Riparte il Motogp, tutti contro Marquez


Riparte la nuova stagione con il campione in carica ancora grande favorito per il titolo e con Valentino Rossi sempre più sul viale del tramonto. Dovizioso e Lorenzo gli sfidanti più credibili, Bagnaia e Morbidelli le speranze del futuro italiano

Il mondiale MotoGP 2019 sta per iniziare. Alla stagione prenderanno parte ventidue piloti, fra cui ben sei italiani. I risultati della scorsa stagione e l’andamento dei test

 invernali delinea una griglia di partenza in cui il favorito è ancora una volta Marquez e in cui le speranze italiane sono affidate a Dovizioso e alla Ducati, mentre Rossi non sembra da titolo.

I FAVORITI

Marc Marquez (Honda): è il campione del mondo in carica, già tra i più grandi di sempre del motociclismo e sulla buona strada per diventare il più grande di sempre. Il favorito per il titolo 2019 è sicuramente lui, visto che da quasi trent’anni la Honda è ogni anno tra le moto più competitive e sicuramente fornirà a Marquez una moto all’alterzza anche quest’anno. Inoltre il pilota spagnolo ha vinto gli ultimi tre titoli pur non avendo la moto migliore del circus, mostrando ogni anno una maturità crescente. Veloce in qualifica e in gara, senza paura nel corpo a corpo e competitivo sia sull’asciutto che sul bagnato i suoi unici punti deboli potrebbero essere le scorie di un infortunio sofferto a fine 2018, che ha limitato il campione del mondo nei test invernali, e la convivenza in Honda con Lorenzo, forse l’unico pilota che attualmente può andare forte quanto lui a parità di moto.

Andrea Dovizioso (Ducati): grazie anche ad una straordinaria Ducati il forlivese è arrivato secondo per due anni di fila. Se riuscirà ad essere veloce come nel 2018 e costante come nel 2017, sfruttando una Ducati che nei test si è candidata ad essere la moto da battere e magari una lotta intestina tra le due Honda, Dovizioso potrebbe essere un serio candidato a conquistare l’alloro mondiale che manca alla casa di Borgo Panigale da ormai 12 anni. Importante sarà non commettere gli errori del 2018, tra i quali vanno ricordate le troppe cadute rovinose mentre era nelle posizioni di testa, e mantenere l’atteggiamento umile che ha contraddistinto quasi tutta la carriera di Dovizioso, con l’eccezione proprio del 2018.

Jorge Lorenzo (Honda): nonostante le due stagioni al di sotto delle aspettative in Ducati, dovute anche a errori di gestione del team e a infortuni, impossibile non considerare Lorenzo come uno dei favoriti per il titolo. Il maiorchino è l’unico pilota ad aver battuto Marquez da quando quest’ultimo è in MotoGP e ha dimostrato negli anni di non avere paura di niente e di nessuno. Abituato ad avere come compagni di squadra avversari di un certo spessore, la grossa incognita sarà quanto velocemente Lorenzo riuscirà ad andare veloce con la Honda. Se il maiorchino andrà forte sin da subito lui e Marquez potrebbero deliziare gli appassionati di questo sport con un duello quasi senza precedenti.

GLI ITALIANI

Valentino Rossi (Yahama): siamo brutalmente onesti, le possibilità che il campione di Tavullia possa lottare nuovamente per il titolo sono davvero basse. Il campione marchigiano corre da anni con la voglia di vincere il decimo mondiale ma probabilmente ha perso l’ultima occasione nel 2015. L’anno scorso Rossi ha guidato alla grande nelle gare in cui la sua moto non andava ma è mancato nelle rare circostanze in cui aveva l’occasione di vincere. Nel 2019 il pesarese deve invertire questo trend e imporsi di cercare di portare a casa qualche successo di tappa per avvicinare il record di vittorie nel motomondiale di Agostini che è ancora alla portata. Saremmo ben felici di essere smentiti, ma Valentino Rossi non è più un pilota da mondiale.

Danilo Petrucci (Ducati): non si sa perchè ma Ducati lo abbia preferito a Lorenzo e Miller e voci dicono che il team italiano si sia già pentito di questa scelta. Il pilota italiano si è ritrovato in uno dei top team del circus pur senza aver mai vinto una gara in carriera e ha la più grande occasione della carriera. Da Petrucci ci si aspetta finalmente una vittoria e un forte sostegno a Dovizioso, qualora il forlivese fosse in lotta per il mondiale. La moto guidata dall’italiano è da titolo e il motorsport a volta è strano, ma per vedere Petrucci campione servirebbe un miracolo ancora più grande di quello di Hayden nel 2006.

Francesco Bagnaia (Pramac Ducati): il campione del mondo in carica della Moto 2 fa il suo esordio in MotoGP e tutti si aspettano grandi cose. Bagnaia è giovane e ha tutto il tempo per migliorare ulteriormente, quindi non bisogna mettergli pressione o criticarlo eccessivamente qualora i risultati non dovessero arrivare. In ogni caso l’obiettivo della stagione dev’essere cercare di essere il miglior esordiente della stagione. Impensabile aspettarsi podi o piazzamenti nei cinque in condizioni normali, visto che Bagnaia corre con una moto della scorsa stagione, ma sul bagnato potrebbe dire la sua.

Andrea Iannone (Aprilia): siamo arrivati all’ultima spiaggia. Iannone aveva il talento anche per lottare per il mondiale ma per arroganza, mancanza di testa e una serie di scelte sbagliate ha toccato il fondo e si è ritrovato alla guida di una delle moto peggiori del mondiale. Iannone deve puntare a battare il suo compagno di squadra, il discreto Aleix Espargaro, perchè se non dovesse riuscirci rischia anche di perdere il posto in MotoGP. Il 2019 potrebbe essere un anno cruciale nella sua carriera.

Franco Morbidelli (Yahama Petronas): nel 2017 ha vinto il titolo in Moto 2, nel 2018 ha vinto il titolo di esordiente dell’anno in MotoGP con la moto peggiore del circus, massacrando il compagno di squadra, e nei test prestagionali è stato molto veloce. Morbidelli è un pilota poco appariscente, molto corretto e di cui la stampa parla poco ma sta dimostrando di avere tanto talento e si candida ad essere una delle sorprese positive della stagione.

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LE POSSIBILI SORPRESE

Maverick Vinales (Yahama): due anni fa era considerato come il futuro grande rivale di Marquez ma, complice una Yahama poco competitiva, non è mai riuscito a lottare per il mondiale. Quando la moto va forte è quasi imbattibile ma quando deve contenere i danni è disastroso. Se avrà una moto competitiva potrebbe anche lottare per il titolo, ma per vincere dovrà migliorarsi notevolmente.

Alex Rins (Suzuki): è stato il pilota rivelazione del 2018. Quest’anno dovrà confermarsi tra i big e cercare di ottenere vari podi e la prima vittoria di carriera. Anche lui giovanissimo e talentuoso potrebbe, continuando così, affermarsi come uno dei piloti di punta del circus.

Jack Miller (Pramac Ducati): l’australiano ha un talento enorme, è giovanissimo e, pur con dei grandi margini di miglioramento, sarebbe già pronto per un top team. Inspiegabile perchè Ducati non gli abbia dato una moto ufficiale ma Miller, anche in sella ad una moto clienti, potrebbe fare podi e vincere anche gare. (DSD)

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