L’altra faccia dell’Italia


Non solo la grande mobilitazione umanitaria per il terremoto ma anche iniziative e progetti quotidiani di grande impatto sociale ed esperienze invidiate in Europa, come il Dynamo Camp. Ed esempi virtuosi arrivano anche dalla “vituperato” classe politica italiana

Anch’io ho provato spesso, in questi giorni, disgusto e disprezzo per questi pseudo giornalisti e inviati televisivi che non si fermano di fronte a nulla. Fortunatamente non tutti sono così ma il punto non è questo. Credo che sia arrivato il momento anche di dare più spazio a chi invece si è reso protagonista di gesti encomiabili in questidrammatici giorni. Ce ne sono tanti, capisco che le buone notizie fanno meno audience ma forse è giunto il momento di ignorare la parte peggiore del nostro paese e dare risalto alla parte migliore. Lo abbiamo dimostrato anche in questa situazione, siamo un grande paese o, almeno, abbiamo le potenzialità per esserlo. Ci sono tante brave persone che nella nostra Italia lavorano per il bene del paese e che in queste circostanze sono pronte a dare l’anima. Dia spazio anche a queste realtà, evidenzi quello che di buono c’è nella nostra Italia. Credo che ne valga la pena”.

Confesso che mi ha fatto riflettere a lungo il commento di una lettrice (Giulia) all’articolo “Sciacalli tra le macerie”. In effetti avevo sottolineato come quel tragico terremoto aveva fatto venire fuori “la parte migliore del nostro paese, quella che una volta tanto ci permette di essere orgogliosi di essere italiani”. Però, poi, la mia attenzione si era concentrata sulla parte peggiore venuta fuori anche in questa drammatica situazione, costituita dai tanti sciacalli (ladruncoli, giornalisti e produttori di “bufale” sul web) che, in un modo o in un altro, hanno speculato anche sul lutto, sul dolore.

Ancora una volta la parte peggiore del paese, pur essendo decisamente la minoranza, ha finito per oscurare la maggioranza che ha risposto in maniera encomiabile, straordinaria. D’altra non è certo una novità che le buone notizie facciano meno audience, facciano vendere meno giornali. Siamo talmente abituati a parlare sempre male del nostro Paese, siamo così abituati ad enfatizzare e a dare il massimo risalto ai tanti difetti italici che quasi non riusciamo più neppure a dare il giusto valore agli aspetti positivi. Sembra quasi che in un paese dove in diversi ambiti le cose non funzionano al meglio, dove la corruzione è ai massimi livelli, dove politici e amministratori sono visti (spesso a ragione) come il male assoluto, ci si vergogni di raccontare le cose che vanno bene, le storie che possono ridare un minimo di lustro al nostro bistrattato Paese.

Però, seguendo il consiglio di Giulia, è arrivato il momento di farlo, ne vale la pena anche per dimostrare che c’è un’altra faccia dell’Italia di cui si può e si deve essere orgogliosi. Senza per questo, naturalmente, dimenticare o sminuire tutto quanto di negativo c’è. In tal senso quanto accaduto subito dopo il violento terremoto che ha colpito Amatrice, Accumoli, Arquata (e dintorni) è assai emblematico. La cosiddetta macchina della solidarietà ha funzionato in maniera stupefacente, le tante associazioni di volontariato che si sono mobilitate ma anche associazioni con altre finalità, addirittura gli ultras (per non parlare dei tanti cittadini che hanno dato una mano in ogni modo) hanno svolto un lavoro straordinario. Dalla prima emergenza rappresentata dal sangue alle raccolte di generi alimentari, vestiti e quant’altro potesse servire per le popolazioni terremotate si è sempre dovuto fermare le raccolte con largo anticipo per la grande partecipazione e la conseguente enorme quantità di materiale raccolto.

La cronaca di quei drammatici giorni ci ha raccontato grandi gesti di generosità e solidarietà, di singoli e gruppi. Tra i tanti da ricordare, ad esempio, quello della nazionale italiana di volley con i giocatori azzurri che hanno deciso di devolvere il premio per la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio (50 mila euro) ai terremotati. O quella di Vincenzo Guiderone, titolare della nota pasticceria Salernitana di Pomezia che la domenica dopo il terremoto alle 4 di mattina ha caricato dolci e cornetti sul suo furgone e, accompagnato da tutto il personale della sua pasticceria, ha distribuito caffè, cappucci e 1200 tra cornetti e dolci agli sfollati di Accumoli, Amatrice e Arquata. Si potrebbe continuare a lungo a raccontare storie di questo tipo accadute in quei giorni.

Già ma è facile, quasi normale, che certe cose accadano in una situazione di così drammatica emergenza. Verissimo, ma la cosa sorprendente è che questi miracoli, quasi sempre nel totale silenzio dei media, avvengono praticamente quotidianamente nel nostro Paese. Ignorate dalla totalità di giornali e tv, centinaia e centinaia di volontari di decine di associazioni ogni giorno si prodigano per aiutare e sostenere anziani, rifugiati, persone in difficoltà. Non solo, in ogni regione, in ogni provincia spuntano come funghi iniziative di grande valore sociale che coinvolgono centinaia e centinaia di cittadini, anche e soprattutto i più giovani.

Proprio per raccontare quest’Italia dei tanti volontari, di un paese che non vuole arrendersi al peggio, l’Auser nazionale ha pubblicato i mesi scorsi un volume, “Il saper fare”, nel quale si raccontano 40 storie quotidiane di solidarietà e di assistenza sociale alle persone più svantaggiate. Dal Trentino alla Sicilia, dalla Lombardia alla Sardegna, l’Auser ci racconta alcune delle iniziative più significative che si svolgono in tutte le regioni italiane. Progetti per cure mediche gratuite, di supporto alle donne vittime di abusi, di integrazione per gli immigrati, di supporto agli anziani. Come “Il pony della solidarietà”, un progetto nato nel 1999 a Torino ed ora realizzatoin tutte le province del Piemonte che vede all’opera circa 1500 giovani a supporto di oltre 2 mila anziani. Ad essere coinvolti, in azioni di solidarietà e supporto agli anziani, sono i giovani delle scuole superiori e dell’università. Si va dalla semplice compagnia quotidiana a domicilio alla lettura di libri, all’educazione all’uso di nuove tecnologie all’acquisto e consegna di farmaci e genere alimentari fino all’accompagnamento in brevi passeggiate.

O come il progetto “Zero sprechi” che dal 2014 a Perugia coinvolge tutte le imprese della grande distribuzione e del commercio alimentare impegnate a recuperare e redistribuire ad associazioni e a singoli cittadini bisognosi beni freschi a lunga conservazione prossimi alla scadenza. Un’iniziativa che nell’ultimo anno è stata estesa anche ad altri comuni umbri e che, negli ultimi 12 mesi, ha portato al recupero di circa 300 mila chili di prodotti alimentari recapitati ad oltre 290 associazioni per circa 34 mila persone.

Un’attenzione particolare merita, poi, un’iniziativa invidiata dal resto dell’Europa. Parliamo del Dynamo Camp, un camp di terapia ricreativa (il primo in Italia) appositamente strutturato per ospitare gratuitamente per periodi di vacanza e svago bambini e ragazzi malati affetti da patologie croniche e gravi (principalmente oncoematologiche, neurologiche e diabete), in terapia o nel periodo di post ospedalizzazione. Inaugurato nel 2007, il Dynamo Camp è l’unica struttura italiana (e tra le poche in Europa) pensata per ospitare minori le cui vite sono compromesse dalla malattia per attività ludiche e sportive e un’esperienza di svago, divertimento e socialità in un incantevole ambiente naturale e protetto.  Il camp offre anche programmi studiati ad hoc per l’intero nucleo familiare e, dal 2012, sessioni interamente dedicate a fratelli e sorelle sani. La cosa straordinaria è che una simile iniziativa è resa possibile solo grazie alle donazioni dei cittadini italiani raccolte attraverso diverse iniziative. Donazioni che di anno in anno crescono sempre di più al punto che il camp negli anni ha potuto aggiungere nuove opportunità, come ad esempio Dynamo Outreach che raggiunge i bambini che sono in ospedale o in strutture simili.

Come se non bastasse il camp è reso possibile dal duro lavoro di decine di volontari che seguono i ragazzi e fanno in modo che la loro vacanza sia indimenticabile sotto ogni punto di vista. Quest’anno, poi, l’eco del Dynamo Camp ha raggiunto addirittura anche Sky che ha deciso di fornire un importante contributo, coinvolgendo anche diversi protagonisti del mondo dello sport. Ma iniziative così meritevoli non vengono solo dall’Italia delle associazioni, dei volontari, del grande cuore di tanti italiani. Sembrerà impossibile ma esempi virtuosi, sempre nel silenzio dei media, arrivano perfino dalla giustamente bistrattata classe politica. Ci sono, ad esempio, numerosi deputati e senatori che da anni donano e destinano una parte consistente del loro lauto stipendio da parlamentare per progetti e iniziative sociali.

A Pescara, ad esempio, da alcuni anni un progetto per le ripetizioni gratuite ai ragazzi con una situazione economica difficile (che, quindi, non potrebbe pagarsi le ripetizioni stesse) è finanziato (circa 60 mila euro all’anno) da un onorevole abruzzese che mensilmente destina per l’occasione parte del suo stipendio. Così come in Emilia Romagna dove la ricostruzione di un asilo nido è stata finanziata eresa possibile da una simile iniziativa di due deputati emiliani. O nel Pesarese dove un programma di sostegno e supporto nei confronti di un gruppo di anziani per anni è stato reso possibile grazie alle risorse destinate mensilmente da un senatore marchigiano. E questo accadeva già prima dell’avvento del Movimento 5 Stelle a cui va dato l’indiscutibile merito, pur tra qualche esasperazione di troppo, di aver reso obbligatorio per i propri parlamentari decurtare parte dello stipendio per finanziare importanti iniziative a sostegno dei cittadini.

Ma esempi così virtuosi arrivano anche dagli amministratori locali. Senza andare troppo lontano basta guardare, ad esempio, cosa è avvenuto in un paio di comuni marchigiani. A Sefro, ad esempio, il sindaco Temperilli ha rinunciato al suo stipendio per permettere la riapertura dell’asilo nido comunale. A Gagliole, invece, il sindaco Riccioni e tutti gli assessori della giunta hanno rinunciato alle loro indennità per fornire ai propri cittadini la mensa scolastica gratuita per tutti i bambini e l’assistenza domiciliare agli anziani.

Abbiamo tante risorse importanti, abbiamo la capacità di realizzare anche grande iniziative, il problema è che non ce ne rendiamo più conto. Gli urlatori, i disfattisti e i dispensatori di odio di professione, coloro che “sguazzano” e hanno la possibilità di avere un po’ di notorietà solo in un panorama di sfascio totale sono riusciti a farci perdere di vista quanto di buono c’è nel nostro Paese. Naturalmente ricordare tutto ciò non significa essere degli inguaribili ottimisti o dimenticare le tante cose che non vanno, i tanti problemi che abbiamo.

Ma se è vero ed è giusto sottolinearlo con forza e non dimenticarlo mai che, ad esempio, siamo al primo posto nel mondo per corruzione e al 77° posto nella classifica sulla libertà di stampa (cosa indegna per un Paese come il nostro), è  altrettanto giusto ricordare che ci sono anche settori nei quali l’Italia primeggia. Siamo, ad esempio, al primo posto per utilizzo e produzione di energie rinnovabili, al primo posto mondiale per controlli anticontraffazione alimentare e a tutela dei consumatori, al primo posto in Europa per trasporto con carburanti alternativi. “Dulcis in fundo”, secondo tutte le classifiche e in base a graduatorie che prendono in esame diversi tipi di parametri, siamo ai primissimi posti per la qualità del sistema sanitario. So che questo provocherà commenti ironici, siamo “tempestati” quasi quotidianamente dal racconto di casi di “malasanità” e sono pienamente consapevole che ci sono differenze nella qualità della sanità tra le diverse zone del paese. Ma resta il fatto che secondo tutte le graduatorie mondiali la sanità italiana è considerata tra le migliori. Secondo la classifica di Bloomberg, ad esempio, la sanità italiana è la migliore in Europa e dietro, nel mondo, solo a Singapore. Risultati non tanto diversi secondo il rapporto Health at a Grance dell’Ocse che ci colloca, invece, al quarto posto mondiale e dietro solamente alla Francia in Europa.

Dati non veritieri? Forse, però dovremmo iniziare a pensare che pur con tutti i difetti e i problemi che abbiamo, siamo comunque in grado di realizzare cose importanti. E dovremmo iniziare a ricordarcelo non solamente in occasione di tragiche emergenze come quella vissuta nei giorni scorsi…

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