Ascoli e Vivarini da applausi, dal mercato la spinta decisiva


La folle partita di fine anno, con la vittoria in rimonta negli ultimi minuti, potrebbe rappresentare la svolta in positivo del campionato dell’Ascoli. Che, con gli innesti giusti a gennaio, ha le carte in regole per inseguire traguardi ambiziosi

Ci sono partite in una stagione che possono rappresentare la svolta, in positivo o in negativo. I tifosi bianconeri, ad esempio, non dimenticheranno mai quello Spezia-Ascoli della stagione 2012-2013, quando la formazione di Silva, in serie positiva da 6 turni e con motivate ambizioni di playoff, finì per perdere una partita dominata e che a mezzora dalla fine conduceva 3-0. Poteva essere il trampolino di lancio verso traguardi ambiziosi, si trasformò nell’inizio di una rovinosa caduta fino all’amarissima retrocessione in Lega Pro.

La folle partita andata in scena al Del Duca domenica 30 dicembre potrebbe, invece, rappresentare l’esatto contrario. Sotto 2-0, dopo un primo tempo disastroso nel quale i calabresi avrebbero potuto anche aumentare il bottino, la formazione di Vivarini (reduce dal brutto 3-0 di Palermo) rischiava di andare alla sosta ad un passo dai playout e ben lontana dalla zona playoff. Quegli ultimi incredibili minuti hanno clamorosamente ribaltato la situazione ed ora i bianconeri vedono a soli 2 punti la zona playoff, mentre la zona a rischio è tornata a distanza di sicurezza.

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Certo in queste circostanze serve indiscutibilmente un pizzico di fortuna (che al Del Duca si è materializzata sotto forma di “orrori” difensivi da parte del Crotone e, probabilmente, anche di una svista arbitrale in occasione del decisivo 3-2). Soprattutto, però, dopo un primo tempo così brutto ci vuole un grandissimo carattere e la volontà di non mollare mai, anche quando la partita sembra ormai segnata. E che questa squadra il carattere ce l’ha non lo scopriamo certo ora, già tante altre volte in questo campionato i bianconeri hanno dimostrato che la grinta, la feroce determinazione e la volontà di non mollare mai fino alla fine sono nel dna di questo gruppo (e del suo allenatore).

Non a caso tra i grandi protagonisti del “miracolo” di fine anno ci sono due giocatori che incarnano alla perfezione il carattere indomabile di questa squadra: Riccardo Brosco e Bright Addae. Il difensore romano, dopo un avvio difficile, è diventato l’indiscusso leader di una retroguardia che per diverse giornate è sembrata quasi imperforabile. Da alcune settimane, però, la difesa bianconera ha mostrato qualche preoccupante crepa, non solo per i gol subiti ma anche per le occasioni concesse agli attaccanti avversari.

Lo stesso Brosco nelle ultime partite non ha certo brillato e nel primo tempo contro il Crotone è sembrato sinistramente molto simile a quel difensore impresentabile del disastroso esordio in Coppa Italia (con responsabilità gravi in entrambi i gol ospiti e una serie imbarazzante di svarioni). Sembrava una domenica da dimenticare per lui che, invece, nella ripresa è rientrato in campo come “tarantolato”, pronto a condurre i suoi all’impresa, partita proprio grazie al suo repentino gol. Poi, nonostante in fase difensiva abbia continuato a soffrire, nel convulso finale è stato ancora una volta lui a guidare i bianconeri in avanti, mettendo lo zampino anche nel decisivo gol di Ganz.

Addae, soprattutto nel difficile primo tempo dell’Ascoli, ha lottato come un leone praticamente da solo, correndo, sbuffando, richiamando a gran voce i compagni ma non mollando mai neppure di un centimetro e, addirittura, è andato ad un passo da un incredibile gol. Nella ripresa, nel momento migliore dei suoi, ha continuato a spingere, a correre e a lottare su ogni pallone. E nel finale, quando la formazione di Vivarini, ancora sotto 1-2, sembrava quasi rassegnata alla sconfitta, ancora una volta ha suonato la carica, sfiorando con una giocata personale il pareggio e, dopo il 2-2 di Beretta, andando ad un passo dal gol del 3-2.

Naturalmente il carattere e la grinta, pur se indispensabili, da sole non sono sufficienti per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che questa squadra può e deve inseguire. In tal senso la partita con il Crotone può davvero rappresentare il punto di svolta della stagione a patto che, celebrata nel giusto modo la grande impresa compiuta dai ragazzi di Vivarini (al di là degli episodi e degli errori degli avversari risalire da 0-2 e, soprattutto, rovesciare l’esito di una partita che all’88° vedeva l’Ascoli ancora sotto per 1-2 rappresenta una grandissima impresa), tecnico e dirigenti riflettano attentamente su cosa non è andato in quella partita (e nelle ultime gare), anche e soprattutto in chiave mercato.

Perché l’avvio di gara sotto tono era già capitato contro il Brescia, anche se in quella occasione i lombardi avevano graziato l’Ascoli (che poi aveva praticamente dominato la partita da fine primo tempo in poi, fino alla beffa finale). Il Crotone, invece, ne ha approfittato segnando due gol in poco più di un quarto e buon per i bianconeri che Bacci ha evitato il 3-0 e che Barberis e Simy si siano divorati il possibile match point.

Allo stesso modo la difesa, che nella parte centrale del girone di andata sembrava quasi impenetrabile (non solo pochi gol subiti ma anche pochissime occasioni lasciate agli avversari), da diverse partite è tornata ad essere incerta. I numeri parlano chiaro, nelle ultime 6 gare l’Ascoli ha subito 9 gol. Ma oltre i numeri ci sono le occasioni che nelle ultime partite i bianconeri hanno sempre concesso agli avversari. Vivarini è tecnico esperto e sicuramente ha perfettamente il polso della situazione, quindi può valutare se si tratta di un calo di forma fisiologico o se c’è, invece, la necessità di correggere qualcosa.

In ottica mercato quel che è certo è che la difesa ha assolutamente bisogno di due esterni da aggiungere a Laverone e D’Elia. Che fin qui hanno disputato una buona stagione ma che al momento non hanno alternative quando sono fuori o hanno bisogno di rifiatare (come, ad esempio, il Laverone delle ultime partite). Discorso più complesso per quanto riguarda il portiere.

Senza voler infierire, Perucchini non è più presentabile, mentre per Lanni, sempre positivo quando è sceso in campo, c’è da riflettere sulle sue reali condizioni e sulla sua fragilità fisica. Bacci (all’esordio in B) contro il Crotone ha convinto ed a questo punto tecnico e società devono decidere se puntare sulla coppia Lanni-Bacci o se sia il caso di prendere un portiere in grado di assicurare maggiore sicurezza sotto ogni punto di vista (ammesso che ce ne sia qualcuno disponibile in questa fase di mercato). L’altro nodo importante da sciogliere, sempre in ottica mercato, riguarda l’attacco.

Detto che ovviamente Ardemagni è il perno indiscutibile, nelle ultime uscite è apparso in grande crescita Beretta (che contro il Crotone finalmente ha anche trovato il gol). Che, però, il suo contributo in termini di partecipazione alla manovra l’ha sempre fornito ma che, altrettanto sicuramente, non sarà mai un attaccante da cui attendersi un buon bottino di gol. Dietro di loro a turno Ganz, Rosseti e Ngombo hanno alternato prestazioni incoraggianti a partite negative.

La sensazione è che la formazione bianconera, se davvero vuole ambire a qualcosa di importante, ha bisogno di un altro attaccante di livello per la serie B, cosa che automaticamente comporterebbe comunque almeno un paio di partenze nel reparto avanzato. A meno che tecnico e società non decidano di scommettere concretamente su Ganz, con tutti i rischi che ciò comporterebbe. Naturalmente, esattamente come per il portiere, dal mercato dovrà arrivare un attaccante di valore, concretamente in grado di far compiere un salto di qualità ai bianconeri perché in caso contrario è meglio restare con questa rosa.

Non dovrebbero arrivare particolari novità a centrocampo, reparto nel quale Troiano, Addae, Cavion e Frattesi hanno fino ad ora garantito un buon rendimento (pur se con qualche naturale pausa) e che, dopo quanto visto contro il Crotone, potrebbe poter contare anche sull’importante contributo di Casarini. Un giocatore che, se torna ad esprimersi ai suoi livelli, potrebbe rappresentare uno dei più importanti acquisti per la il girone di ritorno.

Naturalmente, pensando al possibile salto di qualità, non prendiamo neppure in considerazione l’ipotesi che a gennaio ci possa essere qualche “uscita” eccellente, in particolare di Ninkovic che (almeno stando alle voci di mercato) sembra avere diversi estimatori anche in serie A. Perché un’eventuale cessione del talento serbo significherebbe inequivocabilmente, al di là di eventuali proclami e giustificazioni, che per ambizioni più concrete bisognerà attendere almeno un altro anno…

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