Indovina chi viene a cena…


Polemiche e proteste per la partecipazione di rappresentanti istituzionali locali alla cena in ricordo della marcia su Roma che si è svolta ad Acquasanta. Il sindaco Fioravanti conferma la sua presenza, così come il vicesindaco di Acquasanta Capriotti

Ironizzando un po’ si potrebbe dire che, se fosse stato informato della cena, il regista francese Francis Veber avrebbe potuto girare il sequel di uno dei suoi film più famosi. E, dopo aver ascoltato l’accalorato ma molto sconclusionato intervento a “Tg Zero” su Radio Capital (con Edoardo Buffoni e Michela Murgia)  di uno dei partecipanti, a molti sarà tornato in mente il “Rinnegamento di Pietro” raccontato dai vangeli sinottici e dai Vangeli secondo Giovanni.

Ironia a parte, è buffo e per certi versi paradossale che la definizione a nostro avviso più consona all’ormai famosissima cena di Acquasanta per celebrare la marcia su Roma l’abbia data proprio uno dei partecipanti. “Ma è ridicolo parlare ancora oggi di fascismo, quasi 100 anni dopo” ha affermato l’infervorato vicesindaco di Acquasanta Luigi Capriotti rispondendo alla radio alle domande di Buffoni e della Murgia. Siamo perfettamente d’accordo, è ridicolo e, aggiungiamo noi, segno inequivocabile di enorme ignoranza (nel senso di mancanza di conoscenza) che ancora oggi ci sia chi dimentica e cerca di stravolgere la storia.

Quando, nel corso della giornata di martedì 29 ottobre, sui social è iniziata a circolare la notizia di questa cena a lungo abbiamo pensato ad una delle tante “fake” che infestano la rete. Anzi, più la notizia prendeva corpo e si arricchiva di maggiori particolari e più assomigliava ad uno dei classici “pesci d’aprile” o ad uno scherzo di carnevale. Era talmente surreale che sembrava impossibile che fosse vera. Pur conoscendo perfettamente il bassissimo livello di gran parte del panorama politico locale, per un momento ci siamo lasciati prendere dall’ottimismo e abbiamo creduto che fosse impossibile sprofondare così in basso. Ci siamo sbagliati, segno evidente che al peggio non c’è mai fine.

Per certi versi non varrebbe neppure la pena di dilungarci oltre, di parlare dell’indecoroso tentativo, una volta scoppiato lo scandalo, di minimizzare tutto, di prendere le distanze dai deliranti contenuti da parte anche di chi ha partecipato alla cena. Un tentativo postumo e grottesco di rinnegare ciò che in quella tavolata invece si voleva esaltare che, per altro, non è neppure troppo dignitoso.

In tal senso è impossibile non sottoscrivere, parola per parola, quanto dichiarato sulla vicenda dall’esponente di Rifondazione Comunista Daniele Primavera: “La cosa che più mi colpisce dei fascisti è che, al contrario dei valori ostentati – il coraggio, l’onore, etc. – rappresentano, nella stragrande maggioranza dei casi, l’apoteosi della viglieccheria. Prendiamo il caso sollevato ieri da Rifondazione: la cena commemorativa della Marcia su Roma tenutasi ad Acquasanta alla presenza di importantissimi esponenti locali di Fratelli D’Italia. E’ bastato che uscisse la notizia perché tutti i dirigenti si affrettassero a dire che di quella iniziativa non sapevano nulla. Salvo poi scoprire che era pieno di sindaci, vicesindaci e assessori i quali da adesso, c’è da scommetterci, avranno tutti la stessa identica linea”.

Sicuramente sarebbe tempo perso ricordare a chi non vuole o non può capire come una simile iniziativa sia un grosso affronto per un territorio che, a pochi chilometri di distanza da dove si è svolta la cena, ha pagato duramente con il sangue di poveri innocenti (anche bambini e neonati) la folle ideologia nazi-fascista. Sarebbe quasi da ignorare una simile notizia se non fosse per due questioni molto serie e concrete che solleva. La prima riguarda la presunta partecipazione alla cena di alcuni amministratori locali.

Sappiamo con certezza, perché l’ha confermato il diretto interessato, che sicuramente c’era il vicesindaco di Acquasanta Terme Luigi Capriotti. Secondo quanto riportato da un quotidiano locale anche il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti ha confermato la sua presenza, cercando però disperatamente di arrampicarsi sugli specchi. “Siamo passati a salutare un gruppo di amici ad Acquasanta che stavano festeggiando la vittoria in Umbria ed abbiamo parlato di alcuni problemi sulla ricostruzione. Non abbiamo partecipato a nessuna cena con busto o fasci” ha dichiarato il primo cittadino in versione “Alice nel paese delle meraviglie”.

Magari davvero non si è accorto di nulla, però una simile eventualità non gioca comunque a suo favore, è a dir poco preoccupante che non si renda conto neppure di ciò che lo circonda. Secondo quanto riportato da giornali e da quanto si legge sui social alla cena era presente anche il vicesindaco di Ascoli, Gianni Silvestri (che però al momento non ha né confermato né smentito).

A nostro avviso chi riveste importanti cariche istituzionali non dovrebbe in alcun modo partecipare a simili iniziative e se davvero gli amministratori citati erano in buona fede ed erano all’oscuro di tutto, una volta giunti a ristorante e capito cosa stava accadendo dovevano andarsene, immediatamente.

Per rispetto delle istituzioni che rappresentano, per decenza e anche per coerenza. Perché Fioravanti e C. non devono mai dimenticare che rappresentano un ente decorato con la medaglia d’oro al valor militare nella lotta partigiana. Se non si riconoscono in certi valori, dovrebbero quanto meno avere la coerenza (e la decenza) di dimettersi immediatamente.

L’altro punto fondamentale della vicenda è più strettamente politico. Come si è diffusa la notizia, Fratelli d’Italia ha subito stigmatizzato e preso le distanze dall’accaduto. “La realizzazione del menù presente alla cena di ieri sera ad Acquasanta Terme, in provincia di Ascoli Piceno, è un’iniziativa che non ha nulla a che fare con Fratelli d’Italia e che è stata presa senza averla condivisa con il partito. Noi non ne eravamo a conoscenza e ne prendiamo le distanze” ha dichiarato il deputato marchigiano di FdI Francesco Acquaroli. Che, però, secondo quanto dichiarato da Fioravanti è passato anche lui alla famosa cena di Acquasanta.

Detto, quindi, che per Acquaroli vale lo stesso identico discorso fatto per Fioravanti, il nocciolo della vicenda è un altro. Se davvero Fratelli d’Italia si riconosce nelle affermazioni del deputato marchigiano allora deve dimostrarlo con fatti concreti, non a parole. Emblematico, a tal proposito, è la presa di posizione dell’ex assessore ascolano Giulio Natali di cui non condividiamo in alcun modo certe convinzioni ma del quale non possiamo non apprezzare e sottolineare l’estrema coerenza (merce sempre più rara, purtroppo, di questi tempi e non solo nella politica.

“Leggo che parlamentari e vertici regionali di FdI si sono scandalizzati, hanno preso le distanze. Ma invece di dire cazzate se veramente sono così scandalizzati tirino fuori i nomi ed i cognomi dei partecipanti e se vi fossero iscritti a FdI li sottopongano a procedimenti disciplinari perchè sembra che le effigi del ventennio fossero unite a quelle di FdI” scrive su facebook Natali. Aspettiamo fiduciosi che ciò realmente accada. In caso contrario avrebbero pienamente ragione l’ex assessore ascolano quando definisce “ipocriti” gli esponenti del partito della Meloni…

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