C’era una volta il teatro


Ad inizio 2000 Ascoli era l’ indiscussa regina della prosa, con oltre 30 serate in programma e quasi 2 mila abbonati,  e poteva vantare anche una stagione lirico-sinfonica di qualità. Ora, invece, la stagione teatrale è diventata la cenerentola delle Marche, con appena 8 titoli e 16 serate, e la lirica è ridotta ai minimi termini

C’era una volta Ascoli città del teatro e regina indiscussa della prosa, ai livelli degli altri capoluoghi delle Marche per la proposta culturale-teatrale, addirittura in qualche circostanza addirittura superiore. Era il periodo a cavallo tra la fine degli anni ’90 e i primi del 2000.

All’epoca il Ventidio Basso ospitava una stagione di prosa quantitativamente e qualitativamente di altissimo livello, a cui si aggiungeva una stagione lirico sinfonica con opere liriche e concerti di grandissimo richiamo. Il capoluogo piceno  era indiscutibilmente il punto di riferimento delle Marche per quanto riguarda la proposta culturale-teatrale invernale, alla pari se non addirittura superiore a quella di Ancona (ma anche il cartellone di manifestazioni estive era di ottimo livello).

Poi scelte sbagliate e decisioni a dir poco discutibili hanno fatto sprofondare il Ventidio Basso in un lungo periodo buio (per non parlare del programma culturale estivo, per anni ai limiti della decenza), dal quale il teatro cittadino si è ripreso solo a cavallo tra il 2010 e il 2013 (pur senza toccare più i livelli di prima), per poi scendere di nuovo al mediocre livello in cui è attualmente (così come la stagione culturale estiva, sicuramente meglio rispetto ad alcuni anni fa ma ancora decisamente indietro rispetto agli altri capoluoghi marchigiani).

Così ora al Ventidio Basso non resta che rimpiangere i fasti del passato, costretto com’è ad ospitare anche eventi di secondo e terzo ordine e, da maggio in poi, una serie imbarazzante di saggi e spettacoli di fine anno, degni di un teatrino di periferia. Da un punto di vista della proposta culturale, invece, con la lirica ormai ridotta ai minimi termini (ancora non è stato reso noto il calendario per la prossima stagione), al capoluogo piceno non resta che la stagione di prosa. Che, però, di anno in anno si è ridotta ai minimi termini, fino ad arrivare al format attuale (identico a quello dello scorso anno) che prevede 8 titoli in programma per 16 serate.

Solo Fermo ha un numero complessivo di serate teatrali minori di Ascoli (15, 14 di prosa e un concerto). Ma, senza voler considerare che il teatro fermano ospita poi una stagione lirica molto più corposa di quella del Ventidio, va anche detto che la stagione di prosa del teatro dell’Aquila vanta un’anteprima nazionale, uno spettacolo in esclusiva regionale ed una residenza in allestimento, senza dimenticare l’atteso concerto-evento di Dee Dee Bridgewater.

Senza addentrarci in discorsi assolutamente opinabili sulla qualità delle due stagioni (nel dettaglio quella del Ventidio Basso in fondo all’articolo), va comunque detto che di certo quella del teatro dell’Aquila è sicuramente molto interessante, con 2 musical e personaggi del calibro di Silvio Orlando, Vittoria Belvedere, Laura Morante, Massimo Ghini, Massimo Venturiello, Ambra Angioini. E che, oltretutto, la stagione di prosa fermana sia in costante crescita è dimostrato dal fatto che lo scorso anno ha fatto registrare dati per certi versi clamorosi, con quasi 11 mila spettatori e un aumento di  presenze (tra abbonamenti e biglietti) del 33% rispetto all’anno precedente (nel capoluogo piceno i dati su abbonamenti, biglietti e spettatori totali resta ancora top secret…).

Una serata in più (17) per la stagione di prosa di Macerata che, poi, ha tante altre iniziative culturali nel corso della stagione invernale (senza dimenticare il Macerata Opera Festival d’estate) che rendono più viva e variegata la proposta culturale. Detto che anche Fano (che ha pure la stagione lirica) vanta una stagione di prosa più ricca di quella di Ascoli, con 10 titoli in programma e 21 serate, non è neppure da azzardare il paragone con Pesaro (28 serate), per non parlare di Ancona con ben 12 titoli in programma e 48 serate, senza dimenticare che alle Muse sono già in programma anche 2 opere liriche (Lucia di Lammermor e Tosca) per 4 serate.

Eppure, come detto, Ascoli per anni è era considerata tra le realtà più interessanti e vivaci, almeno da questo punto di vista, nel panorama regionale. Nella stagione 1998-1999, ad esempio, il Ventidio Basso vantava una stagione di prosa con 9 titoli e ben 27 serate a cui si aggiungeva una stagione lirica- sinfonica composta da un paio di grandi opere e almeno una decina di appuntamenti.

In quegli anni la stagione di prosa attirava presenze e abbonati anche da altri comuni delle Marche e un crescendo di richieste e di abbonamenti (arrivati quasi a quota 2 mila), al punto da spingere l’amministrazione comunale a programmare ben 4 spettacoli per ogni titolo in cartellone, proprio per far fronte alle richieste sempre più numerose.

Così nel 2001-2002 al Ventidio Basso andò in scena la stagione di prosa dei record con 8 titoli in abbonamento e 2 fuori abbonamento, per un totale di 35 serate. Anche la lirica all’epoca vantava una grande tradizione al Ventidio, con stagioni liriche di ottimo livello grazie anche alla competenza di direttori artistici come Grisostomi e Ada Gentile.

Come spesso accade, però, toccato il punto più alto quasi inevitabilmente è iniziata una rapida discesa, anche e soprattutto a causa di scelte discutibili. In particolare con la nomina come assessore alla cultura di Andrea Antonini è iniziato un vero e proprio crollo che ha coinvolto non solo la programmazione estiva (che ha perso gli appuntamenti più importanti e più attesi come il festival della satira, il festival della danza e gli appuntamenti con il Festivalbar) ma anche tutta la proposta teatrale. Le stagioni di prosa iniziarono a perdere consensi e pian piano precipitarono spettatori e abbonati, tanto che gradualmente furono ridotti gli spettacoli in programma.

Per quanto riguarda la lirica è stata pagata a caro prezzo prima la scelta di fare a meno della professionalità di Ada Gentile, poi quella di non inserirsi nel circuito lirico messo su in quegli anni da Fano, Fermo e Jesi (poi nell’ottobre 2014 Ascoli è entrato a far parte del circuito lirico con Fano e Fermo). Un declino lento e inesorabile, ben fotografato dal nuovo assessore alla cultura, Aliberti che, pochi mesi dopo essere entrato in carica (2010), parlava senza mezzi termini di “deserto culturale”.

Ma, proprio sotto l’impulso di Aliberti in quegli anni il Ventidio Basso è tornato a rifiorire, almeno per quanto riguarda la stagione di prosa. Dalla Dal 2010-2011 si è inaugurata la doppia stagione di prosa, quella tradizionale in collaborazione con l’Amat e quella scoppiettante in collaborazione con il teatro Sistina. Entrambe con 6 titoli in programma e 12 serate (per un totale complessivo di 12 titoli e 24 serate), offrivano agli ascolani un programma davvero variegato con ben 2 musical, interpreti di gran livello e volti noti (Brachetti Michelle Hunzinker, Jannuzzo, Ornella Muti, Alessandro Haber, Giancarlo Zanetti, Leo Gullotta, Giuseppe Pambieri). Una proposta che chiaramente fu accolta con entusiasmo al punto che ci fu una vera e propria nuova impennata di abbonati, negli anni passati precipitati a poco più di 500, fino a toccare quasi quota 900.

Visto il successo, l’anno successivo l’amministrazione comunale decise di fare le cose in grande, riconfermando la stessa formula ma aumentando clamorosamente sia il numero di titoli in programma (9 per entrambe le proposte) sia il numero di serate (rispettivamente 18 e 19 serate). In pratica una stagione di prosa mai vista nelle Marche, con 18 titoli in programma, 37 serate complessive, musical, prime nazionali e protagonisti del calibro di Stefano Accorsi, Alessandro Preziosi, Deborah Caprioglio, Emilio Solfrizzi, Rossella Brescia, Lola Ponce, Anna Mazzamauro, Massimo Lopez, Vincenzo Salemme, Vanessa Gravina.

L’anno successivo (2012-2013) l’amministrazione comunale ritenne opportuno ridurre un po’ l’impegno di spesa (da 183 mila euro a 150 mila), riducendo, di conseguenza, anche il numero di titoli e serate in programma per una stagione di prosa comunque di livello, due cartelloni distinti, uno di prosa e uno di musical, e un totale di 15 titoli e 29 serate. L’estate successiva lo scontro tra il sindaco Castelli e l’assessore Aliberti portò all’allontanamento di quest’ultimo dalla giunta e la successiva stagione di prosa ne risentì immediatamente.

Niente più doppio cartellone ma comunque un programma ricco, con 12 titoli e 22 serate. La discesa, però, era ormai iniziata, fino ad arrivare alla stagione 2015-2016 con appena 8 titoli e 16 serate, format confermato anche per la prossima stagione.

Stupisce, però, il fatto che , rispetto allo scorso anno, a parità di titoli e di serate, corrisponde un sensibile aumento della spesa a carico del Comune  da 126 a 142 mila euro. E la relativa delibera di approvazione del programma proposto dall’Amat (la n. 173 del 13 settembre) non spiega da cosa è dipeso questo aumento di 16 mila euro, visto che non vengono dettagliati tutti i costi (dai cachet delle varie compagnie alle spese tecniche), come invece avviene solitamente negli altri comuni, ma ci si limita a stabilire l’impegno di spesa a carico del Comune. Ed è, tra l’altro, singolare che la stagione di prosa attuale costa al Comune  praticamente quasi come quella del 2012-2013 (appena 8 mila euro in meno) che pure aveva un doppio cartellone (prosa e musical), il doppio dei titoli in programma (15) e quasi il doppio delle serate (29).

Davvero difficile comprendere come sia possibile, così come è difficile comprendere per quale ragione non si riesca ad Ascoli a fare come avviene in altri comuni capoluogo delle Marche dove, per  le stagioni di prosa e lirica, si riesce spesso a trovare importanti sponsor che permettono di aumentare il costo della stagione stessa e, di conseguenza, anche la quantità e la qualità degli spettacoli in programma.

D’altra parte, però, questo è un problema che si riscontra in quasi tutte le manifestazioni e gli eventi culturali organizzati dal Comune (a meno che non si voglia considerare sponsorizzazione il contributo dato dalla società comunale Piceno Gas, come è accaduto per alcuni eventi delle manifestazioni estive…) . La stessa Quintana, che pure è in assoluto uno degli eventi principali del capoluogo piceno, non riesce ad attirare grandi sponsorizzazione. Come dimostra la determina n. 1060 del 7 luglio (come al solito messa in pubblicazione sull’albo pretorio on line con “appena” 2 mesi di ritardo) secondo cui le edizioni della Quintana 2016, al di là del contributo della Provincia e della Ciip, hanno raccolto solo 15 mila euro da appena 3 sponsor.

Segno evidente che anche le attività del territorio non credono più di tanto nella programmazione e nell’organizzazione degli eventi del Comune. Che, d’altra parte, non fa nulla per convincerli del contrario e per cercare di tornare quanto meno ai livelli degli altri capoluoghi di provincia delle Marche

STAGIONE DI PROSA 2016-2017

18/19 ottobre: “Vacanze romane “ con Serena Auteri e Paolo Conticini

26/27 novembre: “Madame Bovary “ con  Lucia Lavia

9/10 dicembre: “Odio Amleto “ con Gabriel Garko, Ugo Pagliai e Paola Gassman

20/21 dicembre: “Il malato immaginario “ con Gioele Dix e Anna Della Rosa

7/8 gennaio: “Camera con vista” con Paola Quattrini e Stefano Artissunch

20/21 gennaio gennaio: “Silence on Tourne/Ciak si gira” (danza)

11/12 febbraio: “Il berretto a sonagli” con Sebastiano Lo Monaco

18/19 aprile: “Serial killer per signora” con Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia

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