Ascoli, rivoluzione a sorpresa


Confermato senza esitazioni un mese fa dal patron Pulcinelli, Vivarini è ormai ad un passo dall’addio alla panchina bianconera. La società tace ma non sembrano esserci più dubbi. E da Bolzano trapela la notizia di un accordo già raggiunto tra l’Ascoli e Paolo Zanetti

Mi sento soddisfatto di questa avventura. Il futuro? Non ci sono dubbi, ripartiremo da Vivarini visto il buon lavoro fatto. Si cambiano allenatori e poi si riprendono 

quelli che sbagliano. Io con quelli che scelgo combatto fino alla fine”. Era il 4 maggio scorso quando, al termine della partita persa in casa con il Palermo (l’ultima casalinga del campionato dell’Ascoli), il patron Pulcinelli confermava senza alcun dubbio, per il prossimo anno, mister Vivarini.

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Nelle settimane successive nessuno, tra gli addetti ai lavori, ha mai sollevato dubbi, la conferma non veniva messa in discussione e si attendeva l’incontro tra l’allenatore e la dirigenza per preparare la nuova stagione, partendo dal grande vantaggio di poter partire con largo anticipo per programmare e studiare tutte le mosse per rafforzare la squadra. Settimana dopo settimana, però, l’incontro continuava ad essere rinviato e pian piano, già nel corso del fine settimana passato, sono iniziate a filtrare le prime voci di un possibile e a quel punto clamoroso (alla luce di quelle dichiarazioni del 4 maggio) divorzio.

Ed ora, praticamente ad un mese esatto dalle parole con cui Pulcinelli confermava Vivarini, sembra ormai certo che le strade dell’allenatore abruzzese e dell’Ascoli si divideranno, per scelta proprio della società. Dai vertici bianconeri, per la verità, non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale né di conferma né di smentita. Ma nei giorni scorsi è comparso un post nel quale lo stesso Pulcinelli parla, senza riferimenti espliciti alla panchina bianconera, di come a volte sia necessario cambiare. Ed inevitabilmente tutti hanno pensato alla situazione dell’Ascoli.

In attesa dell’ufficializzazione di un divorzio che sembra davvero scontato, c’è già il nome di quello che potrebbe essere il nuovo tecnico. Si tratta di Paolo Zanetti, in bianconero nell’ultima stagione di serie A dell’Ascoli, da due anni alla guida del Sudtirol. A Bolzano addirittura sono certi che la società bianconera ha già raggiunto l’accordo con Zanetti ed ora deve trovare l’accordo con la società altoatesina, visto che lo stesso Zanetti ha ancora un anno di contratto (e a Bolzano assicurano che non sono disposti a liberarlo gratis). L’ex giocatore dell’Ascoli nei due anni in Trentino ha ottenuto degli ottimi risultati, addirittura lo scorso anno in Lega Pro ha ottenuto il secondo posto nella stagione regolare e poi ai playoff è stato eliminato in semifinale dal Cosenza (che poi ha conquistato la promozione in serie B). Una grandissima stagione che gli è valsa la panchina d’oro per la Lega Pro 2018.

Quest’anno i risultati sono stati un po’ inferiori ma, nel complesso, è stata comunque una stagione positiva. Dopo il sesto posto in campionato, al primo turno dei playoff ha eliminato la Samb, per poi uscire al secondo turno contro il Monza in maniera beffarda (3-3 con gol subito al 90° e passaggio del turno per i brianzoli per la migliore posizione nella stagione regolare). Chi ha visto all’opera il Sudtirol parla di una squadra che gioca un gran bel campo, schierata in campo rigorosamente con il 3-5-2. Nei giorni scorsi, in alternativa a Zanetti, è stato fatto qualche altro nome, in particolare quello di Giuseppe Giannini.

Non ce ne voglia il “principe” ma sarebbe un azzardo difficile da comprendere e che solleverebbe non pochi dubbi sulle intenzioni della società se fosse davvero l’ex bandiera giallorossa a succedere a Vivarini (sempre ammesso che davvero la sua avventura in bianconero sia terminata). Ottimo regista in campo e giocatore di discreto livello, da allenatore praticamente non ne ha azzeccata una, a parte la parentesi positiva di Gallipoli. Discorso completamente diverso per quanto riguarda Zanetti. E’ vero che non ha alcuna esperienza della serie B (da allenatore), ma è considerato un tecnico emergente e di buon prospetto e si tratterebbe di una scommessa sicuramente meno azzardata.

Naturalmente a patto che la società gli metta a disposizione una rosa competitiva con la quale poter provare ad inseguire obiettivi più ambiziosi rispetto alla stagione che si è da poco conclusa. E qui inevitabilmente si torna al punto di partenza, cioè alle ragioni del divorzio (che sembra inevitabile) con Vivarini. L’allenatore abruzzese, dopo l’ultima partita a Crotone, aveva dichiarato di voler restare in bianconero ma con un progetto ambizioso, adeguata ad una piazza che Vivarini ha sempre ritenuto importante.

Non ci piace e non è nostra abitudine star dietro ai “si dice” e alle voci “ufficiose”, ma è chiaro che la cosa che più interessa ai tifosi bianconeri, più ancora del nome del nuovo allenatore, è capire se in qualche modo il divorzio sia stato determinato proprio dalla volontà del tecnico abruzzese di avere garanzie tecniche per il prossimo anno. Per questo è fondamentale che i vertici della società innanzitutto confermino ufficialmente quello che ormai è cosa nota a tutti (in caso contrario sarebbe grave il ritardo nello smentire le voci sul divorzio) e, soprattutto, che spieghino concretamente e seriamente le ragioni di questa decisione. Che, di fatto, una prima conseguenza importante già l’ha provocata (o, la provocherebbe).

Il fatto, cioè, di aver perso completamente quel vantaggio importante che era determinato dal poter programmare in anticipo e con calma le mosse per la prossima stagione. E’ chiaro che questo mese di vantaggio che c’era svanisce nel momento in cui si decide di cambiare la guida tecnica. Anche per questo è non meno importante che non si perda ulteriormente tempo per la scelta del nuovo allenatore. Se davvero la società è convinta di voler puntare su Zanetti si affretti a trovare un accordo con il Sudtirol.

In alternativa viri al più presto su un altro allenatore perché non c’è più tutto questo tempo perdere. Bisogna, infatti, operare degli importanti movimenti di mercato ed è fondamentale che il nuovo allenatore, chiunque esso sia, condivida e in qualche senso orienti le scelte tecniche. Prima tra tutte quella che riguarda Ninkovic, giocatore che può fare la differenza ma con un determinato schieramento, molto meno in un eventuale 3-5-2.

Nel caso in cui il nuovo allenatore volesse puntare proprio su quel modulo, il serbo potrebbe essere determinante per finanziare il mercato bianconero, a partire innanzitutto dall’acquisto di un paio di esterni di qualità. Scelte importanti, inevitabilmente legate al modulo che si vuole adottare, devono essere fatte in attacco, a partire dal destino di giocatori come Rosseti e Beretta che potrebbero anche essere utili e importanti, naturalmente a patto che si aggiunga ad Ardemagni un altro attaccante di categoria.

Decisive, però, saranno le scelte da fare in mezzo al campo per un reparto che, ormai non sembrano esserci molti dubbi, perderà due pedine importanti. Sicuramente Frattesi, per fine prestito, ma praticamente altrettanto certamente Addae che, se non ha firmato il nuovo contratto fino ad ora, è chiaro che difficilmente lo farà nei prossimi giorni. Al loro posto bisognerà prendere due centrocampisti di sicuro affidamento, naturalmente anche in questo caso sulle basi dei dettami tattici del nuovo allenatore.

Senza considerare che ci sono comunque da considerare le posizioni di Troiano e Cavion che sono sotto contratto ma che, per ragioni differenti, non hanno convinto al 100%. In altre parole c’è tantissimo da fare e il vantaggio di poter programmare con un mese di anticipo è di fatto stato cancellato. La nuova dirigenza al primo anno ha convinto e ha pienamente rispettato gli obiettivi che si era prefissata, quindi è giusto dargli fiducia. Ma ora è il momento di agire e di prendere determinate decisioni.

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