Quel confronto non s’ha da fare…


Come ampiamente previsto Marco Fioravanti per evitare brutte figure e preoccupanti autogol fugge dal confronto pubblico con Piero Celani. Intanto il suo volto sorridente, con l’invito a votarlo, compare praticamente ovunque, anche dove non dovrebbe…

Come era sin troppo facile prevedere, non ci sarà alcun confronto pubblico tra i due candidati sindaci, Piero Celani e Marco Fioravanti (rigorosamente in ordine alfabetico, a scanso di equivoci…), che si sfideranno domenica 9 giugno al ballottaggio. In una campagna elettorale nauseante e portata avanti all’insegna di “bufale”, “fake news”, insulti, strumentalizzazioni, improbabili e farsesche congetture, ipotetici e irrealistici avversari, non poteva certo esserci spazio per un serio e civile confronto all’insegna dei programmi.

Per altro è di tutta evidenza che uno dei due candidati, Marco Fioravanti, avrebbe tutto da perdere da un confronto pubblico per svariati motivi. Innanzitutto perché è ampiamente risaputo che chi ha una posizione di vantaggio non deve in alcun modo concedere all’avversario occasioni per ribaltare la situazione. E Fioravanti dal primo turno è sicuramente uscito con un vantaggio piuttosto netto, per quanto la storia dei ballottaggi insegni che al secondo turno si riparte da zero, per certi versi è completamente differente anche il corpo elettorale e in tantissime circostanze alla fine è stato eletto sindaco anche chi partiva con svantaggi molto più ampi.

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Poi perché già nei confronti che si sono svolti prima del 26 maggio è apparsa clamorosamente evidente la differenza sia di abilità oratoria che di far fronte a domande e obiezioni dei due contendenti, ovviamente tutta a favore di Celani. E, in un certo senso, la conferma si è avuta proprio in queste ore con l’invito dell’ex sindaco ed ex presidente della Provincia, respinto immediatamente da Fioravanti.

Basta confrontare i due interventi, la lettera di Celani e la risposta del presidente del Consiglio comunale uscente, per capire che da questo punto di vista non può esserci confronto, con il primo che surclassa in maniera imbarazzante il secondo. Infine perché se sui social e sugli organi di informazione il messaggio propagandistico imperniato ossessivamente sulla difesa dell’ospedale cittadino (anche se non si capisce bene da quale rischio…) e sull’improbabile “inciucio” con i comunisti (ma esistono ancora, soprattutto ad Ascoli?) può avere una qualche efficacia, in un confronto pubblico non solo non avrebbe lo stesso effetto ma, addirittura, potrebbe rivelarsi un boomerang.

Innanzitutto perché poi bisognerebbe parlare in concreto di tanti altri argomenti e, magari, anche di programmi e proposte. Ma soprattutto perché poi, ripetuti ossessivamente quei messaggi, bisognerebbe riuscire in concreto anche ad argomentare nello specifico i contenuti dei due pericoli paventati. E, inevitabilmente, vista la situazione una controparte un minimo scaltra avrebbe gioco sin troppo facile nello smontare e nel ribaltare a suo favore anche quella che al momento appare, se non l’unica, comunque la principale arma a disposizione di Fioravanti.

Con simili presupposti era inevitabile che il confronto non si disputasse, così come era più che ovvio che comunque Celani provasse a sfruttare la situazione. “Ho appena trasmesso all’altro candidato sindaco l’invito per organizzare un incontro pubblico per parlare del futuro della nostra Città. Gli ascolani hanno il diritto di poter scegliere il 9 giugno conoscendo davvero i programmi e le idee di entrambi. Quando vuole, io ci sono!” scrive l’ex sindaco sui social, con tanto di lettera inviata al suo rivale.

Caro Fioravanti – scrive Celani nella lettera – in relazione al ballottaggio che ci rende concorrenti nelle guida della coalizione che dovrà governare la nostra amata Ascoli nei prossimi 5 anni ti chiedo di voler accettare un confronto politico-programmatico a chiusura della campagna elettorale a piazza del Popolo tra le 18 e le 19 oppure tra le 21:30 e le 23.30 di venerdì prossimo 7/6/19. Scegli tu le regole del gioco, convinto come sono che saranno paritarie e scegliamo di comune accordo uno o due conduttori al di sopra delle parti tra i veterani del giornalismo locale che hanno sempre seguito la cronaca politica del Consiglio comunale di Ascoli Piceno.

La presente proposta nasce dalla mia convinzione che ci deve essere una campagna elettorale e una conseguente guida della città scelta dagli elettori, senza interferenze e suggeritori esterni che potrebbero manipolare il risultato elettorale a favore dei propri disegni politici personali che solo apparentemente sembrano riconducibili all’interesse agli ascolani”.

Quasi immediata la replica di Fioravanti che, ovviamente, respinge l’invito. “Caro Celani – scrive – quella che sto vivendo è una bellissima esperienza accanto alla gente che mi sta dando consigli, idee e suggerimenti per la nostra magnifica Ascoli. Il popolo ascolano mi sta invitando a parlare del futuro di Ascoli nelle case, nei quartieri, all’ospedale, davanti alle scuole, davanti alle chiese, nei giardini. Mi sto impegnando allo spasimo per seguire tutte queste manifestazioni di cittadini attenti e consapevoli che mi parlano con il cuore e che ascoltano le mie idee apprezzando la mia autenticità. Ci siamo confrontati costruttivamente più volte con tutti gli altri autorevoli candidati sindaco ed abbiamo avuto modo di illustrare i nostri programmi. Ora il 9 giugno la parola ai cittadini ascolani”.

Niente confronto finale, quindi, Pazienza, ce ne faremo una ragione. Bisogna resistere ancora 48 ore poi finirà definitivamente la più orripilante campagna elettorale della storia del capoluogo piceno. Che, in linea con quanto accade ormai da un paio di mesi, anche in questa parte finale è di livello sempre più infimo. Nonostante il vantaggio del primo turno, Fioravanti non sembra affatto sicuro del successo e in questi ultimi giorni stiamo davvero vedendo di tutto. Non bastava l’ospedale, nelle ore passate alcuni degli esponenti che lo appoggiano hanno ripescato addirittura il rischio comunisti. Una comica, anzi una farsa.

Il volto sorridente di Fioravanti e l’invito a votarlo nel ballottaggio del 9 giugno compare praticamente dappertutto. Sugli autobus di linea, sulla pagina della manifestazione culturale (si fa per dire) “L’Altra Italia” (“è molto grave che una pagina di comunicazione istituzionale del Comune venga utilizzata per fare propaganda politica e partitica ad un candidato sindaco” accusa Francesco Ameli del Pd), a conferma che quell’evento, come abbiamo sempre sottolineato, altro non era che uno strumento per fare propaganda. Lo abbiamo già scritto alcuni giorni fa (vedi articolo “I padroni della città”), i “padroni della città” sono convinti di poter fare tutto ciò che vogliono, al di sopra delle regole, al di sopra del buon senso, senza minimamente preoccuparsi di rispettare gli avversari.

L’idea che, per un qualche motivo, possano perdere il potere è inaccettabile e per questo sono pronti a fare di tutto perché ciò non avvenga. Così questa mattina (mercoledì 5 giugno) torna in città per aiutare Fioravanti il ministro dell’interno Matteo Salvini e per il suo arrivo viene stravolto tutto, il traffico, la circolazione, viene di fatto sfrattata una mostra di un’artista locale per dare spazio al pranzo con il leader della Lega, vengono tolti per ore i parcheggi per residenti e persino quelli per i disabili. Siamo alla frutta, anzi probabilmente siamo ben oltre.

Certo è che se dopo un simile dispiegamento di forze, dopo aver fatto di tutto, se non dovesse vincere Fioravanti dovrebbe avere la decenza di abbandonare definitivamente la politica. E con lui molti altri…

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