Uno stadio da vergogna


Nella nuova tribuna est inaugurata (anche se non completata) nel maggio scorso ci sono infiltrazioni d’acqua e diversi tifosi hanno protestato perché in diverse zone pioveva. Per non parlare delle indecenti condizioni del terreno di gioco e del problema curva sud

E’ davvero triste osservare lo stato indecente in cui versa lo stadio Del Duca, assolutamente non all’altezza di una squadra che milita nel campionato di serie B. E alla tristezza si aggiunge l’indignazione provocata innanzitutto dalle “scellerate” scelte fatte dalla precedente amministrazione comunale, che ha speso milioni di euro e non è stata capace di fornire all’Ascoli una struttura quanto meno decente.

Che ha fatto campagna elettorale anche sullo stadio, con l’inaugurazione affrettata (se si può usare un simile termine dopo un ritardo “di una vita”…) e le promesse di una rapida soluzione per la curva sud, ma poi non è riuscita neppure a garantire il minimo indispensabile, cioè un terreno di gioco almeno in condizioni accettabili. Così la prima partita del campionato 2019-2020, se è stata oltremodo positiva per il successo della formazione di Zanetti, ha però evidenziato con imbarazzante chiarezza tutti i problemi che rendono il Del Duca uno stadio da vergogna.

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A partire dalle inaccettabili carenze e dall’assoluta inadeguatezza della nuova tribuna est, quella realizzata nel “tempo record” di oltre 4 anni e con una spesa a carico del Comune praticamente raddoppiata rispetto alle previsioni iniziali. Proseguendo per la situazione della curva sud, in attesa di essere demolita per poi (chissà quando…) essere ricostruita, fino alle citate indecenti condizioni del terreno di gioco, che definire un “campo di patate” è addirittura riduttivo. Quel che è peggio è che non c’è nulla di sorprendente, si tratta di problemi non certo inattesi ma che, anzi, chi non era impegnato nella campagna elettorale o non si è lasciato irretire dai soliti proclami propagandistici si aspettava che emergessero.

Partiamo da quella che è la vicenda più vergognosa e sconcertante, la nuova tribuna est. Dopo l’affrettata inaugurazione nel maggio scorso in occasione dell’ultima partita casalinga del campionato passato, forse qualche ingenuo sprovveduto si era illuso che, dopo oltre 4 anni, eravamo finalmente giunti al capitolo finale. Illusioni, appunto. Intanto perché in realtà l’intervento era tutt’altro che terminato ma, viste le elezioni comunali di fine maggio, il sindaco Castelli e la sua amministrazione (della quale, è bene ricordarlo, facevano parte diversi degli esponenti dell’attuale amministrazione…) dovevano mettere in scena l’ennesimo teatrino ad uso e consumo dei propri fans. Era evidente, per chi non aveva i paraocchi, già allora, ora la conferma arriva anche dagli atti ufficiali del Comune.

Nei giorni scorsi è stata, infatti, pubblicata sull’albo pretorio on line la determina n. 2327 del 1 agosto 2019 con la quale sono stati approvati il certificato di regolare esecuzione (redatto il 24 luglio) e lo stato finale dei lavori delle opere di completamento dell’intervento di demolizione e ricostruzione tribuna est. Va per altro sottolineato come in realtà per considerare effettivamente completata l’opera saranno necessari degli ulteriori interventi (sulla struttura stessa e sulla viabilità intorno allo stadio) che al momento non sono stati neppure programmati.

Al di là di questo aspetto, però, la cosa peggiore è che l’esordio in campionato contro il Trapani ha purtroppo confermato quello che alcuni avevano paventato. Cioè che per fare in fretta (sembra un paradosso, visto che parliamo di un intervento che si si è trascinato per oltre 4 anni…)  si sono fatte le cose in maniera a dir poco discutibile. Tanto che sabato scorso è emerso che ci sono infiltrazioni d’acqua nella nuova tribuna e diversi tifosi si sono lamentati perchè nel settore (teoricamente coperto) in realtà in diverse zone pioveva. Qualcuno ha anche fatto la segnalazione al Comune, con il sindaco Fioravanti che ha assicurato che effettuerà al più presto le verifiche.

Magari sarebbe stato opportuno farle prima, nel corso dell’estate prima che partisse il campionato. In ogni caso non è ammissibile che si possano verificare determinati inconvenienti, frutto evidentemente di qualcosa che non è andato per il verso giusto, in una struttura appena realizzata, per giunta dopo un tempo di realizzazione (e di attesa) lunghissimo. Purtroppo ciò che in qualsiasi luogo civile sarebbe semplicemente inaccettabile (e foriero di importanti conseguenze) nel favoloso mondo del capoluogo piceno purtroppo è la prassi e viene praticamente accettato senza battere ciglio. Era già accaduto nei mesi scorsi con il teatro Filarmonici, riaperto dopo un’attesa di 18 anni, dove si è subito reso necessario un ulteriore intervento per la sicurezza. Vedremo ora se e che tipo di intervento servirà per porre rimedio a questo problema nella tribuna est.

Parlando dello stadio, il sindaco Fioravanti è intervenuto anche sul problema delle indecenti condizioni del terreno di gioco. “Valuteremo se si dovrà procedere con un intervento ordinario di rizollatura oppure con uno straordinario più incisivo – ha dichiarato ad un quotidiano locale – con degli esperti valuteremo quale è il problema e poi decideremo insieme alla società il da farsi”. Anche in questo caso inevitabile chiedersi e chiedere all’amministrazione comunale per quale ragione si è atteso l’inizio del campionato, perché (come avviene nel resto del mondo…) non si è programmato un serio intervento di rizollatura in questi due mesi di sosta.

Tra l’altro già alla prima uscita in amichevole con il Frosinone (5 agosto) si era visto in che condizioni era il terreno di gioco. Speriamo che sia solo un po’ di impreparazione iniziale della nuova giunta (anche se molti dei suoi componenti erano già nella precedente giunta e sono in Comune ormai da almeno un decennio…), ma siamo di fronte ancora una volta all’incapacità di programmare che era tipica (e ha fatto danni inenarrabili) della precedente amministrazione.

In questo quadro già abbastanza deprimente si inserisce poi il problema della demolizione e ricostruzione della curva sud. Il sindaco Castelli aveva assicurato che il percorso sarebbe stato rapido, che entro settembre sarebbe partita la demolizione per poi provvedere alla ricostruzione grazie ai fondi del terremoto. Parole e proclami simili a quelli fatti anni fa per quanto riguarda la tribuna est… In campagna elettorale anche Fioravanti, pur non dando le certezze sui tempi che invece aveva indicato il suo predecessore, ne aveva parlato. Come al solito la realtà è molto più complessa e fino ad ora si è provveduto solo a smontare la struttura provvisoria utilizzata negli ultimi due anni.

Come era facilmente prevedibile (almeno per chi conosce la situazione e non vive di proclami), l’iter per ottenere i fondi del terremoto non è così semplice e, soprattutto, non è così rapido. Nel frattempo si potrebbe e si dovrebbe procedere con il bando per assegnare i lavori di demolizione della curva ma c’è il problema dell’effetto delle polveri che inevitabilmente si solleveranno sul campo di gioco.

Anche in questo caso si sconta l’incapacità di programmare. Che la struttura provvisoria quest’anno doveva essere smontata si sapeva da tempo, anche perché già nel campionato scorso è rimasta solo grazie ad una deroga. Si sarebbe potuto tranquillamente predisporre il bando per l’affidamento dell’intervento di demolizione facendo in modo di far partire i lavori a giugno, così da permettere di trovare soluzioni per salvaguardare il terreno di gioco possibili nel momento in cui non ci sono in programma partite di campionato.

Si poteva fare in maniera diversa, per la curva sud, per la tribuna est e per il terreno di gioco, ma non è stato fatto. Ed ora, dopo milioni e milioni di euro spesi dal Comune, l’Ascoli ha iniziato il nuovo campionato con uno stadio da vergogna. Peggio di così…

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