La domenica del villaggio


Il doppio risparmio del sindaco Castelli sul turismo, gli insormontabili problemi con la matematica dell’on. Giorgia Latini, il ds Tesoro svela che l’obiettivo dell’Ascoli è non vincere il campionato, l’autoindignazione della Taverna, il singolare destino delle donne del Pd

Problemi di numeri e dati hanno caratterizzato la settimana del capoluogo piceno. Dove il sindaco Castelli ha dato i numeri sul turismo, ottenendo un doppio impensabile risparmio, mentre la parlamentare ascolana Giorgia Latini, nella vicenda dei fondi alle scuole per l’antincendio, dimostra tutti i suoi problemi insormontabili con la matematica. Il ds bianconero Tesoro fa outing e svela l’obiettivo dell’Ascoli nel campionato, mentre nelle elezioni in Abruzzo il M5S ottiene un clamoroso aumento dei voti… rispetto al 2008.

L’affondo di Verhofstadt contro Conte al parlamento europeo provoca l’indignazione a scoppio ritardato della “grillina” Taverna, mentre Salvini per l’occasione veste i panni del bue “che disse cornuto all’asino”. Questo e molto altro nel tradizionale appuntamento de “La domenica del villaggio”

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Il sindaco dà i numeri e ottiene un doppio risparmio sul turismo. Un anno dopo la clamorosa “figuraccia” (nel 2018 Ascoli era l’unico, tra i comuni capoluoghi di provincia delle Marche, ad essere senza neppure un rappresentante istituzionale a Milano) il capoluogo piceno è finalmente tornato alla Bit, la borsa internazionale sul turismo più importante che si svolge in Italia, con a rappresentarla niente meno che il sindaco Castelli. Che, come al solito, non ha voluto perdere l’occasione per dare il massimo risalto all’evento con un lungo comunicato stampa.

Siamo orgogliosi di poter partecipare alla Bit. Fin dall’inizio del mio mandato ho fortemente creduto nell’importanza della valorizzazione e promozione del territorio su scala nazionale e internazionale” scrive nel comunicato stampa Castelli. Evidentemente, però, lo scorso anno deve aver avuto un’amnesia, non si è ricordato di quanto credeva “nell’importanza della valorizzazione e promozione del territorio su scala nazionale e internazionale”. Pazienza, può capitare. Non pago, però, il primo cittadino successivamente aggiunge: “i numeri alla fine, sempre lusinghieri e in continua ascesa ci hanno dato ragione, nonostante il sisma e grazie ad un’oculata gestione delle risorse”. In realtà i numeri dicono esattamente il contrario perché evidenziano che da gennaio ad ottobre 2018 ad Ascoli c’è stato un vero e proprio crollo di presenze (quasi 23 mila in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), dopo che già nel 2017 si era registrato un evidente calo sia di arrivi che di presenze.

Per non parlare del confronto, improponibile, con il pre sisma rispetto al quale si è registrato un crollo degli arrivi (oltre il 30% in meno) e il dimezzamento delle presenze. Su una cosa, però, il sindaco ha ragione, cioè sulla gestione oculata delle risorse. Perché per risparmiare fondi da un anno e mezzo il Comune è addirittura senza assessore al turismo. Così, in un colpo solo, il primo cittadino ha ottenuto un doppio risultato, con la diminuzione della spesa per il settore e la contemporanea diminuzione di arrivi e presenze di turisti!

I fondi alle scuole per l’antincendio i problemi con la matematica di Giorgia Latini. Giovedì 14 febbraio dal sito del Miur abbiamo appreso che il governo ha stanziato dei fondi per l’adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici. Pochi minuti dopo ecco che la parlamentare leghista ascolana Giorgia Latini ha subito rilanciato la notizia, con la solita enfasi come se si trattasse di chissà quale evento e investimento straordinario.

Il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha firmato il decreto che stanzia ben 114 milioni di euro per 2267 edifici scolastici nazionale per la prima volta si avvia un specifico piano in merito a questa delicata tematica. Alle scuole della regione Marche andranno 3.570.630,40 euro” scrive la parlamentare ascolana. Che, poi, in un’intervista ad un quotidiano locale aggiunge che grazie a questi fondi si potrà intervenire in 66 scuole marchigiane. In realtà, al di là del fatto che non è assolutamente vero che per la prima volta si avvia “un piano specifico in merito” (l’ultimo, in ordine di tempo, risale al 2016 e prevedeva per il triennio 2016-2018 uno stanziamento triplo rispetto a quello attuale, con a fine 2017 già avviati o addirittura conclusi interventi per ben 150 milioni di euro…), se la matematica ancora non è una semplice opinione quelli forniti dalla Latini sono numeri “a casaccio”.

Perché, considerando che per un serio intervento di adeguamento alla normativa antincendio si spendono circa 200 mila euro (per tenerci bassi, in molti casi la spesa è addirittura superiore ai 300 mila euro), con 114 milioni di euro si potrà intervenire su meno di 600 edifici scolastici (un quarto di quelli ipotizzati dalla Latini). E con 3,5 milioni di euro, ad essere ottimisti nelle Marche saranno meno di 20 le scuole eventualmente interessate. Dando per scontata la buona fede della parlamentare ascolana (figuriamoci se gonfierebbe i dati per mere ragioni di propaganda…), è evidente che la Latini non è molto ferrata in matematica…

Il ds Tesoro svela l’obiettivo dell’Ascoli: non vincere il campionato! Alla vigilia di Ascoli-Salernitana il ds bianconero Tesoro è stato ospite di una radio campana per presentare la partita. Nel corso della serata, poi, Tesoro ha anche parlato del campionato di serie B più in generale. “I campionati di B si vincono con gli attaccanti forti – ha affermato – il Brescia non è invulnerabile in difesa, eppure grazie a Donnarumma sta vincendo tantissime partite. Noi dietro stiamo messi bene, purtroppo avanti registriamo qualche defezione forzata”.

In effetti con l’infortunio di Ardemagni (fuori da fine 2018, prima della sosta e del mercato di gennaio), l’Ascoli è praticamente senza attaccante. Che non è arrivato, come si sperava, neppure dal mercato di gennaio. Di conseguenza, se bisogna prendere sul serio le parole del ds bianconero, il mercato di riparazione quando meno è servito a capire gli obiettivi dell’Ascoli. Che, visto che non ha comprato un attaccante forte, evidentemente non vuole vincere il campionato o, comunque, neppure rischiare di vincerlo…

Elezioni in Abruzzo, incredibile trionfo del M5S… rispetto al 2008! La settimana politica si aperta con l’eco del risultato delle elezioni regionali in Abruzzo che hanno visto il trionfo del centrodestra unito, con l’exploit della Lega diventato primo partito in regione, con la sconfitta (prevista) del centrosinistra e quella che tutti i commentatori politici hanno definito una debacle per il Movimento 5 Stelle. Che ha reagito con stile al risultato non positivo (Grillo ha chiesto agli abruzzesi di restituirgli i 700 mila euro raccolti nei mesi scorsi del Movimento, su blog e siti “grillini” per giorni si sono moltiplicati gli insulti di ogni tipo nei confronti degli abruzzesi…), ammettendo che le cose non sono andate benissimo ma negando il tracollo. Anzi, c’è qualcuno che si è spinto oltre.

In Abruzzo ci saremmo aspettati di più anche se i numeri ci dicono che non abbiamo perso” ha affermato il capogruppo alla Camera del M5S Francesco D’Uva. In realtà a leggere i dati la realtà sembrerebbe abbastanza evidente. Meno di un anno fa in Abruzzo il M5S ottenne il 39,6% con oltre 300 mila voti (303.006 per la precisione). La sua candidata Sara Marcozzi questa volta si è fermata al 20,2% con 126 mila voti, “appena” 180 mila voti in meno e percentuale praticamente dimezzata (se guardiamo alla lista va addirittura peggio, visto che il M5S si è fermato sotto il 20% con meno di 120 mila voti). Anche facendo il paragone con le precedenti regionali (2014), il M5S ha perso oltre 30 mila voti. Probabilmente, però, D’Uva ha fatto il confronto con le elezioni del 2008, quando il M5S non si era neppure presentato e, quindi, rispetto ad allora domenica scorsa ha guadagnato quasi il 20% di voti…

Conte “burattino” e Salvini come “il bue che disse cornuto all’asino”. Ha suscitato scalpore e ha provocato immediate polemiche e reazioni a non finire l’intervento nell’aula di Strasburgo (Parlamento europeo) del leader dei liberali Guy Verhofstadt che, rivolgendosi al premier italiano Conte, lo ha definito “un burattino di Di Maio e Salvini”. Ha atteso un po’ di più, rispetto agli altri, il vicepremier Salvini che evidentemente ha voluto riflettere prima di replicare. Poi l’ha fatto a 360 gradi sottolineando innanzitutto come in una sede istituzionale come il Parlamento europeo è inaccettabile usare certi toni.

Chi si esprime in quel modo nei confronti di un rappresentante istituzionale democraticamente scelto è un bifolco e un buzzurro” ha poi aggiunto il leader della Lega che ha anche pesantemente criticato politici e giornalisti italiani che si sono schierati con Verhofstadt perchè il premier rappresenta comunque tutto il paese e in questi casi bisogna comunque schierarsi dalla parte della “patria” e non con lo “straniero”. Affermazioni per certi versi condivisibili, peccato che arrivano da chi, proprio nel Parlamento europeo, si è rivolto al presidente Juncker chiamandolo “ubriacone”, al presidente Macron definendolo “un matto che beve champagne” e ai leaders dei principali paese europei (aprile 2017) sostenendo “secondo me voi non siete normali, avete dei seri problemi di testa, dovreste essere curati da un medico bravo”.

In pratica un vero buzzurro e bifolco che, per giunta, nel luglio 2015, mentre a Strasburgo interveniva il presidente della Repubblica Mattarella, sfoggiava una maglietta con la faccia di Putin. Quando si dice la coerenza, altro che il “bue che disse cornuto all’asino”

Paola Taverna e l’autoindignazione… a scoppio ritardato! Sempre in merito alla vicenda Verhofstadt-Conte, tra i tanti interventi in difesa del premier italiano (o, forse, sarebbe meglio dire di accusa contro il leader dei liberali) da sottolineare c’è anche quello di Paola Taverna, la parlamentare del M5S che in questi anni si è distinta per stile, per la classe sopraffina di tutti i suoi interventi e per i suoi modi “oxofordiani”. “Verhofstadt ha dato del burattino al nostro Giuseppe Conte. Un affronto che offende il Presidente del Consiglio e tutto il popolo italiano. Sono indignata dai comportamenti di certi personaggi” ha twittato la Taverna.

Che, però, il 12 ottobre 2017 a sua volta offendeva l’allora Presidente del Consiglio e tutto il popolo italiano facendo, in sostanza, un’affermazione identica a quella tanto vituperata di Verhofstad, cioè definendo l’allora premier (Gentiloni) un burattino nelle mani di Renzi (“Perché Gentiloni non parla? Perché non spiega ai cittadini fuori dall’aula cosa stanno facendo? La verità è che i burattini non parlano e che il burattinaio si nasconde nella stanza dei bottoni”), con tanto di fotomontaggio per rendere meglio l’idea.

Chissà se anche in quell’occasione la Taverna si sarà indignata per il comportamento di un simile personaggio (se stessa)…

Pornostar o suora di clausura: scelte estreme per le donne del Pd. Ha destato una particolare attenzione nei giorni scorsi la storia di Simona Ibba, 38enne delegata del Pd e assessore comunale di Sardara (Sardegna) che ha deciso di cambiare radicalmente vita. A luglio si era dimessa da assessore parlando di generiche “ragioni personali”. Nei giorni scorsi si è scoperto che l’ex esponente dem ha intrapreso il nuovo percorso di fede nel convento di Pennabili per diventare suora di clausura. Una scelta radicale, così come radicale ma opposta era stata la scelta di un’altra delegata del Pd, Milena Mastromarino, che aveva lasciato il partito di Renzi per darsi al porno (oggi è la nuova star del porno italiano con il nome di Malena). Evidentemente far parte del Pd, soprattutto per le donne, deve essere un’esperienza talmente forte e “shoccante” da spingere poi a fare scelte estreme, in un senso o nell’altro.

Il personalissimo concetto del tempo del vicepremier Salvini. La settimana si è aperta con la protesta del latte da parte dei pastori sardi e l’assicurazione da parte di Salvini. “Domani incontro una delegazione di pastori, in 48 ore sono sicuro che risolverò il problema” dichiarava martedì 12 febbraio il vicepremier. Da allora, però, sono passati già 5 giorni e la situazione non è per nulla cambiata, anzi, i pastori sardi hanno respinto la proposta di Salvini e il problema resta lontano dall’essere risolto. Quello del tempo, però, deve essere un concetto assolutamente relativo per il leader leghista. Che, non a caso, durante la campagna elettorale aveva assicurato che, nel caso fosse andato al governo, alla prima seduta del Consiglio dei ministri avrebbe abolito le accise sulla benzina.

Dopo 8 mesi che è al governo e decine e decine di sedute, però, le accise sulla benzina sono ancora lì. Però guai a pensare che siamo di fronte a promesse non mantenute. Si tratta solo di capire per Salvini quale potrà essere considerata in concreto la prima seduta del Consiglio dei ministri e, soprattutto, nel sistema di misura tradizionale a quanto corrispondono le 48 ore salviniane…

Il Festival di Sanremo, Gesù in croce e la giuria popolare. Anche a distanza di una settimana non si placano le polemiche per i risultati del festival di Sanremo, con la vittoria di Mahmod grazie alla giuria di qualità che ha ribaltato il verdetto del televoto, della cosiddetta giuria popolare. Al di là delle idiozie su presunti complotti e intrighi, la discussione si incentra soprattutto sul fatto che per molti anche a Sanremo dovrebbe essere decisiva il verdetto della giuria popolare e non degli esperti.

A tal proposito, però, appare ricordare, come si legge in uno dei tanti post visti nel corso della settimana, che “con il voto di giornalisti e della giuria di esperti , invece  che di quello della giuria popolare, forse Gesù non sarebbe finito in croce”… Meditate gente, meditate…

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