Sicurezza delle scuole, farsa senza fine!


Dopo un’interminabile e incomprensibile attesa di oltre 8 mesi, il 3 ottobre riparte l’iter per l’affidamento degli incarichi per le verifiche di vulnerabilità sismica in 13 scuole. Intanto, però,  Fioravanti non ha mantenuto la promessa sulle “sedi pubbliche temporanee e protette”

Si svolgerà giovedì 3 ottobre alle 9:30 la seduta pubblica digitale per l’affidamento degli incarichi di verifica di vulnerabilità sismica in 13 scuole cittadine. Come si legge nella convocazione della seduta, pubblicata sul sito internet del Comune venerdì 27 settembre, “la commissione giudicatrice, con riferimento a ciascun singolo lotto, renderà noti ai concorrenti, mediante inserimento a Sistema, i punteggi complessivi conseguiti da ciascuna offerta tecnica e procederà all’apertura delle buste telematiche contenenti l’offerta economica”.

Come si ricorderà il bando, indetto con determina n. 3675 del 13 dicembre 2018, è stato suddiviso in tre lot­ti: : il pri­mo per gli edi­fi­ci in mu­ra­tu­ra ( Pri­ma­ria di Pog­gio di Bret­ta, In­fan­zia/​​Pri­ma­ria Vil­la San­t’An­to­nio, Pri­ma­ria San­t’A­go­sti­no, Pri­ma­ria Ma­ri­no del Tron­to, Pri­ma­ria via Spe­ran­za, In­fan­zia San Gae­ta­no e Pri­ma­ria Ve­na­gran­de), il se­con­do per gli edi­fi­ci in ce­men­to ar­ma­to grup­po A (Pri­ma­ria Don Bo­sco, Pri­ma­ria via Na­po­li, Pri­ma­ria To­fa­re, In­fan­zia Col­lo­di) e il ter­zo per gli edi­fi­ci in ce­men­to ar­ma­to grup­po B (In­fan­zia/​​Pri­ma­ria Don Gius­sa­ni e In­fan­zia Pog­gio di Bret­ta).

Com­ples­si­va­men­te l’im­por­to to­ta­le del ban­do è di 161.730 euro, di cui 60.090 euro il pri­mo lot­to, 55.080 il se­con­do e 46.560 il ter­zo. La prima banale considerazione che emerge leggendo la convocazione pubblicata sul sito comunale è che ci vorrà ancora del tempo prima di conoscere il grado di sicurezza delle scuole cittadine. A tre anni dal terremoto, mentre in qualche comune limitrofo (Folignano) stanno praticamente partendo i lavori per la realizzazione di nuove scuole antisismiche (e intanto i ragazzi svolgono il nuovo anno scolastico in una struttura provvisoria sicura realizzata appositamente dall’amministrazione comunale) la situazione nel capoluogo piceno è semplicemente vergognosa.

Ma ad un’analisi un po’ più approfondita sono due gli aspetti oltre modo imbarazzanti (per il Comune) e sconfortanti (per i cittadini) da evidenziare: la solita lentezza (per usare un eufemismo) dell’amministrazione comunale nel portare avanti qualsiasi procedimento, qualsiasi intervento e, soprattutto, la conferma che, al di là dei proclami utili solo per la campagna elettorale, all’attuale sindaco Fioravanti (e alla sua giunta) della sicurezza delle scuole interessa tanto quanto il suo predecessore Castelli. Cioè meno che zero.

Dopo l’approvazione della citata determina n. 3675 del 13 dicembre 2018, la settimana successiva (il 19 dicembre) è partito l’iter per l’affidamento degli incarichi per le verifiche nelle 13 scuole. Il 2 gennaio 2019 era il termine ultimo per chiedere informazioni, il 19 gennaio quello per la ricezione delle offerte. In qualsiasi altro ente nell’arco di 15-20 giorni, esagerando al massimo entro un mese, sarebbero stati affidati gli incarichi.

Questo, ad esempio, è quello che ha fatto (circa 2 anni fa, particolare non di poco conto…) la Provincia di Ascoli che, dopo aver indetto il bando, nel giro di un paio di mesi ha proceduto con l’affidamento degli incarichi. Nel meraviglioso mondo che è il Comune di Ascoli, invece, dopo quel 19 gennaio praticamente per oltre 8 mesi non si è saputo più nulla, è sceso il silenzio. Perché è trascorso tutto questo tempo? Come è possibile che ci siano voluti ben 8 mesi per assegnare i punteggi a “ciascuna offerta tecnica”?

Mistero, come gran parte di quanto avviene nel sempre più sgangherato (e lento) Comune di Ascoli. Giovedì 3 ottobre, come è scritto nell’avviso pubblicato sul sito internet comunale, si apriranno “le buste telematiche contenenti l’offerta economica”. C’è da sperare che si impiegherà un po’ di tempo in meno per analizzarle e, alla fine, assegnare finalmente questi benedetti incarichi. D’altra parte, però, l’esasperante lentezza del Comune non è certo una novità, così come l’assoluta mancanza di trasparenza e il costante alone di mistero che avvolge tutti i procedimenti, in particolare quelli di una certa importanza.

Nessuno, invece, si aspettava che il nuovo sindaco Fioravanti seguisse le orme del suo predecessore e, esattamente come Castelli, dimostrasse con i fatti il suo più assoluto disinteresse per il problema della sicurezza delle scuole. Con l’aggravante, non di poco conto, che in campagna elettorale e nel programma elettorale aveva fatto ben altri proclami e, addirittura, aveva promesso, in attesa della costruzione delle nuove scuole, “sedi pubbliche temporanee e protette”.

Promessa puntualmente non rispettata, visto che l’anno scolastico da poco iniziato vede i ragazzi ascolani frequentare gli stessi edifici scolastici dello scorso anno. Di cui, nella maggior parte dei casi, ignoriamo il livello di sicurezza, anche se tutto lascia pensare che nessuno di quegli edifici si avvicina a quell’indice di rischio 1 che bisogna avere per poter considerare l’edificio stesso sicuro.

D’altra parte i risultati nelle uniche due scuole nelle quali sono già state effettuate le verifiche di vulnerabilità sismica (Malaspina e Borgo Chiaro) sono stati più che sconfortanti, con entrambi gli edifici decisamente al di sotto del livello minimo di sicurezza. E, visto quanto accaduto nel periodo del terremoto, tutto lascia credere che sarà così anche negli altri edifici scolastici. Per averne la certezza dovremo, però, attendere ancora diverso tempo perché, anche ammesso che ora la parte conclusiva dell’iter si svolga con minore lentezza, è difficile pensare che concretamente le verifiche possano iniziare prima di novembre-dicembre.

Quindi, nella migliore e nella più ottimistica (e immotivata) previsione, bisognerà attendere almeno i primi mesi del 2020 per conoscere il reale stato di quelle scuole. Nelle quali, però, così come alla Malaspina e alla Borgo Chiaro che sappiamo con certezza non essere per nulla sicura, gli studenti ascolani continueranno “tranquillamente” andare, confidando esclusivamente nella buona sorte o in Sant’Emidio. Semplicemente inaccettabile.

E se per i tempi interminabili dell’iter per l’affidamento degli incarichi la responsabilità del sindaco e della nuova giunta è ovviamente parziale (sono entrati in carica a fine giugno), per il grave e inaccettabile rischio a cui vengono esposti i nostri ragazzi (e tutto il personale scolastico) la responsabilità è tutta del primo cittadino. Che non ha rispettato la promessa fatta (e scritta “nero su bianco” nel programma) in campagna elettorale, non mettendo a disposizione quelle “sedi pubbliche temporanee e protette” che, appunto, aveva promesso.

Sarebbe servite per tutte le scuole ma, quanto meno, erano assolutamente necessarie per la Malaspina e Borgo Chiaro che, come detto, sappiamo con certezza che non sono sicure. Il fatto è che, come dimostrano i fatti, della sicurezza delle scuole a Fioravanti interessava esclusivamente in chiave elettorale, per strappare qualche voto in più. Chi ha davvero a cuore la sicurezza, non ha esitato un attimo a fare quello che Fioravanti ha solo promesso (il sindaco di Folignano, ma strutture pubbliche e temporanee sono state messe a disposizione degli studenti anche a Fano ed Ancona). Alla prima importante prova, quindi, il nuovo sindaco non ha fatto altro che seguire le orme di chi l’ha preceduto.

Un peccato, perché era un’occasione d’oro per dimostrare che alle parole e alle promesse Fioravanti è capace di far seguire anche i fatti concreti. In altre parole, per dimostrarsi affidabile.

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