Squadra e tecnico in affanno, Ascoli alla sosta con il “fiatone”


Le due sconfitte consecutive di Cremona e con il Pescara al Del Duca hanno un po’ sopito gli entusiasmi e fatto emergere alcuni problemi, soprattutto in mezzo al campo. Preoccupa il nervosismo di Ninkovic, giornata negativa con gli abruzzesi anche per Da Cruz

Una squadra e un tecnico in evidente affanno. E’ questa la fotografia dell’Ascoli che arriva alla seconda sosta (che giunge nel momento più opportuno) dopo due brutte sconfitte a Cremona e in casa con il Pescara che hanno spento un po’ gli entusiasmi ed evidenziato con chiarezza alcuni problemi che mister Zanetti dovrà cercare di risolvere al più presto. Lo stesso allenatore bianconero, però, soprattutto nella partita con il Pescara è sembrato poco lucido e, a nostro avviso, ha sbagliato tutte le mosse, sia quelle iniziali che a partita in corso.

Naturalmente giova ripetere che non è assolutamente il caso di drammatizzare, anche e soprattutto perché sostanzialmente guardando la classifica alla sosta si può essere soddisfatti, siamo ampiamente in linea con le speranze di inizio stagione, con i bianconeri subito a ridosso del gruppone delle prime. Ma anche perché è fisiologico che nel percorso di crescita di una squadra completamente rinnovata (e con un allenatore all’esordio in serie B) ci sia qualche momento di difficoltà, che si incappi in qualche battuta d’arresto. L’importante è comprendere rapidamente e far tesoro degli errori commessi.

E’ innegabile, però, che se in assoluto la classifica può essere considerata positiva, considerando che solo 10 giorni fa (dopo la vittoria con lo Spezia) la formazione di Zanetti era addirittura al primo posto in solitario, che ci sia un pizzico di rammarico. Anche se poi, per onestà, bisogna riconoscere che, al netto degli episodi che avrebbero potuto cambiare il destino delle due gare (la clamorosa occasione fallita da Rosseti ad inizio ripresa contro i grigiorossi, il palo di Scamacca nel primo tempo del derby dell’Adriatico), tutto sommato le due sconfitte sono meritate, giunte al termine di due prestazioni più che deficitarie.

Si sperava in una reazione dopo la sconfitta e la brutta prova di Cremona. Invece con il Pescara se possibile la prestazione è stata ancora più negativa, resa poi disastrosa dal brutto finale di gara. L’Ascoli ha sicuramente pagato la scarsa brillantezza (per usare un eufemismo) di alcuni uomini chiave come Ninkovic, Da Cruz e Padoin. Ma anche e soprattutto le scelte sinceramente poco comprensibili di Zanetti, incapace tra l’altro di correggersi in corsa. In particolare continua a non convincere il centrocampo bianconero che, ormai è chiaro, è al momento il limite principale della squadra. A Cremona nel primo tempo era stato travolto dalla mediana grigiorossa ed aveva palesato gravi limiti in fase di interdizione.

Con il Pescara ha mostrato gravi ed evidenti limiti in fase di impostazione del gioco. In 7 partite l’allenatore bianconero non ha mai proposto lo stesso schieramento in mezzo al campo, addirittura rispetto a Cremona Zanetti ha cambiato tutti e tre gli interpreti (Padoin, Petrucci Cavion a Cremona, Troiano, Piccinocchi e Gerbo contro il Pescara). Alla fine però il risultato è che quello che è il reparto fondamentale per ogni squadra non ha ancora una sua fisionomia precisa e meccanismi ben oliati. Non solo, alla fine questo continuo cambiare uomini sembra aver prodotto solo una certa confusione e aver mandato in tilt lo stesso allenatore bianconero. Che nel derby con il Pescara ha presentato un centrocampo più fisico e meno tecnico che forse sarebbe servito di più a Cremona, di fronte ad un centrocampo che ha fatto dell’aggressività e della corsa le sue armi principali.

Nella sfida con gli abruzzesi in una partita nella quale bisognava costruire gioco e cercare di mettere in moto con continuità le punte (e Ninkovic), serviva probabilmente un centrocampo più tecnico, più rapido a far girar palla e verticalizzare. Soprattutto se viene schierato davanti alla difesa Troiano sicuramente la squadra ne guadagna in fase di interdizione ma, con altrettanto certezza, perde in linearità e velocità di gioco. Non può certo essere l’ex Entella a dirigere il gioco, a far partire la manovra.

Allo stesso modo, spostato sul centrodestra o sul centrosinistra Gerbo sembra essere ai margini del gioco, l’ex Foggia si è visto per una bella conclusione dal limite (in mischia) e poi solo per i troppi passaggi sbagliati. Forse è arrivato il momento di fare delle scelte, di non continuare a ruotare in maniera quasi compulsiva tutti gli uomini a disposizione della rosa in mezzo al campo e dare una precisa identità al centrocampo bianconero.

Ci ha colpito e ci ha stupito che Zanetti non abbia cambiato schieramento in mezzo al campo già ad inizio ripresa, dopo che nel primo tempo erano stati sin troppo evidenti i limiti in fase di costruzione di gioco. Allo stesso modo ci ha sorpreso anche che non abbia provato a cambiare qualcosa in avanti, con Ninkovic e Da Cruz non in giornata e a tratti irritanti. Il serbo rischia di diventare un caso, sempre troppo nervoso, gli bastano un paio di mancati fischi arbitrali ed esce subito dalla partita, sbagliando poi anche i pochi palloni che gioca.

Con Chajia che ha dimostrato di poter fare la differenza, era logico attendersi, se non nell’intervallo, molto presto a ripresa in corso di vederlo in campo al posto del fantasista serbo. O anche di Da Cruz, protagonista di un primo tempo semplicemente imbarazzante. Senza voler gettare la croce sul giovane talento olandese, dopo tante ottime prestazioni una partita storta ci può stare. Ma con il Pescara si è vista l’altra faccia di Da Cruz, quella di un giocatore che a volte sembra che giochi da solo, che abbassa la testa e non passa la palla neanche per sbaglio, forse convinto di poter risolvere tutto con spunti personali.

Il guaio è che, soprattutto nel primo tempo, ogni volta che ci ha provato gli avversari lo hanno bloccato con irrisoria facilità. Con i due in campo per 90 minuti, di fatto Scamacca (al rientro dopo l’infortunio) ha provato a fare qualcosa, praticamente da solo contro la difesa avversaria. Senza, per altro, ricevere troppa assistenza neppure dalle fasce, con Pucino che a destra ha spinto un po’ solo nel finale, mentre Padoin a sinistra non si è mai visto.

Il risultato, praticamente inevitabile, è che in 95 minuti la formazione di Zanetti ha ruminato calcio, senza particolari squilli e particolari spunti. E come a Cremona i bianconeri hanno creato pochissimo, il palo di Scamacca (per altro dopo una mischia susseguente ad un calcio da fermo), il colpo di testa di Troiano sull’unico spunto di Da Cruz. Tra l’altro nella seconda parte della ripresa il Pescara, che fino a quel momento aveva fatto girare molto bene palla ma non aveva di fatto costruito nulla, ha iniziato a rendersi molto pericoloso, andando per due volte ad un passo dal vantaggio (prima con Brunori, poi con Galano).

Al di là dell’evidente errore di Valentini, che ha dato il via all’azione del vantaggio ospite, in quella fase si percepiva il rischio di perdere la partita. Ma, anche in questo caso, Zanetti non ha provato a cambiare qualcosa. Senza voler gettare troppo la croce addosso al difensore argentino, ovviamente si è fatta sentire l’assenza di Brosco in difesa, così come quella di Ardemagni in avanti.

Il centrale difensivo sicuramente tornerà a disposizione dopo la sosta. Quando sarà importante già dalla difficilissima trasferta a Verona contro il Chievo ripartire in maniera giusta. Zanetti avrà ora tutto il tempo per riflettere e trovare le giuste soluzioni (ha una rosa ampia e di qualità da cui attingere) per proporre nuovamente una squadra in grado di confrontarsi e far risultato contro qualsiasi avversario. Prima della nuova sosta di novembre, i bianconeri saranno attesi da 5 partite in 20 giorni, un mini ciclo importante e molto impegnativo, contro avversarie di livello.

Soprattutto in trasferta (Chievo, Perugia, Crotone), mentre al Del Duca scenderanno la matricola Entella e il Venezia. Bisognerà farsi trovare pronti per restare in classifica nel gruppo di testa.

comments icon 0 comments
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *