La domenica del villaggio


Obiettivo zero associazioni sportive per Fioravanti e Brugni, il candidato di FdI esperto in reati, Di Maio nuovo patrono di Bari, un unico indiziato per il furto del pupazzetto di Salvini, Francesco D’Uva “genio della settimana”, Salvini-Isoardi come Cocco e Drilli

Con l’avvicinarsi delle elezioni comunali, ad Ascoli entra sempre più nel vivo la campagna elettorale. Con il candidato sindaco Fioravanti, insieme all’assessore Brugni, che si propongono di liberare la città dalla presenza di qualsiasi associazione sportiva, mentre in tema di possibili accordi elettorali con il Pd siamo al “bue che disse cornuto all’asino”. Grande protagonista della settimana Luigi Di Maio, folgorato sulla via… dello spread e in procinto di diventare il nuovo patrono di Bari. Intanto si scatena la caccia al ladro del puppazetto di Zorro di Salvini, con un unico sospettato. La vicenda della mancata riduzione dell’Iva sugli assorbenti ci consente di scoprire un vero “genio” della politica italiana, il deputato grillino Francesco D’Uva. Que­sto e mol­to al­tro nel tra­di­zio­na­le ap­pun­ta­men­to de “La do­me­ni­ca del vil­lag­gio”.

La promessa di Fioravani-Brugni: obiettivo zero associazioni sportive! Si avvicinano le elezioni comunali (domenica 26 maggio) ed impazza nel capoluogo piceno la campagna elettorale più surreale e imbarazzante degli ultimi decenni. Nella quale, in particolare, si assiste con sconcerto al fatto che chi amministra la città da 20 anni promette di fare nei prossimi 5 tutto quello che non ha fatto nei precedenti 20. “miracoli” tipici della campagna elettorale. Solo che, nella smania di promettere di tutto e di più, in alcuni casi si rischia il paradosso che qualche promessa in realtà suoni più come una sorta di minaccia. Come è accaduto in occasione della presentazione della lista “Noi di Ascoli” di Massimiliano Brugni, con l’assessore allo sport e il candidato sindaco Fioravanti che nel presentare alcuni punti (promesse) del programma elettorale ovviamente hanno sottolineato come “per quanto riguarda lo sport proseguiremo ciò che abbiamo portato avanti in questi anni, è stato fatto un grande lavoro”.

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Senza parlare degli enormi problemi irrisolti (in alcuni casi peggiorati) per quanto riguarda gli impianti sportivi, dal 2014 ad oggi grazie anche al “gran lavoro” dell’amministrazione comunale sono scomparse ad Ascoli due storiche discipline sportive (baseball e pallanuoto) e si è dimezzato il numero delle associazioni sportive cittadine (da 150 a 78). Ammesso che Fioravanti venga eletto sindaco, proseguendo l’opera iniziata in questi anni nel 2024 potremmo avere una città finalmente liberata dalle associazioni sportive e da quasi tutte le discipline sportive…

Ammiccamenti elettorali al Pd, il bue disse cornuto all’asino… per A rendere ancora più calda la penosa campagna elettorale nel capoluogo piceno e lo scontro tra i due schieramenti di centrodestra (in particolare tra quegli esponenti che fino a pochi giorni fa governavano insieme la città) ci ha pensato un improvvido post dell’ex assessore Claudio Travanti (schierato con Celani) che lodava il sindaco uscente di Folignano Angelo Flaiani. Che, per le elezioni del 26 maggio del proprio comune, fa parte della lista civica che appoggia il candidato sindaco Matteo Terrani del Pd. Tanto è bastato per far scatenare gli esponenti del centrodestra che appoggiano Fioravanti che hanno subito sfruttato l’occasione per accusare Celani di “flirtare” in qualche modo proprio con il Pd.

Tra i più scatenati l’assessore Massimiliano Brugni che, con un post su facebook, ha subito ironizzato. “Eppoi succede che l’amico Claudio in un eccesso di buona volontà sveli tutti i piani” scrive Brugni. Nella realtà, però, al di là delle illazioni e delle costruzioni forzose tipiche della campagna elettorale, i fatti dicono che tre autorevoli esponenti (qualcuno fino a pochi mesi fa) del Pd ascolano sono candidati proprio in appoggio a Fioravanti. In altre parole siamo alla solita storia del “bue che disse cornuto all’asino…”

La sicurezza al primo posto per il candidato di FdI “esperto” in reati. Ora che Salvini di fatto gli ha “rubato” i propri cavalli di battaglia, Fratelli d’Italia cerca disperatamente di recuperare un proprio spazio riproponendo gli slogan che hanno portato tanti voti e tanta popolarità al leader della Lega. Così nella campagna elettorale di Fidenza uno dei candidati di punta del partito della Meloni, Riccardo Sala, si è presentato annunciando di voler mettere al primo punto del suo programma il tema della sicurezza. “Sono candidato perché voglio fare in modo che anche Fidenza possa ritornare ad essere sicura” ha annunciato.

Nulla di strano (a parte il fatto che chi la conosce bene fatica a pensare a Fidenza come una sorta di “Bronx”…), se non fosse per un piccolo particolare. Dal certificato penale che ogni candidato è obbligato a presentare, emerge come Sala abbia commesso decine di reati, per alcuni dei quali già è stato processato: furti in abitazioni, incendio, porto d’armi, ecc. Come è scoppiato lo scandalo, Fratelli d’Italia ha subito annunciato il ritiro della sua candidatura. Un peccato, perché se magari fosse stato eletto consigliere comunale chissà, magari avrebbe avuto meno tempo per commettere reati e Fidenza sarebbe davvero tornata ad essere sicura…

Di Maio folgorato sulla via dello spread… Con l’avvicinarsi dell’appuntamento con le elezioni europee, lo scontro (quanto reale lo vedremo dal 27 maggio in poi) tra M5S e Lega e, soprattutto, tra Salvini e Di Maio diventa sempre più rovente e si estende praticamente in qualsiasi campo. Martedì 14 maggio, ad esempio, il leader della Lega ha rilanciato uno dei temi che utilizza sempre in campagna elettorale (tanto gli italiani la memoria non sanno neppure cosa sia…), cioè il deficit e la possibilità di infrangere il tetto del 3%. “Il tetto del 3% nel rapporto tra deficit e Pil non solo si può ma si deve sforare” ha dichiarato il vicepremier del Carroccio. Pochi minuti e, puntuale, è arrivata la replica del vicepremier del M5S, Luigi Di Maio.

Salvini è un irresponsabile – accusa il leader grillino – con le sue sparate fa aumentare lo spread con tutte le pesanti conseguenze che ne derivano”.  Giustissimo e condivisibile. Peccato, però, che meno di un anno fa (28 ottobre 2018) lo stesso Luigi Di Maio aveva idee leggermente differenti, al punto da ritenere lo spread solamente una montatura. “E’ tutta una montatura dietro alla quale si trincera chi non vuole il cambiamento – affermava il leader del M5S – questa storia dello spread è solo un modo per terrorizzare i cittadini”. Ne consegue che, a meno che anche lui non faccia parte di coloro che non vogliono il cambiamento, evidentemente Di Maio è stato folgorato sulla via dello spread…

Caccia al ladro del pupazzetto di Zorro, un unico sospettato… Ci sono libri che sono destinati a cambiare il destino di un paese. E uno di questi è sicuramente “Io sono Matteo Salvini” di Chiara Giannini. In particolare il primo capitolo, dal titolo sin troppo emblematico “Un fenomeno chiamato Salvini”. “Il suo – scrive Chiara Giannini – è il cognome più cliccato su Google in Italia: è l’uomo più desiderato dalle donne dello Stivale (e questo non depone certo in favore delle donne italiane…) anche, di nascosto, da quelle di sinistra, malgrado non abbia propriamente la faccia del latin lover. C’è chi pagherebbe oro per vederlo nella quotidianità della vita privata (non serve pagare neanche un centesimo, basta avere twitter o facebook…) o solo per prenderci un caffè (…), ha toccato il cuore della gente con quella naturalezza che solo chi parla senza aver paura può avere. Di ingiustizie, nella vita, ne ha subite anche lui, sin da piccolo, quando racconta ironicamente che all’asilo gli rubarono il pupazzetto di Zorro”.

Sorvolando, per decenza, su tutto il resto, inevitabilmente l’attenzione di tutti si è concentrata sul pupazzetto di Zorro. Da giorni, infatti, tutto il paese è mobilitato alla caccia del ladro del pupazzetto. Alla fine, però, sembra che l’autore del furto che ha cambiato il destino dell’Italia sia stato scoperto e sia stato comunicato a Salvini dal presidente del Consiglio Conte. Si tratta di un 33enne di Avellino, che non ha completato gli studi di Giurisprudenza, che in gioventù vendeva le bibite sui gradoni del San Paolo e che da qualche tempo sembrerebbe che si occupi di politica…

Di Maio nuovo “patrono” di Bari. Altro che Movimento 5 Stelle in crisi e in perdita di consensi, come farebbero pensare tutti gli ultimi sondaggi. Il mondo del web e dei social che ruota intorno al M5S è mobilitato per dimostrare che la realtà è ben diversa da quella che stanno cercando di far credere i soliti giornalisti. E l’occasione migliore per evidenziare che in realtà è esattamente il contrario è arrivata domenica 12 maggio quando il vicepremier e leader grillino Luigi Di Maio si è recato a Bari. E’ bastata la semplice notizia è migliaia di baresi si sono riversati nelle strade cittadine, almeno stando a quanto riportato da alcuni siti “grillini”. Qualcuno dei quali ha pubblicato anche la folla oceanica che, per l’occasione, si è riversata sul lungomare Nazzario Sauro, con tanto di commenti trionfalistici.

Baresi che scendono in piazza per ascoltare ed elogiare Luigi Di Maio e tutto il Movimento 5 Stelle – scrive ad esempio la pagina facebook “Movimento del Cambiamento  – fosse così saremmo la nazione migliore del mondo”. “Il vento del cambiamento scende in piazza. Vota M5S” si legge sulla pagina del M5S di Bellaria. Peccato che, in realtà, quella foto è stata scattata qualche giorno prima, esattamente l’8 maggio, in occasione della festa di San Nicola (patrono della città di Bari). E che quella folla oceanica è radunata sul lungomare per lo spettacolo delle “Frecce tricolori”, i 10 aerei della Pattuglia acrobatica Nazionale, nessuno dei quali (almeno fino a poco tempo fa) è pilotato da Luigi Di Maio…

Dagli assorbenti alle coppette: a Francesco D?Uva il premio “genio della settimana”. Una delle polemiche delle settimane ha riguardato gli assorbenti che nel nostro paese continuano ad essere considerati un bene di lusso, almeno per quanto riguarda l’Iva. Basterebbe pensare che l’aliquota del 22% si applica, appunto, agli assorbenti ma non al tartufo per rendersi conto dell’assurdità. Eppure nei giorni scorsi la maggioranza ha respinto alla Camera una mozione che proponeva di abbassare l’iva sugli assorbenti dal 22 al 10%.

Il giorno successivo, nel corso della trasmissione “Omnibus” su La7 la conduttrice Gaia Tortora ha chiesto spiegazioni in proposito al deputato del M5S Francesco D’Uva. “Noi siamo anche per l’ambiente, non vogliamo andare sugli assorbenti usa e getta. Ci sono altre soluzioni, come la coppetta o il pannolino lavabile, come quello per i bambini” ha risposto il parlamentare grillino. Superfluo ogni ulteriore commento.

Salvini-Isoardi come Cocco e Drilli. Per motivi sinceramente misteriosi (o che almeno ci sfuggono), nel corso della settimana è tornata al centro dell’attenzione la storia d’amore tra Elisa Isoardi e Matteo Salvini, conclusasi da qualche mese. Per opera della conduttrice de “La prova del cuoco” che, dopo aver svelato che nella famosa foto in cui si vedono entrambi a letto, il vicepremier non dormiva, ha poi rilasciato una lunga intervista a “Il Venerdì” di Repubblica nella quale ha svelato diversi particolari del loro rapporto. “La nostra storia d’amore è iniziata nel 2013, lui mi chiamava Iso io lo chiamavo Sal” ha confessato l’Isoardi facendo tornare alla mente la famosa canzone dello Zecchino d’Oro “Cocco e Drilli” (“erano innamorati i due coccodrilli, lei lo chiamava Cocco lui invece Drilli…”). “Avevamo molti argomenti – ha aggiunto – le politiche agricole, la Coldiretti. Soprattutto, però, ci hanno unito le quote latte”. Ci fermiamo qui, per decenza è davvero impossibile aggiungere altro…

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