per il recupero strutturale della curva, inserito nel programma opere pubbliche nel 2013 alla nuova tribuna est che dovrebbe essere pronta a fine 2016. Le tappe di questa interminabile vicenda, tra ritardi, misteri, dubbi e troppe incongruenze

Non ci sono Atreiu, Falkor (il drago della fortuna), le terre di Fantasia e le paludi della tristezza. Ma la lunga telenovela sulla riqualificazione dello stadio Del Duca assomiglia sempre più alla “Storia infinita”, tra ostacoli, intoppi di ogni tipo, misteri e vicende talmente bizzarre da far quasi sospettare che siano il frutto di storie di fantasia. Ora abbiamo una scadenza precisa almeno su quando si potrà mettere un primo importante punto fermo. Secondo quanto ribadito più volte dal sindaco Castelli al massimo entro fine 2016 la nuova tribuna (addirittura si era parlato anche di novembre…) sarà pronta per  essere a disposizione dell’Ascoli e dei suoi tifosi per il girone di ritorno. Non se ne avrà a male il sindaco se, dopo la lunga serie di annunci e successive marce indietro, siamo come San Tommaso.

Intanto, però, in attesa di “metterci il naso”, proviamo a ricostruire tutte le tappe di questa lunga vicenda, evidenziando, poi, i tanti misteri, i tanti dubbi, le tante incongruenze che la caratterizzano.  A voler essere pignoli bisognerebbe far risalire l’inizio di questa telenovela ai primi anni del 2000, agli scontri tra l’allora sindaco Celani e il presidente bianconero Benigni. Qualche intervento fu realizzato per rendere idoneo l’impianto all’inattesa serie A.

Ma, passata la “sbornia”, ci si è ritrovati con uno stadio vetusto (il Del Duca è stato inaugurato nel 1962 e poi ampliato nel 1974, dopo la prima storica promozione in massima serie) che aveva bisogno di ingenti (soprattutto economicamente) interventi in vari settori. Con la consapevolezza, però, che sarebbe stato troppo oneroso mettere in cantiere lavori su tutta la struttura.

All’inizio, sulla spinta delle richieste dei tifosi più caldi, la priorità fu data alla curva sud. Il cui recupero strutturale  fece  la prima volta la comparsa nel programma delle opere pubbliche per il 2013, approvato con delibera 202 del 31 ottobre 2012. La spesa prevista era inizialmente di 1,3 milioni di euro ed i fondi necessari sarebbero dovuti arrivare dalla vendita del patrimonio immobiliare.

Come accade spesso, però, quello era solo uno dei tanti interventi mesi lì per gonfiare e presentare alla città un piano di opere pubbliche particolarmente ricco. Così l’intervento sulla curva sud venne riproposto anche nel programma delle opere pubbliche 2014. Su pressione di una parte della tifoseria, però, l’amministrazione comunale nell’aprile 2014 propose  un bando che invitava soggetti privati “a formalizzare proposte per la riqualificazione dello stadio Del Duca” senza, però, ottenere alcuna risposta significativa.

Cosi l’intervento sulla curva sud venne puntualmente riproposto anche nel programma delle opere pubbliche per il 2015 con la spesa prevista, però, che dall’1,3 passava a 2,5 milioni di euro da finanziare attraverso un mutuo. Il 10 febbraio 2015, poi, veniva approvato, con delibera n. 28, il progetto preliminare dell’opera. All’interno della delibera si evidenziava come lo stadio era stato oggetto “recentemente di un intervento di sistemazione e impermeabilizzazione dei gradoni della curva nord, veniva inoltre effettuato un intervento di messa in sicurezza del copriferro ammalorato e trattamento dei ferri di armatura sottostanti, la rimanente parte delle strutture e dei gradoni non hanno subito alcuna manutenzione importante dalla data della sua costruzione”, sottolineando, poi, come fossero presenti numerose problematiche.

Pochi giorni dopo, il 26 febbraio, con determina n. 268  veniva costituito l’ufficio di progettazione, con contestuale nomina del responsabile unico del procedimento (Rup), con 8 componenti, ben 6 progettisti ed un amministrativo oltre il Rup. Nell’atto si sottolineava l’urgenza “preso atto che l’intervento di recupero deve concludersi entro il mese di maggio 2015, poiché la Società Ascoli Picchio al momento dell’iscrizione per la stagione calcistica 2015-2016 ( 1° giugno p.v.) deve indicare l’impianto sportivo ove disputerà le partite casalinghe allegando il certificato di agibilità dello stesso”.

Inoltre si sottolineava come “vista la complessità dell’intervento e la tempistica per la realizzazione dei lavori, il gruppo sarà supportato da professioni esterni”. Contemporaneamente, nei primi mesi del 2015 , venivano effettuate approfondite analisi strutturali sullo stadio a seguito delle quali emergeva che “le strutture portanti della tribuna est presentano un diffuso degrado dei calcestruzzi e delle armature, oltre a bassi valori delle resistenze dei materiali in opera come evidenziato dalle prove in situ”.

Le analisi venivano trasmesse in Comune il 9 marzo 2015 e, dopo, una rapida valutazione, veniva dichiarata l’inagibilità della tribuna est dello stadio. Naturalmente cambiava la priorità, veniva accantonato il recupero strutturale della curva sud per concentrarsi sulla tribuna est, anche se bisognerà aspettare luglio (quasi 4 mesi dopo)  per vedere formalizzato negli atti comunali il cambio. L’intervento riguardava, quindi, l’abbattimento e la ricostruzione della tribuna est, tanto che nella conferenza stampa di fine stagione (maggio 2015), dopo lo sfortunato playoff contro la Reggiana, il presidente Bellini, con espressione perplessa affermava: “Allo stadio i lavori inizieranno tra un mese ma per sicurezza dovete chiedere al sindaco. I tecnici comunali mi hanno assicurato che la tribuna sarà pronta tra 3 mesi, io, visto come vanno le cose da queste parti, mi accontenterei che fosse pronta per dicembre”.

Pessimismo più che fondato, visto che il 12 giugno successivo, al termine di un incontro tra il sindaco Castelli e i dirigente dell’Ascoli, la società bianconera pubblicava sul proprio sito internet un comunicato stampa dal quale traspariva in maniera evidente l’irritazione e la delusione.

Nel corso dell’incontro – si legge nella nota – l’amministrazione comunale avrebbe dovuto presentare il progetto complessivo per l’edificazione del nuovo stadio e confermare l’inizio dei lavori per l’abbattimento e l’immediata ricostruzione della Tribuna est. Nel corso di precedenti incontri l’amministrazione comunale aveva stabilito nel dicembre 2015 la data ultima per la consegna della nuova tribuna Est. Nel corso dell’incontro odierno, invece, il sindaco Castelli ha comunicato, smentendo quanto affermato due settimane fa, che non potrà rispettare la data inizialmente indicata, non essendo ancora stato perfezionato il mutuo e che l’ultimazione dei lavori riguardanti la Tribuna est probabilmente slitterà a giugno 2016”.

Solo il 1 luglio 2015 arriverà il primo atto ufficiale del Comune in proposito, l’ordinanza  sindacale n. 252 con la quale il sindaco Castelli, sulla base delle risultanze delle analisi del 9 marzo, ordinava al dirigente Assetto del Territorio “la demolizione della Tribuna Est e la messa in sicurezza permanente dell’area, permettendo contestualmente il corretto svolgimento delle attività sportive dello Stadio nella sua porzione agibile”.

Nel Consiglio comunale del 7 luglio veniva finalmente aggiornato il programma delle opere pubbliche 2015, con l’inserimento della “Demolizione e ricostruzione Tribuna Est ed adeguamenti strutturali ed impiantistici dello stadio Del Duca” (al posto dell’intervento sulla curva sud), mantenendo invariato l’importo (2,5 milioni di euro) ed il tipo di finanziamento (mutuo).

Due giorni dopo, con determinazione n. 1045 del 9 luglio veniva anche aggiornato il gruppo di progettazione, con il cambio del Rup (l’ing. Weldon), la sostituzione di uno degli 8 membri, e la contestuale nomina del gruppo di direzione lavori interno che portava complessivamente a 9 i membri del gruppo. Anche in questo caso si sottolineava che, vista la complessità e l’urgenza dell’intervento, il gruppo veniva supportato da professionisti esterni.

Il 27 luglio successivo, con delibera n. 180, veniva poi approvato il progetto preliminare dell’intervento. “Il progetto della tribuna – si legge nell’allegato alla delibera –  è stato concepito nell’ambito di una riprogettazione globale dell’intero stadio… L’allargamento della viabilità permette il passaggio di Viale Rozzi sul lato est e l’abolizione della viabilità sul lato Ovest al fine di realizzare un parco antistante il lato Ovest dello Stadio libero dal traffico veicolare. Il Nuovo Stadio prevederà numerosi livelli interrati sul lato sud e la possibilità di realizzare anche dei parcheggi interrati”.

Dopo quella delibera, però, per oltre 3 mesi calava il silenzio. Il 6 novembre, oltre 4 mesi dopo l’ordinanza urgente del sindaco, partivano i lavori per la demolizione della tribuna, subito sospesi per problemi burocratici e ripresi solamente il 3 dicembre. Poco meno di una settimana dopo, il 9 dicembre, con delibera n. 306 veniva approvato il progetto definitivo dell’intervento.

Il 29 dicembre successivo veniva firmato il Protocollo d’intesa per l’erogazione del mutuo da parte del Credito Sportivo (25 anni, scadenza nel 2040) e due giorni dopo, con determina n. 2157 del 31 dicembre 2015 si stabiliva di procedere all’affidamento in appalto dei lavori. Il bando di gara veniva emesso il 18 marzo , con scadenza ultima, per la presentazione delle offerte, il 18 aprile. Ben 89 le offerte pervenute in Comune e, dopo tre riunioni, con determina n. 555 del 2 maggio 2016, il bando veniva aggiudicato all’associazione temporanea di imprese (Ati) “Scs di Saltari Ivo e Contigiani Ermanno snc “ (impresa capogruppo) e “Nefer Srl” (mandante).

Il contratto di appalto – si legge in determina – verrà formalmente stipulato successivamente al decorso dei termini di legge e, precisamente, 35 giorni dalla data dell’ultima comunicazione del provvedimento di aggiudicazione”. Il successivo 7 giugno, davanti al notaio Cerreto, si costituiva l’Ati e due giorni dopo (9 giugno) veniva redatto il verbale di consegna lavori.

Il 25 agosto scorso, poi,  veniva stipulato il contratto di appalto tra la Stazione Appaltante (Comune) e la ditta capogruppo dell’Ati  che, contestualmente, per gli obblighi assunti ha prestato la cauzione definitiva dell’importo di 339.027 euro. Il 6 settembre, poi, la stessa ditta capogruppo presentava istanza per chiedere l’anticipazione del 20% dell’importo contrattuale (circa 375 mila euro) che veniva approvata dal direttore dei lavori, ing. Paolo Leccesi.

Sin qui la lunga e dettagliata cronologia dei fatti che, inevitabilmente, solleva non pochi dubbi ed interrogativi su come è stata gestita la vicenda. Cerchiamo di riassumerli in breve.

 1) Mancanza di programmazione. Per quasi 3 anni, solo sulla base delle richieste della parte più calda della tifoseria, il Comune ha portato avanti, per la verità piuttosto stancamente, il progetto per il recupero strutturale della curva sud, considerato, non si sa bene sulla base di cosa, il settore dello stadio più messo male e sul quale intervenire in maniera prioritaria. Sarebbe stato molto più serio e sensato effettuare da subito quelle approfondite analisi che, poi, ad inizio 2015 hanno evidenziato l’inagibilità della tribuna est che, quindi, è diventato l’intervento prioritario. Una programmazione  più oculata avrebbe, permesso di avviare l’inter molto prima e, probabilmente, ora avremmo già la nuova tribuna.

2)  Chiarezza sui costi e sulle spese. Quando a fine 2012 il progetto per il recupero strutturale della curva sud venne inserito nel programma delle opere pubbliche del 2013, il costo era stimato in 1,3 milioni, da finanziare attraverso la vendita del patrimonio immobiliare. Sorvolando sulla evidente poca percorribilità del finanziamento (nel 2014, infatti, si virerà sul mutuo), per quali ragioni l’anno successivo il costo dell’intervento è praticamente raddoppiato, schizzando a 2,5 milioni di euro. E su che base sono stati calcolati i costi, visto che solo successivamente (il 10 febbraio 2015) veniva approvato il progetto preliminare? Sarebbe, poi, interessante sapere anche quanto è costato il gruppo di lavoro, istituito prima per l’intervento sulla curva e aggiornato poi  per quello alla tribuna est, e anche quanto sono costati gli eventuali consulenti esterni che, sulla base delle determine, avrebbero dovuto supportare il gruppo stesso.

3) Necessità dei consulenti esterni. Per quale ragione, con un gruppo di lavoro composto prima da 8 e poi da 9 componenti,  c’era la necessità di ricorrere a consulenti esterni? Nelle determine di riferimento si parla di tempistica (urgenza di fare presto) e complessità dell’intervento. Detto che parlare di urgenza, dopo un balletto di 2 anni, è quanto meno curioso, sarebbe interessante sapere se e a che tipo di consulenti esterni ci si è rivolti.

4) Mancato rispetto delle scadenze e soliti proclami ottimistici. Quello del mancato rispetto dei tempi, soprattutto quando si parla di opere pubbliche, è un problema ricorrente per l’amministrazione comunale, così come il ripetersi di proclami e annunci quasi sempre incauti. Nella determina del 26 febbraio 2015 si sosteneva che l’intervento di recupero della curva sud doveva concludersi entro il mese di maggio 2015, una data che già all’epoca, a prescindere dagli accadimenti successivi, si sapeva non poter essere rispettata (non era ancora stato siglato il mutuo, senza considerare i tempi per il bando).  Nel maggio 2015 il presidente Bellini faceva sapere che il sindaco aveva assicurato che i lavori sarebbero partiti presto e che la tribuna sarebbe stata pronta in 3 mesi. Appena 15 giorni dopo, però, il primo cittadino, in un incontro con l’Ascoli, doveva fare frettolosamente marcia indietro, annunciando che l’ultimazione della tribuna est probabilmente sarebbe slittata a giugno 2016. Il 3 dicembre 2015, poi, quando dopo un mese di stop ripartivano i lavori per la demolizione della tribuna, il sindaco Castelli dichiarava al Corriere Adriatico: “Ci riproponiamo di indire la gara subito dopo le festività. La nostra intenzione, infatti, è quella di terminare i lavori entro il prossimo mese di luglio”. Quasi superfluo sottolineare che nessuna delle due indicazioni è stata rispettata. Incrociando le dita in vista della nuova scadenza (fine anno, termine indicato per la fine dei lavori), inevitabile consigliare al sindaco una maggiore prudenza negli annunci.

5) Troppi “tempi morti” e lunghe attese per atti e interventi. Legato al problema del mancato rispetto delle scadenze c’è quello dei tanti tempi morti tra un intervento e l’altro o, tra un atto e l’altro. Si parte già con l’intervento per la curva sud che è inserito nel  programma opere pubbliche 2013 per la prima volta ma il cui progetto preliminare risale solamente al febbraio 2015. Tra l’altro, visto che già per quell’intervento si prevedeva di utilizzare un mutuo, è inevitabile chiedersi perché non ci si sia mossi per tempo allora per abbreviare i tempi (il mutuo verrà sottoscritto solo il 29 dicembre 2015). A marzo 2015, poi, arrivano i risultati delle analisi sullo stadio che sanciscono l’inagibilità della tribuna est ma solo il 1 luglio il sindaco emette l’ordinanza per la demolizione. Che, poi, inizierà solamente 4 mesi dopo (il 6 novembre). Stesso discorso per il bando, il progetto preliminare per la tribuna est è approvato il 27 luglio 2015, quello definitivo quasi 5 mesi dopo (9 dicembre 2015), per vedere il bando bisogna aspettare il 18 marzo. Tutta colpa dei tempi lunghi della burocrazia?

6) Progetto nuovo stadio, un sogno proibito. Il progetto della nuova tribuna est, ci dice la delibera  n. 180 del 27 luglio 2015, “è stato concepito nell’ambito di una riprogettazione globale dell’intero stadio” che prevede un’ulteriore serie di interventi molto importanti (e, ovviamente, costosi) che riguardano anche la viabilità e che prevedono, per giunta, anche la realizzazione di un parco nei presso dello stadio e di parcheggi interrati. Il tutto, naturalmente, dopo aver riqualificato anche gli altri settori (curva sud e tribuna coperta) che non godono certo di ottima salute. Tutto molto bello ma , al momento, una vera e propria utopia visto che i costi non sono certo sostenibili per il Comune (e che Bellini ha già ribadito che al momento non gli interessa neppure intervenire sulla curva sud). E’, quindi, lecito chiedersi se sarebbe stato possibile un intervento sulla tribuna est meno costoso, visto che tanto il progetto “globale” è destinato a rimanere un sogno, e se con un progetto più semplice i tempi si sarebbero ridotti notevolmente.

7) Dubbi e incongruenze nell’aggiudicazione del bando. Il bando è stato assegnato ad una Ati con determina del 2 maggio 2016 ma, in realtà, l’Ati si è costituita ufficialmente davanti al notaio il successivo 7 giugno. Nella stessa determina si stabiliva che il contratto di appalto sarebbe stato formalmente stipulato 35 giorni dopo “dalla data dell’ultima comunicazione del provvedimento di aggiudicazione”. Agli atti non risulta ulteriore comunicazione di aggiudicazione dopo quella determina, a meno che non si voglia considerare tale il verbale di assegnazione dei lavori del 9 giugno successivo. In un caso o nell’altro, comunque, il contratto di appalto è stato stipulato ben oltre il termine indicato, il 25 agosto scorso.

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