La città che verrà tra “libri dei sogni” e cantieri interminabili


Mentre ci si interroga sulla fine dei lavori in alcuni cantieri storici, emerge che il piano opere pubbliche 2016 prevedeva parcheggi interrati a piazza Immacolata e in via Lungo Castellano, nuovi parchi a Borgo Solestà, una nuova palestra nel cortile della Malaspina. E che dal 2012 sono in programma interventi importanti sulle scuole, solo in minima parte realizzati

Cronache dal futuro. Siamo nei primi giorni del 2017 e, passeggiando nella splendida piazza del Popolo, ci è capitato di ascoltare una discussione molto interessante tra alcuni cittadini. Uno di loro spiegava agli amici come era piacevole trascorrere le mattinate, non troppe fredde, seduto a leggere il giornale su una panchina di fronte alla splendida fontana completamente restaurata, nell’ambito dell’intervento generale di riqualificazione di tutta l’area verde, dei giardini pubblici  di corso Vittorio Emanuele e, poi, accompagnando il nipotino nel nuovo parco di viale De Gasperi. Raccontava, poi, che qualche volta cambiava itinerario e portava il nipote o in uno dei due nuovissimi parchi a Borgo Solestà o nella riqualificata pista ciclabile lungo il Castellano, usufruendo del modernissimo parcheggio interrato realizzato in via lungo Castellano.

Con il passare dei minuti, inevitabilmente la discussione si è spostata sull’Ascoli e uno di loro raccontava agli altri come si vede bene dalla nuovissima tribuna est del Del Duca, così vicina al campo, la partita. Tra l’altro spiegava come, dopo la riapertura del ponte di San Filippo, impiegava pochissimo tempo il sabato per andare allo stadio, non avendo neppure problemi per il parcheggio, visto che poteva utilizzare il nuovo parcheggio interrato realizzato sotto piazza Immacolata.  Nel corso della chiacchierata, ad un certo punto una di quelle persone  scappava via di corsa perché doveva andare a riprendere il nipote che stava uscendo da scuola,  tutto sudato, dopo aver svolto l’ora di educazione fisica nella nuovissima palestra realizzata nel cortile della scuola Malaspina.

Probabilmente ora starete pensando che, più che dal futuro, sembrano le cronache di un pazzo visionario che immagina e vede cose e strutture che ad Ascoli non esistono e, in larga parte, non ci saranno neppure ad inizio 2017. Invece si tratta semplicemente della visione della città così come potrebbe essere a fine anno se si prendesse per “oro colato” il programma annuale delle opere pubbliche approvato dal Comune . E, in aggiunta, se si portassero finalmente a termine alcuni dei “cantieri storici” (tribuna est, parco di viale De Gasperi, ponte di San Filippo) che da mesi  sono presenti sul territorio cittadino.

Si perché nell’ultimo piano comunale annuale delle opere pubbliche, quello relativo ai lavori da realizzare o quanto meno avviare nel corso del 2016, sono stati inseriti da sindaco e assessori alcuni di quegli interventi citati nella nostra cronaca “visionaria” dal futuro: i parcheggi interrati a piazza Immacolata e in via lungo Castellano, un paio di nuovi parchi nel quartiere di Borgo Solestà, la nuova palestra nel cortile della scuola Malaspina, la riqualificazione dei giardini pubblici. Opere che,  a meno di improbabili colpi di scena miracolosi degli ultimi mesi, non vedranno certo la luce entro fine 2016.

Discorso un po’ differente, invece, per quanto riguarda i cantieri storici. La tribuna est il sindaco ha assicurato che sarà pronta entro fine anno, mentre al parco di viale De Gasperi, dopo  l’articolo “Facciamo finta che tutto va ben…”, sono tornati gli operai e sono ripartiti i lavori ed è lecito sperare che, se non ci sarà una nuova interruzione, l’intervento (ricordiamo che è stato avviato a settembre 2015…) possa essere portato a termine entro fine 2016. Discorso un po’ differente , invece, per quanto riguarda il ponte di San Filippo che, vista la complessità dell’intervento, potrebbe richiedere più tempo per essere completato.  Però la sostanza delle cose resta identica, tra piani annuali delle opere pubbliche che sembrano essere dei veri e propri “libri dei sogni” e cantieri infiniti, gli interventi e le opere attese e promesse, nella migliore delle ipotesi, arrivano a compimento con clamoroso ritardo.

Basta analizzare l’ultimo piano annuale delle opere pubbliche, quello per il 2016, approvato dall’amministrazione comunale con delibera n. 229 del 15 ottobre 2015. Complessivamente 45 interventi da realizzare o quanto meno da avviare entro il 2016, per un investimento di poco inferiore ai 22 milioni di euro, con , nei documenti allegati alla delibera, l’indicazione su dove verranno prese le risorse necessarie per la loro realizzazione (tra stanziamenti di bilancio, entrate vincolate per legge, capitali privati e mutui).  Per rendere più credibile il programma, inoltre, vengono  anche indicati per ogni opera lo stato di progettazione e la stima dei tempi di esecuzione, con tanto di trimestre di inizio e di termine lavori.

La sensazione che si ricava, quindi, è quella di un programma concreto che l’amministrazione comunale può in larga parte portare realmente a compimento. Ma è davvero così? Analizzando più attentamente nel dettaglio il programma e valutando ciò che è accaduto negli anni passati qualche dubbio in più sorge. Innanzitutto va sottolineato come del programma 2016 facciano parte anche 9 interventi di manutenzione (strade, edifici comunali, cimiteri, impianti sportivi, verde).

Quindi le opere pubbliche “vere e proprie” in realtà sono 36. Ad una lettura più attenta, però, emerge come solo 14 sono nuove perchè ben 22 delle 36 opere previste per il 2016 facevano già parte del programma di opere pubbliche del 2015. Interventi, quindi, inseriti nel programma  dello scorso altro ma non realizzati e neppure iniziati. E, per la cronaca,  anche per quelle 22 opere “riciclate” nel programma presentato lo scorso anno erano stati indicati i tempi di progettazione e realizzazione.

Andando, poi, a rivedere il programma comunale delle opere pubbliche per il 2015 (approvato con delibera n. 177 del 12 settembre del 2014) i dubbi si amplificano. Quel piano era composto da 59 interventi, di cui 8 però di manutenzioni varie. Quindi, nel complesso, sono 51 le “opere pubbliche” vere e proprie. E quante di queste 51 opere sono state concretamente realizzate (o avviate) nel corso del 2015? Appena 20, poco meno del 40%, visto che sappiamo che  ben 22 di quegli interventi sono stati riproposti, perché non realizzati, nel piano 2016. A cui bisogna aggiungere, poi, 9 interventi di cui si sono perse le tracce, cioè non sono stati realizzati e neppure avviati e neppure riproposti nel piano 2016.

Come se non bastasse ci sono altri dati che fanno riflettere e che amplificano gli interrogativi. Nella sezione dedicata alle opere pubbliche del sito internet del Comune, sono pubblicati i piani degli ultimi anni (fino al 2012), tranne, non si sa per quale ragione, quello del 2013. E scorrendo velocemente quegli atti emerge come ben 5 delle opere comprese nel piano del 2016 erano già presenti almeno dal 2012.

Si tratta, tra gli altri, della costruzione nuovi loculi zona est del cimitero di Borgo Solestà  (2° stralcio), della riqualificazione della stazione di Marino del Tronto, dell’adeguamento di balaustre e marciapiedi del ponte di San Filippo (poi sostituito dall’intervento che si è reso necessario su tutta la struttura del ponte), dei famosi parcheggi interrati di piazza Immacolata  (che nel 2012 si pensava di realizzare accendendo un mutuo, nel 2015 con l’autofinanziamento e nel 2016 con i ricavati della vendita dei posti auto) e dell’intervento sulla vulnerabilità degli elementi strutturali e non degli edifici scolastici cittadini.

Ed è chiaro che, con tutte le discussioni e le polemiche sulla sicurezza delle nostre scuole che sono scaturite nel post terremoto del 24 agosto, un simile ritardato intervento non può non incuriosire. Nel dettaglio nel piano triennale 2012 -2014, in merito alla vulnerabilità degli elementi strutturali e non delle scuole cittadine, si stabiliva una prima parte di intervento da realizzarsi nel 2012 per un impegno di spesa di 1.092.000 euro, una seconda parte da 1.7729.000 euro nel 2013 ed una terza ed ultima parte da 1.085.500 euro nel 2014.

Un intervento molto importante, perché riguardava la sicurezza delle scuole cittadine, per complessivamente quasi 4 milioni di euro, in base al Protocollo d’intesa  Stato-autonomie locali n. 7 del 28 gennaio 2009finalizzato a prevenire e fronteggiare l’insorgere di avvenimenti pericolosi per l’incolumità degli alunni e del personale scolastico mediante l’individuazione delle situazioni di rischio connesse alla vulnerabilità di impianti ed elementi di carattere non strutturale”.

Però l’anno successivo, nel 2013, nel piano triennale 2013-2015 l’intervento veniva riproposto con le stesse modalità ma, ovviamente spostando tutto di un anno (prima parte nel 2013, seconda nel 2014, terza nel 2015), segno evidente che la prima parte dell’intervento stesso (da 1.092.000 euro) non era stata avviata. Come detto nel sito comunale non c’è traccia del piano annuale 2014 e di quello triennale 2014-2016.

Bisogna, quindi, passare al 2015 dove ritroviamo la riproposizione dell’intervento ma solo per quanto riguarda la seconda parte (1.729.000), da realizzare nel 2015 stesso, e la terza (1.085.500) nel 2016. Ed è quindi presumibile pensare che la prima parte sia stata effettivamente effettuata. E, al momento, resta anche l’unica parte completata, visto che poi l’amministrazione comunale ha provveduto a spostare la seconda e terza parte dell’intervento nel 2016 e nel 2017.

Sarebbe, quindi, interessare scoprire cosa è accaduto, per quali ragioni un intervento complessivo così importante abbia subito un tale slittamento, se il ritardo è colpa dell’amministrazione comunale o di chi doveva fare arrivare quei fondi. Dopo l’importante segnale di trasparenza compiuto dal sindaco e dalla sua giunta, mettendo on line i risultati delle verifiche post terremoto effettuate dalla protezione civile, sarebbe oltre modo importante un nuovo passo in questa direzione, spiegando nel dettaglio dove e come sono stati utilizzati i fondi della prima parte di intervento (ammesso, come appare, che sia stato realizzato) e per quali ragioni c’è stato questo ulteriore slittamento per le altre due parti.

In attesa di scoprire, tra qualche settimana, se quell’intervento e altri presenti nel piano 2016 saranno nuovamente inseriti nel nuovo piano delle opere pubbliche per il 2017

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