Strada in salita per l’Ascoli


Dal mercato di gennaio sono arrivate le alternative sugli esterni difensivi, un portiere tutto da scoprire e Ciciretti, l’unico che può far compiere un salto di qualità ai bianconeri. Ma resta il problema dell’attacco, con Ardemagni che non ha un’alternativa valida

Al di là della vicenda inizialmente drammatica di Scavone, poi fortunatamente terminata nel migliore dei modi, il rinvio della partita di venerdì scorso contro il Lecce alla fine non può che far piacere all’Ascoli. Che si era presentato in Puglia con una formazione rabberciata per le assenze di Laverone (squalificato), Troiano e Ardemagni (infortunati) e con Addae non al meglio in panchina. Vivarini, per altro, oltre a far esordire in porta Milinkovic Savic, aveva riproposto in avanti lo stesso schieramento che non aveva per nulla convinto contro il Perugia (Ciciretti e Ninkovic dietro, con Beretta al centro dell’attacco) e che solleva più di una perplessità.

Perché, al di là del fatto che i due “fantasisti” devono trovare l’intesa e devono imparare a stare in campo senza pestarsi troppo i piedi, Beretta non ha proprio le caratteristiche per fare la punta centrale ed ha l’abitudine di muoversi molto e lasciare senza alcun riferimento l’attacco bianconero. D’altra parte, però, senza Ardemagni l’allenatore bianconero non ha particolari alternative. Perchè Ganz, ormai è chiaro, non gli ispira una particolare fiducia (e non a caso nel mercato è stato ad un passo dal finire a Carpi), Rosseti ha degli evidenti limiti e Ngombo di fatto è finito ai margini e non è ancora escluso che possa andarsene (in diversi paesi il mercato è ancora aperto).

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L’alternativa ad Ardemagni si attendeva dal mercato di gennaio ma non è arrivata, anche per la vicenda De Luca. Era la priorità insieme ai due esterni difensivi ma l’attaccante non è arrivato. Si è detto che bisognava prima sfoltire la rosa nel reparto offensivo e forse per questo si è perso del tempo. Perché di attaccanti di buon livello, che avrebbero fatto al caso dell’Ascoli, nel mercato di gennaio ce ne erano. Basterebbe pensare a Litteri (finito a Cosenza) o Mbakogu (finito al Padova) solo per fare due nomi.

Ma il mancato arrivo dell’alternativa ad Ardemagni non è l’unico dubbio che lascia il mercato di gennaio bianconero. Che, come detto, con l’arrivo di Rubin a sinistra e Andreoni a destra ha dato a Vivarini quelle alternative a Laverone e D’Elia (e proprio l’assenza di quest’ultimo contro il Perugia è stata pagata a caro prezzo) di cui l’allenatore bianconero aveva bisogno. Per il resto, però, al di là di Ciciretti (che merita un discorso a parte) gli altri colpi di mercato suscitano comunque qualche dubbio. A partire dalla vicenda che alla fine ha portato in bianconero il portiere Milinkovic Savic.

Dopo la disastrosa prima parte di campionato era inevitabile che l’esperienza di Perucchini con l’Ascoli fosse da considerare terminata. Lanni è un punto interrogativo (per i continui problemi fisici), Bacci ha esordito discretamente ma sarebbe stato un rischio pensare di fare la seconda parte della stagione con l’ex Juve Stabia come numero uno. La soluzione ideale sembrava Fulignati, lo scorso anno titolare con il Cesena, che però è rimasto pochi giorni ad Ascoli per poi andarsene (alla Spal) in maniera sinceramente incomprensibile.

Perché la motivazione per il suo approdo (per altro in prestito) a Ferrara è stato un problema alla schiena, accusato al secondo allenamento, che secondo il bollettino medico avrebbe richiesto due settimane di stop. In pratica, considerando che l’Ascoli la prossima settimana osserva il turno di riposo, avrebbe dovuto saltare un’unica partita (quella di Lecce). Sembra davvero un paradosso, anche perché al suo posto è arrivato Milinkovic Savic (sempre dalla Spal) che negli ultimi tempi non ha giocato molto e che, nelle uniche due presenze stagionali (entrambe a Roma), ha lasciato molto a desiderare.

In tutta sincerità ci sembra un po’ un azzardo, anche se Vivarini deve avere una gran fiducia nel portiere serbo, visto che lo aveva schierato subito a Lecce, nemmeno 48 ore dopo il suo arrivo ad Ascoli. Naturalmente non possiamo che augurarci che abbia ragione lui. L’arrivo del 20enne esterno offensivo Mautir Chajia è probabilmente da considerare un investimento per il futuro, mentre sinceramente è difficile da interpretare il senso dell’approdo in bianconero del centrocampista Iniguez.

Innanzitutto perché a centrocampo l’Ascoli sembra comunque abbastanza coperto (la mediana schierata a Lecce, nonostante le assenze di due pedine come Addae e Troiano, era comunque di buon livello). E se proprio si doveva prendere un centrocampista bisognava eventualmente puntare su un giocatore che potesse alzare ulteriormente il livello della mediana bianconera. Che, ovviamente, non può certo essere Iniguez che, per altro, sono praticamente 3 anni che non gioca.

Nel complesso, quindi, dal mercato di gennaio l’Ascoli è uscito con qualche alternativa in più dietro ma non così rafforzato da alimentare concretamente le ambizioni playoff. A meno che Ciciretti non giochi un girone di ritorno addirittura su livelli più alti di quelli messi in mostra 2 anni fa, quando fu uno dei grandi protagonisti della promozione del Benevento. All’epoca, però, si mise in mostra soprattutto come uomo assist, meno come realizzatore (6 gol complessivamente messi a segno).

La formazione di Vivarini, invece, avrebbe soprattutto bisogno di qualcuno in grado di garantire un buon numero di gol, visto che proprio la scarsa vena realizzativa è il principale limite di questa squadra. I dati, più di tante parole, testimoniano inequivocabilmente la situazione. Con appena 20 reti segnate i bianconeri sono il terz’ultimo attacco, peggio hanno fatto solamente Cosenza e Livorno con 18 gol. E’ chiaro che il giocatore romano può portare un pizzico di fantasia e di incisività in più.

Ma sia lui che lo stesso Ninkovic dovranno dare un contributo importante in fase realizzativa se davvero l’Ascoli vuole fare un salto di qualità. Prima di ogni altra cosa, però, i due dovranno imparare a convivere, cosa non semplicissima perché hanno un modo abbastanza simile di giocare. Naturalmente non può far testo la prima partita giocata insieme (quella con il Perugia) perché Ciciretti era appena arrivato e ovviamente non poteva esserci una buona intesa. Ma anche perché, come anticipato, la presenza al centro dell’attacco di Beretta non ha certo facilitato.

In quest’ottica, vista la rosa a disposizione dell’allenatore bianconero, fondamentale sarà il recupero di Ardemagni, l’unico attaccante dell’Ascoli che potrebbe facilitare le cose. La speranza è che il centravanti ex Avellino possa essere pronto per sabato 16 febbraio quando, dopo il turno di riposo, i bianconeri torneranno in campo per la sfida al Del Duca contro la Salernitana. Che sarà, se non proprio decisiva, fondamentale per le ambizioni dell’Ascoli. Che, dopo aver ottenuto un solo punto nei primi turni del girone di ritorno (ovviamente compresa la partita non disputata a Lecce), vedono un po’ più lontana la zona playoff (l’ottavo posto è attualmente occupato dal Cittadella che ha 5 punti e una partita in più).

Un punto sotto, quindi con 4 punti di vantaggio, c’è il Perugia che però ha le stesse partite dei bianconeri (questa settimana riposava) e che nei confronti della formazione di Vivarini ha anche il vantaggio della doppia sfida favorevole. Davanti all’Ascoli ci sono anche Salernitana (3 punti) e Cremonese (1 punto), entrambe con una partita in più. A pari punti (ma con una partita in più) il Venezia, un punto sotto (e sempre una partita in più il Cosenza). Poi c’è la zona playout, per il momento ad una distanza di sicurezza (7 punti).

La serie B è un campionato particolare nel quale non bisogna mai abbassare la guardia, ma i bianconeri non dovrebbero correre rischi. Però, quando torneranno in campo dopo aver osservato il turno di riposo, è probabile che la zona playoff sia ancora più distante.

Per questo contro la Salernitana sarà necessario cercare di tornare alla vittoria. Vivarini avrà 15 giorni di tempo per recuperare gli acciaccati e per far trovare i suoi pronti ad un appuntamento che può già essere considerato uno snodo cruciale per la stazione dell’Ascoli.

 

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