Mercato importante e tanti nuovi innesti per un Ascoli ambizioso


Per puntare in alto la società si affiderà ancora a Vivarini ma dovrà intervenire in maniera robusta sul mercato. Servono almeno 3 centrocampisti, un attaccante di livello e qualche scelta dolorosa nel reparto arretrato. Naturalmente a patto che Ninkovic resti…

Non che ci fossero molti dubbi in proposito (anche se qualcuno aveva male interpretato le dichiarazioni post Crotone dell’allenatore bianconero), ma ora c’è la certezza che l’Ascoli ripartirà da Vivarini. Il tecnico abruzzese si è meritato la riconferma per il buon lavoro svolto nel corso dell’ultima stagione e la sua permanenza, proprio alla luce delle dichiarazioni dopo l’ultima partita di campionato, è la conferma dei programmi ambiziosi della società per il prossimo anno.

Ascoli è una piazza molto importante, secondo me c’è bisogno di una squadra di vertice che abbia la forza di avere ambizioni. Se ci fosse questa possibilità rimarrei volentieri” aveva detto Vivarini. Il tecnico abruzzese è rimasto, quindi sulla carta l’obiettivo della società è quello di presentare una rosa e una squadra che possa quanto meno lottare per i playoff. Compito comunque non semplice perché i dirigenti bianconeri saranno chiamati ad un mercato importante, sia in fase di uscita che, soprattutto, in fatto di acquisti.

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Con innanzitutto il problema di rifondare quasi completamente il centrocampo. Reparto che vedrà la partenza sicura di Frattesi e Casarini (fine prestito) e quella ormai quasi certa di Addae a fine contratto (se non ha rinnovato fino ad ora è difficile pensare che possa restare). In pratica due terzi del centrocampo titolare e il principale rincalzo non ci saranno più. Se si considera, poi, il fatto che Troiano, per età e problemi fisici, ha già dimostrato di non poter garantire una stagione completa ad alto livello e che Cavion si è dimostrato troppo discontinuo, è sin troppo chiaro che il reparto è quasi interamente da ricostruire.

Servono almeno tre centrocampisti di livello, tra cui innanzitutto qualcuno con piedi buoni e visione di gioco in grado di far girare la squadra. Non è semplice perché profili del genere, adeguati per il campionato cadetto, non ce ne sono molti e, soprattutto, chi li ha in rosa difficilmente se ne priva. Un’occasione da sfruttare potrebbe essere rappresentata dai problemi del Palermo, se davvero la società siciliana dovrà disputare il campionato di Lega Pro potrebbe liberarsi un centrocampista del livello di Jajalo che sicuramente farebbe fare un salto di qualità notevole alla mediana bianconera.

Naturalmente oltre al centrocampo da rifondare l’altra grande incognita è rappresentata da Ninkovic. Se il fantasista serbo resta sarà opportuno costruire una squadra in grado di esaltarne le qualità e, altrettanto sicuramente, sarà inevitabile andare avanti con lo stesso modulo adottato da Vivarini nel corso di questa stagione. Se, invece, dovesse partire (ovviamente in caso di “proposta indecente”) allora innanzitutto la scelta da fare sarà quella relativo al modulo. Perché di trequartisti in grado di esaltare e rendere efficace il 4-3-1-2 non ce ne sono molti in circolazione. Uno di questi potrebbe essere Ciciretti che torna al Napoli per fine prestato ma che l’Ascoli potrebbe provare a trattenere, sempre nel caso di cessione di Ninkovic. In teoria ci sarebbe anche Chajia ma per certi verso sarebbe un azzardo partire puntando tutto sulla sua esplosione.

In alternativa, senza serbo, ci potrebbe essere un cambio di strategia, Vivarini potrebbe decidere di tornare al suo tradizionale 3-5-2- In tal caso ovviamente le strategia di mercato cambierebbero, nel senso che servirebbero almeno un paio di esterni in grado di spingere e rifornire adeguatamente le punte. Una delle quali sarà sicuramente Ardemagni, autentico trascinatore della squadra nelle partite disputate. Al suo fianco, però, dovrà arrivare quell’attaccante di livello che tanto sarebbe servito anche a gennaio. In realtà al momento il reparto avanzato è già abbastanza affollato. Oltre ad Ardemagni ci sono ancora Ngombo, Ganz, Beretta, Rosseti (mentre l’oggetto misterioso Keba Coly è tornato alla base).

I primi due, però, dovrebbero partire (anche se l’alto ingaggio di Ganz non aiuta), mentre discorso a parte andrebbe fatto per gli ultimi due. Beretta, dopo un inizio difficile, nella seconda parte di stagione è venuto fuori bene, prima che un infortunio lo mettesse fuori causa nelle ultime giornate. Rosseti, invece, il solito tributo agli infortuni e ai problemi fisici l’ha dovuto pagare nella parte iniziale del campionato. Poi, quando ha finalmente trovato un po’ di continuità, ha dimostrato il proprio valore e, soprattutto nel periodo in cui non c’era Ardemagni, ha dato un ottimo contributo alla causa. Entrambi potrebbero anche essere utili alla causa, ma come sostituti, per completare un reparto che, oltre ad Ardemagni, ha sicuramente bisogno di un innesto di valore.

Ovviamente in caso di partenza di uno dei due o, addirittura, di entrambi gli innesti in avanti dovrebbero essere più numerosi. Discorso più complesso, invece, per quanto riguarda il reparto arretrato. Con Lanni e Fulignati in porta i bianconeri sono ben coperti. Al centro della difesa dovrebbero restare Brosco, Valentini e Padella, mentre sulle fasce è probabile il rinnovo di Laverone e la conferma di Andreoni e D’Elia. Sulla carta non ci sarebbe molto da aggiungere, ancora più se la società decidesse di puntare anche su Quaranta. E se poi, come si vocifera, tornasse anche Rubin (che rientrerà al Foggia per fine prestito) il reparto numericamente sarebbe praticamente al completo.

Però qualche riflessione sarà opportuno farla perché i numeri dicono che l’Ascoli in questa stagione è stata la terza peggior difesa del campionato, in difficoltà soprattutto nella seconda parte della stagione. Inevitabile, quindi, l’interrogativo che ne consegue. Può una squadra che ha ambizioni dichiarate ripartire con lo stesso reparto arretrato che ha incassato ben 56 reti?

La risposta appare scontata, così come inevitabilmente bisognerà operare qualche scelta dolorosa per rinforzare un reparto che, nella seconda parte del campionato, si è rivelato il vero punto debole dei bianconeri.

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