Scrutini “amari” al Liceo Classico


Bocciati o “rimandati” il 40% degli studenti del primo e secondo anno

Una vera e propria  “ecatombe”, quasi uno studente su tre non ammesso alla classe successiva. Sono a dir poco sorprendenti i risultati degli scrutini del Liceo Classico “F. Stabili” di Ascoli resi pubblici nel fine settimana scorso. Complessivamente ben 61 studenti (dei poco più di 200 che hanno frequentato le classi dalla prima alla quarta) dovranno ripetere l’anno o affrontare a settembre l’esame di riparazione per essere ammessi alla classe successiva. Un dato davvero clamoroso che solitamente si registra negli istituti tecnici e non certo nei licei classici italiani dove,secondo i numeri forniti dal ministero della pubblica istruzione, in media la percentuale di non ammessi alla classe successiva non supera il 15%.

Invece in quello che, solo pochi mesi fa, era stato giudicato (dall’indagine “Eduscopio” della Fondazione Agnelli) ) il miglior liceo classico delle Marche e la miglior scuola della provincia di Ascoli per quanto riguarda la preparazione all’università si sfiora un impensabile 30%. Che, se si prendono in considerazione solo le classi del primo e del secondo anno, sale fino al 40%, con ben 53 studenti su 131 bocciati o “rimandati”. Eppure fino allo scorso anno quello ascolano aveva addirittura dati migliori rispetto alla media degli altri licei classici, con una percentuale di non ammessi alla classe successiva che quasi mai superava il 10%. Per questo la clamorosa impennata di bocciati e “rimandati” ha suscitato grande scalpore e sta provocando un’inevitabile scia di polemiche e proteste. Alimentate anche dal fatto che, tra gli studenti “rimandati”, ce ne sono diversi che avevano una sola insufficienza non grave (5). Ad alcuni di loro, addirittura, non è bastato avere una media altissima e una pagella infarcita di 8 e 9, con un’unica insufficienza (anche con una media voto di 5,2-5,3) sono stati rimandati a settembre.

Fino allo scorso anno in situazioni del genere nella maggior parte dei casi il Consiglio dei docenti optava comunque per l’ammissione alla classe successiva. Nulla lasciava presagire un simile cambio di tendenza, anzi, c’erano tutti i presupposti per credere che si sarebbe seguita la stessa linea di condotta degli anni precedenti.  Infatti se nel Piano dell’offerta formativa (Pof), approvato dall’istituto ad inizio anno scolastico, nel paragrafo dedicato ai “Criteri di valutazione negli scrutini finali” non venivano fornite indicazioni particolari in proposito, nella circolare del 27 maggio scorso  (“Scrutini finali a.s. 2015/2016”) , oltre ad indicare i criteri di massima da seguire per l’arrotondamento del voto finale, si sottolineava come “a  più riprese la normativa ha richiamato l’obbligo del superamento della corrispondenza tra voto e media aritmetica”. Comprensibile, quindi, la protesta che monta (in particolare sui social network) tra studenti e famiglie, con qualcuno che minaccia anche di ricorrere alle vie legali.

Nel mirino, in particolare, il nuovo dirigente scolastico Arturo Verna a cui molti attribuiscono questo incomprensibile e inatteso cambio di tendenza. Dalla scuola non arrivano commenti ufficiali e si preferisce rimanere in silenzio, anche se dai “rumors” che filtrano non si nasconde il timore che una simile “ecatombe” possa contribuire ad allontanare ulteriormente gli studenti da una scuola che è già quasi ai minimi termini come numero di iscritti.

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