Terremoto: la sagra delle “panzane” sul web


Neppure la tragedia del terremoto ferma i produttori di notizie false. Dalla magnitudo taroccata all’ex brigatista a capo della Protezione civile, tutte le bufale sul terremoto presenti sul web

Nelle prime ore di una tragedia che ha cancellato centinaia di vite umane c’è gente che invece di prendere a cuore la sorte di un pezzo del paese pensa bene di avvelenare i pozzi, confezionando bufale che creano sconcerto, diffidenza, avversione, sfiducia e odio sociale nel momento che dovrebbe essere della solidarietà”. E’ sceso in campo anche Enrico Mentana per denunciare l’incredibile serie di bufale che, immediatamente dopo il terremoto del 24 agosto, ha invaso i social network.

Si perché i produttori di notizie false non si sono fermati neppure di fronte ad una tragedia che ha provocato quasi 300 vittime, anzi, un simile disastro è diventato per alcuni motivo per la solita becera propaganda fondata sul nulla. Dalla magnitudo taroccata al jackpot del Superenalotto, dagli extracomunitari che rifiutano di lasciar posto negli hotel ai terremotati, alla “favola” della ricostruzione lampo dopo il terremoto del Volture, lo sciacallaggio digitale ha davvero dato il peggio di se. E, come al solito, ha trovato sponda in tanti ingenui cittadini che, in assoluta buona fede, hanno contribuito a diffondere e a dare forza a queste serie interminabile di “balle”.

Quello che stupisce è che, a fianco di quelle confezionate per bieche ragioni di propaganda, in questo caso si trovano bufale “struggenti”, che raccontano storie “strappalacrime” sul terremoto che, però, risultano completamente inventate. Cerchiamo di fare chiarezza, almeno in merito a quelle di cui siamo a conoscenza.

La magnitudo taroccata per non pagare i danni. Poche ore dopo la scossa che ha provocato quasi 300 morti, su facebook è iniziata a circolare la storiella del presunto taroccamento della magnitudo. Il solito testo virale di cui, di volta in volta, chi lo pubblica si assume la paternità come fosse una scoperta fatta personalmente, anche se poi il testo è identico per tutti. “Mi sono accordo di una cosa – si legge nel testo base – mentre facevo zapping sono finito sulla rete Allnews francese e nel serpentone c’era scritto 6.2. Li per li non ci ho fatto caso ma poi guardando la rassegna delle tv straniere tutti scrivono 6.2 mentre le tv italiane e istituto di geofisica scrivono e parlano di magnitudo 6.0. Ho guardato il sito della geofisica europea e lì scrivono 6.2. A pensar male si fa peccato ma sono andato a guardare anche la legge voluta da Monti per il terremoto dell’Emilia. Se un terremoto supera il 6.1 i danni li paga lo stato se non li supera li pagano gli enti locali… A voi le conclusioni!”.

La bufala, circolata già in passato, si aggancia ad un articolo del decreto legge n.59/2012 che fu soppresso al momento della conversione. In quel decreto, quindi, non viene posto alcun limite e, comunque, anche i bambini ormai sanno che i risarcimenti vengono calcolati sulla base della scala Mercalli, che valuta l’intensità del sisma in termini di danni prodotti sul territorio e non in base alla magnitudo della scala Richter. Nonostante tutto, però, visto il diffondersi di questa bufala l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che in questo momento sarebbe impegnato in cose più importanti, è dovuto intervenire con un comunicato stampa per cercare di fare chiarezza.

Il jackpot del Superenalotto da destinare alla ricostruzione. Tra le tante iniziative partite subito dopo il terremoto, una in particolare ha colpito e appassionato il mondo dei social network: quella del jackpot del Superenalotto. “Jackpot superenalotto a 128,8 mln. Annullare concorso e destinare subito quei soldi a soccorsi e sopravvissuti. Subito. Fai copia e incolla” recitava un post in brevissimo tempo condiviso da tantissimi utenti su facebook. Ci hanno, poi, pensato alcuni politici (Boccuzzi del Pd e Meloni di FdI) a rilanciare l’iniziativa e, di fatto, creare ulteriore confusione.

Sono immediatamente partite anche delle petizioni, con il coinvolgimento di star come Fiorello. Peccato, però, che la Sisal è una società privata che gestisce il concorso su concessione statale. Si potrebbe decidere di devolvere alla causa la percentuale dovuta allo Stato ma in questo caso sarebbe lo Stato stesso a stanziare somme per ricostruzione e messa in sicurezza, quindi senza alcun legame con il concorso.

L’immigrato che rifiuta di lasciare l’albergo per lasciar posto ai terremotati. Quello degli immigrati in hotel, mentre i terremotati sono destinati alle tendopoli, è diventato sin dalle ore successive al sisma uno dei cavalli di battaglia di chi ha tendenze “vagamente” xenofobe. E il 26 agosto ecco spuntare su facebook un’intervista shock di un immigrato senegalese, tale Mustafa Thomas Daverie. “Io ho più bisogno di quei terremotati, che si fottano. Da qui non me ne vado. I terremotati hanno i soldi quindi si possono risolvere da soli, io no” spiega Mustafa mostrando, in foto, il nuovissimo Galaxy S7 Edge che, spiega l’autore dell’intervista, “è stato pagato con le nostre tasse grazie alla legge stabilita dal governo Renzi (quale???) in collaborazione con la Boldrini”.

L’autore dell’articolo ci informa anche che l’immigrato senegalese è alloggiato nel lussuosissimo hotel Nobelli di Montesilvano e conclude dicendo “la nostra redazione è indignata dai commenti di questo ragazzo a cui noi italiani abbiamo salvato la vita. Ti senti indignato anche tu? Condividi il post, tutti devono sapere”. E chi non sarebbe indignato di fronte a simili dichiarazioni, inevitabile e scontata la pioggia di condivisioni. Peccato, però, che Mustafa Thomas Daverie non esiste (esiste un Mustafa Thomas ma è un cittadino americano e di professione fa il designer), così come non esiste l’hotel Nobelli di Montesilvano. E quello che appare in foto è Clifford Joseph Harris Jr, meglio conosciuto come T.I. , noto rapper americano che non ha certo bisogno della fantomatica legge Renzi-Boldrini per comprarsi un cellulare così costoso…

curcioUn ex Br a capo della protezione civile. Domenica 27 agosto, in uno dei tanti siti di “fondamentalisti grillini”, all’improvviso deflagra una notizia clamorosa: a capo della protezione civile impegnata nei soccorsi post terremoto c’è un ex brigatista, per altro autore di alcuni efferati delitti. Per non lasciare dubbi in proposito la notizia è corredata da una foto con scritto “questo è Fabrizio Curcio, ex terrorista e ora capo della Protezione civile di Renzi” e la solita conclusione/esortazione: “condividi se sei incazzato”.

E chi mai potrebbe non “incazzarsi” sapendo che un ex brigatista è a capo della Protezione civile (che non è di Renzi, ma è un particolare irrilevante in questo caso…). Peccato, però, che quello in foto è si un ex brigatista ma è Renato Curcio che nulla ha a che vedere con Fabrizio Curcio capo della Protezione civile.

Lo tsunami elettromagnetico causa del terremoto. Nella patria dei “complottisti” non poteva mancare qualche tesi bizzarra sulle cause del terremoto. Una in particolare, però, ha finito per attirare l’attenzione di molti, quella che fa risalire ad uno “tsunami elettromagnetico” indotto la ragione del violento sisma. Per meglio supportare questa tesi c’è anche una foto dell’Italia e di parte dell’Europa presa da un satellite il 23 agosto, a poche ore dal terremoto.

Sono immagini dal satellite che parlano chiare – si legge – tutto il centro sud dell’Italia irradiato da onde scalari destabilizzanti per gli esseri umani. Una bomba energetica che mette in fila nuvole squadrate artificiali create per controllare il meteo a livello locale”. Oltre ad aver provocato quel violento terremoto, questo “tsunami elettromagnetico” rischia di provocare altri seri danni. “Portatori di pacemaker, persone elettrosensibili – si legge ancora – potrebbero subire disturbi fisici da questo tsunami elettromagnetico indotto dai soliti criminali…”.

Chi siano i “soliti criminali” non è dato sapere, quel che è certo, però, è che la foto inequivocabile è quella presa da un sito meteo e quelle che si vedono sopra l’Italia sono normali nuvole. Così come non esistono le onde scalari e, ovviamente, non c’è e non c’è mai stato nel centro-sud dell’Italia alcun “tsunami elettromagnetico”.

L’inesistente articolo di Repubblica sui migranti che scavano fino al ferimento. Tra tutte le bufale sul terremoto, la più sconcertante è sicuramente quella postata dal leghista Tristano Quaglia (candidato alle comunali di Roma 2016),  con addirittura un link fasullo e un foto montaggio mal riuscito la cui impostazione grafica ha subito suscitato perplessità, almeno ad occhi attenti.  Il link mostra un presunto articolo di Repubblica sugli immigrati al lavoro tra le macerie, dal titolo eloquente, “Marche: scavano fino al ferimento pur di estrarre quanti più possibile dei nostri connazionali”, e con una foto che mostra il volto impolverato e ferito di questi immigrati. E proprio la foto , che in realtà risale al terremoto in Haiti, avrebbe permesso al candidato leghista di scoprire la falsità della notizia.

Inevitabile e immediato il commento durissimo di Quaglia, ripreso e condiviso in poco tempo da tantissime persone. “Repubblica ha pubblicato questa foto con relativo articolo in cui si esaltano le qualità dei clandestini extracomunitari, al fine di far accettare agli italiani l’invasione africana in atto – scrive – rei di queste azioni sono i partiti golpisti al governo oltre a Renzi, Boldrini, Bergoglio ed al presidente della repubblica attuale. Peccato che queste immagini non corrispondano al vero: questa foto venne scattata dopo il terremoto di Haiti. Se non è sciacallaggio questo…giudicate voi” . Certo che è sciacallaggio, e sicuramente dei peggiori, ma non certo di Repubblica che quell’articolo (chiunque può verificarlo) non lo ha mai fatto. E basta mettere a confronto la grafica di quel link con quella di Repubblica per capire che siamo di fronte ad un link “farlocco”.

La ricostruzione lampo di Mussolini dopo il terremoto del Volture. Anche un simile evento può diventare motivo per i nostalgici del “quando c’era lui” per ricordare quanto bene ha governato Benito Mussolini. Così 24 ore dopo la scossa omicida ecco spuntare nelle bacheche di diversi nostalgici del ventennio la favoletta della ricostruzione lampo dopo il terremoto del Volture. Un sisma  di 6.7 che nel luglio del 1930 colpì una zona al confine tra Basilicata, Campania e Puglia, provocando 1404 morti.

In 3 mesi – si legge in alcuni post – Mussolini costruì 3746 case e fece riparare anche diverse chiese e monumenti danneggiati.  Le palazzine edificate in questo periodo resistettero ad un altro importante terremoto che colpì la stessa area 50 anni dopo”. E per dimostrare la credibilità di questa notizia alla fine si cita la fonte da cui sarebbe stata tratta, Wikipedia. Che, però, nella premessa cita proprio il fatto che le fonti non sono verificate (quindi la notizia è dubbia). In realtà qualcosa di vero in questo post c’è, quelle case furono realmente ricostruite in poco più di 3 mesi.

Manca, però, una parte fondamentale in questa bella storiella. Cioè quella che ricorda quanto accaduto nel 1962 quando quella zona fu colpita da un nuovo terremoto, solo un po’ meno violento (6.2). In quel caso i morti furono solo una ventina per puro caso, perché prima della scossa più violenta ce ne fu una leggermente più debole che spinse la maggioranza dei residenti ad andare in strada. Ma quelle case così velocemente ricostruite da Mussolini si sbriciolarono in un attimo e, ad Ariano Irpino, anche il campanile fatto ricostruire dopo il terremoto del 1930 finì in macerie. E le palazzine che poi ressero al terremoto del 1980 furono, in realtà, quelle ricostruite dopo il sisma del 1962.

La lettera a Gesù della bimba di 7 anni rimasta orfana. Di storie toccanti in questo terremoto ne abbiamo ascoltate numerose. Ma due giorni fa tutti siamo rimasti profondamente colpiti dalla lettera scritta da Annalisa (e immediatamente diffusa sui social network), una bambina di 7 anni, con un visino tenero e dolce, che nel terremoto avrebbe perso i genitori. “Caro Gesù – scrive Annalisa – visto che sono con te potresti salutarmi mamma e papà? Senza di loro mi sento molto sola, qui le mie nuove maestre mi hanno detto che ora i miei genitori sono con te. Per favore trattali bene e dai un abbraccio da parte mia alla mamma e dille che non vedo l’ora di rivederla al più presto”. Ci fermiamo qui perché è praticamente impossibile trattenere le lacrime e sicuramente quelli di voi che l’hanno letta avranno avuto la stessa ragione.

Il problema è che Annalisa non esiste e, confrontando il tragico elenco dei morti, non esiste alcuna bambina di 7 anni che ha perso entrambi i genitori. Non solo, basta andare a riprendere il “Time” del 2014 per scoprire che quella tenera bimba che si vede in foto è tale Sofia, del Massachusetts, divenuta nota per aver inviato una lettera al presidente Obama relativa ai diritti delle donne. Evidentemente non è sufficiente il dolore reale, bisogna inventarne di nuovo e di più toccante…

L’eroico cane che trascina fuori di casa la padrona. Durante i soccorsi nel disperato tentativo di strappare quante più persone possibile dalle macerie protagonisti, in diverse circostanze, sono diventati i nostri amici a 4 zampe. Ma uno di loro avrebbe avuto, secondo un post apparso il 25 agosto e subito condiviso da migliaia di persone, il merito di aver salvato la vita alla sua padrona, trascinandola fuori casa poco prima della terribile scossa. “Rudy era nervoso sin dalle prime ore della sera – si legge nel post corredato da una bella foto del presunto Rudy con la sua padrona – non capivo, pensavo che avesse visto qualcuno o qualche gatto… Poco prima che il terremoto esplodesse ha iniziato a tirarmi per la magliettina, non capivo ma non smetteva neanche dopo i rimproveri, così mi sono decisa a scendere fuori dove il cane mi ha trascinato e poi, istanti dopo, l’inferno”.

Naturalmente Anna è molto scossa nel raccontare questa storia, ha perso amici e conoscenti e tutti i suoi beni. “Ma sono grata a Rudy che è un cane super intelligente e adesso gli devo la vita”. Sicuramente commovente, peccato che la storia sia completamente inventata e già guardando la foto qualche dubbio potrebbe sorgere, visto che la presunta Anna è chiaramente una cittadina cinese. Infatti Rudy altri non è che Tiger, un pastore tedesco che nel giugno scorso quella cittadina cinese (che ovviamente non si chiama Anna…) ha salvato dalle grinfie di un macellaio di Pechino. La storia, con tutti i particolari e le foto, l’ha raccontata il 20 giugno scorso “La Zampa”, il portale de “La Stampa” dedicato agli animali.

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