Il Comune dei miracoli: bastano 10 giorni di lavoro per ottenere la retribuzione di risultato


Tra il 13 e il 21 dicembre 2018 l’amministrazione comunale ha assegnato ad alcuni Settori del Comune gli obiettivi operativi da perseguire nel corso del 2018 che, poi, determineranno se e in che misura verrà elargita la retribuzione di risultato a dirigenti e dipendenti

Ad ottobre 2018 abbiamo scoperto, non senza un certo stupore, che abbiamo un apparato comunale (dirigenti e dipendenti comunali) inaspettatamente molto efficiente, in grado di realizzare nel 2017 ben l’82% (69 su 84) degli obiettivi amministrativi fissati. Certo, poi in realtà ci sarebbero non poche perplessità sul raggiungimento concreto di alcuni di quegli obiettivi (considerando, ad esempio, che tra quelli centrati era stato incluso anche il completamento della nuova tribuna est…), ma in ogni caso il dato è davvero impressionante.

Non come, però, quello a dir poco clamoroso che è emerso in questi giorni festivi. Che evidenzia come alcuni di quei dirigenti e dipendenti siano degli autentici fenomeni, in grado di compiere dei veri e propri miracoli. Come centrare (o quanto meno provare a centrare) obiettivi complessi e molto importanti, che richiederebbero almeno un anno di duro impegno, in appena 10-15 giorni.

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Il politico più scaltro della storia della Repubblica italiana, Giulio Andreotti, raccontava negli ultimi periodi della sua vita come era prassi dei governi democristiani adottare i provvedimenti più “scomodi” per i cittadini o più controversi e bizzarri solitamente a fine luglio-inizi di agosto o sotto le festività natalizie, periodi in cui solitamente l’attenzione dell’opinione pubblica è decisamente minore. Per quanto riguarda il Comune di Ascoli negli ultimi anni di provvedimenti scomodi per i cittadini o controversi ne ha adottati talmente tanti che materialmente non avrebbe comunque potuto ridursi a farlo solo in quei determinati periodi.

Quest’anno, però, le festività natalizie ci hanno portato in regalo quelli che, senza tema di smentita, sono i provvedimenti più paradossali e surreali di questa amministrazione comunale (che pure di provvedimenti “singolari” non ne ha certo adottati pochi…). E che, al di là dell’inevitabile e della facile ironia che suscitano, sono lo specchio più fedele di quella superficialità e di quella assoluta mancanza di una seria programmazione che da sempre denunciamo.

Infatti nei giorni che hanno preceduto il Natale (ma gli atti sono stati pubblicati sull’albo pretorio on line nel periodo tra Natale e Capodanno) sono state approvate una serie di determine con le quali sono stati assegnati ad alcuni fondamentali Settori del Comune gli obiettivi operativi da perseguire nel corso del 2018. Avete letto bene, non c’è alcun errore e la stessa sensazione di aver letto male l’abbiamo avuta anche noi quando ci siamo trovati di fronte a quelle determine dirigenziali. Sembra incredibile, anzi, in qualsiasi altro posto, in qualsiasi altro Comune o ente pubblico sarebbe impossibile. Invece nel meraviglioso mondo del Comune di Ascoli accade anche questo, che gli obiettivi operativi da perseguire per il 2018 vengano assegnati a metà dicembre 2018.

Per l’esattezza, almeno stando agli atti ufficiali pubblicati nell’albo pretorio on line del Comune, il 21 dicembre sono stati assegnai gli obiettivi operativi per il 2018 alle “posizioni organizzative del Settore Edilizia, Attività Produttive e Ambiente” (determina n. 3837), il 18 dicembre alla “Alta professionalità del settore Assetto del Territorio” (determina n. 3769) e il 13 dicembre alle “P.O. del Settore Patrimoni-Gestioni Dirette-Welfare – Pubblica Istruzione” (determina n. 3706).  Più fortunate e facilitate (evidentemente non sono dei fuoriclasse come gli altri…) le posizioni organizzative del Settore Cultura, Turismo, Risorse Umane che si sono visti assegnare gli obiettivi operativi per il 2018 con largo anticipo rispetto gli altri, il 23 novembre scorso (determina n. 3374).

Se, poi, si analizzano nel dettaglio quelle determine si entra in una dimensione in cui il paradosso si trasforma in farsa. Innanzitutto perché gli obiettivi operativi che vengono assegnati sono tutti molto complessi e (non ci sarebbe neppure bisogno di sottolinearlo) richiederebbero un lungo lavoro di mesi, in qualche caso anche più di un anno.

Alla titolare della posizione organizzativa del Servizio Ambiente, ad esempio, il 21 dicembre viene affidato come incarico per il 2018 la “bonifica dell’area ex Sgl Carbon/coordinamento con la redazione del pru” (uno scherzo facilmente realizzabile in 10 giorni, considerando anche Natale e Capodanno di mezzo…) ma anche l’affidamento del servizio di controllo degli impianti termici. Quando, poi, oltre all’obiettivo viene anche definito il cronoprogramma dell’intervento (con l’obbligo naturalmente di rispettarlo il più fedelmente possibile) la farsa supera ogni limite immaginabile.

Nella determina n. 3706 del 13 dicembre 2018, ad esempio, alla posizione organizzativa del Servizio Pubblica istruzione vengono assegnati due obiettivi strategici, con tanto di cronoprogramma predeterminato. Il primo obiettivo è “attuazione servizio di assistenza nella gestione dei piani di autocontrollo igienico sanitario”, con il cronoprogramma (stabilito il 13 dicembre 2018, è opportuno ricordarlo perché si fatica a crederci) che entro gennaio 2018 venga individuata la società o figura professionale, a partire dal febbraio 2018 che partano i sopralluoghi previsti presso ciascuna struttura comunale e, poi, la successiva fare di report. Chissà, magari i dirigenti e i dipendenti del Comune di Ascoli avranno anche la capacità di viaggiare e tornare indietro nel tempo…

Il secondo obiettivo, invece, è il “completamento della esternalizzazione del servizio di trasporto scolastico” che prevede la realizzazione dello studio di fattibilità entro giugno 2018, l’avvio della trattativa con il gestore del servizio entro luglio 2018 e la delibera di indirizzi della giunta comunale entro agosto 2018. Quelli citati sono solo un paio di esempi ma di situazioni simili ce ne sono in tutte e 4 le determine. Al di là di paradossi e farse, però, l’aspetto più rilevante di questa surreale vicenda è che l’assegnazione degli obiettivi operativi è strettamente connessa, anzi determina l’importo della retribuzione di risultato che spetterà poi a fine anno ad ogni dirigente e dipendente comunale.

Parliamo complessivamente di centinaia di migliaia di euro (naturalmente soldi pubblici, dei cittadini ascolani) che possono o non possono finire nelle tasche dei “comunali”. “La valutazione della retribuzione di risultato – si legge nelle 4 determine – avverrà sulla base dei sotto riportati criteri: 1 capacità di direzione in relazione alla organizzazione e gestione interna nonché al rispetto delle scadenze e dei vincoli normati; 2 risultato conseguito in relazione al conseguimento  degli obiettivi assegnati alla posizione, al grado di importanza degli obiettivi raggiunti, nonché alla qualità e quantità dell’apporto personale profuso nel conseguimento degli obiettivi, tenuto conto di assenze prolungate, inerzia o ritardo ad adempiere”.

Questo significa che l’amministrazione comunale è perfettamente cosciente (e non potrebbe essere altrimenti) dell’importanza dell’assegnazione degli obiettivi operativi. Dal quale, come detto, dipende l’assegnazione o meno (e in che percentuale) di diverse migliaia di euro per dirigenti e dipendenti. Ma, è di tutta evidenza, se gli obiettivi vengono assegnati a metà dicembre, a pochi giorni dalla fine dell’anno (cioè dal limite entro il quale gli obiettivi stessi devono essere considerati realizzati o meno), in pratica è come se si stabilisse a tavolino se e in che misura elargire la retribuzione di risultato.

Perché, solo per restare agli esempi citati, per quanto riguarda l’esternalizzazione del servizio di trasporto scolastico a metà dicembre l’amministrazione comunale sa perfettamente se lo studio di fattibilità è stato o meno realizzato entro giugno, se la trattativa con il gestore è stata avviata entro luglio e se la delibera di indirizzi è stata adottata (è stata approvata solamente a novembre, la n. 247 del 19/11/2018, quindi in teoria questa parte dell’obiettivo non sarebbe centrato…).

E in un caso o nell’altro, siamo di fronte a qualcosa di inaccettabile. Che, pur sapendo che tanto l’amministrazione comunale come al solito non si degnerà neppure di spiegare questa surreale situazione, non può avere alcun tipo di giustificazione

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