“Doppietta” e spettacolo, scatto decisivo dell’Ascoli


Le due vittorie in 5 giorni chiudono il discorso salvezza per la formazione bianconera. Apparsa in gran spolvero con il Pescara, soprattutto nel secondo tempo, trascinata dalle giocate di Ninkovic e Ciciretti. Decisive le mosse di Vivarini, sugli scudi Casarini e Rubin

Una settimana dopo è cambiato tutto per l’Ascoli. Sette giorni fa, dopo l’ennesima rimonta subita in casa (2-2 con il Benevento) c’era una comprensibile apprensione in vista di due impegni difficili in 5 giorni che avrebbero potuto, nel malaugurato caso fossero andati male, complicare il finale di stagione. Invece sono arrivate due importanti e meritatissime vittorie, quella di domenica con il Pescara accompagnata anche da una prestazione di altissimo livello (soprattutto nella ripresa), che di fatto hanno chiuso il discorso salvezza, aprendo una piccolissima porta in chiave playoff.

La classifica parla chiaro, grazie alle due vittorie i bianconeri sono saliti al decimo posto, con 9 punti di vantaggio dalla zona playout e a 5 punti dall’ottavo posto del Perugia (zona playoff), con il Cittadella settimo che ha un punto in più. Davanti all’Ascoli c’è lo Spezia che sarà il prossimo avversario della formazione di Vivarini. Senza troppi giri di parole, una vittoria in Liguria potrebbe aprire scenari impensabili e rendere il finale di campionato davvero interessante, anche in considerazione degli impegni difficili di Perugia e Cittadella (a Pescara e a Salerno).

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E’ altrettanto evidente che solo in caso di vittoria sul campo dello Spezia si potrebbe coltivare una piccola speranza, qualsiasi altro risultato non lascerebbe spazio ad altro che alla conquista più rapida possibile della matematica certezza della salvezza. Va detto, per altro, che il calendario dell’Ascoli nelle ultime 6 giornate è davvero difficile, con 4 partite in trasferta (dopo Spezia proprio in casa del Cittadella, con la capolista Brescia e chiusura a Crotone) e 2 in casa (con il Venezia di Cosmi e il Palermo).

Servirebbe un piccolo miracolo, onestamente sembra quasi impossibile ma la formazione di Vivarini ha il vantaggio di non aver nulla da perdere e di poter giocare con la consapevolezza che comunque l’obiettivo di inizio stagione è praticamente raggiunto. Se poi i bianconeri riuscissero a ripetersi ai livelli di domenica contro il Pescara allora nessuna di quelle partite sarebbe chiusa. Non crediamo di esagerare ma a nostro avviso nel secondo tempo contro gli abruzzesi probabilmente si è vista la migliore edizione dell’Ascoli, sicuramente del 2019 ma probabilmente di tutta la stagione.

In altre partite, nel girone di andata, la squadra aveva convinto e impressionato per compattezza, attenzione e determinazione. Domenica nei secondi 45 minuti di gioco ha impressionato per qualità di gioco, per la capacità di arrivare con frequenza alla conclusione e per l’incredibile numero di occasioni da gol costruite. Il tutto senza concedere praticamente quasi nulla agli avversari, ad eccezione di quel colpo di testa al 92° di Capone che avrebbe potuto rovinare tutto.

Senza esagerazioni, nella ripresa l’Ascoli ha costruito 5 nitide e importanti palle gol (la traversa e il tiro ravvicinato di Ninkovic, su splendido assist di Rubin, le due occasioni con Ciciretti, la straordinaria conclusione di Ardemagni salvata con un grande intervento da Fiorillo) oltre ad almeno un altro paio di situazioni molto pericolose (l’affondo sulla sinistra di Rubin sul cui cross Scognamiglio ha anticipato Ardemagni, la conclusione debole e centrale di Cavion da posizione favorevole dentro l’area). L’appunto che si può muovere, a voler essere pignoli, è che alla fine il gol decisivo sia arrivato su rigore (per altro ineccepibile).

Ma, al di là del numero delle opportunità, è come quelle occasioni sono state costruite. Splendide giocate di squadra alternate a giocate di qualità dei singoli. L’azione poi conclusa con il tiro di Ninkovic, praticamente a colpo sicuro, di un niente fuori è da manuale del calcio nello sviluppo, impreziosita poi dal dribbling e dall’assist di Rubin (che gran bella scoperta, un giocatore di quel livello sembra addirittura sprecato per la serie B) di esterno.

Il lancio di 40 metri con cui Ninkovic pesca Ardemagni, l’invenzione del fantasista serbo che colpisce la traversa, certe ubriacanti discese di Ciciretti sono giocate di altissima qualità che sono giocatori di un certo spessore tecnico sono in grado di fare. E poi la capacità di verticalizzare rapidamente l’azione che, inevitabilmente, non può che esaltare le qualità dei due fantasisti bianconeri.

Qualcosa si era visto già a Padova, nel secondo tempo con il Pescara si è avuta la conferma. Se Casarini è a questi livelli è il giocatore ideale in mezzo al campo per far girare al meglio la squadra e, soprattutto, con le sue rapide verticalizzazioni esaltare le qualità di Ciciretti e Ninkovic. Che nel secondo tempo di domenica per la prima volta in concreto hanno fatto vedere come non solo possono coesistere ma, addirittura, in determinate condizioni possono diventare devastanti.

Nel primo tempo  era piaciuto Ciciretti, molto meno Ninkovic un po’ condizionato dalla posizione dell’altro fantasista. Nella ripresa Vivarini ha spostato il fantasista romano più sulla destra (già sul finire del primo tempo lo aveva fatto e, non a caso, da lì era arrivata l’azione del rigore) e anche il serbo è salito in cattedra. Come detto determinante è stato poi l’inserimento di Casarini che già a Padova era stato tra i migliori e aveva fatto vedere che stava tornando quel centrocampista centrale di livello che abbiamo ammirato negli anni passati.

Per questo sinceramente lo aspettavamo nell’undici di partenza anche contro il Pescara, anche se possiamo comprendere la decisione di Vivarini di partire con capitan Troiano (che, però, ha confermato di non essere brillantissimo). L’allenatore bianconero è stato però bravo e tempestivo ad inizio ripresa a mettere dentro Casarini, il cui ingresso ha trasformato l’Ascoli, soprattutto in fase di costruzione di gioco. E’ vero che, per il tipo di gioco che pratica, il Pescara è una squadra che comunque lascia giocare gli avversari e, quindi, per certi versi può aver facilitato i bianconeri ad esprimersi a certi livelli.

Ma siamo convinti che con le qualità, dei singoli e di gioco, mostrate nei secondi 45 minuti di gioco l’Ascoli sia in grado di mettere in difficoltà qualsiasi squadra. Per questo, senza assilli e senza pressioni, domenica prossima in Liguria la formazione di Vivarini è nella migliore condizione possibile per giocare la partita a viso aperto, andando a caccia di quella vittoria che potrebbe dare un senso nuovo e inatteso a questo finale di stagione.

In conclusione ci sembra opportuno spendere due parole sulle stucchevoli polemiche della settimana passata sugli arbitri e sulle designazioni arbitrali che, inevitabilmente, hanno finito per coinvolgere il designatore Emidio Morganti, da qualcuno accusato (in qualche caso neppure troppo velatamente) di voler in qualche modo penalizzare l’Ascoli. Stupidaggini prive di senso, la verità (sotto gli occhi di tutti) è che la squadra arbitrale della cadetteria non è certo di grande qualità. Il materiale a disposizione del designatore è quello che è e, di conseguenza, qualsiasi designazione potrebbe essere messa in discussione.

Poi, per amore di onestà, dopo tutte le polemiche e le illazioni della vigilia delle due partite, alla fine a voler essere obiettivi l’Ascoli non può certo lamentarsi, visto che a Padova sul finire Pezzuto non ha visto un netto fallo di mano di Padella per il rigore del possibile 2-2 e nella partita con il Pescara il rigore dell’1-1 accordato da Di Paolo ai bianconeri è più che sospetto.

Sarebbe meglio lasciare certi “piagnistei” a chi, come Pillon (che resterà sempre nei nostri cuori ma nel dopo partita non è sembrato molto lucido…) dopo un simile secondo tempo, dominato in lungo e in largo dai bianconeri, non ha trovato di meglio che aggrapparsi a quel presunto torto arbitrale.

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