Ascoli, la ricostruzione parte dal centrocampo


I titolari della scorsa stagione (Addae, Frattesi e Troiano) se ne sono andati e servono almeno 3 innesti di qualità per mettere a disposizione di Zanetti un centrocampo competitivo. Sono 29 i giocatori sotto contratto ma più della metà non rientra nei piani della società

Meno di due settimane all’inizio del ritiro pre campionato (14 luglio a Cascia) e l’Ascoli di Zanetti è ancora tutto da costruire. Dopo la salvezza conquistata in anticipo si era sottolineato il vantaggio di avere tutto quel tempo per programmare con la massima tranquillità in modo da potersi presentare al via della nuova stagione con la squadra se non proprio completata, semplicemente da ritoccare.

L’improvviso cambio dell’allenatore e il procedere molto a rilento delle operazioni di mercato hanno cambiato tutto e, a meno di una sostanziosa e decisa accelerata nei prossimi giorni, mister Zanetti partirà per il ritiro con la rosa ancora tutta da costruire. In realtà ad oggi 2 luglio l’Ascoli ha sotto contratto ben 29 giocatori, quindi in teoria ben oltre una rosa al completo.

Nella realtà, però, più della metà di quei giocatori non rientrano nei piani della società e, per giunta, in diversi casi non sono neppure considerati all’altezza di un campionato di serie B. Sono, quindi in bianconero solo perché sono rientrati da fine prestito o perché ancora non hanno trovato una destinazione differente. In pratica attualmente i giocatori che (salvo sorprese di mercato sempre possibili) dovrebbero sicuramente rientrare nei piani di Zanetti sono 11: i portieri Lanni e Fulignati, i difensori Brosco, Quaranta, D’Elia e Andreoni, i centrocampisti Cavion e Chajia e gli attaccanti Ninkovic, Ardemagni e Rosseti.

Qualche possibilità di restare in bianconero potrebbe averla Beretta, mentre discorso a parte merita Padella. Se, come sembrava certo fino a pochi giorni fa (ma, con il passare dei giorni, se non arriva l’annuncio ufficiale qualche dubbio resta) arriva il rinnovo per Valentini, sembra probabile la partenza del capitano bianconero. In caso contrario potrebbero riaprirsi i giochi, sulla base delle scelte di mercato che farà la società. Come Valentini, anche per Laverone il rinnovo del contratto è sempre stato dato per scontato.

Ma con il passare dei giorni anche sul suo destino crescono i dubbi… Comunque, anche considerando in rosa l’esterno destro bianconero, è del tutto evidente che c’è da attendersi almeno una decina di acquisti, soprattutto a centrocampo. Dove dovrebbero arrivare Petrucci e Piccinocchi, entrambi reduci da una lunga esperienza all’estero e secondo radio mercato con l’accordo già siglato con i bianconeri (si attenderebbe solo l’annuncio ufficiale).

E’ chiaro, però, che ci vorranno ben altri innesti per rendere competitivo e adeguato agli obiettivi che insegue l’Ascoli un centrocampo che praticamente è completamente da ricostruire. I tre titolari dello scorso anno (Addae, Frattesi e Troiano) se ne sono andati (scadenza contratto e fine prestito), così come non è più in bianconero Casarini. L’unico rimasto dallo scorso anno è Cavion, reduce però da una stagione di alti e bassi. Per quanto riguarda i due (presunti) nuovi arrivati (Petrucci e Piccinocchi) il loro valore e la loro adattabilità al campionato cadetto è tutta da scoprire.

Entrambi sono reduci da un paio di stagioni, soprattutto l’ultima, non certo esaltanti, con poche presenze e pochissima gloria. Magari (c’è da augurarselo) diventeranno due importanti punti di riferimento della nuova squadra, ma al momento rappresentano due grossi punti interrogativi. E’ del tutto evidente che serve altro per quello che è il reparto fondamentale, il cuore della squadra, servono almeno tre acquisti di sicuro valore e di livello.

Come sempre accade in fase di mercato, di nomi accostati all’Ascoli ne circolano tantissimi. Omeonga, Paulinho, Firenze, Barberis, Deli, Gerbo i più ricorrenti. I due del Foggia (Deli e Gerbo) e i due del Crotone (Firenze e Barberis) sono sicuramente centrocampisti di categoria che potrebbero alzare il livello qualitativo del centrocampo bianconero. In particolare Deli, che ha piedi buoni e buona visione di gioco, che tra l’altro con i problemi della società pugliese di fatto è svincolato.

Ma su di lui, come su Gerbo nelle stesse condizioni, la concorrenza è molto agguerrita, sono tante le squadre di serie B che corteggiano i due ex rossoneri e, per questo, non sarà certo semplice portarne uno (o entrambi) in bianconero. Concorrenza agguerrita anche per i due del Crotone (Firenze è giocatore molto più offensivo, in grado di giocare anche trequartista e esterno avanzato), mentre per Omeonga e Paulinho vale un po’ il discorso fatto per Petrucci e Piccinocchi.

Entrambi sono reduci da una stagione (all’estero) molto negativa, Omeonga all’Hibernian (Scozia) e Paulinho al Cluj (Romania). Anche loro sarebbero dei punti interrogativi e, sinceramente, non è pensabile iniziare una stagione che si vuole vivere da protagonisti con così tante incertezze, proprio nel reparto più importante. Nei giorni passati si era parlato anche di un interessamento bianconero per Viola, giocatore che sicuramente (almeno sulla carta) farebbe compiere un bel salto di qualità al centrocampo di Zanetti. Ma appare molto complicato, un sogno di difficile realizzazione.

Le altre voci di mercato si concentrano sull’attacco, sembra certa la volontà della società di affiancare ad Ardemagni un altro attaccante di valore e di categoria. Naturalmente partendo dal presupposto che NInkovic resterà in bianconero e, di conseguenza, Zanetti riparta dal trequartista serbo nella costruzione della squadra. E’ chiaro che la certezza che Ninkovic resti in bianconero si avrà probabilmente solo a fine mercato (o, più probabilmente, ad inizio campionato).

La società ha sempre detto di voler puntare su di lui per il prossimo anno (e può davvero fare la differenza in serie B), non nascondendo, però, il fatto che in caso di offerta irrinunciabile (non meno di 5 milioni di euro) l’avrebbe ovviamente presa in considerazione. Un’eventuale partenza del serbo potrebbe rivoluzionare i piani, anche da un punto di vista di schema di gioco, e quindi cambiare anche le strategie di mercato.

Quello che, in un caso o nell’altro, non cambierà è la necessità di prendere un attaccante di livello. Inizialmente si era parlato di Coda (un sogno), ora si fanno i nomi di Puscas, Iemmello e Scamacca, tutti validi (i primi due lo hanno già dimostrato in serie B, il terzo è uno dei giovani più promettenti) ma, ovviamente, tutti difficili da raggiungere. Certo, però, alla fine se davvero la società ha ambizioni e vuole disputare un campionato da protagonista qualcuno degli obiettivi “difficili da raggiungere” (perché di qualità) bisognerà comunque portarli a casa.

Poche voci, a parte la suggestione di un possibile ritorno di bianconero di Bellusci (che da un punto di vista strettamente tecnico sarebbe un bel colpo), per quanto riguarda la difesa. Che, se venissero rinnovati i contratti di Laverone e Valentini, numericamente sarebbe praticamente al completo (forse servirebbe un esterno sinistro in alternativa a D’Elia). Certo, però, riproporre praticamente la stessa retroguardia dello scorso anno qualche rischio lo nasconde.

Perché, soprattutto nella seconda parte del campionato, quella difesa non ha certo brillato (nel ritorno la peggiore della serie B) e non ha per nulla dato la sensazione di poter essere affidabile. Certo il calcio moderno insegna che quando si prendono troppi gol è tutta la fase difensiva che non funziona e non il singolo reparto. Però, al di là di ogni altra considerazione, nel girone di ritorno ci sono state troppe prestazioni personali imbarazzanti tra i difensori bianconeri che non possono non far riflettere.

Per questo, a prescindere dalla posizione di Valentini e Laverone, un paio di ritocchi importanti a nostro avviso servono anche dietro. C’è ancora tantissimo da fare, anzi, si può dire che c’è quasi tutto da fare. La società in un anno ha saputo guadagnarsi la fiducia dei tifosi (almeno della maggioranza). E sia Pulcinelli, sia Tosti, sia Tesoro hanno ribadito nei giorni scorsi che quest’anno si parte con obiettivi ambiziosi (Pulcinelli ha parlato apertamente di playoff).

Non ci sono motivi per avere dubbi. Certo, però, se iniziassero ad arrivare colpi concreti di mercato e giocatori di livello sarebbe tutto più facile…

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