E la chiamano estate…


Come ampiamente previsto, la delibera n. 152 del 15 luglio scorso (“Programma eventi estate 2019”) conferma che il cartellone estivo 2019 del Comune di Ascoli è ridotto ai minimi termini, praticamente basato solo sulla Quintana e sui festeggiamenti per Sant’Emidio

Si era già ampiamente capito, ma ora è arrivata l’ufficializzazione da parte dell’amministrazione comunale. Quello del 2019 sarà un cartellone estivo per il Comune di Ascoli ridotto ai minimi termini. La Quintana nelle sue due edizioni, i tradizionali festeggiamenti per Sant’Emidio, una notte bianca ancora tutta da definire (non che ci sia tutto questo tempo a disposizione…) poi poco altro.

I numeri, i soldi investiti nel programma delle manifestazioni estive, non sempre danno l’esatta dimensione delle cose. In questo caso, però, sono eloquenti e sarebbero già sufficienti da soli a fornire il quadro esatto della situazione. Lo scorso anno, comprese le manifestazioni per la riapertura del teatro Filarmonici, l’amministrazione comunale complessivamente aveva investito una cifra vicina al milione di euro.

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Quest’anno alla fine forse si supereranno di poco i 100 mila euro. E’ quanto emerge dalla delibera n. 152 del 15 luglio scorso (ma pubblicata sull’albo pretorio on line solo questa settimana) “Programma eventi estate 2019. Atto di indirizzo”. Che, appunto, sancisce che, a parte la Quintana e i festeggiamenti per Sant’Emidio, nell’estate ascolana ci sarà poco altro e, sicuramente, nulla di particolarmente rilevante. Non è una sorpresa, si sapeva che per ovvie ragioni (la nuova giunta si è insediata solo a fine giugno) quello di quest’estate non poteva essere un cartellone di chissà quale livello. Naturalmente nessuno si aspettava qualcosa di simile allo scorso anno quando, oltre agli appuntamenti tradizionali dell’estate ascolana, furono organizzati tre grandi concerti (Bollani, Sting e Shaggy, Bregovich) con un impegno di spesa di 143 mila euro (in pratica più di tutto il cartellone attuale).

Ma, pur con simili premesse, qualcosina in più era lecito attendersi. Di identico alla scorsa estate c’è, però, la relazione del sindaco Fioravanti allegata alla delibera n. 152 che, almeno nell’indicazione delle linee guida alle quali si ispira la programmazione estiva del Comune, è praticamente identica a quella dello scorso anno dell’allora sindaco Castelli. “Si intendono confermare le principali iniziative che fanno parte del tradizionale cartellone degli eventi estivi ed implementare il calendario con ulteriori nuove proposte aventi rilevante valenza attrattiva, al fine di catalizzare presenze in città” si legge nella relazione del nuovo sindaco cittadino.

Che, nella fretta di copiare quella di chi lo ha preceduto, non deve essersi minimamente reso conto di quanto che c’era scritto, altrimenti avrebbe evitato di esporsi ad una simile “figuraccia”. Perché nella realtà, poi, è accaduto esattamente il contrario rispetto a quanto riportato nella relazione, visto che il calendario non è stato in alcun modo implementato, tanto meno con “nuove proposte aventi rilevante valenza attrattiva”, a meno non si consideri come tale il progetto “Summer yoga” (anche quello è stato inserito nel programma ufficiale del Comune pur di provare comunque a riempire il cartellone).

Anzi, come detto sono stati tagliati alcuni degli appuntamenti che hanno caratterizzato le ultime estati. Abbiamo detto del programma dei concerti ma il taglio che sicuramente fa più notizia è quello del festival “L’Altra Italia” (per il quale lo scorso anno erano stati impegnati ben 60 mila euro). Per la verità non che se ne senta particolarmente la mancanza, al di là dei proclami iniziali era del tutto evidente che in realtà si era ben presto trasformato in una sorta di passerella propagandistica.

Però quel festival era creazione della precedente amministrazione comunale, era l’evento (ammesso che potesse essere considerato tale) di punta creato e voluto dal precedente sindaco Castelli e dalla sua giunta. La sua cancellazione, se non ci sarà poi un’improbabile retromarcia, equivale una sonora bocciatura. Tornando al cartellone estivo 2019, va per altro sottolineato che anche gli appuntamenti tradizionali confermati sono comunque stati ridimensionati o sono ancora da definire con chiarezza.

Parliamo, ad esempio, degli spettacoli al teatro Romano nell’ambito del progetto Tau- Teatri Antichi Uniti realizzato dall’Amat che per il 2019 ha visto dimezzati gli appuntamenti nel capoluogo piceno, con due sole serate (per altro già realizzate) ed un conseguente drastico taglio di spesa (dai 25 mila euro degli anni precedenti ai 6 mila attuali). Discorso differente per quanto concerne le notti bianche che sono state confermate nel cartellone, sia quella di Porta Maggiore (in programma venerdì 26 luglio) sia quella di Monticelli (31 agosto), sia quella del centro storico (10 agosto).

Al momento non è ancora stata neppure stanziata la somma complessiva che l’amministrazione comunale intende impegnare per le tre serate (“nei limiti degli stanziamenti previsti nei capitoli di competenza, da integrarsi con ulteriori risorse da prevedersi in sede di verifica degli equilibri di bilancio in corso di approvazione da parte del Consiglio comunale” c’è scritto nella relazione del sindaco allegata alla delibera n. 152).

Soprattutto, però, nella delibera in questione non vengono fornite alcune indicazioni in merito a quella tradizionalmente più importante e più partecipata, la notte bianca del centro storico. In pratica a 15 giorni dal suo svolgimento non si sa ancora chi la gestirà (ancora Wap?) né cosa prevede e che tipo di appuntamenti ha in programma. Al di là del contenuto del cartellone, l’aspetto che maggiormente colpisce della delibera n. 152 e dell’allegata relazione del sindaco è quel senso generale di precarietà che emerge, quell’alone di mistero che circonda gli eventi e i conseguenti impegni di spesa.

Lo scorso anno nella relazione del sindaco Castelli per ogni evento inserito del cartellone veniva indicato l’impegno di spesa da parte del Comune. Quest’anno invece solo questa indicazione viene fornita solo per pochissimi appuntamenti. In particolare per il Tau (6.000 euro), per La Millesiana (3.000 euro), per il progetto “Summer Yoga” (400 euro) e per il progetto “Legg’Io” (1.250). Oltre che per le tre notti bianche, nessuna indicazione sulla spesa viene invece fornita per gli appuntamenti legati alla Quintana, per gli eventi inerenti i festeggiamenti per il santo patrono (lo scorso anno 55 mila euro), per Cinema Sotto le Stelle, per Ascoli Piceno Festival e per “Stregati dalla luna” (l’iniziativa per ricordare i 50 anni dalla scoperta della luna).

Nel complesso grande perplessità, quindi, pur non dimenticando le tante e comprensibili giustificazioni che si devono concedere all’amministrazione comunale. Che, probabilmente, verrà seriamente messa alla prova la prossima estate, quando avrà tutto il tempo per programmare e gestire il cartellone degli eventi estivi. Sperando che al sindaco Fioravanti e alla sua giunta sia in grado di fare ciò che non è riuscito ai suoi due predecessori (Celani prima, Castelli poi). Cioè pensare ed ideare una manifestazione di prestigio e di richiamo che caratterizzi e qualifichi il cartellone ascolano, diventando il vero punto di riferimento dell’estate del capoluogo piceno.

In pratica quello che c’è già in tutti i principali comuni marchigiani (Musicultura e Macerata Opera Festival a Macerata, Festival del Jazz e Festival Adriatico-Mediterraneo ad Ancona, Rossini Opera Festival e Festival internazionale del cinema a Pesaro, ecc.). Chissà, la presenza in giunta di un assessore (Monia Vallesi) con la specifica delega agli eventi indurrebbe a sperare.

Certo, se si pensa che proprio l’assessore agli eventi non era presente in giunta quando si è discussa e poi approvata la delibera 152 sul programma degli eventi estivi, qualche dubbio in più inevitabilmente sorge…

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