La domenica del villaggio


Ascoli per Google come l’Australia per i “terrapiattisti”, l’esodo biblico dei leghisti ascolani a Roma, il bagno nella stalla di Di Maio, la straordinaria coerenza di Salvini e le sue prossime dimissioni, il nuovo Razzi in Senato, l’Inter ad un passo da un nuovo Triplete

Torna, dopo una settimana di stop, la tradizionale rubrica domenicale de “La domenica del villaggio” per raccontare, con il sorriso e la tradizionale ironia, due settimane davvero ricche di eventi da ricordare. A partire dalla scoperta che la provincia di Ascoli per Google è come l’Australia per i “terrapiattisti” (non esiste). E, a proposito di teorie singolari (per usare un eufemismo), la partita dell’Ascoli con il Venezia ci ha fatto scoprire che 1 è molto più di 6, mentre il fine settimana è stato caratterizzato anche dall’esodo di proporzioni bibliche dei leghisti ascolani a Roma. In campo nazionale, dopo i fatti di giovedì scorso a Roma, sono attese nelle prossime ore le dimissioni del ministro Salvini. L’altro vicepremier Di Maio, invece, svela i suoi gusti particolari, come quello di fare il bagno nella stalla. Intanto il Senato ha finalmente trovato il degno erede di Antonio Razzi, il senatore leghista Pasquale Pepe. Questo e molto altro nel tradizionale appuntamento de “La domenica del villaggio”.

I “terrapiattisti” cancellano l’Australia, Google la provincia di Ascoli. Alcuni quotidiani locali nei giorni scorsi hanno fatto un’incredibile scoperta. Secondo Google, il più potente strumento di ricerca sul web, nelle Marche ci sono solamente 4 province: Ancona, Macerata, Fermo e Pesaro Urbino. Tra le province marchigiane non viene citata quella di Ascoli, tanto meno il capoluogo piceno. Probabilmente si tratta di un errore, anche se non è da escludere l’ipotesi che Google sia tra i sostenitori delle tesi dei “terrapiattisti”. Che, evidentemente, dopo l’Australia hanno scoperto che neppure Ascoli e la sua provincia esistono realmente.

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Un duro colpo da assorbire, anche se resta un dubbio da sciogliere. Se, come sostengono i terrapiattisti, l’Australia è una bufala creata dal governo inglese, quale governo ha creato la bufala della provincia di Ascoli?

L’esodo biblico dei leghisti ascolani a Roma. Sabato 8 dicembre è stato il giorno del raduno in piazza a Roma della Lega a sostegno di Matteo Salvini. Pullman sono partiti da ogni parte d’Italia per fare rotta a piazza del Popolo, naturalmente anche dalle Marche e dal territorio provinciale. Una presenza massiccia, almeno secondo quanto riporta un quotidiano locale. Che titola con enfasi “I leghisti ascolani in massa alla manifestazione di Roma”, facendo immaginare la presenza di centinaia e centinaia di simpatizzanti del Carroccio provenienti da Ascoli e dintorni.

Leggendo l’articolo si scopre, però, che sono stati 130 i militanti e simpatizzanti piceni giunti a Roma, provenienti oltre che dal capoluogo piceno, anche da San Benedetto, Grottammare, Monsampolo e Castel di Lama. Considerando anche la presenza praticamente di tutti i vertici provinciali e comunali della Lega, praticamente circa una ventina di simpatizzanti per ognuno dei 5 comuni. Più che una presenza di massa si potrebbe quasi parlare di un esodo biblico…

Venezia – Ascoli: quando 1 è molto di più di 6! Non è certo una novità che il calcio è bello anche perché ognuno lo vede a modo suo. Come nel caso della partita dell’Ascoli di sabato scorso a Venezia, persa dai bianconeri per 1-0. Praticamente unanimi i giudizi sui quotidiani locali e sui siti internet, con tutti che hanno sottolineato la prestazione sotto tono della formazione di Vivarini, particolarmente abulica in avanti, e condizionata dall’ennesima espulsione, quella di Rosseti da tutti considerata ineccepibile. Anzi, per l’esattezza bisognerebbe dire per quasi tutti, visto che un quotidiano locale l’ha vista in modo completamente differente. Almeno a giudicare dal titolo

“Sfortuna e arbitro mettono ko un grande Ascoli” e dal commento iniziale della partita, nel quale si legge che “l’arbitro Di Martino ha fortemente penalizzato un Ascoli a cui il pareggio sarebbe stato stretto per quanto prodotto fino al momento dell’espulsione di Rosseti”. Peccato, però, che poi nel proseguo dell’articolo stesso, nella parte dedicata alla cronaca della partita si racconta di ben 6 occasioni da gol per il Venezia (oltre la rete di Citro) e di un’unica opportunità dell’Ascoli, con un presunto rigore a testa negato. Al di là di ogni altra considerazione, inevitabilmente sorge un dubbio. Se con una sola occasione da gol costruita (almeno per quel quotidiano) l’Ascoli ha prodotto così tanto al punto che anche un pareggio sarebbe stato stretto, il Venezia che di occasioni ne ha costruite 6 cosa avrebbe meritato?

La straordinaria coerenza di Salvini: dopo gli incidenti di Roma, in arrivo le sue dimissioni da ministro. Non ci sono ancora conferme ufficiali. Ma sembra ormai scontato che, dopo i fatti giovedì scorso (con i tifosi dell’Eintracht che, prima della partita di Europa League contro la Lazio hanno devastato diverse zone di Roma) sono imminenti nelle prossime ore le dimissioni da ministro dell’interno di Matteo Salvini (che, per altro, quella sera era ad Atene a “portare fortuna” al Milan impegnato sempre in Europa League…). Non ci sono alternative per “il capitano”, lo impone la coerenza. Infatti era il 15 febbraio 2015 quando, dopo incidenti simili provocati dai tifosi olandesi del Feyenord sempre a Roma, Salvini su facebook scriveva: “Tifosi olandesi devastano Roma. Il prefetto dovrebbe dimettersi, il suo capo Alfano dovrebbe dimettersi e chiedere scusa”.

Pochi giorni dopo, intervenendo al programma di Giletti, allora su Raiuno, “L’Arena” rincarò la dose. “La prima vergogna è che ancora nessuno si è dimesso” accusò Salvini, elencando anche coloro che, a suo dire, dovevano pensare alle dimissioni: Questore, Prefetto, il sindaco di Roma Marino, il ministro dell’interno Alfano. Non abbiamo dubbi sulla profonda e più totale coerenza del leader della Lega, quindi siamo certi che le sue dimissioni da ministro siano solo questione di ore. Anche perché in caso contrario ci sarebbe, sempre per un discorso di coerenza, il suo alleato di governo, il M5S, a chiedere le sue dimissioni, visto che nel 2015, dopo i fatti di Roma, Beppe Grillo e i siti grillini lanciarono la campagna “#NonMIFidoDiAlfano: Dimissioni subito!”

 Bagno in stalla, i gusti “bizzarri” di Di Maio. Non si placano le polemiche sui fabbricati della famiglia Di Maio, sospettati (per usare un eufemismo) di essere abusivi. In particolare di uno di questi (per la precisione il terzo su quattro) il vicepremier Luigi Di Maio anni fa aveva dichiarato che stava lì da decenni (“credo dalla Seconda Guerra Mondiale”) e, soprattutto, che si tratta semplicemente di una stalla. In realtà, secondo le foto satellitari prese da Google Earth e mostrate nel corso della trasmissione di domenica scorsa de “Le Iene”, nel 2002 quel fabbricato non c’era e quella che Di Maio definiva una stalla compare solo dal 2008 in poi.

Soprattutto, però, sempre “Le Iene”hanno anche mostrato alcune foto del vicepremier in quella struttura mentre sta facendo il bagno (sembra proprio una piscina…) o a cena con alcuni amici. Inevitabili le polemiche che, però, sono del tutto fuori luogo. Perché, come dicevano i latini, “de gustibus non disputandum est”. E se a Di Maio piace fare il bagno nella stalla c’è poco da criticare…

Sofri in Brasile, la Severino nel Pd: il Senato ha trovato l’erede di Razzi. Giovedì 13 dicembre il Senato era chiamato ad approvare, in seconda lettura, il ddl anticorruzione che, tra le principali novità, prevede il sensibile allungamento della prescrizione. Nel corso del dibattito è intervenuto il giovane senatore leghista Pasquale Pepe che si è lanciato in un durissimo attacco contro il Pd. “Siete i responsabili della legge Severino che ha accorciato la prescrizione – tuona Pepe – siete garantisti a singhiozzo, solo quando vi fa comodo. Per esempio il Pd è stato garantista per Pietrostefani, Bompressi e Sofri”.

In realtà Paola Severino non era certo del Pd, la legge a cui Pepe fa riferimento è stata approvata dal governo Monti e, cosa ancora più importante, non ha accorciato ma semmai ha allungato (di poco) la prescrizione. E negli anni in cui si è svolto il processo contro Sofri, Bompressi e Pietrostefani (nel 1990 la prima sentenza, la condanna definitiva dalla Cassazione arriva il 5 ottobre 2000) il Pd non esisteva neppure (è nato tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008). Ma queste clamorose “cantonate” sono nulla rispetto al vero e proprio capolavoro di Pepe. “A proposito di Sofri – afferma deciso il senatore leghista – ora speriamo che il presidente Bolsonaro (Brasile) lo faccia rientrare nelle patrie galere e scontare i crimini schifosi dei quali è responsabile”. Superfluo sottolineare che in realtà chi è latitante in Brasile è Cesare Battisti e non Adriano Sofri che ha scontato tutta la sua pena in galera e attualmente vive a Pisa. Alzi la mano chi, dopo una simile performance, non si è pentito di aver votato contro l’abolizione del Senato…

50 minuti di attività al giorno e tanto stress: il duro lavoro del parlamentare secondo la deputata grillina Azzolina. Ha provocato polemiche e discussioni il party in discoteca dei parlamentari del M5S per festeggiare i primi 6 mesi di governo, nonostante da più parti si era chiesta la sospensione in segno di lutto per l’attentato terroristico di Strasburgo. A difendere la scelta del suo partito ci ha pensato Lucia Azzolina nel corso della trasmissione di La7 “L’aria che tira” di venerdì 14 dicembre.

Lavoriamo tantissimo – ha affermato la parlamentare grillina – ce la meritiamo una serata in discoteca per buttare via lo stress dopo 6 mesi di duro lavoro”. Per puro caso, proprio nei giorni scorsi sono usciti i dati sull’attività del nuovo Parlamento che, in effetti, dimostrano i turni di lavoro “massacranti” a cui sono sottoposti gli attuali parlamentari. Nei primi 100 giorni di legislature le due Camere hanno lavorato complessivamente per ben 52 ore, con una media addirittura di 50 minuti di attività parlamentare al giorno. Ha proprio ragione la Azzolina, difficile resistere ad un simile ritmo di lavoro. Di questo passo quello del parlamentare merita di essere inserito nella categoria dei lavori usuranti…

Il mistero “a luci rosse” di Anna Tatangelo. Anna Tatangelo, è stata la protagonista insieme al rapper Achille Lauro dell’intervista doppia a “Le Iene”. La cantante di Sora ha raccontato come, dopo un periodo di difficoltà, ora il suo rapporto con Gigi D’Alessio va “a gonfie vele”. Soprattutto, però, ha svelato particolari “piccanti” della sua personalità, confessando che “per stare bene devo fare l’amore almeno 3 volte a settimana”.

La Tatangelo ha poi sostenuto che in queste settimane si sente veramente bene, quindi è lecito dedurre che in questo periodo riesce a fare l’amore almeno 3 volte a settimana. Siamo felici per lei. Un solo dubbio, però, ci resta. Gigi D’Alessio è in tour all’estero da diverse settimane e la Tatangelo non lo ha seguito ma è rimasta in Italia. Quindi come è possibile che la cantante di Sora in questi giorni stia così bene?

La previsione della Gazzetta e il nuovo Triplete dell’Inter. Era il 25 ottobre quando, dopo la “nefasta” serata al Camp Nou (sconfitta per 2-0 con il Barcellona e partita dominata dai catalani), la Gazzetta dello Sport per tirare su il morale ai tifosi dell’Inter si lanciava in un’ardita previsione. “Inter sulle orme del Triplete. Quante analogie con il 2010” titolava a tutta pagina. “Nove stagioni fa – si legge poi nell’articolo – finì allo stesso modo: due a zero per il Barcellona, Inter respinta, dubbi sulle distanze che sembravano ancora grandi, fra i nerazzurri e i blaugrana. Nove stagioni fa l’annata si sarebbe chiusa in modo trionfale, con il Triplete”.

Una previsione-augurio che, un mese e mezzo dopo, si è trasformata in una clamorosa “gufata”. Dopo la sconfitta a Torino con la Juventus, l’Inter è a -14 dal vertice e, a meno di clamorose e improbabili rimonte, il discorso scudetto è praticamente chiuso. Martedì scorso, poi, il pareggio casalingo con il Psv ha sancito la clamorosa eliminazione dalla Champions League. Manca solo l’eliminazione dalla Coppa Italia e la previsione e praticamente ci siamo. Non sarà proprio come il 2010, ma sempre di Triplete si tratterebbe…

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