Ninkovic e Vivarini i primi nodi da sciogliere per il futuro dell’Ascoli


Pulcinelli ha ribadito di voler continuare con Vivarini ma alcune affermazioni dell’allenatore dopo Crotone hanno sollevato qualche dubbio, probabilmente eccessivo. Ninkovic potrebbe essere l’uomo mercato ma anche il giocatore intorno al quale ricostruire la squadra

E’ sicuramente indiscutibile che si poteva e si doveva chiudere meglio. Non tanto contro Brescia e Palermo, quando erano arrivate due sconfitte comunque al termine di due partite decorose, quanto nella trasferta di Crotone nella quale l’Ascoli praticamente non ha giocato. Era doveroso avere un differente atteggiamento innanzitutto per quel profondo rispetto per la maglia che non deve mai mancare. E, poi, perché altre squadre che non avevano nulla da chiedere nell’ultima giornata hanno fatto ampiamente la propria parte.

Ma se è giusto sottolineare la vacanza anticipata dei bianconeri, sarebbe ora ridicolo rivedere giudizi e prospettive sulla base della brutta prestazione di Crotone. Come abbiamo più volte evidenziato, l’Ascoli chiude la stagione con la soddisfazione per aver ampiamente centrato l’obiettivo iniziale ma con un po’ di rimpianti per quello che poteva essere e per aver avuto un girone di ritorno non all’altezza del primo, con un rendimento addirittura da playout (appena 19 punti conquistati, quart’ultimo posto nel girone di ritorno). E proprio partendo dall’analisi di cosa non è andato nella seconda parte del campionato che si deve partire per iniziare a programmare la nuova stagione.

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Il dato sui gol subiti nel girone di ritorno (34, quasi 2 a partita) è sin troppo emblematico ed evidenzia un chiarissimo problema di solidità difensiva che c’era nel girone di andata e che è svanita nella seconda parte della stagione. E’ chiaro, quindi, che bisogna partire dalla difesa per rinforzare la squadra. Il paradosso è che per gran parte della stagione e nelle pagelle di fine anno i difensori bianconeri hanno avuto voti sempre piuttosto alti. E se è vero che comunque la fase difensiva coinvolge tutta la squadra, è altrettanto innegabile che di fronte ad un simile bottino di gol subiti qualche riflessione sul rendimento e sull’affidabilità del pacchetto arretrato deve essere fatta, considerando anche che sono tutti concordi nel sostenere che, nelle ultime partite, in assoluto il migliore dell’Ascoli è stato il portiere Lanni.

Al di là degli interventi necessari reparto per reparto, però, è chiaro che al momento i due principali nodi da risolvere per la prossima stagione riguardano Vivarini e Ninkovic.  La società ha sempre affermato che si prosegue con Vivarini, lo stesso Pulcinelli dopo la partita con il Palermo lo ha ribadito. Non ci dovrebbero essere dubbi in proposito ma le parole dell’allenatore bianconero dopo la partita di Crotone hanno fatto scattare l’allarme. In realtà a ben vedere l’allenatore bianconero non sembra aver detto nulla di particolare.

Ascoli è una piazza molto importante – ha affermato – secondo me c’è bisogno di una squadra di vertice che abbia la forza di avere ambizioni diverse, quindi c’è la necessità di lavorare sotto questo aspetto, se ci fosse questa possibilità rimarrei volentieri”. La società, Pulcinelli in particolare, ha sempre detto che per l’anno prossimo si alza l’asticella, gli obiettivi dovranno necessariamente essere più ambiziosi. Quindi sembra che ci sia unità di intenti, almeno in apparenza.

Se poi, come ha ipotizzato qualcuno, con quelle affermazioni Vivarini aveva intenzione di lanciare qualche messaggio alla società non lo sappiamo. Crediamo, però, che l’allenatore non ne avrebbe bisogno, visto che inevitabilmente nei prossimi giorni si incontrerà con lo stesso Pulcinelli e con il direttore sportivo per iniziare a programmare il futuro dell’Ascoli e in quell’occasione avrebbe la possibilità di chiarire ogni eventuale dubbio.

Allo stesso modo è altrettanto evidente che se la società, come ripete da sempre, ha così fiducia in Vivarini e lo ritiene l’allenatore giusto per puntare ad obiettivi più ambiziosi necessariamente dovrà seguire le sue indicazioni nella programmazione della squadra per il prossimo anno. Partendo, appunto, dal discorso che riguarda Ninkovic.

Il serbo è indiscutibilmente il giocatore di maggior talento della rosa dei bianconeri ed anche l’unico giocatore con il quale si potrebbe eventualmente fare cassa,  ottenere i soldi necessari per poter operare sul mercato. Quindi la prima e più importante scelta da fare è decidere se tenere comunque Ninkovic e se prendere in considerazione l’ipotesi di lasciarlo andare, ovviamente di fronte ad un’offerta economica importante.

La decisione, se davvero Vivarini resterà alla guida dei bianconeri, potrebbe essere condizionata anche dalle scelte tecniche dell’allenatore bianconero che quest’anno, vista la rosa a disposizione, alla fine ha deciso di abbandonare il suo fedele 3-5-2 per un modulo che prevedeva la presenza del trequartista, anche per esaltare al meglio le caratteristiche di Ninkovic. Non che ci fossero dubbi, ma nel proseguo del campionato si è avuta la conferma che il serbo rende al meglio in quella posizione che gli permette di svariare, con una certa libertà, su tutto il fronte di attacco e che, pur avendo le caratteristiche per adattarsi, rende meno se schierato da seconda punta.

E’ chiaro, perciò, che se la società facesse il sacrificio (economico) di tenere Ninkovic la squadra intorno dovrebbe essere costruita in maniera da esaltare al meglio le qualità e le caratteristiche del fantasista serbo. In caso contrario con i soldi della sua cessione Vivarini potrebbe innanzitutto chiedere quegli esterni che sono così importanti nel suo 3-5-2. E’ fondamentale che questi due nodi siano sciolti al più presto possibile, in modo da avere tutto il tempo necessario per partire subito per programmare al meglio la nuova stagione, a partire da un mercato che comunque sarà complicato per la società bianconera.

Quest’anno, sia nel complicato mercato estivo che, ancora più, in quello di gennaio qualcosa si è sbagliato. Sono, ad esempio, arrivati in bianconero giocatori che, per un motivo o per un altro, praticamente neppure si sono visti (Keba Coly, Ingrosso, Valeau, Iniguez). Se si vuole puntare a qualcosa di più ambizioso ovviamente non si possono commettere errori e quindi bisognerà avere da subito le idee chiare su dove e come intervenire.

Anche in considerazione del fatto che, tra fine prestito e mancati rinnovi; è più che probabile che se ne vadano anche giocatori importanti (Addae, Frattesi, Rubin, Ciciretti, Casarini). Rispetto all’ultimo anno, la società bianconera ha il grosso vantaggio di poter programmare con largo anticipo e senza nubi all’orizzonte. Un’opportunità da sfruttare nel migliore dei modi…

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