La farsa è finita! Forse…


Come avevamo previsto 8 mesi fa, sabato 4 maggio in occasione dell’ultima partita di campionato si apre la nuova tribuna est. Che ancora ha bisogno di alcuni interventi per essere completata ma quella contro il Palermo è l’ultima occasione prima delle elezioni…

Tutto come previsto. Non siamo dei veggenti e tanto meno siamo dotati di poteri divinatori. Però quale sarebbe stato l’ultimo atto (almeno per quanto riguarda l’era Castelli) di questa vergognosa telenovela lo avevamo previsto e scritto 8 mesi fa, esattamente il 25 settembre 2018 nell’articolo “La nuova tribuna est? Per il Comune sarà pronta il 31 dicembre 2020!”.

 “Non bisogna, infatti, dimenticare che a maggio 2019 c’è un appuntamento che può cambiare il finale di questa imbarazzante storia: le elezioni comunali. Conoscendo il sindaco Castelli e gli assessori della sua giunta siamo pronti a scommettere che, comunque vada, prima di quelle elezioni ci sarà l’inaugurazione o quanto meno l’apertura ai tifosi della nuova tribuna est. Magari in occasione della partita con il Venezia in programma il lunedì di Pasqua (22 aprile) o, meglio ancora, in occasione dell’ultima uscita casalinga della stagione contro il Palermo (4-5 maggio), a pochi giorni dalle elezioni. A pensarci bene, se fossimo nei panni dei bookmakers, non accetteremmo scommesse su quest’ultima data…”.

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Sembrava una provocazione, in tanti (soprattutto tra gli esponenti della maggioranza…) si affannarono a sostenere che non sarebbe mai potuto accadere una cosa del genere, anche se l’esperienza di questi 10 anni di amministrazione Castelli avrebbe dovuto consigliare il contrario. Eravamo certi già allora e, guarda il caso, i fatti non ci hanno certo smentito.

Con il Palermo l’ultima occasione prima delle elezioni

Da giorni filtravano certe indiscrezioni, poi martedì 30 aprile è arrivata la conferma da parte dell’Ascoli. Prima l’addetta stampa bianconera Valeria Lolli con un breve e stringato messaggio (“Sabato aperta la tribuna est Mazzone”), poi il comunicato pubblicato sul sito della società bianconera. Nel quale si spiega che, in occasione dell’ultima partita casalinga della stagione (contro il Palermo), “gli abbonati della curva sud si trasferiranno nella nuova sezione dello stadio”.

Dal Comune, invece, dopo 4 anni di proclami, tutti puntualmente smentiti dai fatti, non arriva nessuna comunicazione. Forse perché bisognerebbe anche spiegare il senso di un’apertura decisa “in fretta e furia” nonostante l’intervento non sia stato completato. Per la verità non che ci sia bisogno di alcuna spiegazione, è tutto così terribilmente chiaro. Quella con il Palermo è l’ultima opportunità utile prima delle elezioni e, in una campagna elettorale già da settimane paradossale e folle, sindaco e assessori non hanno voluto lasciarsi sfuggire questa occasione. Soprattutto dopo che, con gli ultimi risultati, i playoff sono praticamente svaniti.

Nessuna sorpresa, quindi, anche se qualcuno si era illuso e auspicava un rigurgito di dignità da parte dell’amministrazione comunale, sperando, per decenza, che si scegliesse correttamente di attendere l’avvio della prossima stagione per riaprire e inaugurare sul serio la nuova struttura, magari definitivamente e del tutto completata. Naturalmente non siamo tra questi, anzi, saremmo stati decisamente sorpresi del contrario.

Il singolare comportamento dell’Ascoli

Piuttosto ci sorprende un po’ di più, anzi sarebbe più giusto dire continua a sorprenderci, lo strano comportamento che continua a tenere in questa vicenda l’Ascoli e, in particolare, il presidente Tosti.

A scanso di equivoci (perché quando si parla di calcio e, soprattutto, dell’Ascoli c’è sempre chi è pronto ad equivocare…), alla nuova società che è subentrata a Bellini in estate vanno dati i giusti meriti per aver riportato quell’entusiasmo intorno all’Ascoli che negli ultimi anni era scemato. Non solo, a loro va dato anche il merito di aver riportato i bianconeri in posizioni più consone al proprio blasone, costruendo un gruppo (giocatori e allenatore) che, dopo anni di sofferenze e di salvezze sul filo di lana, ha guadagnato la permanenza in serie B con largo anticipo.

Non si può che applaudire la nuova società e la nuova dirigenza il cui unico neo, però, è l’incomprensibile atteggiamento tenuto nella telenovela della tribuna est, in particolare dal presidente Tosti. Che sin dall’inizio si è prestato a fare da spalla alle “sparate” del sindaco. Basterebbe ricordare quel “ringraziamo il Comune per quello che ha fatto per la ricostruzione della tribuna est, il sindaco ci ha assicurato che a gennaio sarà pronta” con cui si è presentato nel giorno dell’insediamento della nuova società, poi ribadito a novembre (nel corso dei festeggiamenti per i 120 anni dell’Ascoli) quando tutti, anche i muri, sapevano già che gennaio 2019 era l’ennesima data “farlocca” buttata lì a caso dal primo cittadino.

Ci sarebbe da aggiungere che, a giudicare da quanto si legge sui social, in tanti non hanno preso benissimo il comportamento dell’Ascoli in questa caso (qualcuno addirittura ha parlato di “marchetta”), anche per la scelta di spostare lì solo gli abbonati della curva sud, con tanti saluti a chi ha speso di più (distinti est) e si trova doppiamente beffato. Particolari, sicuramente non irrilevanti, ma che quasi sbiadiscono di fronte alla portata complessiva di quella che non è per nulla azzardato considerare una delle pagine più vergognose della storia del Comune di Ascoli.

Con Rozzi 90 giorni, con Castelli 4 anni

In una sorta di legge del contrappasso, quel Del Duca che oltre 40 anni fa in appena 90 giorni venne ampliato e portato da 15 mila a 40 mila posti (con Costantini Rozzi), ora ha dovuto attendere 4 anni per vedere realizzato (per la precisione, demolito e ricostruito) un unico settore dello stadio. E se è vero che quelli di Rozzi erano altri tempi, sotto ogni punto di vista, è altrettanto innegabile che anche attualmente nel resto del paese per fare interventi simili a quello del Del Duca ci si impiega non più di qualche mese (a Ferrara, dopo la promozione in serie A, hanno impiegato 4 mesi).

Era il marzo 2015 quando, in seguito ai risultati di alcune analisi effettuate su tutta la struttura, l’amministrazione comunale decise di bloccare l’intervento per il rifacimento della curva sud, dirottando il mutuo da 2,5 milioni di euro sulla tribuna est, il settore secondo quelle analisi più a rischio.

Il successivo maggio, nella conferenza stampa dopo la sconfitta nei playoff contro la Reggiana, l’allora presidente bianconero Bellini svelava che “il sindaco mi ha confermato che allo stadio i lavori inizieranno tra un mese, mentre i tecnici comunali mi hanno assicurato che la tribuna sarà pronta tra 3 mesi. Io, visto come vanno le cose da queste parti, mi accontenterei che fosse pronta per fine anno”. Allora fu criticato per la scarsa fiducia dimostrata nei confronti dell’amministrazione comunale, oggi possiamo dire che invece era immotivatamente fin troppo ottimista. Sappiamo poi come è andata, almeno sino ad un certo punto.

Il mistero della 31 dicembre 2020 come data di fine lavori

I lavori per la demolizione della tribuna partiranno solo dopo mesi, mentre bisognerà attendere 16 mesi (agosto 2016) per la stipula del contratto di appalto tra il Comune e l’Ati aggiudicatario dell’intervento di ricostruzione. Poi, con anche il terremoto di mezzo, quello che già era un ritardo clamoroso via via si è trasformato in un’indecente e vergognosa telenovela, con i ripetuti annunci del sindaco che, di tanto in tanto, forniva una data della fine dei lavori, puntualmente poi non rispettata.

Intanto, però, grazie proprio a quell’articolo del 25 settembre 2018, si scopriva che nell’obbligatoria comunicazione che, per ogni opera pubblica, bisogna fare alla Banca dati delle amministrazioni pubbliche del ministero del tesoro, il Comune di Ascoli per la realizzazione della tribuna est aveva previsto di impiegare complessivamente “5 anni, 11 mesi e 30 giorni”, fissando come data per la conclusione dell’intervento il 31 dicembre 2020.

Quindi, paradossalmente, si potrebbe addirittura sostenere che siamo in largo anticipo rispetto alle previsioni… Tornando seri, la riapertura di sabato prossimo della tribuna per altro rende evidente una delle tante “bufale” raccontate in questi anni dal sindaco. Che nel gennaio 2017, per giustificare l’ennesima scadenza non rispettata, tirò fuori dal cilindro un improbabile terzo stralcio di intervento (nel progetto approvato e messo a gara dal Comune si è sempre parlato di 2 stralci).

La moltiplicazione dei costi e degli stralci

Il terzo stralcio – spiegava allora Castelli – è necessario per avere la piena agibilità che la nuova complicatissima normativa sulla sicurezza degli stadi ha reso così complessa e con tempo così lunghi per ottenerla”. Le norme non sono cambiate da allora, ma non sembrano certo prevedere tempi così lunghi, anzi.

Tanto che la tribuna addirittura apre senza neppure che l’intervento sia del tutto completato… Potremmo andare avanti a lungo per ricordare tutte le “panzane” raccontate in questi 4 anni intorno alla telenovela tribuna est. Non è il caso e non è il momento, piuttosto sarebbe invece opportuno che, vista l’imminente riapertura, il sindaco e l’amministrazione trovassero il coraggio di fare dopo 4 anni un’operazione verità.

Spiegando come e perché (seriamente, non raccontando favolette…) ci sono voluti 4 anni per concludere (e in realtà ancora non si è concluso) un intervento che doveva svolgersi in pochi mesi, come è avvenuto in altri luoghi nel nostro paese. E, soprattutto, facendo definitivamente chiarezza sugli stralci e sui relativi costi dell’intervento. Che in origine, secondo il progetto andato a gara, doveva costare 2,5 milioni di euro e comporsi di 2 stralci (demolizione e ricostruzione).

Oggi, sulla base di quanto scritto mesi fa dal dirigente comunale (in risposta ad un’interrogazione del consigliere di Ameli) siamo arrivati almeno a 5 stralci e, ad essere prudenti, il costo è quanto meno raddoppiato. Sarebbe un bel gesto, che certamente non cancellerebbe la vergogna di questi 4 anni, ma almeno sarebbe il modo migliore per Castelli per concludere degnamente i suoi 10 anni di sindaco.

Sbaglieremo, ma siamo abbastanza convinti che per avere un briciolo di chiarezza su questa incredibile vicenda bisognerà forse attendere il nuovo sindaco e la nuova amministrazione…

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