Tre sfide cruciali per un Ascoli all’altezza delle migliori


Contro l’ottimo Cittadella i bianconeri recriminano per l’ottimo primo tempo chiuso solamente 1-1 ma rischiano nella ripresa. Ora prima della sosta e del fondamentale mercato di gennaio la formazione di Vivarini attesa dalle prime due in classifica e dal Crotone

Al di là dei singoli episodi che hanno caratterizzato la partita, quello conquistato dall’Ascoli contro il Cittadella è un buon punto. Innanzitutto perché ottenuto contro una “signora” squadra, sicuramente sul piano del gioco la migliore vista fino ad ora al Del Duca. E poi perché se è vero che c’è qualcosa da recriminare per un primo tempo che poteva chiudersi con i bianconeri avanti, è altrettanto innegabile che nella ripresa la formazione di Vivarini ha rischiato grosso, letteralmente “graziata” in ben due circostanze da Strizzolo e con gli ospiti che, soprattutto nei primi 20 minuti, avevano preso in mano la partita.

E’ stato bravo l’Ascoli, proprio nel momento di maggiore difficoltà, a stringere i denti, con il solito cuore e la solita determinazione che abbiamo imparato a conoscere ma anche con la lucidità di chi, anche in quella fase, non ha rinunciato a farsi vedere in avanti. Anzi, in quei frangenti un paio di ripartenze potevano essere sfruttate meglio, visto che il Cittadella nel momento di maggiore pressione ha comunque lasciato spazio ai bianconeri. Che, forse, avevano speso troppo in quella prima mezzora arrembante nella quale la formazione di Vivarini, con un pressing asfissiante e un ritmo forsennato, ha messo in grande difficoltà i veneti.

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Quel gol subito in una fulminante ripartenza, dopo il mancato rigore, ha complicato i piani. Perché sicuramente la partita sarebbe stata diversa se l’Ascoli avesse concretizzato quella grande prima mezzora con il meritato vantaggio. Che non è, invece, arrivato non solo per colpa della sfortuna e dell’errore arbitrale ma anche per un po’ di imprecisione, più che sotto porta nell’ultimo passaggio.

Per ben due volte, sullo 0-0 prima e sull’1-1 poi, Beretta ha avuto l’opportunità di servire Ardemagni solo in area, in posizione ottimale per realizzare, in entrambe le occasioni ha sbagliato (nel primo caso tirando in porta invece di passare la palla al centravanti bianconero, nel secondo fallendo goffamente il facile appoggio). Al di là degli errori tecnici in quelle occasioni, più in generale anche nella prima mezzora di assoluto dominio l’Ascoli non ha creato un numero di occasioni adeguato alla mole di gioco prodotta.

E’ mancato l’ultimo passaggio, sono mancati i cross pericolosi, in grado di esaltare le doti di attaccante di area di rigore di Ardemagni. Che, però, ha confermato di essere altro, soprattutto un grande trascinatore. Nel primo tempo sembrava letteralmente “indemoniato”, correva e pressava ogni avversario, ha fatto impazzire i difensori veneti (facendone ammonire 2 in 20 minuti), sovrastandoli anche fisicamente. Anche nella ripresa ha continuato a lottare come un leone, anche se l’Ascoli si è visto meno in chiave offensiva.

Avrebbe bisogno, oltre che di Ninkovic che rientrerà venerdì prossimo contro il Brescia (gli è stata tolta una giornata di squalifica), di un compagno di reparto in grado di sfruttare meglio le difficoltà che crea alle difese avversarie, oltre che di aiutarlo e assisterlo meglio. Beretta è encomiabile per la grande mobilità, per il gran lavoro che svolge. Ma poi, anche per il gran movimento, è sempre poco lucido sotto porta, sia quando deve concludere che quando deve effettuare l’ultimo passaggio.

Anche se, per dovere di cronaca, è giusto ricordare che sabato scorso è stato proprio lui a procurarsi i due rigori, quello non visto e quello invece assegnato per l’1-1. Sicuramente, in ottica mercato di gennaio, questa è una delle priorità se davvero si vuole provare a puntare a qualcosa di ambizioso. Perché, Beretta a parte, al momento né Ngombo né Rosseti sembrano essere qualcosa di più di buoni rincalzi.

L’altra priorità, a nostro avviso, riguarda le fasce laterali. D’Elia e Laverone sono stati autori di un’ottima prima parte di girone di andata. Ora sono leggermente in calo di forma, pur assicurando un rendimento sufficiente, che si evidenzia con chiarezza con il fatto che da diverse partite sono più preoccupati di difendere che di spingere.

Serve almeno un ricambio di livello per le fasce, considerando comunque che, nell’unica occasione in cui è stato schierato, De Santis non ha demeritato. Ma non è certo sufficiente, così come non può essere considerato un’alternativa valida (se non per qualche spezzone di gara in situazioni particolari) Kupisz.

Discorso differente per quanto riguarda il centrocampo, reparto nel quale Vivarini può contare su 4 giocatori di ottimo livello. Addae, non avevamo dubbi, è una certezza e anche con il Cittadella è stato tra i migliori (e sinceramente non abbiamo molto compreso il senso della sua sostituzione). Troiano è molto affidabile, mentre Frattesi continua a crescere e conferma di partita in partita di avere le qualità per spiccare il volo.

Quanto a Cavion continua a non essere troppo continuo ma, quando si accende, può diventare determinante. Dietro di loro, per un motivo o per un altro, fino ad ora hanno deluso Casarini e Zebli, tanto che sabato Vivarini ha rilanciato Parlati che può essere un buon rincalzo. Discorso più complesso per Carpani che da qualche partita è tornato in panchina ma, dopo un infortunio come il suo, bisogna essere cauti e non è possibile farsi troppe aspettative su di lui.

Però ribadiamo che il centrocampo non ci sembra al momento una priorità di mercato (che, poi, può sempre presentare occasioni che vanno colte al volo…), così come non lo è la difesa che, pure, anche contro il Cittadella ha confermato di non attraversare uno dei momenti migliori. Come già a Venezia, la retroguardia bianconera ha concesso troppo agli avanti veneti.

A parte il gol in contropiede nel primo tempo, nei primi 20 minuti della ripresa la formazione di Venturato si è letteralmente divorata due gol fatti e ha creato almeno un altro paio di ottime occasioni. Troppo per una retroguardia che, fino a qualche domenica fa, concedeva pochissimo agli avversari. Sabato Vivarini ha schierato Padella, al posto di Valentini, che ha risposto discretamente.

Qualche difficoltà in più l’ha avuta Brosco che per due volte si è lasciato sfuggire Strizzolo. Pur con il mistero Ingrosso, il reparto arretrato bianconero sembra comunque ben attrezzato per affrontare il proseguo della stagione, un momento di calo e non di massima forma è fisiologico. Anche se ora bisognerà cercare di ritrovare subito solidità e tranquillità perché sono in arrivo due sfide terribili per la retroguardia bianconera.

Venerdì al Del Duca arriva la squadra più in forma del momento, il Brescia, miglior attacco e con il capocannoniere del torneo (Donnarumma). Poi sarà la volta della trasferta in Sicilia con la capolista Palermo, secondo miglior attacco dietro i lombardi. Senza dimenticare l’ultimo turno di andata prima della sosta, al Del Duca contro un Crotone che è si in crisi ma che ha un potenziale (soprattutto offensivo) di primo livello.

La classifica è molto corta in zona playoff ed è certo che tutto si deciderà solo a primavera. Ora è importante non perdere troppo terreno, rimanere a pochi punti di distanza per poi puntellare la squadra a gennaio e ripartire con l’obiettivo (concreto) playoff a portata di mano. Le possibilità di alzare l’asticella e coltivare ambizioni ci sono e sono concrete. La rosa è già buona, se si azzeccano un paio di innesti giusti nulla è precluso.

Ma se si vogliono davvero coltivare ambizioni sarà anche fondamentale ridurre al minimo le polemiche e non esasperare i toni in ottica arbitrale. Quello che accaduto contro il Cittadella è sotto gli occhi di tutti ma Ghersini non ci è sembrato prevenuto nei confronti dell’Ascoli ma, molto più semplicemente, inadeguato come purtroppo altri prima di lui.

Ma le ripetute battute polemiche di Pulcinelli e le frasi allusive di Vivarini nel post Cittadella non aiutano, rischiano anzi di creare ulteriori tensioni. Se la società crede di essere in qualche modo nel mirino per chissà quali motivi faccia i propri passi ufficiali. Altrimenti è meglio chiuderla qui, è inutile alimentare polemiche che potrebbero solo creare tensioni e diventare un possibile paravento. Ci sono tutti i presupposti per essere fino alla fine protagonisti.

Bisogna solo concentrarsi, lavorare per limare i difetti che ora ci sono e non sbagliare gli innesti di gennaio e non perdere tempo ed energie in altro.

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