La domenica del villaggio


I successi dell’ex sindaco Castelli nella lotta all’evasione, il singolare concetto di urgenza per le scuole cittadine, Salvini sui voli di Stato non lascia ma raddoppia… lo schifo, Giorgia Meloni nuova “madre costituente”, la signorile collaborazione di Salvini con il nuovo ministro

Nella settimana dell’insediamento del nuovo governo e della protesta di piazza l’Italia scopre una nuova versione del diritto costituzionale grazie alla “madre costituente” Giorgia Meloni. Salvini, intanto, di dimostra pronto a collaborare con signorilità con il nuovo ministro, mentre sui voli di Stato non lascia ma raddoppia… lo schifo. Guardando a ciò che accade a livello locale il protagonista della settimana è l’ex sindaco Castelli che sbeffeggia il premier Conte per la sua “insana” proposta di rendere gratuiti gli asili nido e permette al Comune di raccogliere i frutti dei suoi successi nella lotta all’evasione. Que­sto e mol­to al­tro nel tra­di­zio­na­le ap­pun­ta­men­to de “La do­me­ni­ca del vil­lag­gio”.

La rivolta dell’ex sindaco Castelli contro gli asili nido gratuiti. Nel corso della discussione prima alla Camera e poi al Senato sulla fiducia al nuovo governo giallorosso, il presidente del Consiglio Conte ha sottolineato che tra le priorità del suo governo c’è anche quella di rendere gratuiti gli asili nido, almeno per le famiglie con reddito basso o medio. Una proposta (ovviamente tutta da verificare se e in che termini ci sarà la possibilità di portare avanti) che ha riscosso quasi unanime gradimento ma contro la quale si è scagliato l’ex sindaco di Ascoli Guido Castelli. Che, in un articolo pubblicato sull’Huffington Post, ha “sbeffeggiato” il premier, sostenendo che non ha senso parlare di asili nido gratis quando in realtà nel territorio gli asili in diverse zone latitano.

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Non pago, sui social ha accompagnato la pubblicazione del suo articolo con un’altra frecciatina al presidente del Consiglio. “Al Premier Conte – scrive Castelli – suggerirei un’esperienza (anche breve) come consigliere comunale. Potrebbe solo giovargli”. Una reazione eccessiva ma comprensibile quella dell’ex sindaco piceno. A lui che, appena diventato sindaco, ha aumentato le tariffe degli asili nido comunali al punto da farli diventare i più cari delle Marche sarà sembrata un’eresia anche solo ipotizzare la gratuità del servizio…

Se 17 milioni di euro diventano una “modesta quantità”… Era il luglio 2017 quando, alla presentazione della delibera per l’affidamento del servizio di riscossione coattiva delle entrate comunali all’Agenzia delle Entrate Riscossioni, l’allora sindaco Castelli dichiarava che “l’evasione nella nostra città è modesta nei quantitativi e può essere governata in maniera dissuasiva, senza ricorrere ad interventi coercitivi”. Poco meno di un anno dopo, nel costosissimo rendiconto di fine mandato (“Tutto quello che conta”) lo stesso Castelli rivendicava il successo ottenuto nel campo della lotta e del recupero dell’evasone.

Nei giorni scorsi il Consiglio comunale ha approvato il rendiconto del 2018 dal quale emerge che ci sono quasi 17 milioni di euro di evasione accertata e non riscossa. E per fortuna che negli anni passati l’amministrazione Castelli ha ottenuto successo in questo campo, altrimenti non osiamo immaginare quale sarebbe stata la cifra. Certo, però, se 17 milioni di euro vi sembrano una “modesta quantità”…

Il singolare concetto di “urgenza” per le scuole cittadine. Riparte il nuovo anno scolastico tra i soliti infiniti problemi sia per quanto riguarda gli organici, sia soprattutto per quanto concerne la sicurezza degli edifici scolastici di ogni ordine e grado. A tal proposito un quotidiano locale, sabato 14 settembre, ci fa sapere che 12 classi del Liceo Classico Stabili  sono state trasferite all’Itcg Umberto I. “Lo spostamento – si legge nell’articolo – per i lavori urgenti sulla sicurezza dopo le scosse di terremoto”. Ora, al di là del fatto che le classi erano già state spostate nel corso del precedente anno scolastico e che i lavori al Liceo Classico sono iniziati a fine 2018 (e in teoria dovevano terminare entro la fine del passato anno scolastico…), le scosse di terremoto a cui si fa riferimento in quell’articolo sono quelle del 2016. E, dopo che sono trascorsi ben 3 anni da allora, è davvero paradossale definire “urgenti” quei lavori…

Voli di Stato: Salvini non lascia, raddoppia… lo schifo! Nel periodo del governo Renzi molto si è discusso sui cosiddetti “voli di Stato”. In particolare durissimo era stato il leader della Lega Matteo Salvini che il 2 ottobre 2015, su twitter, scriveva: “Sacrifici per gli italiani, voli di Stato per Renzi e i suoi ministri. Sbaglio se dico che tutto questo mi fa schifo? Ruspa”. Peccato, però, che quasi 4 anni dopo lo scenario non è cambiato, solo che sono diversi i protagonisti. Anzi, questa volta la situazione è addirittura peggiore visto che è intervenuta la Corte dei Conti. Secondo cui il leader della Lega, nel periodo in cui è stato ministro dell’interno, avrebbe utilizzato i voli di stato non per fini istituzionali ma per ragioni di partito. La stessa Corte dei Conti ha ora trasmesso gli atti alla Procura di Roma. Sbagliamo se diciamo che tutto questo fa doppiamente schifo?

Il diritto costituzionale secondo la nuova “madre costituente” Giorgia Meloni. Lunedì 9 settembre è andata in scena la protesta di piazza contro il nascente governo Conte, organizzata da Fratelli d’Italia. “Ladri di democrazia” lo slogan della piazza, scandito a gran voce anche da un consistente gruppo che accompagnava questa richiesta di maggiore democrazia con braccia tese e inni al Duce… Per fortuna che a riportare tutti alla ragione (si fa per dire…) ci ha pensato l’intervento della sempre più invasata leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Che nella foga ha trovato il modo anche di attaccare il presidente della Repubblica Mattarella, colpevole a suo dire di non aver sciolto le Camere e di non aver indetto nuove elezioni.

Penso che avesse un’altra possibilità – ha sostenuto la Meloni – è una lettura sbagliata sul ruolo della presidenza della repubblica ritenere che il presidente sia un mero notaio delle decisioni dei gruppi parlamentari. Come voi sapete ho pubblicato testi di diritto costituzionale che spiegano come l’istituto dello scioglimento anticipato sia uno strumento che c’è per consentire al popolo di fare un’altra scelta quando il palazzo dovesse asserragliarsi. Mattarella ha fatto la sua scelta, ma io non sono d’accordo”.

Davvero difficile scegliere quale delle due tesi sia da considerare la più giusta, se quella sostenuta e portata avanti da Sergio Mattarella, professore universitario di diritto costituzionale e grande accademico internazionalmente riconosciuto, o quella della Meloni, dall’alto del suo diploma (ma con 60/60…) di liceo linguistico. Quel che è certo, però, che, visto le premesse, i manuali di diritto costituzionali della Meloni sono destinati a diventare delle “pietre miliari”… della comicità…

La “signorile” collaborazione di Salvini con il nuovo ministro dell’interno. Nel suo intervento al Senato nel giorno della fiducia al nuovo governo Conte, Matteo Salvini, dopo aver ovviamente attaccati duramente il premier, gli ex alleati del M5S e gli eterni nemici del Pd, ha comunque voluto trasmettere un’immagine differente, molto istituzionale della Lega. In particolare ha fatto riferimento allo stile del Carroccio (sembra incredibile che possa averlo detto ma è così…) e al suo impeccabile ruolo istituzionale.

A tal proposito ha lanciato un invito al nuovo ministro dell’interno, Luciana Lamorgese. “Sono sempre a disposizione del nuovo ministro dell’interno, sono sempre disponibile a collaborare”. Benissimo, se non fosse per il piccolo particolare che, proprio nel giorno dell’insediamento e del passaggio di consegne con il nuovo ministro, il Salvini “sempre a disposizione” ha lasciato spazio al bambino capriccioso che, per ripicca, non si è neppure presentato come invece richiedono buon senso e protocollo. Alla faccia della collaborazione…

Giudizi e commenti “misurati” sulle nuove ministre. La nascita del nuovo governo ha dato il via a discussioni e commenti “elevati” su alcune delle ministre, non propriamente sulle loro capacità. E se l’ex portavoce di Forza Italia e attuale giornalista de “La Verità” si concentra sul look del ministro Bellanova, chiedendosi se sia “Halloween e Carnevale”, una delle firme più prestigiose del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo, riflette sulla ministra Bonetti “di cui si favoleggia abbia un piercing sulla lingua” (in realtà inesistente). Nessuno dei due, però, si avvicina neppure allo stile e alla classe dell’esponente di Casa Pound che su Facebook ha pubblicato una foto della ministra De Micheli in abito rosso, commentando a fianco “il ministro delle infrastrutture e dei trasporti… appena staccato dal turno sulla Salaria”. Un vero galantuomo…

Alla scoperta del vero lavoro di Chiara Ferragni. Dopo che il suo docu-film, “Chiara Ferragni unposted”, ha avuto l’onore di essere stato presentato alla mostra del cinema di Venezia, non c’è giorno senza che qualche quotidiano non pubblichi l’intervista in esclusiva (si fa per dire…) della più nota influencer italiana. Che, in quella pubblicata nei giorni scorsi da un settimanale, ha spiegato come è nata l’idea del docu-film. “Sentivo che c’era il bisogno di raccontarmi – ha spiegato – per far capire meglio che persona sono e quale sia veramente il mio lavoro”. In attesa di vederlo, per poter capire, un dubbio ci resta: ma siamo poi così sicuri che si possa definire realmente un lavoro?

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