Crisi e terremoto, resistono le piccole e medie imprese del Piceno


Secondo i dati del Centro studi Cna Marche nei primi 9 mesi del 2018 nei comuni piceni del cratere sono nate 53 nuove attività. E, complessivamente, rispetto al periodo pre-terremoto in quell’area si è registrato un incremento quasi del 2% del numero di imprese

“Resistere, resistere, resistere”. Il famoso appello che nel 12 gennaio 2002, in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario, lanciò il procuratore generale della Repubblica di Milano Francesco Saverio Borrelli, potrebbe tranquillamente essere lo slogan simbolo per le piccole e medie imprese del Piceno. Che, nei lunghi anni di crisi così come nel post terremoto, non solo stanno dimostrando di essere in grado di accettare la sfida.

Ma, in un contesto spesso difficilissimo, riescono comunque a resistere in maniera che si può tranquillamente definire stoica. Lo testimoniano i dati che la Cna di Ascoli Piceno ha raccolto per la provincia grazie alle stime e all’analisi del Centro studi della Cna regionale delle Marche. Nei primi 9 mesi del 2018 nel Piceno sono infatti nate 53 nuove attività nei comuni dell’area del cratere (più 0,55 % rispetto allo stesso periodo del 2017) e 43 nuove attività nei comuni esterni al cratere (più 0,38 % rispetto allo stesso periodo del 2017).

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Per un totale provinciale di 96 imprese in più, pari a un incremento percentuale di 0,46 punti. “Come associazione – spiega Francesco Balloni, direttore generale della Cna di Ascoli – abbiamo sempre avuto segnali tangibili della voglia di ripartire e di ricominciare degli imprenditori. A tutti i livelli e in tutti i settori. La sfida per il futuro si giocherà però soprattutto nell’individuazione di politiche che portino a un reale ripopolamento della nostra montagna. E questo può avvenire solo con una ricostruzione definitiva che finalmente acceleri i tempi e tagli i vincoli burocratici non indispensabili

Paragonando le dinamiche delle imprese attive del cratere della provincia di Ascoli con quelle degli altri tre crateri, si vede come quella Picena sia la sola provincia in cui le imprese del cratere aumentano di numero nei primi nove mesi del 2018.  Prendendo invece a riferimento tutti i trimestri successivi al sisma, si vede come nel cratere della provincia di Ascoli il tessuto delle imprese sia quello che più è aumentato di numero (dell’1,9 per cento: fatto 100 il IV trimestre 2016 il numero delle imprese attive è divenuto pari a 101,9 nel III trimestre 2018); nelle province di Macerata e Ancona il numero delle imprese del cratere è rimasto sostanzialmente invariato; nel cratere fermano, invece, è diminuito del 2 %.

Traducendo il tutto in termini più chiari, nel quarto trimestre del 2016 (cioè nel periodo del terremoto) nell’area del cratere della provincia di Ascoli erano attive 9.424 imprese (20.899 in tutta la provincia). Secondo i dati forniti dal Centro studi della Cna Marche nel terzo trimestre 2018 le imprese attive nell’area del cratere sono 9.603, ben 179 in più rispetto al periodo precedente il terremoto, pari quasi al 2% in più (in tutta la provincia di Ascoli le imprese attive sono 21.096).

Contro ogni logica, nonostante gli enormi problemi, nonostante tutte le inefficienze il territorio del cratere della provincia di Ascoli e, in particolare, la zona della montagna continuano a resistere, ad andare avanti.

La montagna rimarca con forza la voglia di esserci – aggiunge Luigi Passaretti, presidente territoriale della Cna di Ascoli – ma ha bisogno di politiche vere di sviluppo che coniughino un passato forte di tradizioni con un futuro che deve guardare sempre più lontano”.

Scendendo nelle dinamiche settoriali, si evidenzia che nei primi 9 mesi del 2018 l’area cratere della provincia di Ascoli vede calare di numero soprattutto le imprese attive nel commercio (-14) ma registra sostanziosi incrementi tra le imprese dei servizi “avanzati” (servizi di informazione e comunicazione, attività finanziarie e assicurative, attività immobiliari, attività professionali, scientifiche e tecniche, noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese) oltre che delle manifatture e delle costruzioni.

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