La domenica del villaggio


L’Ascoli studente svogliato, il centro storico e l’operazione riuscita con il paziente agonizzante, il miracolo dell’illuminazione led, Toninelli compra un Suv diesel e Salvini la nave Diciotti, le allucinazioni da spread del leader leghista, la rivoluzione “dolce” di Zingaretti

Nella settimana in cui il 19 marzo si festeggia… il primo compleanno del figlio della coppia più celebre d’Italia (Fedez-Ferragni), tengono banco le vicende giudiziarie romane. Con Marco Travaglio che veste i panni dell’avvocato delle cause perse e una vecchia foto clamorosamente premonitrice. E’ stata anche la settimana dell’incoronazione di Zingaretti con l’annunciata rivoluzione per cambiare il Pd in modo da farlo diventare praticamente identico a quello vecchio! Per quanto riguarda il capoluogo piceno al centro dell’attenzione che il costosissimo (50 mila) bilancio di fine mandato del sindaco Castelli che si svela come l’operazione per la rivitalizzazione del centro storico è perfettamente riuscita ma il paziente è agonizzante e il miracolo dell’illuminazione led, con l’impensabile risparmio di 500 mila euro nonostante un aumento di spesa di 800 mila euro. E nel giorno del recupero con il Lecce, si scopre che l’Ascoli è come uno studente svoglia che studia ma non si applica. Questo e molto altro nel tradizionale appuntamento de “La domenica del villaggio”

L’Ascoli come uno studente svogliato, studia ma non si applica. Alla vigilia del recupero della partita con il Lecce mister Vivarini non aveva dubbi. “Non firmerei per un pareggio – aveva dichiarato dal ritiro in Salento – la prestazione di Verona ci ha fatto prendere coscienza del lavoro fatto e della forza che abbiamo”. “Il Lecce è un avversario diverso, con un’altra tipologia di gioco rispetto al Verona – aveva poi aggiunto l’allenatore bianconero – ma siamo pronti, abbiamo studiato l’avversario e useremo gli accorgimenti necessari”. Visto il risultato finale (7-0), come si diceva una volta a scuola, evidentemente lo studente (l’Ascoli) dovrebbe applicarsi un po’ di più nello studio…

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Rivitalizzazione del centro storico: l’operazione è riuscita, il paziente è agonizzante… Da lunedì 18 marzo presso gli uffici dell’Urp del Comune di Ascoli è possibile ritirare gratuitamente una copia di “Tutto quello che conta” il bilancio di fine mandato (2009-2019) secondo il sindaco Castelli, ovviamente pagato (e profumatamente, circa 50 mila euro) dai cittadini ascolani. Tra i tanti toccati, il primo cittadino parla anche della situazione del centro storico cittadino. A pag. 7, ad esempio, Castelli scrive: “un’attenzione particolare è stata riservata al centro storico, il cuore della città, al fine di esaltarne la bellezza”. A pag. 156, poi, nel capitolo “Detto. Fatto” nel quale il sindaco analizza gli impegni che aveva preso con la città, nell’elenco degli interventi la “rivitalizzazione del centro storico” viene catalogato dal primo cittadino come “realizzato”.

Probabilmente troppo impegnato tra lo scrivere “favolette” simili e apparire in tv (il suo sport preferito…), il sindaco Castelli non ha letto i dati diffusi da Confcommercio nazionale appena qualche settimana fa. Secondo i quali il centro storico del capoluogo piceno è tra i più rischio in Italia per declino commerciale, con un crollo dei negozi in sede fissa e ambulanti (-25%) negli ultimi 10 anni a cui fa da contraltare un clamoroso aumento (+27%) dei canoni di locazione. In tutta Italia una situazione peggiore, per quanto riguarda i centri cittadini, si verifica a L’Aquila. In altre parole, a dar retta al sindaco, per quanto riguarda il centro cittadino “l’operazione è riuscita” ma il paziente, se non ancora morto, è agonizzante…

Il “miracolo” dell’illuminazione led: spesi 800 mila euro in più, risparmiato mezzo milione! Ancora dal rendiconto di fine mandato 2009-2019 “Tutto quello che conta”, nel capitolo “Cose fatte”, il sindaco Castelli dedica un paragrafo intero alla nuova illuminazione pubblica. Sembrerebbe una forma di sadismo, visto che l’illuminazione pubblica è uno dei flop più clamorosi dell’amministrazione comunale. Invece leggendo con attenzione ciò che è riportato in quel volume si scopre che “nel favoloso mondo di Guido” l’illuminazione pubblica è uno dei successi più importanti del primo cittadino (non osiamo immaginare il resto allora…). Infatti a pag. 41 si legge: “Nuova illuminazione led. Oggi il risparmio annuo ottenuto per effetto della nuova illuminazione led è pari a 515.130,36 euro”.

Evidentemente, quindi, nel magico mondo del primo cittadino la matematica è molto meno che una semplice opinione, evidentemente è stata abolita. Perché senza rifare tutta la storia (ingloriosa) della nuova illuminazione e sottolineando come, dai dati ufficiali del Comune, prima dell’illuminazione la led i cittadini ascolani pagavano per l’illuminazione pubblica meno di un milione di euro e ora, dopo il led, poco meno di un milione e mezzo, basterebbe ricordare ciò che ha certificato qualche settimana fa il presidente della Commissione consiliare “Servizi comunali” (che, per altro, fa parte della stessa maggioranza del sindaco) Simone Matteucci. Che, dopo aver ascoltato in proposito anche il dirigente comunale, ha sancito che “era meglio la gestione del Comune, sono stati spesi 800 mila euro in più”. Che, evidentemente, nel “mondo al contrario” del primo cittadino equivalgono ad un clamoroso risparmio…

Toninelli compra un Suv diesel, Salvini la nave Diciotti! Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Naturalmente stiamo parlando del ministro “grillino” Danilo Toninelli, un vero e proprio idolo per il mondo della satira nazionale. La sua ultima, in ordine di tempo, straordinaria performance risale a domenica 17 marzo. Nel corso di un’intervista al Tg2 Motori, il ministro ha elogiato a lungo l’auto elettrica, ricordando anche l’ecotassa introdotta dal suo governo come deterrente per tenere sotto controllo l’inquinamento dell’aria. Ma quando l’intervistatrice ha chiesto al responsabile delle Infrastrutture che macchina ha, Toninelli ha risposto candidamente: “con mia moglie abbiamo appena comprato una Jeep Compass Diesel”.

Cioè proprio uno di quei modelli per i quali il governo ha introdotto, con i motivi di cui sopra, l’ecotassa. Inevitabile che l’ennesima “gaffe” del ministro in brevissimo tempo ha scatenato l’ironia dei social, al punto da posizionarsi in pochissimo tempo al vertice della classifica di twitter. Tra le tante battute ironiche lette, da citare quella di Maurizio Crozza a “Che Fuori Tempo Che Fa”: “Toninelli con sua moglie si sono appena comprati un Suv diesel, uno di quei modelli che il suo governo sta cercando di eliminare dalla circolazione con l’Ecotassa. E’ come se Salvini si comprasse la Diciotti per fare salvataggi in mare

Salvini in preda ad “allucinazioni da spread”. Lunedì 18 marzo il vicepremier Salvini, in un’intervista con l’inviata de “L’aria che tira” (La7) è tornato a parlare di spread, bacchettando l’informazione nazionale. “Questa mattina sono contento – ha affermato – perché di solito lo spread arriva sui giornali e in televisione solo quando cresce. Ora invece nessuno sottolinea il fatto che siamo tornati ai livelli precedenti il governo Lega e 5 Stelle, che lo spread è sugli stessi livelli di quando c’era Gentiloni. E questo vuol dire che l’economia italiana cresce e dà fiducia”.

Evidentemente Salvini, preso dall’entusiasmo per questo presunto calo consistente dello spread, non si è reso conto che, di fatto, con una simile dichiarazione ha ammesso che con il precedente governo l’economia italiana cresceva e dava fiducia. Al di là di questo, però, tv e giornali non parlano di questo semplicemente perché il leader della Lega ha preso una “cantonata” pazzesca. Infatti lunedì 18 marzo, proprio mentre parlava ai microfoni di La7, lo spread era a 233,90. Praticamente il doppio di quando c’era il governo Gentiloni (oscillava tra 110-125). Una clamorosa gaffe, dovuta ad “allucinazioni da spread”…

I guai giudiziari del M5S a Roma? Niente paura, ci pensa “l’avvocato delle cause perse” Marco Travaglio… Era il giugno 2018 quando, con l’arresto dell’imprenditore Luca Parnasi scoppiava l’ennesimo scandalo giudiziario che scuoteva la politica romana, in particolare per la vicenda legata alla realizzazione del nuovo stadio della Roma. Allora, di fronte alle polemiche montanti e alle accuse che rischiavano di travolgere il Movimento 5 Stelle (che, per chi non lo sapesse, governa la capitale con la sindaca Virginia Raggi), scese in campo Marco Travaglio per difendere i “grillini”. Il direttore de “Il Fatto Quotidiano” in uno dei suoi soliti “lucidissimi” editoriali scriveva: “la giunta Raggi, che deliberò lo stadio dimezzato, non è coinvolta. Il M5S non è in alcun modo coinvolto. Parnasi ha trovato le porte chiuse o forse non ci ha neppure provato. Che piaccia o no il M5S ha dimostrato di essere differente da tutti gli altri partiti”.

In realtà già allora anche il più cieco e fedele ultras “grillino” poteva tranquillamente constatare come in realtà il M5S fosse pienamente coinvolto. Perché tra gli indagati c’era anche il capogruppo del M5S e, soprattutto, agli arresti domiciliari già allora era stato posto Luca Lanzalone, presidente di Acea, scelto dal M5S come consulente per lo stadio e così vicino al Movimento stesso al punto che, la sera prima di essere arrestato, era a cena Davide Casaleggio. Ma, a togliere ogni dubbio, è arrivata giovedì 21 marzo la notizia dell’arresto del presidente del Consiglio comunale capitolino, Marcello De Vito e del fatto che anche l’assessore allo sport, molti vicino alla Raggi, Paolo Frongia, è indagato per corruzione. E per fortuna che secondo Travaglio il M5S non era coinvolto…

La rivoluzione “dolce” di Zingaretti e il nuovo Pd molto simile al vecchio…Dobbiamo cambiare tutto, serve un nuovo partito, il nuovo Pd”. Si è presentato così Nicola Zingaretti all’assemblea nazionale del suo partito che ha ratificato la sua elezione a segretario, dopo il successo alle primarie. Primo passo per il rinnovamento, verso il nuovo Pd, la nomina dei vertici del partito. Con la scelta di Zingaretti che è caduta su Gentiloni come nuovo presidente, su Luigi Zanda tesoriere e su Debora Serracchiani e Anna Ascani alla vicepresidenza.

In pratica l’ultimo presidente del Consiglio e prima ancora ministro del governo Renzi (Gentiloni), l’ex capogruppo al Senato (Zanda), l’ex presidente della Regione Friuli ed ex vicesegretario del Pd (Serracchiani). In compenso, però, Anna Ascani, pur non nuova nel panorama politico, prima di ora non ha rivestito ruoli particolari nell’ambito del Pd. Per fortuna che doveva cambiare tutto, il nuovo Pd (almeno per quanto riguarda le principali cariche) assomiglia terribilmente al vecchio…

De Vito, le arance e quella foto clamorosamente premonitrice… Le vicende romane legate allo scandalo stadio, con il coinvolgimento di altri importanti esponenti del M5S (De Vito e Frongia) hanno inevitabilmente scatenato l’ironia del web e dei social. Tra le tante citazioni ironiche da segnalare quella che utilizza un vecchio e famosissimo titolo che la rivista satirica “Cuore” aveva tirato pubblicato negli anni ’90, quando al centro delle vicende giudiziarie c’era soprattutto il Psi di Craxi, riutilizzato in passato da diversi siti del M5S per schernire Berlusconi, Forza Italia e il Pd e che ora, d’incanto, viene ripresa e trasformata per l’occorrenza in “Scatta l’ora legale, panico tra i grillini”.

Battute a parte, inevitabilmente da più parti sono state tirate fuori vecchie foto riferite al periodo in cui il M5S romano aveva organizzato iniziative ironiche e provocatorie contro la giunta e il sindaco Marino. Tra cui anche la foto che mostra proprio De Vito, insieme all’allora capogruppo (e ora sindaca) Raggi e a tutti i vertici nazionali del M5S, con in bella mostra le arance da portare, secondo gli esponenti “grillini”, proprio a Marino, secondo loro prossimo alla carcerazione. Una foto che, alla luce di quanto accaduto, appare incredibilmente e clamorosamente premonitrice proprio per il presidente del Consiglio comunale romano De Vito…

24Il primo compleanno del figlio di Fedez-Ferragni e l’omaggio  ad Aldo, Giovanni e Giacomo. Il 19 marzo scorso era la giornata della festa del papà. Ma anche il primo compleanno del piccolo Leone, il figlio della coppia più famosa d’Italia, Fedez e Chiara Ferragni. Un vero e proprio “evento”, celebrato con ampio risalto da tutti i mezzi di informazione italiana. Addirittura Sky tg 24, che già un anno fa alla nascita di Leone dedico alla coppia uno “stucchevole” interminabile speciale sulla storia della coppia, ha aperto il proprio profilo twitter con un augurio al piccolo “strappalacrime”.

Esattamente un anno fa – si legge – nasceva il leoncino più docile di sempre, il figlio di #ChiaraFerragni e #Fedez. Da allora i leoni hanno smesso di farci paura. Auguri Leo”. Naturalmente non poteva mancare il video dello spegnimento della prima candelina, postato con la solita enfasi dalla celebre coppia, nel quale, però, il piccolo Leone al momento fatidico, invece di spegnere la candelina vomita sulla torta. Con l’inevitabile conseguente ironia che si è scatenata sui social e la parodia ispirata ad uno dei personaggi indimenticabili di Aldo, Giovanni e Giacomo, il famoso “Vomitino” all’epoca di “Mai dire gol”

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