Non disturbate il conducente


Celani prima e Castelli ora hanno potuto sempre godere di una sostanziale tranquillità vista la scarsa incisività, l’insussistenza e la mancanza di credibilità dei partiti dell’opposizione, il Pd da tempo ma ora anche il Movimento 5 Stelle

Non c’è certo bisogno, all’ingresso del municipio di Ascoli, di mettere il cartello che solitamente compare davanti al posto di guida negli autobus “Non disturbate il conducente”. Già perché il “conducente” del Comune, il sindaco Castelli, di queste preoccupazioni non ne ha, praticamente quasi nessuno si sogna di “disturbarlo”. Non di certo i media, come abbiamo visto nel panorama da “elettroencefalogramma quasi piatto” dell’informazione marchigiana i mezzi di informazione locali quasi sempre si limitano a riportare le “veline” di una o dell’altra parte (e, in realtà, qualche volta sono pronti a trasformarsi in avvocati difensori, non si sa se richiesti o meno, dell’amministrazione comunale se qualche giornale o giornalista osa sollevare qualche critica circostanziata…).

Ma, e questo è sicuramente più grave e sconcertante, neppure i partiti che in teoria sarebbero all’opposizione. Che ogni tanto (sempre più di rado, per la verità) fanno sentire la loro flebile voce ma senza mai dar troppo fastidio al sindaco e alla sua giunta. Eppure, soprattutto negli ultimi tempi, di vicende controverse, di situazioni in cui un’opposizione feroce e tenace poteva mettere in difficoltà l’amministrazione comunale ce ne state e non poche. Il problema è che non c’è ad Ascoli una vera, seria, credibile e incalzante opposizione. E non certo da oggi.

Un dato più di ogni altro dovrebbe far riflettere. A San Benedetto negli ultimi 20 anni si succeduti sindaci di diversi schieramenti (Perazzoli e Gaspari centrosinistra, Martinelli lista civica appoggiata dal centrodestra, Piunti centrodestra), stesso discorso a Fermo (Fedeli centrosinistra, Di Ruscio centrodestra, Brambatti centrosinistra, Calcinaro lista civica), Civitanova, Macerata, Porto San Giorgio. Ad Ascoli, invece, da ormai 20 anni c’è il centrodestra, prima con due mandati per Celani, ora con Castelli.

Bravissimi i due primi cittadini piceni? Forse, di sicuro, però, entrambi hanno potuto godere di una sostanziale tranquillità, di una quasi totale assenza dell’opposizione, assolutamente di incalzare l’amministrazione stessa e , ancora di più, di proporsi ai cittadini ascolani come una valida e credibile alternativa. Inutile girare troppo intorno alle cose, ad Ascoli il Pd, dopo l’esperienza poco felice di Allevi sindaco, è praticamente scomparso, inesistente, inconcludente, incapace di esprimere personalità politiche credibili e che sapessero proporsi con autorevolezza di fronte ai cittadini ascolani.

Peggio ancora, da anni il principale partito di opposizione continua a non comprendere quali siano le principali emergenze cittadine, a non riuscire ad intercettare il malcontento dei cittadini stessi in tante circostanze. Parliamo, ad esempio dell’imbarazzante situazione della sosta cittadina, di fatto lasciata in mano ad una società privata grazie alla disastrosa convenzione siglata nel 2001 dal la giunta Celani. O del mancato completamento del polo universitario, una vicenda “penosa” che ha fatto perdere degli anni alla città solo perché l’allora primo cittadino, sempre Celani, continuava imperterrito a non seguire i pareri tecnici della Regione (e, infatti, una volta divenuto sindaco Castelli la situazione si è subito sbloccata). Potremmo aggiungere la vicenda Carbon, il penoso teatrino sul piano regolatore (doveva essere approvato, secondo i programmi dell’amministrazione comunale nel 2001, abbiamo dovuto aspettare il 2015), le tariffe per mense e asili per anni le più care delle regione, il disastro rifiuti.

Per la verità il centrosinistra, al termine del secondo mandato di Celani, pur senza far nulla per meritarlo, ebbe l’occasione per tornare a guidare la città con la candidatura Canzian. Ma le solite lotte di bottega all’interno del partito ascolano portarono all’assurda situazione di una parte stessa del partito che, di fatto, fece campagna elettorale contro il proprio candidato. Che, alla fine, finì sconfitto da Castelli per pochissimi voti al ballottaggio.

Da quel momento in poi, per anni il Pd e il centrosinistra sono praticamente scomparsi dalla scena cittadina e il sindaco, nel suo primo mandato, ha potuto governare senza nessuno che anche solo provasse a metterlo in difficoltà, ottenendo una scontata e inevitabile vittoria alle successive elezioni comunali nelle quali praticamente non si è trovato di fronte avversari reali. Quelle elezioni comunali, però, hanno segnato un deciso cambiamento della geografia politica cittadina e, di conseguenza, del Consiglio comunale.

Le opposizioni, infatti, sono diventate due, oltre al Pd e il centrosinistra c’è anche il Movimento 5 Stelle. Il risultato, però, è lo stesso, con il sindaco e la sua giunta che continuano a governare la città senza avere il benché minimo problema dall’opposizione, a parte qualche rarissimo caso. E, d’altra parte, non potrebbe essere altrimenti. Nelle fila del Pd, infatti, siedono ancora personaggi non più proponibili come l’ex sindaco Allevi e l’ex segretaria dell’assessore regionale alla sanità Monica Acciarri, proprio in questi giorni al centro di vicende non proprio edificanti.

I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, invece, stanno dimostrando una sconfortante e imbarazzante impreparazione. Anche i numeri, per quanto possano servire, fotografano la situazione che si sta vivendo in Consiglio comunale. Infatti analizzando le sedute che si sono svolte lo scorso anno, almeno quelle riportate sul sito del Comune stesso (a tal proposito ci sarebbe molto da dire sulla qualità del sito internet comunale e sulla puntualità negli aggiornamenti, soprattutto per quanto riguarda gli atti comunali), emerge un’attività non certo frenetica e intensa da parte dei gruppi di opposizione.

Nel complesso, sempre dagli atti pubblicati sul sito (incompleto) delle 25 interrogazioni discusse in Consiglio comunale13 sono state presentate dal Pd  (di cui ben 8 dal consigliere Ameli) 5 dal Movimento 5 Stelle e 7 da alcuni gruppi della maggioranza (4 da Fratelli d’Italia).  Ci sarebbe anche da discutere sugli argomenti proposti nelle interrogazioni, non sempre di particolare rilevanza e su vicende significative per la città.

Ma, attività in Consiglio comunale a parte,  è quando bisogna affrontare i grandi temi, le principali criticità della città o quando c’è da incalzare l’amministrazione comunale su vicende che potenzialmente potrebbe procurare problemi, che risulta quasi sempre assente l’opposizione, sia essa quella del Pd e del centrosinistra, sia essa quella del Movimento 5 Stelle.

Solo in un paio di circostanze, negli ultimi due anni, qualche consigliere comunale del Pd, in particolare il capogruppo Francesco Ameli, ha fatto sentire la propria voce ed ha cercato di incalzare sindaco e assessori. Come, ad esempio, per la vicenda relativa alla nuova illuminazione al led, sulla quale va dato meritoad Ameli di aver fatto, almeno fino a un paio di mesi fa, un ottimo lavoro, mettendo più volte in evidenza le tante criticità e i tanti disagi per i cittadini, incalzando sindaco e assessore di riferimento (Tega) sul presunto risparmio economico per il Comune, fino a smascherare la verità raccontata dai dati che dimostra che il risparmio non c’è, anzi. Peccato, però, che poi siano passate sotto silenzio le due incredibili vicende vissute in occasione delle due edizioni della Quintana, con a luglio il corteo in uscita dopo la giostra costretto a sfilare in piazza del Popolo nella penombra, quasi al buio, mentre ad agosto stessa sorte è toccata alla sfilata al termine della cerimonia dei ceri (questa volta al buio o quasi c’era gran parte di piazza Arringo).

Anche il Movimento 5 Stelle ha fatto sentire la sua voce, sia pure in maniera molto più tenue, sulla vicenda della nuova illuminazione, mentre poi ha assunto una posizione incomprensibilmente molto soft sul problema della raccolta differenziata (e il conseguente ripetuto aumento della tassa rifiuti, la tari), addirittura in un paio di circostanze venendo in aiuto a sindaco e giunta,  mentre  il Pd, sempre guidato da Ameli, ha assunto una posizione finalmente da vera opposizione.

Un caso quasi unico verrebbe da dire perché, poi, in tante altre vicende importanti la voce dei due principali partiti di opposizione non si è proprio sentita. A voler essere ancora più pignoli, in realtà dovrebbe essere compito loro non intervenire ma far emergere determinate criticità, come avviene normalmente in tutti gli altri comuni.

Forse sarebbe chiedere troppo vista la loro inconsistenza, almeno, però, far sentire la propria voce e cavalcare la situazione è il minimo sindacale si richiede ad un’opposizione appena appena decente. Invece nulla, nessuna presa di posizione o intervento forte quando, lo scorso anno, un articolo su un quotidiano locale fece emergere lo scandalo dei premi e il numero eccessivo dei dirigenti comunali (addirittura 11, quasi il doppio rispetto a Comuni capoluogo della stessa grandezza di Ascoli). E che potesse essere un argomento sensibile è dimostrato dal fatto che, poi, lo stesso sindaco Castelli, alcuni mesi dopo, ha annunciato di voler ridurre il numero dei dirigenti.

Situazione analoga riguardo il piano delle opere pubbliche che ogni anno sindaco e assessori presentano con estrema enfasi, indicando un numero sempre molto elevato di interventi e, di conseguenza, di investimenti da realizzare. E a chi, se non ai rappresentanti dell’opposizione, spetterebbe, poi, verificare se e in che misura quel piano è stato realizzato? Invece nulla e nessun intervento, nessun segnale di vita neppure quando qualcuno, al posto loro, evidenzia come puntualmente quello dell’amministrazione comunale è il piano dei sogni, con sempre un numero elevato di opere neppure avviate.

Da segnalare poi, in un momento in cui, dopo il terremoto, la sicurezza delle scuole è al centro delle preoccupazioni delle famiglie ascolane, il fatto che negli ultimi due anni l’annuale indagine di Legambiente “Ecosistema scuola” ha sempre collocato Ascoli agli ultimi posti della classifica dei comuni capoluogo, e di gran lunga come cenerentola delle Marche, per quanto riguarda proprio la sicurezza delle scuole. Il tutto nell’indifferenza dell’amministrazione comunale , che ha sempre ignorato quelle indagini, ma anche dei rappresentanti dell’opposizione che, invece, avrebbero dovuto incalzare e chiedere conto di quei dati a sindaco e assessori. Situazione per certi versi simile per il nuovo piano regolatore generale, approvato alcuni mesi fa. Anche in quel caso è stata soprattutto Legambiente a denunciare con forza la cementificazione che un simile piano avrebbe comportato.

Quel che è più preoccupante è che con il passare dei mesi la situazione sembra addirittura peggiorare. Se, infatti, prima dell’estate ogni tanto qualche timido segnale di presenza arrivava dalle opposizioni, durante i mesi estivi i segnali si sono decisamente affievoliti. Anzi, per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle possiamo proprio dire che sono completamente scomparsi, al punto che a ricordarci la loro esistenza anche a livello locale ci hanno pensato i ripetuti annunci, sui social, di ricerca di una nuova sede.

Qualche flebile segno di vita in più per il Pd ma per entrambi assenza su tutte le tematiche più importanti dell’estate. A partire dalla Quintana, con i numeri e i dati sulle presenze e il clamoroso flop in tv passati sotto colpevole silenzio. O come i costi per le manifestazioni estive che un’opposizione seria, competente e attenta dovrebbe verificare e controllare. E, tra l’altro, chi dovrebbe chiedere spiegazioni all’amministrazione comunale sui costi a dir poco discutibili e poco chiari di alcune manifestazioni (come, ad esempio, App)?

Per non parlare, poi, dei bandi per la gestione di alcuni impianti sportivi, in particolare quello della piscina che avrebbe meritato almeno un pizzico di attenzione da parte dei rappresentanti dei partiti dell’opposizione. Che avrebbero quanto meno dovuto chiedere spiegazioni all’amministrazione comunale sul perché a quel bando ha risposto un’unica società, le ragioni dei ritardi, i motivi che hanno portato alla strana composizione della commissione aggiudicatrice. Invece, nulla, silenzio assoluto.

Così come il silenzio, per certi versi assordante, è calato su  tutte le vicende legate al post terremoto. Mai come in questa fase in cui bisogna fare non solo verifiche ma anche prendere decisioni importanti, per la sicurezza delle strutture comunali e, soprattutto, dei ragazzi che dovranno tornare a scuola,  era assolutamente importante che anche i partiti dell’opposizione facessero sentire la propria voce per dare consigli, fare proposte costruttive, aiutare a prendere le decisioni migliori, rimandando ad una successiva fase, quando l’emergenza sarà terminata, un’analisi sul comportamento dell’amministrazione comunale e su eventuali critiche da muovere. E invece anche questa volta nulla, come se tutto ciò non fosse anche interesse loro. Un silenzio in questo caso doppiamente colpevole che non depone certo a loro favore.

Ed è un vero peccato perché, a prescindere da tutto, un opposizione molto presente, seria e competente sarebbe positiva, non solo per la città, ma anche per l’amministrazione comunale stessa che sarebbe ancor più invogliata e stimolata a fare meglio. Ci sarebbe, poi, ancora da parlare anche dell’assoluta e imbarazzante incapacità di comunicare anche le poche iniziative portate avanti, ancora più evidente e amplificata dal fatto che, bisogna riconoscerlo, in questo il sindaco Castelli è un vero e proprio maestro.

Sindaco che, se non fosse per il divieto per legge del terzo mandato, potrebbe dormire sonni tranquilli anche in vista delle prossime elezioni comunali (comunque non vicine). Perché con un’opposizione così perdere appare davvero una “missione impossibile”…

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