Tutto da costruire l’Ascoli di Zanetti


Il  cambio in panchina, con l’addio di Vivarini e l’arrivo di Paolo Zanetti, di fatto ha azzerato il progetto che era partito lo scorso anno. Completamente da rifondare il centrocampo, ma importanti innesti servono anche in difesa e in avanti. Da sciogliere il nodo Ninkovic

A meno di un mese dall’inizio ufficiale della nuova stagione dell’Ascoli regna un’apparente incertezza in casa bianconera. Dopo la clamorosa sorpresa del cambio in panchina, con l’addio di Vivarini e l’arrivo di Zanetti, cresce l’attesa per capire che rosa e che squadra la società intenderà mettere a disposizione al nuovo allenatore. Al momento si parla soprattutto di partenze, scontate e in qualche caso anche un po’ a sorpresa, mentre non filtrano nomi particolari in entrata. Potrebbe essere meglio così, spesso è molto meglio lavorare sotto traccia, a fari spenti, senza destare troppa attenzione.

Quello che è certo è che il cambio in panchina di fatto azzera quel progetto che era partito nel primo anno della gestione Pulcinelli e, al di là delle dichiarazioni di facciata, resta una sorta di mistero sul perché all’improvviso il patron bianconero ha deciso di cambiare, dopo aver più volte pubblicamente confermato Vivarini anche per la nuova stagione. E’ inutile correre dietro alle voci e ai “si dice” che si sono susseguiti in queste settimane, superfluo fare congetture su possibili attriti tra le due parti derivanti dalle ambizioni dell’allenatore abruzzese. Il ds Tesoro in conferenza stampa ha dichiarato che l’obiettivo dell’Ascoli per la prossima stagione è quello di fare meglio rispetto a quella precedente.

Pubblicità

Senza troppi giri di parole, fare meglio della stagione passata per i tifosi bianconeri significa centrare quanto meno i playoff. Questo lo sa alla perfezione anche Pulcinelli e questo dovrà essere il punto di partenza per la nuova squadra. Che, in proposito ci sono pochi dubbi, sarà sicuramente rivoluzionata rispetto all’ultima stagione. In parte lo sarebbe stata anche con Vivarini in panchina, non fosse altro per alcune inevitabili partenze che, di fatto, azzerano quasi completamente quello che è stato il centrocampo bianconero nell’ultimo anno.

Ma è chiaro che l’arrivo in panchina di Zanetti darà ulteriore impulso a questo ricambio. Non fosse altro perché il nuovo tecnico bianconero nei due anni con il Sudtirol ha dimostrato di prediligere un determinato schieramento e una determinata fisiologia di gioco ed è giusto che, se la società ha deciso di puntare con decisione su di lui, lo metta nelle condizioni migliori, mettendogli a disposizione una rosa adeguata al suo credo calcistico.

Il primo fondamentale nodo da sciogliere nella costruzione della squadra è quello del centrocampo, un reparto che al momento praticamente non esiste. Addae non ha allungato il contratto e dovrebbe accasarsi con la neopromossa Juve Stabia. Frattesi è andato via per fine prestito, così come Casarini. Per quanto concerne Troiano, in scadenza di contratto, non è più così certo che si decida per il rinnovo e perfino la permanenza di Cavion è così certa.

In altre parole il centrocampo è completamente da ricostruire, nella migliore delle ipotesi (cioè con la conferma di Cavion e Troiano) servono almeno 3-4 elementi di qualità in mezzo al campo. Si è parlato di Maiello (Frosinone), elemento di sicuro valore ma non semplice da prendere perché nelle mire di diverse squadre, e di Toscano, del Palermo e nell’ultima stagione con il neo promosso Trapani. In mezzo al campo, di rientro dal Rieti, ci sarebbe anche Carpani ma appare difficile che possa restare in bianconero, probabile che vada a giocare in Lega Pro.

Qualche certezza in più, ma la necessità di diversi interventi, anche nel reparto arretrato. Teoricamente a posto per quanto concerne i portieri, con Lanni e il ritorno da Empoli di Fulignati, il pacchetto arretrato potrebbe comunque subire diverse variazioni rispetto alla passata stagione. Sicuramente sulla base delle convinzioni di Zanetti ma anche perché è inevitabile fare alcune considerazioni sulla base dei numeri, implacabili, che certificano come la difesa lo scorso anno sia stato il punto debole dei bianconeri (terza peggior difesa del campionato), soprattutto nel girone di ritorno.

Punto fermo e inamovibile sembra essere Brosco che, pur se con qualche “stecca” nella seconda parte, ha disputato complessivamente un ottimo campionato. Ha diverse richieste ma appare scontato che la società voglia ricostruire la difesa intorno a lui. E’ sotto contratto ma sembra certa la sua partenza Padella, mentre situazione meno chiara è quella che riguarda Valentini. E’ in scadenza di contratto e con Vivarini in panchina sembrava certa la sua conferma. Ora, però, non è così scontato che resti e, inevitabilmente, più passano i giorni più è probabile (in assenza di novità) che non farà parte dell’Ascoli 2019-2020.

Certo di restare è invece Quaranta che lo scorso anno ha disputato qualche partita e che potrebbe avere un ruolo più da protagonista nella prossima stagione. In un simile contesto è evidente che servono almeno un paio di difensori centrali di categoria per assemblare la difesa bianconera, a prescindere dal modulo che adotterà Zanetti. Che sulle fasce ha la certezza (a meno di sorprese di mercato) di poter contare a sinistra su D’Elia, mentre uguale certezza non c’è a destra per quanto riguarda Laverone.

Anche lui in scadenza di contratto, come per Valentini con Vivarini sembrava sicura la sua conferma che, invece, ora è tornata in discussione. Sempre a destra c’è sempre Andreoni che, quando è stato chiamato in campo nella passata stagione, ha alternato cose positive ad altre meno. Non è però escluso che Zanetti e la società possano pensare di accordargli fiducia. In ogni caso anche sugli esterni almeno un paio di innesto sembrano inevitabili.

Naturalmente, soprattutto in questo caso, molto dipenderà dal modulo sul quale vorrà puntare Zanetti. Perché in caso di 3-5-2 servirebbero esterni in grado di fare adeguatamente entrambi le fasi. Qualche certezza in più c’è, infine, in avanti dove sicuramente si ripartirà da Ardemagni e da quel Rosseti che, se in condizione, può rappresentare un valore aggiunto. In bilico Beretta, certi di partire Ganz (ammesso che si trovi qualche acquirente) e Ngombo. Poi, naturalmente, c’è il grande e vero nodo del mercato e della costruzione della squadra bianconera: Ninkovic.

Il serbo è sotto contratto, è un giocatore che in serie B può fare la differenza e la sua permanenza ovviamente sarebbe un bel punto di partenza. Ma significherebbe anche la necessità per Zanetti di adottare un modulo che preveda il trequartista, perché quello è il ruolo in cui Ninkovic rende al meglio e può davvero fare la differenza. Certo, il fantasista serbo può adattarsi anche sull’esterno in un 4-3-3 o come seconda punta un po’ staccata rispetto alla prima punta in un 3-5-2. Ma se la società, in accordo con l’allenatore, decidesse di rinunciare ad importanti offerte di mercato per puntare su di lui sarebbe singolare che, poi, si facciano scelte tattiche in contrasto.

La nostra sensazione (non supportata da fatti concreti) è che, se davvero arriverà l’offerta economicamente giusta, la società lo lascerà partire. In queste ore è atteso in città patron Pulcinelli e il suo arrivo potrebbe rappresentare anche un’accelerazione del mercato bianconero.

Necessaria, visto che tra meno di un mese si riparte, anche se poi fondamentale sarà non sbagliare le mosse e mettere nelle migliori condizioni possibili Zanetti. Che arriva con ottime referenze, abbastanza unanimi, anche se è indiscutibile che un conto è allenare in Lega Pro un altro è farlo in una serie B che, come al solito, si presenta con un campo di partenti molto competitivo. Che significa che, per coltivare ambizioni, bisognerà sbagliare il meno possibile. A partire proprio dal mercato.

Pubblicità

comments icon 0 comments
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *