L’Ascoli si prepara alla volata finale tra speranze e qualche incertezza


L’ultimo turno di campionato, che ha visto l’Ascoli spettatore, ha sostanzialmente lasciato immutata la situazione, con i bianconeri a 5 punti sia dalla zona playoff che da quella playout. Fondamentali le prossime 4 sfide, da affrontare però senza Ardemagni

In attesa del posticipo di lunedì sera che vedrà di fronte Venezia e Lecce, l’ultima giornata di campionato è da considerare positiva per l’Ascoli che ha osservato il suo turno di riposo. Le distanze con la zona playoff e la zona playout sono rimaste immutate, entrambe sono rimaste a 5 punti con i bianconeri che, però, hanno 2 partite in meno.

L’unica differenza è che, considerando la zona playoff, la formazione di Vivarini ha altre 4 squadre avanti, compreso il Perugia a 4 punti e una sola partita in più ma con lo scontro diretto a favore, mentre dietro c’è solo il Cosenza (ad un punto ma con 2 partite in più) tra l’Ascoli e la zona playout occupata da Foggia e Livorno (i labronici hanno una sola partita in più). Volgendo, con un pizzico di giustificata ambizione, lo sguardo in avanti va sottolineato come l’ultima giornata qualche ulteriore indicazione la fornita. Brescia e Palermo (che nell’anticipo di venerdì si affronteranno in Sicilia) hanno un po’ allungato rispetto agli inseguitori (i rosanero, secondi in classifica, hanno 5 punti di vantaggi sulla terza, il Benevento) ma non i giochi per i primi due posti sono ancora tutti da fare.

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E non solo per il prossimo scontro diretto (che inevitabilmente farà rallentare una delle due se non entrambe) ma anche perché tutte e due hanno una partita in più del Benevento stesso e, addirittura, due in più rispetto al Lecce (che teoricamente potrebbe essere ad un punto dal Palermo e a 2 dal Brescia).

Quanto alla zona playoff, visti i distacchi e l’andamento delle ultime giornate la sensazione è che in ballo ci sia sicuramente l’ottavo posto (attualmente occupato dal Cittadella con 30 punti) e forse il settimo, occupato da un Verona (33 punti) che continua a stentare e a deludere le aspettative. In altre parole, detto che la storia della serie B ci ha insegnato che non sono da escludere improvvisi crolli a primavera, in chiave bianconera al momento sembra contendibile l’ottavo posto. In tal senso è quasi superfluo sottolineare che la prossima per la formazione di Vivarini sarà una giornata fondamentale.

Al Del Duca (sabato 16 febbraio alle ore 18) arriva la Salernitana che è 3 punti avanti (ma con 2 partite in più) e che ha come obiettivo proprio agganciare l’ottavo posto, l’ultimo utile per giocare i playoff. Forse è presto per definirlo una sorta di spareggio, ma è del tutto evidente che si tratta di una partita molto importante. Inutile nasconderlo, alla formazione di Vivarini servirebbe una vittoria che servirebbe innanzitutto a mantenere a distanza di sicurezza la zona playout (per evitare brutte sorprese) ma, al tempo stesso, permetterebbe ai bianconeri di restare attaccati al treno playoff. Anzi, considerando che il Cittadella ha un impegno sulla carta molto difficile (a Benevento), ci sarebbe l’opportunità di accorciare le distanze dall’ottavo posto.

Più in generale i prossimi 4 appuntamenti saranno fondamentali per il cammino della formazione di Vivarini. Dopo la sfida al Del Duca contro la Salernitana, l’Ascoli il sabato successivo (23 febbraio) farà visita alla Cremonese, altra formazione a caccia dell’ottavo posto e di quei playoff che sono l’obiettivo dichiarato dei grigiorossi (che, dopo il consistente impegno estivo, sono ulteriormente intervenuti sul mercato di gennaio per rafforzare la squadra e alimentare le proprie ambizioni).

Il turno successivo, martedì 26 febbraio alle 21, l’Ascoli ospiterà il Foggia quint’ultimo in classifica, mentre sabato 3 marzo i bianconeri sono attesi dalla sfida in Emilia contro il Carpi di Castori in lotta per evitare quanto meno la retrocessione diretta. Dopo l’inizio non certamente positivo del girone di ritorno (1 punto in 2 partite e 0 gol fatti prima di Lecce e del successivo stop), la formazione di Vivarini ha bisogno di conquistare punti per continuare a sognare e per evitare sorprese. Purtroppo, però, ancora una volta i bianconeri affronteranno non al meglio questo importante ciclo di partite.

Soprattutto, almeno secondo le ultime indicazioni, almeno fino alla partita di Carpi lo faranno senza Ardemagni, giocatore assolutamente fondamentale e imprescindibile per questa squadra. E non solo per il suo indiscusso valore ma anche e soprattutto perché in rosa Vivarini non ha un’alternativa affidabile. Con il Perugia l’allenatore bianconero aveva optato per Beretta centravanti, con Ninkovic e Ciciretti dietro a sostegno, ma l’esperimento era miseramente fallito, anche perché l’ex Foggia non ha certo le caratteristiche per ricoprire quel ruolo.

Nonostante tutto, però, a Lecce Vivarini aveva riproposto lo stesso schieramento, probabilmente contando sul fatto che, con una settimana in più, l’intesa Ciciretti-Ninkovic sarebbe migliorata al punto da poter sopperire all’evidente carenza. Vedremo sabato cosa farà il tecnico bianconero. Certo è che se dovesse ancora puntare su quel terzetto (che sinceramente ci sembrerebbe un azzardo) servirà una grandissima partita dei due trequartisti per dare un minimo di vigore alle offensive bianconere.

D’altra parte, però, le alternative a disposizione di Vivarini non sono tante. E questo inevitabilmente riporta a galla il problema di un mercato di gennaio che ha suscitato non poche perplessità. Perché, prima ancora di conoscere i problemi fisici di Ardemagni, si era ampiamente sottolineato come, per migliorare la rosa, fosse necessario trovare un altro attaccante di valore, in grado eventualmente di sostituire Ardemagni ma anche di affiancarlo. Attaccante che, però, non è arrivato e ora, visti i problemi dell’ex Avellino, la situazione è complicata. Ancora più difficile capire anche la logica di certe decisioni.

La società bianconera, dovendo intervenire anche nel ruolo del portiere, aveva puntato su Fulignati che rappresentava in pieno l’identikit di quel portiere affidabile e con un minimo di esperienza sulle spalle che serviva all’Ascoli visto il flop Perucchini. Giunto ad Ascoli e superate le visite mediche, l’ex Cesena al secondo allenamento ha avuto problemi alla schiena che, secondo quanto riferito dallo staff medico, avrebbero necessitato due settimane di stop. In altre parole avrebbe dovuto saltare la partita con il Lecce ma sarebbe tornato disponibile già sabato prossimo.

La dirigenza bianconera, però, ha deciso che non poteva aspettare e ha così puntato su Milinkovic Savic che, comunque, visto che nell’ultimo anno non ha quasi mai giocato (e quando è sceso in campo non ha certo brillato) rappresenta comunque un punto interrogativo. Discorso opposto, invece, è stato fatto per l’attaccante. Pur con la consapevolezza che Ardemagni avrebbe dovuto saltare diverse partite (e non avendo le stesse alternative che, comunque, ci sono per il portiere), la società non ha ritenuto opportuno porvi rimedio con il mercato.

Un azzardo che, si spera, non debba costare caro. Magari Ninkovic e Ciciretti troveranno l’intesa e con la loro classe spingeranno l’attacco bianconero. Ma l’azzardo resta, così come resta il buco al centro dell’attacco. Naturalmente, poi, il campionato di serie B (e lo stesso girone di andata) ci ha ampiamente dimostrato come, al di là dei valori e degli aspetti tecnici, conta molto l’atteggiamento mentale.

Un Ascoli attento e determinato siamo certi che potrà sopperire a queste carenze, sperando che poi Ardemagni torni fresco e determinato per condurre i bianconeri nello sprint finale.

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