Bocciato il progetto del Comune, niente fondi per il Nuovo Squarcia


A dicembre 2018 l’allora assessore allo sport Brugni aveva annunciato con enfasi l’approvazione del progetto del Nuovo Squarcia da finanziare con “Sport Periferie 2018”. Ma dalla pubblicazione della graduatoria del bando arriva l’amara sorpresa per il Comune di Ascoli

Dopo la curva sud e la sicurezza delle scuole, il sindaco Fioravanti si ritrova a dover affrontare una nuova “grana” lasciata in eredità dalla precedente amministrazione comunale. Si tratta del progetto per la nuova palestra Squarcia, presentato con enfasi a fine 2018 dal sindaco Castelli e dall’assessore allo sport Massimiliano Brugni, anche con un post abbastanza polemico su facebook dell’assessore stesso (“parliamo di fatti concreti” scriveva Brugni.

Il primo cittadino e l’assessore allo sport all’epoca non avevano dubbi e, con la solita “misura” che li ha sempre contraddistinto, nel dicembre 2018 avevano annunciato che quel progetto sarebbe stato in gran parte (500 mila sui complessivi 700 mila euro) finanziato grazie al bando “Sport e periferie 2018”. Con insolito anticipo rispetto agli anni passati, la settimana scorsa sul sito “Sport governo” è stato pubblicato l’elenco dei progetti finanziati con quel bando.

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Ma, guarda il caso, tra i 245 enti (o associazioni private) che otterranno i fondi grazie a quel bando non c’è il Comune di Ascoli. Non solo, il progetto per il Nuovo Squarcia non è neppure presente tra gli oltre 1300 progetti inseriti in quell’elenco. Si tratta, in altre parole, di tutti i progetti che hanno ottenuto un punteggio da 40,1 in poi (quelli finanziati hanno ottenuto un punteggio maggiore di 58 su 100). Questo significa che il progetto del Comune di Ascoli, per altro messo su in “fretta e furia” è stato ritenuto talmente “scadente” e improponibile da non ottenere neppure il punteggio minimo.

A dir la verità vista la graduatoria pubblicata sul sito “Sport governo” ci è venuto addirittura il sospetto che in realtà l’amministrazione comunale alla fine non l’avesse neppure presentato quel progetto (anche perché era stato approvato proprio negli ultimi giorni utili, il 10 dicembre 2018 con delibera n. 270). In realtà, però, non è così perché in un’altra pagina del sito c’è l’elenco completo di tutti i progetti presentati e, tra questi, effettivamente c’è anche quello del Comune piceno per il Nuovo Squarcia.

Una pesante bocciatura per l’operato dell’amministrazione comunale, in particolare del precedente assessore allo sport Massimiliano Brugni, che si aggiunge ai tanti dubbi e alle tante domande, ovviamente rimaste senza risposta, che già allora erano stati sollevati. Al punto che si era parlato di vero e proprio “giallo”, in particolare per quanto riguarda le ragioni che avevano spinto l’amministrazione comunale a chiudere per così tanto tempo (almeno un paio di anni, se il progetto fosse stato inserito tra quelli finanziabili con il bando “Sport e periferie 2018”) una simile fondamentale struttura in una città che ha già un’atavica carenza di impianti sportivi.

Un giallo reso ancora più inquietante da alcuni particolari che emergono dalla delibera n. 270. Che, ad esempio, svela come quella struttura era stata oggetto di analisi e di una verifica della consistenza strutturale ed impiantistica. E proprio sulla base di quelle analisi e di quella verifica, si legge ancora nella delibera, “si è ritenuto opportuno prefigurare un intervento di totale riqualificazione della palestra Squarcia”.

Che cosa è emerso da quelle analisi e da quella verifica? Sono stati evidenziati problemi di sicurezza tali da rendere inevitabile l’intervento e la conseguente lunghissima chiusura (almeno 2 anni) della struttura? Interrogativi non certo irrilevanti, ai quali l’amministrazione comunale non ha mai risposto. Invece sarebbe stato e sarebbe opportuno fare chiarezza perché è evidente che qualcosa non riporta. Perché le citate analisi si sono svolte a novembre 2017 (concluse a febbraio 2018), mentre la verifica risale ad ottobre 2017 ed è terminata a gennaio 2018.

E se l’esito di quelle analisi e di quella verifica, già note a febbraio 2018, erano tali da rende necessario l’intervento di riqualificazione e una così lunga chiusura, per quale ragione il Pala Squarcia non è stato chiuso immediatamente già nel febbraio 2018 (invece di certo è stato tranquillamente utilizzato fino a settembre-ottobre 2018)?

E’ del tutto evidente, quindi, che delle due, l’una: o l’amministrazione comunale ha lasciato per 7 mesi aperto e fruibile il Pala Squarcia, pur sapendo che la struttura non era per nulla sicura, o ha deciso di tenerla chiusa per almeno 2 anni senza un concreto motivo. Difficile capire quale delle due ipotesi sia peggiore, di certo in un caso o nell’altro il comportamento dell’amministrazione comunale è a dir poco imbarazzante.

Per questo sarebbe necessario che il sindaco Fioravanti, a maggior ragione ora che l’auspicato finanziamento tramite il bando “Sport Periferie” è svanito, chiedesse a chi dovere (in primis all’attuale assessore alle politiche sociali Massimiliano Brugni, che all’epoca aveva le deleghe allo sport) di fare immediatamente chiarezza. Anche perché ora il futuro del Pala Squarcia è, se possibile, ancora più incerto e i tempi potrebbero addirittura allungarsi.

Perché quello approvato nella delibera n. 270 del 10 dicembre, ammesso che sia ancora valido dopo la bocciatura nel bando “Sport Periferie”, era semplicemente il progetto preliminare, per altro “finalizzato esclusivamente alla presentazione della candidatura al bando”. Quindi, nel caso si voglia ripartire da quello, ci sarà da svolgere tutta la fase della progettazione  (progetto preliminare, definitivo, esecutivo e successiva indizione del bando di gara per l’affidamento dei lavori). Un lunghissimo iter che, abbiamo imparato in questi anni, al Comune di Ascoli solitamente supera sempre i 12 mesi. In questo caso, poi, preliminarmente bisognerà capire dove trovare i soldi per finanziare l’intervento, visto la bocciatura del bando.

In altre parole un gran bel pasticcio, frutto del pressappochismo con cui ha operato la precedente amministrazione comunale (che, non dimentichiamolo, non è molto differente dalla nuova) e in particolare l’assessore Brugni almeno nel campo dello sport, uno dei settori cittadini in maggiore difficoltà. Come dimostra inequivocabilmente questa vicenda, una grande occasione persa per il capoluogo piceno. Occasione che, invece, non si sono lasciati sfuggire ben 25 comuni e 2 associazioni sportive marchigiane che sono rientrati nella graduatoria ed hanno ottenuto il finanziamento chiesto.

Per quanto riguarda la provincia di Ascoli si tratta dei Comuni di Castel di Lama, Castorano, Colli del Tronto e Venarotta e della società sportiva dilettantistica Ripaberarda di Castignano. Un ulteriore smacco per Ascoli e per i suoi improvvidi amministratori.

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