La domenica del villaggio


Il cinepanettone di Natale 2019, “A cena a mia insaputa”, con Marco Fioravanti, il primo grande colpo dell’assessore ai grandi eventi, le doti da sensitivo del senatore Quagliariello, Salvini nei panni di Trottolino Amoroso, la gonna esageratamente corta di Miriam Leone

Settimana davvero frizzante quella vissuta nel capoluogo piceno dove è pronto il cinepanettone del Natale 2019, “ A cena a mia insaputa”, diretto e interpretato dal sindaco Fioravanti con la partecipazione straordinaria del vicesindaco Silvestri. L’assessore ai grandi eventi Monia Vallesi, intanto, mette a segno il primo grande colpo, portando nel capoluogo piceno un evento unico, l’Halloween Beer Festival.

Spostando lo sguardo sul piano nazionale la discussa commissione proposta al Senato dal Liliana Segre ci consente di scoprire le doti da sensitivo del senatore Quagliariello, in grado di leggere nel pensiero dei suoi colleghi senatori, ma anche come, secondo Giorgia Meloni, razzismo, antisemitismo e odio sono “valori” che si trasmettono in famiglia. I Gilet Arancioni accettano con classe la sconfitta in Umbria, mentre Salvini veste i panni di “Trottolino amoroso” Que­sto e mol­to al­tro nel tra­di­zio­na­le ap­pun­ta­men­to de “La do­me­ni­ca del vil­lag­gio”.

Pronto il cinepanettone di Natale 2019: “A cena a mia insaputa” con Marco Fioravanti (e la partecipazione straordinaria di Gianni Silvestri)… Il panorama nazionale e internazionale del cinema è ricco di titoli e pellicole in qualche modo ispirate al tema della cena. Solo per citare i più famosi, si parte nel 1942 con “La cena delle beffe” di Alessandro Blasetti, poi nel 1967 il famosissimo “Indovina chi viene a cena” di Stanley Kramer. In tempi più recenti nel 1998 è uscito “La cena” di Ettore Scola, con uno straordinario Vittorio Gassman, mentre 2 anni dopo fece molto scalpore non solo in Francia il film di Francis Veber “La cena dei cretini”.

Venendo quasi ai nostri giorni è del 2007 “La cena per farli conoscere” di Pupi Avati, con Diego Abatantuono, Ines Sartre, Vanessa Incontrada, Violante Placido e Francesca Neri, mentre è del 2016 “La cena di Natale” di Marco Ponti con Michele Placido, Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti. Una lunga collezione che da questa settimana si è arricchita di una nuova e imperdibile pellicola, ambientata nell’entroterra ascolano e destinata a diventare il cinepanettone del Natale 2019: “La cena a mia insaputa”. Regista e protagonista principale il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti (e con la partecipazione straordinaria del vicesindaco Gianni Silvestri)!

Il “travaglio” della lista “Insieme a Fioravanti per Ascoli” e la straordinaria chiarezza del sindaco. Nelle ore e nei giorni immediatamente successivi alla scoperta dell’ormai famosa cena nostalgica di Acquasanta, momenti di autentico travaglio interiore hanno vissuto gli esponenti della lista civica “Insieme a Fioravanti per Ascoli” e, in particolare, chi come Michela Girardi, l’assessore Monica Acciarri e Alessandro Filiaggi viene dall’area del centrosinistra e, inevitabilmente, dovrebbe avere forte nel suo Dna il principio dell’antifascismo. Il rischio, per un briciolo di coerenza, di dover abbandonare le amate poltrone per qualche ora è sembrato concreto. Poi, per fortuna, sono arrivare le dichiarazioni dei protagonisti della cena, sindaco compreso, ed ecco l’agognato ed insperato appiglio. Spiegato, poi, in un lungo comunicato stampa nel quale, dopo aver ricordato le rispettive “storie personali” e “sincere convinzioni”, arriva l’atteso annuncio: “apprezziamo le parole di chiarezza del sindaco Marco Fioravanti, la sua presa di distanza ci permette di continuare la nostra azione di governo insieme”. Meno male, tutto è bene quel che finisce bene. Certo, però, ripensando alle dichiarazioni dei diretti interessati qualche dubbio resta.

Gli ho chiesto di fare un salto al ristorante perché dovevo consegnargli un pacchetto confezionato da mia moglie. E’ venuto, ci ha salutato ed è andato subito via” ha dichiarato il vicesindaco di Acquasanta Capriotti. “Insieme all’amico onorevole Acquaroli siamo passati a salutare un gruppo di amici che stavano festeggiando la vittoria in Umbria” ha dichiarato Fioravanti mercoledì 30 ottobre. “E’ stata una cena tranquilla, di fascismo non c’era nulla. Si è parlato di politica, della schiacciante vittoria in Umbria e del centrodestra con vento in poppa nei sondaggi” ha invece affermato il vicesindaco Silvestri. “Sono stato invitato ad un’assemblea di partito. Arrivato sul posto ho parlato con i presenti delle questioni riguardanti in territorio, in particolare della ricostruzione post sisma. Sono andato via dopo pochi minuti” ha dichiarato ancora Fioravanti giovedì 31 ottobre. Più chiaro di così… In realtà un grosso dubbio resta: ma alla fine il sindaco di Ascoli avrà preso il pacchetto che gli aveva confezionato la moglie di Capriotti? Attendiamo con ansia un nuovo comunicato stampa chiarificatore di “Insieme a Fioravanti per Ascoli”…

Halloween Beer Festival: ecco il primo grande colpo dell’assessore ai grandi eventi… Da mesi, esattamente da quando il sindaco Fioravanti ha reso noti i nomi dei componenti della giunta comunale con le regole deleghe, si ironizza sull’assessorato ai grandi eventi e ci si interroga di che genere di eventi si tratta. Finalmente, però, nei giorni scorsi abbiamo avuto una reale dimostrazione dell’importanza di un simile assessorato. Si è infatti svolta in Comune la conferenza stampa di presentazione di un evento senza tema di smentita definito da diversi giornali “senza precedenti”.

Come illustrato dal sindaco Fioravanti e dall’assessore ai grandi eventi Monia Vallesi – scrive un quotidiano – nel fine settimana appuntamento culturale nella città delle Cento torri. Come annunciato dall’assessore agli eventi Vallesi dal 31 ottobre piazza Arringo aprirà le porte ad un evento senza precedenti”. Per chi non lo sapesse “l’evento senza precedenti” è niente di meno che l’Halloween Beer Festival. Detto che saremmo curiosi di sapere cosa ne pensa l’assessore Brugni, che negli anni passati ha sempre tuonato e criticato le celebrazioni per Halloween, certo che per organizzare eventi simili era davvero necessario un apposito assessorato ai grandi eventi…

I Gilet Arancioni accettano con classe la sconfitta in Umbria. In campagna elettorale aveva promesso di tutto, dalla costituzione della polizia regionale, alla fine della corruzione, dalla ricostruzione delle zone terremotate in appena un anno alla volontà di non far più pagare acqua, rifiuti e bollo auto. Alla fine, però, gli elettori umbri non si sono lasciati incantare e il candidato presidente dei Gilet Arancioni, Antonio Pappalardo, ha raccolto appena 524 voti. Una debacle che la pagina ufficiale nazionale del movimento non ha neppure avuto il coraggio di commentare. Ci ha pensato, però, la sezione lombarda del Movimento che, in fondo non ha preso poi così male il risultato, come dimostrano un paio di post pubblicato sui social. “Ladri, puttanieri e fascismo vincono in Umbria. Vergogna” si legge in uno di questi. Quando si dice saper accettare la sconfitta…

Il “sensitivo” Quagliarello e la capacità di leggere nel pensiero degli altri senatori. In settimana il Senato ha approvato l’istituzione della commissione su razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio promossa dalla senatrice a vita Liliana Segre, scampata al genocidio nazista, con il voto favorevole dei partiti che appoggiano il governo e l’astensione di tutto il centrodestra. Che, ovviamente, ha fatto molto discutere, visto che si pensava che almeno l’ala più moderata potesse votare a favore. Un’astensione che ha fatto e sta facendo molto discutere e che, intervenendo ai microfoni di Radio Capital, ha cercato di spiegare il senatore di Forza Italia (ed ex ministro) Gaetano Quagliarello.

La commissione poteva essere istituita anche con documenti presentati da altri partiti  e poteva essere promossa anche dal centrodestra (e perché non l’ha fatto?)” ha affermato l’ex ministro. Che, poi, all’inevitabile domanda sul perché, allora, non hanno votato a favore dell’istituzione ha affermato: “non lo abbiamo fatto perché chi ha votato a favore in realtà aveva in mente ben altri obiettivi”. Bisogna fare i complimenti al senatore di Forza Italia, magari come ministro non sarà stato un granchè ma come sensitivo, in grado di leggere il pensiero degli altri, ha un futuro assicurato…

Razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio? Per la Meloni sono i “valori” tipici della famiglia. Sempre a proposito della commissione istituita dal Senato, hanno fatto molto scalpore le dichiarazioni della segretaria di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Che, come ha ribadito anche in una telefonata con la senatrice a vita Liliana Segre, ha sostenuto che il suo partito e il centrodestra si sono astenuti perché difendono la famiglia.

Mi ha telefonato l’altra sera – ha raccontato la Segre – e mi ha detto: sa, ci siamo astenuti perché noi difendiamo la famiglia”. Al di là della straordinaria risposta della senatrice a vita (“Cara signora, io difendo così tanto la mia famiglia che sono stata sposata per sessant’anni con lo stesso uomo”), se esiste ancora una logica l’affermazione della Meloni ha un preciso e indiscutibile significato. Considerato che la suddetta commissione è sul razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio, evidentemente secondo la leader di Fratelli d’Italia razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio sono i tipici “valori” che vengono promossi e diffusi in famiglia…

Salvini nei panni di “Trottolino amoroso”. Non solo scontri e violente polemiche hanno caratterizzato la settimana della politica italiana. Spazio anche a momenti di autentica dolcezza con le confessioni intime di e su alcuni dei principali esponenti politici. Ha iniziato Virginia Saba su Rai Radio 1 che ha esaltato l’inglese del suo fidanzata Di Maio. “Continuano a dire che Luigi non conosce l’inglese – ha affermato – in realtà diventa logorroico quando parla in inglese. I primi giorno per riprendere un po’ l’allenamento lo parlava anche con me”. Il giorno successivo, a “Un giorno da Pecora”, sempre su Rai Radio 1, è stata la volta di Salvini parlare della sua storia d’amore con la figlia di Verdini. “Ora sono felicemente fidanzato con Francesca – ha dichiarato – il matrimonio non è in programma, lei è giovane e stiamo bene insieme. Nell’intimità mi chiama Teo oppure amore”. E perché no, magari “Trottolino amoroso dudu, dada…”

La gonna “esageratamente corta” di Miriam Leone e l’immaginazione dei giornalisti. A metà settimana esplode lo “scandalo” Miriam Leone su alcune delle riviste scandalistiche. “Miriam Leone esagera e manda il tilt il web” titola un giornale. “Miriam Leone in versione hot scalda la rete” scrive un altro giornale. “Miriam Leone esplosiva lascia a bocca aperta i suoi ammiratori” titola un quotidiano on line. Ma cosa avrebbe mai combinato la splendida attrice siciliana? Basta leggere qualche riga di quegli articoli per capirlo.

La bravissima e bellissima Miriam Leone – si legge – ha mandato in tilt il web, pubblicando una fotografia su Instagram dove indossa una gonna esageratamente corta. Nella fotografia che ha mandato in tilt il web indossava una gonna così corta che si poteva ammirare quasi tutto, non solo le sue bellissime gambe”. Inevitabile la curiosità ma, andando su Istagram, la sorpresa. La gonna “esageratamente corta” in realtà è una gonna poco sopra il ginocchio, che non lascia vedere “le sue bellissime gambe” e, ancora meno, permette di “ammirare quasi tutto”. Evidentemente, però, chi ha scritto l’articolo più che vedere ha immaginato quasi tutto ed è andato in tilt…

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