La moltiplicazione dei pali e… dei costi dell’illuminazione!


Spesi ulteriori 334 mila euro per 3.929 nuovi punti luce. Ma non migliora la qualità del servizio e anche la Quintana resta al buio

Un “ miracolo”,  per certi versi simile a quello che secondo il Vangelo sarebbe  avvenuto nel cortile della chiesa di Tagba, ha improvvisamente ravvivato la sonnacchiosa estate ascolana.  A differenza di quanto accaduto (almeno secondo la narrazione degli evangelisti Marco e Matteo) nell’antica Galilea, però, nel capoluogo piceno ad essere moltiplicati non sono pani e pesci ma i pali della luce e, di conseguenza, i costi dell’illuminazione pubblica .  Il tutto, per giunta, con una semplice determina comunale, la numero 986 del 7 luglio scorso.

Autore del miracolo l’Ecoinnova srl, la società privata a cui è stata affidata la gestione dell’illuminazione pubblica, con la concreta e fondamentale collaborazione del sindaco Castelli e dell’assessore Tega. Che pure, nel settembre scorso, di fronte alle polemiche e alle proteste dei cittadini per i troppi disagi e disservizi provocati dalla nuova illuminazione al led, rispondevano alle critiche sottolineando come per il Comune (e quindi per i cittadini ascolani) il nuovo servizio avrebbe prodotto un risparmio di circa 500 mila euro.

Già allora, per la verità quelli di sindaco e assessore erano apparsi proclami a dir poco avventati e, successivamente, in Consiglio comunale il capogruppo del Pd Ameli dimostrò che, numeri alla mano, il risparmio vantato dall’amministrazione si otteneva solo grazie ad abili artifizi escogitati dall’assessore (omettendo di considerare l’iva nelle nuove fatture). E se già era difficile accettare che, ad un indiscutibile peggioramento della qualità del servizio, non corrispondesse almeno un consistente risparmio economico, è praticamente impossibile digerire che, addirittura, si registri un consistente aumento del costo. Certificato dall’amministrazione comunale con la determina n. 986 nella quale si afferma che “occorre impegnare per il pagamento del canone del servizio pubblica illuminazione per l’anno 2016 una somma superiore rispetto agli anni precedenti, quantificata in 334.000 euro”.

A rendere più paradossale la situazione è la ragione che determina questo consistente aumento della spesa: la moltiplicazione dei  punti luce. “Considerato che gli impianti consegnati al socio privato consistevano in 11.000 punti luce – si legge ancora nella determina –  la ditta ha verificato che i punti luce presenti sul territorio comunale risultano essere superiori rispetto a quelli consegnati come da contratto”. In pratica l’Ecoinnova srl ha deciso autonomamente che con il nuovo sistema di illuminazione pubblica non erano sufficienti gli 11 mila punti luce ma ne servivano altri 3.929. Da qui l’aumento di spesa di 334 mila euro (il sindaco ha rivelato in Consiglio comunale che ogni punto luce costa 85 euro) che l’amministrazione comunale ha accettato senza batter ciglio e senza neppure preoccuparsi di verificare se davvero sono stati installati quei 3.929 nuovi punti luce, tanto paga Pantalone (i cittadini ascolani).

quintana al buioCosì ora il capoluogo piceno si trova a vivere l’ulteriore paradosso di avere un numero quasi record di punti luce (poco meno di 15 mila) e, al tempo stesso, di avere un’illuminazione pubblica alquanto scadente. Che, per giunta, non risparmia e rischia addirittura di rovinare anche i pochi eventi importanti dell’estate ascolana come la Quintana. Infatti la sfilata conclusiva di quella di luglio si è svolta in una piazza del Popolo in penombra (foto in alto a sinistra), con i figuranti che si intravedevano a mala pena, mentre stessa sorte è toccata all’offerta dei ceri prima dell’edizione di agosto. Un “disastro annunciato” pagato (sotto ogni punto di vista) a caro prezzo dagli ascolani…

comments icon 2 comments
bookmark icon

2 thoughts on “La moltiplicazione dei pali e… dei costi dell’illuminazione!

    Write a comment...

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.