Analisi e vaccini, la “bufala” di Natale


Mentre in Europa cresce la preoccupazione per i dati diffusi dall’Oms sul morbillo (60 mila casi e 72 morti nel 2018, il doppio rispetto all’anno precedente), in Italia si discute di presunte analisi choc, effettuate da non meglio precisati laboratori, su alcuni lotti di vaccini

I casi di morbillo sono al livello più alto degli ultimi 20 anni in Europa. Uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità rivela che nel corso del 2018 si sono verificati ben 60 mila casi di morbillo nel nostro continente, più del doppio rispetto allo scorso anno, con ben 72 morti (due volte di più rispetto al 2017). Per gli esperti di sanità e per le riviste medico-scientifiche di tutta Europa un dato a dir poco allarmante, evidentemente provocato dal crescente scetticismo sui vaccini amplificato dai social media, dove hanno diritto di opinione e hanno seguito le astruse teorie di chi non ha alcun titolo per esprimersi, e da alcuni partiti populisti che, per bieche ragioni di propaganda e convenienza elettorale, soffiano sul fuoco della disinformazione.

Ma mentre in tutta Europa si discute di questa grave situazione, in quel fantastico posto che è diventato il nostro paese la notizia della settimana a proposito di vaccini è un’altra, grazie al presunto scoop di un quotidiano nazionale, subito ripreso e diventato virale sui social grazie alle tante associazioni no vax che, in un paese in cui l’ignoranza regna padrona, si sono moltiplicate.

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Con un titolo “sparato” a tutta pagina domenica quel quotidiano annuncia il (molto) presunto scoop: “Analisi choc su due lotti di vaccini”. “Mesi di prove e controprove – si legge nel sottotitolo – poi la risposta dei controlli cofinanziati dall’ordine biologi. Manca la rosolia in quello  che dovrebbe debellarla. Dna umano e diserbanti nell’altro”. Per chi ha un minimo di esperienza e non completamente “rimbabito” dalla propaganda di parte sarebbe stato sufficiente leggere con attenzione il relativo quanto meno per farsi venire qualche dubbio (in realtà per farsi due risate…).

L’assoluta mancanza di riferimenti concreti (quali sarebbero questi laboratori analisi che hanno effettuato i test? quanto sono accreditati? su quale rivista scientifica avrebbero pubblicato i risultati del loro studio? e, soprattutto, quei risultati sono mai stati posti in discussione con la comunità scientifica?), il modo in cui è costruita la notizia (con informazioni varie prive di significato, condite da affermazioni vagamente demagogiche e prive di significato) e il fatto che, per tentare di dare un minimo di credibilità alla notizia stessa, si ricorra ad un’intervista, senza però spiegare bene nel dettaglio tutti i passaggi dell’operazione, spiegherebbero meglio di ogni altra considerazione la reale consistenza del presunto scoop.

Però l’esercito di “boccaloni” sempre così numeroso in questo paese non aspettava altro ed ecco che in brevissimo tempo è ripartito il solito stucchevole tam tam. Ma in realtà che cosa è accaduto? Molto più semplicemente che una delle più note associazioni no vax del nostro paese (Corvelva) ha affidato a non meglio identificati laboratori il compito di svolgere l’analisi di alcune fiale di vaccino.

Un’operazione finanziata con 10 mila euro dall’Ordine dei Biologi il cui presidente D’Anna proprio per questo è finito al centro di una vera e propria bufera, con tanto di petizione e richiesta di dimissioni da parte di un numero crescente di iscritti all’Ordine stesso. Ovviamente (e figuriamoci se poteva essere il contrario) quelle analisi hanno fornito un risultato “clamoroso” che evidenzierebbero il fatto che in quei vaccini ci sarebbe di tutto, tranne quello che dovrebbe esserci.

Poco conta che quegli stessi vaccini, prima di essere messi in circolazione, sono sottoposti a verifica e analisi per mesi da parti di laboratori e di biologi di tutto il mondo (tutti ampiamente verificabili e facilmente rintracciabili, a differenza di quei fantomatici laboratori…), poi certificate dalla FDA (Food and Drug Adimnistratio, l’ente governativo statunitense che si occupa dei prodotti farmaceutici), dall’Ema (l’Agenzia europea per i medicinali) e, a casa nostra, dall’Aifa e dall’Iss.

Quasi superfluo sottolineare che le centinaia e centinaia di analisi effettuate da quei laboratori hanno dato risultati (pubblicati poi su tutte le riviste scientifiche e sottoposti quindi a verifica) totalmente differenti. Un dettaglio ininfluente per i “boccaloni” di casa nostra, pronti ovviamente a spiegare che tutti quei laboratori, tutti quei professionisti sono inattendibili perché di parte. Invece sono affidabili le “farneticazioni” di chi neppure ha il coraggio di pubblicare chi in concreto avrebbe realizzato quelle analisi.

Un altro titolone. Un’altra bufala. Tanti danni in vista – commenta il noto epidemiologo Pierluigi Lopalco – che ci stanno a fare i laboratori di qualità di mezzo mondo? Che fa FDA e EMA? e la nostra AIFA e l’ISS? Possibile che non si accorgano che abbiamo vaccini contro il tetano che non contengono la antitossina tetanica? Anzi al suo posto sono pieni zeppi di DNA di bambini abortiti e glifosate (si la Monsanto ci ha messo lo zampino pure lì)? La mia domanda è a questo punto un’altra: un giornalista che si fregia di questo titolo, possibile che non abbia subodorato la bufala? possibile che di fronte a questa enormità non abbia sentito il dovere di chiedere il parere ad un esperto? Evidentemente no. Tanto i cocci derivanti dal danno fatto da lui, saranno altri a doverli raccogliere”.

Le prove così presentate non sono inoppugnabili: sono semplicemente ridicole e, per chi se ne intende anche solo minimamente, fanno tenerezza per l’ingenuità di chi ha condotto queste ricerche – aggiunge Roberto Burioni – quindi i vaccini sono sicuri ed efficaci, fino a prova contraria. Quella presentata non è una prova contraria, è un concentrato di sciocchezze ed errori sperimentali, dei quali qualcuno dovrà presto vergognarsi, perché presto verranno smascherate e sbugiardate”.

Purtroppo non c’è nulla di che stupirsi, non è la prima volta e non sarà neppure l’ultima che il movimento no vax alza un polverone senza riferimenti e dati concreti, ben sapendo che tanto la platea di chi è disposto a credere “alle favole” è sempre piuttosto nutrita. Era addirittura accaduto anche in occasione della tragica e improvvisa scomparsa del capitano della Fiorentina Davide Astori che alcuni dei più noti esponenti no vax avevano provato a collegare al vaccino anti influenzale.

Sarebbe interessante a mesi di distanza, ora che la verità sta iniziando ad emergere (ma mai nessuno seriamente ha preso anche solo in considerazione quella surreale ipotesi), rileggere le affermazioni fatte da quegli esponenti allora, i commenti al veleno, quasi offensivi, di cui siamo stati oggetto. Tutto dimenticato, come presto si dimenticherà questa ennesima “pagliacciata”. In attesa della prossima…

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