Più ombre che luci per l’Ascoli


La formazione di Aglietti rischia di essere Cacia-dipendente e con la “difesa trasparente”

La premessa è doverosa: il calcio di agosto e le indicazioni che emergono da amichevoli e partite di coppa che si disputano in questo periodo sono da prendere con la massima cautela.  La preparazione ancora da completare, i carichi di lavoro da smaltire e, di conseguenza, le gambe che ancora non girano come dovrebbero consigliano prudenza in ogni giudizio. Però le uscite dell’Ascoli (coppa Italia compresa) hanno fornito importanti indicazioni e due importanti certezze. La prima è che bisognerà augurarsi che Cacia goda sempre di ottima salute, visto che nel reparto offensivo non c’è un sostituto adeguato. La seconda è che il gruppo guidato da Aglietti ha un’anima e, almeno dal punto di vista del carattere, sembra pronto e all’altezza di un campionato difficile come quello di serie B (come dimostra la caparbietà con la quale i bianconeri hanno recuperato, nell’ultimo quarto d’ora, il doppio svantaggio con il Lecce).

Molti più dubbi, invece, ci sono dal punto di vista tecnico per una squadra che, almeno con la rosa attuale, non sembra molto più affidabile e forte di quella che si è salvata, soffrendo fino alla fine, lo scorso anno. Di positivo c’è che già si vede  l’impronta di mister Aglietti, quel 4-3-3 che potrebbe esaltare le caratteristiche degli esterni offensivi bianconeri (Gatto, Orsolini ma anche Jaadi). Con la crescita della condizione fisica, poi, dovrebbero diventare più costanti quel pressing e quella aggressività che, inevitabilmente, si sono visti solo a sprazzi in queste prime uscite. Di sicuro, poi, un allenatore preparato ed esperto come Aglietti farà tesoro di alcune chiare indicazioni emerse soprattutto dalla partita di coppa contro il Lecce. La prima è che il trio di centrocampo proposto all’inizio (Bianchi-Carpani-Giorgi) non è  riproponibile in campionato. Serve, infatti, qualcuno faccia scudo davanti alla difesa che non sia Bianchi, non pienamente a suo agio in quella posizione. Non a caso le cose sono sensibilmente migliorate con l’ingresso di Halleberg (in alternativa in quel ruolo c’è sempre Addae) e lo spostamento un po’ più avanti di Bianchi, molto più convincente ed utile alla squadra in quella posizione.

La seconda importante indicazione  è che, in assenza di Cacia (e nella speranza che la società prima della fine del mercato compri un altro attaccante di buon livello), non è proponibile uno schieramento con Perez al centro dell’attacco. L’ex centravanti del Cittadella, sempre molto generoso e indomito, non è giocatore all’altezza della cadetteria e, ancor di più, è assolutamente inutile come punta centrale nello schieramento con due esterni ai lati. Già in un attacco a due punte il suo impegno, quel continuo lottare (troppo spesso fallosamente) con la retroguardia avversaria potrebbe in qualche modo facilitare l’altra punta. Ma nello schieramento proposto da mister Aglietti non può certo essere lui l’alternativa a Cacia. Molto meglio, sempre in attesa che arrivi un’altra punta, lo schieramento proposto nell’ultima parte di gara contro il Lecce, con Gatto punta centrale e Orsolini e Jaadi in appoggio sugli esterni. L’ex Lanciano non è certo una punta centrale ma la sua rapidità e il suo estro possono mettere in difficoltà le difese avversarie, soprattutto se supportato dai guizzi di Orsolini e Jaadi sulle fasce. Non a caso contro i salentini nei 20 minuti in cui Aglietti ha proposto questa soluzione sono arrivati i 2 gol e altre 2 nitide occasioni da gol (più la traversa e il gol annullato ad Orsolini nei supplementari) dopo che per oltre un’ora i bianconeri si erano resi pericolosi solo con tiri da fuori area.

Discorso a parte merita, invece, la retroguardia bianconera, il reparto che continua a suscitare le maggiori perplessità (emblematico il coro ironico “la mia difesa è trasparente” intonato dalla curva sud durante Ascoli – Lecce). Pur essendo stata rivoluzionata in larga parte, la difesa bianconera nelle prime uscite è sembrata muoversi in preoccupante continuità con quella dello scorso anno, tra le peggiori di tutta la serie B. Le attenuanti ci sono, il reparto è quasi completamente nuovo e bisogna ancora trovare i giusti automatismi. Proprio per questo è importante che Aglietti scelga subito quale dovrà essere la coppia di centrali titolare (con in Lecce Augustyn e Mengoni, con Gigliotti e Cinaglia in panchina) per cementare al più presto l’intesa. Più complicata sembra, invece, la situazione sugli esterni dove Pecorini e Felicioli destano non poche perplessità, sia in fase di spinta ma, soprattutto, in fase difensiva. In tal senso il ritorno di Almici (ormai certo) e l’arrivo di Mignanelli potrebbero rivelarsi fondamentali.

Per quanto riguarda i nuovi arrivati, infine, indicazioni molto positive arrivano da Gatto, Hallberg e, soprattutto, da Lazzari (ancora non al massimo della forma e con pochi minuti nelle gambe) che quando è entrato ha dimostrato di poter essere molto utile alla causa. Da rivedere Augustyn e Jaadi, ancora sotto tono Felicioli.

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