Stadio e piscina, tutto a posto e niente in ordine


Dopo l’articolo “Facciamo finta che tutto va ben” d’incanto riapre via Ricci, viene comunicata l’aggiudicazione del bando per la piscina e ripartono anche i lavori nel parco di viale De Gasperi, mentre arriva l’ok per il Del Duca. Ma su stadio e piscina restano tanti dubbi e, anzi , aumentano le perplessità

A volte può bastare molto poco, anche un semplice articolo per smuovere un po’ le cose. Un esempio? Domenica sera 4 settembre è stato pubblicato su questo blog l’articolo “Facciamo finta che tutto va ben” nel quale si evidenziava che, nonostante l’ottimismo e le rassicurazioni di sindaco e assessori, l’estate ascolana è stata a dir poco movimentata e difficile, tra i tanti problemi del terremoto, quelli con la viabilità e le polemiche, con ricorso al Tar, sul bando per la piscina. In particolare si sottolineava, oltre a tutte le problematiche legate al terremoto, il ritardo nella riapertura di via Ricci (il 4 settembre ancora chiusa), la mancata assegnazione del bando della piscina, scaduto il 25 luglio e il cantiere fermo nel parco di viale De Gasperi, ad un anno dall’inizio dei lavori.

Poco più di 24 ore, però, ecco che d’incanto tutto (o quasi) cambiava. Via Ricci veniva finalmente riaperta al transito, martedì 6 settembre il Comune, con un breve comunicato stampa, comunicava l’assegnazione della gestione della piscina alla Sport Smile mentre, addirittura, tra lunedì 5 e martedì 6 c’è chi giura di aver visto anche qualche operaio all’opera nel cantiere del parco di viale De Gasperi. E anche per quanto riguarda le problematiche legate al terremoto il sindaco, non so se a causa di quell’articolo o se, molto più probabilmente, vista la situazione sempre più complicata nel capoluogo, all’improvviso cambiava atteggiamento, passando dall’ottimismo sfrenato alla Tonino Guerra (che l’aveva incautamente spinto a sostenere che in città non c’erano problemi, che le scuole sono tutte sicure…) ad una più comprensibile cautela.

Mercoledì 7 settembre, poi, è anche arrivato il via libera della commissione di vigilanza al Del Duca per la partita di sabato con la Spal. “Al di là dei complimenti – scrive Max commentando l’articolo –  volevo sottolineare che, evidentemente, smuovere un pò le acque, funziona. Infatti il giorno immediatamente successivo al suo articolo finalmente è stata riaperto al transito via Ricci e, da quanto ho letto, è stata anche assegnata la gestione della piscina. Se questo è il risultato continui così”.

Tutto è bene quel che finisce bene, quindi? Non propriamente, per la verità, visto che in concreto solo la vicenda di via Ricci si è finalmente conclusa senza strascichi e senza ulteriori problemi. Per le altre vicende, invece, la soluzione definitiva è ancora lontana dall’arrivare e, anzi, le ultime novità non solo non hanno chiarito tutti i dubbi ma, anzi, in alcuni casi ne hanno provocato degli ulteriori, con in aggiunta anche qualche polemica.

Tralasciando tutte le vicende legate al problema della sicurezza delle scuole, di cui ci stiamo occupando da giorni, partiamo innanzitutto dalla vicenda che si trascina da più tempo, il parco di viale De Gasperi. In effetti, al di là delle testimonianze di chi ha visto tornare gli operai al cantiere, sbirciando dalle transenne si vede che qualche intervento negli ultimi tempo è stato realizzato.

Ma la sensazione, a prescindere dai ritmi di lavoro che restano un’incognita, è che il termine dell’intervento non sia affatto molto vicino. E, considerando che siamo alla vigilia del primo anniversario dall’apertura del cantiere (14 settembre), è davvero difficile comprendere le ragioni di un così clamoroso ritardo. Certo se l’amministrazione comunale si degnasse una volta per tutte di spiegare cosa è accaduto, cosa ha ritardato in maniera così pesante l’esecuzione dei lavori e quando è ora prevista la fine dell’intervento si potrebbe capire qualcosa di più…

Dubbi e perplessità continua, invece, a suscitare la vicenda relativa allo stadio Del Duca, chiuso dalla commissione di vigilanza, per motivi precauzionali (dopo che dalle curve e dalla tribuna erano caduti dei calcinacci in seguito al terremoto del 24 agosto) , con il conseguente rinvio della partita di campionato Ascoli-Cesena che si doveva disputare domenica scorsa.

Mercoledì scorso il nuovo sopralluogo della commissione e l’atteso via libera all’agibilità. Ascoli – Spal, in programma sabato alle 15, si potrà giocare regolarmente al Del Duca che, però, ancora in via precauzionale dovrà chiudere tre settori: il parterre sotto la curva sud, quello sotto la curva nord e quello dei distinti sud-ovest. “Siamo ancora nell’ambito dell’emergenza – ha dichiarato il sindaco Castelli – ed è stata adottata questa decisione anche per riportare un clima di serenità in tutti coloro che desiderano sostenere il Picchio senza ansie e frustrazioni”.

Serenità che, però, non sembra certo essere tornata, almeno a giudicare dagli umori della piazza e dai commenti che si leggono in rete. Certo, tutti sono soddisfatti che Ascoli-Spal si disputerà regolarmente al Del Duca ma la chiusura di quei tre settori solleva inevitabilmente perplessità. Accentuate dal fatto che lo stadio, anche ad uno sguardo superficiale, non ha certo un bell’aspetto e non trasmette certo una sensazione di sicurezza. I tifosi e anche i semplici cittadini si chiedono quali siano le reali condizione del Del Duca che tra qualche mese, quando sarà finalmente pronta la nuova tribuna (attesa ormai da due anni), potrebbe presentare un aspetto per certi versi paradossale, con la nuova super moderna tribuna ed il resto della struttura in condizioni precarie.

Ad accentuare i dubbi è , poi, arrivata la notizia che il Monticelli, invece, non potrà giocare al Del Duca la sua prima sfida casalinga, in programma domenica prossima (cioè il giorno dopo Ascoli – Spal), contro l’Alfonsine e dovrà emigrare a Teramo. Un problema non da poco visto che la seconda squadra cittadina, anche in virtù dell’accordo con l’Ascoli, aveva già venduto gli abbonamenti per il Del Duca.

Per cercare di mettere una pezza ad una situazione difficile, la società guidata da Palatroni ha deciso di indire per domenica la giornata biancazzurra, con prezzi popolari e abbonamenti non validi. Una soluzione che, ovviamente, non cancella il dispiacere e neppure le polemiche e le proteste, con i tifosi del Monticelli che chiedono per quale ragione l’Ascoli può giocare al Del Duca e la squadra di Stallone no.

La società biancazzurra cerca di evitare le polemiche e si limita a rispondere, ai tifosi arrabbiati, che si tratta di una decisione presa dall’alto. “Ci spiace veramente tanto – si legge sulla pagina facebook della società – ma il tutto non dipende da noi”. Anche in questo caso, pur comprendendo che l’amministrazione comunale è in questo momento impegnate in questioni urgenti, qualche spiegazione in più non guasterebbe…

Il giorno successivo alla pubblicazione dell’articolo sul blog, guarda il caso, sono finalmente arrivate nuove notizie anche sul bando per la piscina. Anche ad inizio agosto, sempre… per pura casualità, il giorno dopo la pubblicazione sul blog di un articolo che si occupava della vicenda, all’improvviso era comparsa sulla bacheca on line del Comune la determina (in realtà di alcuni giorni prima, almeno secondo la data della determina stessa) con la quale si provvedeva alla nomina della commissione di aggiudicazione del bando. Questa volta è un comunicato stampa a fornire importanti novità.

Sarà la società Sport Smile s.r.l. ad occuparsi della gestione della piscina comunale di Ascoli Piceno per i prossimi 15 anni – si legge nel comunicato stampa – è  quanto stabilito nella determinazione n°1216 emessa dal Comune in data 01/09/2016, con la quale si procede all’aggiudicazione definitiva e all’approvazione dei verbali di gara. Nello specifico, la Sport Smile s.r.l., dovrà corrispondere all’Arengo un canone annuale pari a 20.000 euro, a fronte di cospicui interventi di riqualificazione e ammodernamento della piscina comunale per un importo che si aggira sui 600mila euro. Il progetto molto innovativo che verrà presentato alla cittadinanza nei prossimi giorni prevede l’inizio immediato dei lavori che si concluderanno presumibilmente entro novembre”.

Anche in questo caso, però se l’obiettivo dell’amministrazione comunale era quello di togliere quell’alone di mistero che aleggia su questa vicenda sin dall’inizio, in realtà quel comunicato stampa ottiene il risultato opposto, non  spegnendo e non cancellando nessuno dei dubbi e delle perplessità precedenti, aggiungendo nuovi misteri e finendo anche per alimentare nuove polemiche.

Nulla, infatti, viene detto, sul perché un bando che, secondo l’amministrazione comunale avrebbe dovuto avere una larga partecipazione, ha invece visto una sola società partecipare, né sul perché ci sono voluti oltre 40 giorni per arrivare all’aggiudicazione pur essendoci un solo concorrente.

Ovviamente nessuna spiegazione viene fornita anche in merito alla decisione di scegliere per la commissione, come “esperto dello specifico settore a cui afferisce l’oggetto della gara”, un ingegnere meccanico  energy manager, abilitato certificatore dell’efficienza energetica degli edifici presso Enea, esperto in progettazione e realizzazione impianti tecnologici per il risparmio energetico e l’utilizzo delle fonti rinnovabili che, a prima vista, poco o nulla sembra entrarci con la materia in discussione.

A questi si aggiungono nuovi dubbi. Innanzitutto ci si chiede per quale motivo, visto che la determina sarebbe stata emessa il 1 settembre, il Comune ha aspettato così tanto per annunciare l’avvenuta aggiudicazione. Per la verità, poi, di quella determina non c’è traccia sull’albo pretorio on line del Comune. Dove, invece, sono pubblicati quasi tutti gli atti emessi dall’amministrazione comunale dai primi di agosto fino a giovedì 8 settembre. Stesso risultato pure se si prova a cercarla con il motore di ricerca disponibile nella sezione dove sono pubblicati gli atti comunali. Dimenticanza o censura che sia, certo un atto così importante, per una vicenda così delicata e discussa (sulla quale, per altro, pende un ricorso al Tar, come annunciato dalla società “Gente di nuoto”) dovrebbe essere premura dell’amministrazione comunale renderlo immediatamente pubblico.

A completare un quadro già abbastanza controverso, sono, poi, arrivate le proteste e le lamentele di diversi cittadini nell’apprendere che , almeno fino a novembre, la piscina comunale resterà comunque chiusa per i lavori che dovrà fare il nuovo gestore. “Quindi vuol dire che le mie bimbe perderanno un anno di piscina? So come funzionano i lavori e quel presumibilmente mi preoccupa” scrive Gianluigi. “Vorremmo sapere quando i nostri bambini, che da 10 anni a settembre iniziavano i corsi di nuovo con istruttori qualificati, potranno tornare in piscina” aggiunge Claudia. “600 mila euro di appalto pubblico in due mesi è dura. Ma non è questo il problema, si poteva organizzare il cantiere nel periodo di chiusura oltre ad avvertire la cittadinanza con un po’ di anticipo, magari facendo una convenzione con le piscine comunali limitrofe” aggiunge Fabio.

Durissimo il commento di Roberta. “Piscina comunale chiusa almeno fino a novembre – scrive – stavolta il terremoto non c’entra. E’ che qualcuno molto preparato e lungimirante ha predisposto un cambio di gestione con una tempistica veramente ottimale. Se ne avvantaggerà certamente l’unica struttura sportiva, privata, con piscina presente in città. Noi cittadini, invece, ci avvantaggeremo solo di acciacchi. E, alla riapertura, se mai avverrà, avremo una gestione affidata per 15 anni. Praticamente l’ennesima privatizzazione di un servizio pubblico”.

Non resta, quindi, che attendere l’annunciata conferenza stampa dei prossimi giorni nella quale verrà presentato il “progetto molto innovativo” per la piscina e nella speranza che, almeno in quella circostanza, l’amministrazione comunale voglia finalmente rispondere e chiarire, se possibile, i tanti dubbi che il bando ha sollevato.

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