La “guerra” dei parcheggi: Saba diffidata, sindaco sotto accusa


Il presidente della Commissione consiliare Simone Matteucci diffida la Saba a comunicare i dati su incassi e sanzioni, annunciando che “in difetto di riscontro verrà protocollata e posta in votazione la risoluzione in danno della convenzione esistente

Dubitiamo seriamente che potrà produrre risultati concreti, almeno entro il termine di questo mandato amministrativo. Di sicuro, però, l’iniziativa sui parcheggi che, con ammirevole perseveranza, sta portando avanti da qualche settimana a questa parte la Commissione consiliare “servizi comunali” ha l’indiscusso e non indifferente merito di aver portato alla luce il comportamento a dir poco discutibile dei principali attori di questa vicenda: la Saba Italia Spa, il sindaco Castelli e tutta la sua amministrazione comunale.

Di contro bisogna dare atto che la Commissione stessa, e in particolare il suo presidente Simone Matteucci, sembra aver preso davvero seriamente questa vicenda, non lasciandosi intimorire o scoraggiare dall’atteggiamento (incomprensibile) di totale chiusura da parte della Saba e non facendo sconti a nessuno, men che meno al primo cittadino. Così, dopo che la concessionaria aveva negato le informazioni richieste, Matteucci è tornato prepotentemente alla carica, questa volta con una lettera diffida.

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Il sottoscritto Ignazio Simone Matteucci – si scrive il presidente della Commissione consiliare – in qualità di consigliere comunale e di presidente della VIII Commissione consiliare permanente servizi comunali, preso atto della risposta ricevuta in data 15/11/2018 n. 1467; atteso che il sindaco del Comune di Ascoli non ha ottemperato all’invito ad interloquire con la Saba Italia Spa come da deliberazione della commissione stessa in data 26 novembre 2018. Atteso che la Saba Italia Spa si rifiuta di comunicare i dati richiesti in violazione degli articoli 9 e 9 bis della convenzione.

Atteso che la buona fede vincola le condotte dei contraenti anche in fase di esecuzione contrattuale, ciò premesso DIFFIDA la Saba Italia Spa a comunicare i seguenti dati: 1) le eventuali ragioni di credito vantate nei confronti del Comune alla data odierna; 2) gli incassi degli ultimi 10 anni derivanti dalla sosta a raso e dei parcheggi ex Gil e Torricella; 3) le spese di gestione degli ultimi 10 anni; 4) gli incassi delle sanzioni amministrative degli ultimi 10 anni; 5) se dalla Saba Italia è stata fatta una modifica delle tariffe come riportato dalla stampa. Si chiede risposta dettagliata punto per punto. Si comunica inoltre che in difetto di riscontro verrà protocollata e posta in votazione la risoluzione in danno della convenzione esistente”.

Al centro dell’attenzione della Commissione ci sono, oltre altre questioni di carattere finanziario, gli incassi ottenuti in questi anni dalla Saba con i parcheggi e con le sanzioni. Che, sembra incredibile ma è così, sono top secret. Sicuramente perché la concessionaria ritiene che non sia tenuta a comunicarli al Comune, come ha evidenziato con decisione nella risposta inviata il 15 novembre scorso all’originaria richiesta della Commissione.

Ma anche e soprattutto perché in questi anni l’amministrazione comunale non si è mai interessata a quei dati, che non sono certo irrilevanti, al punto che non li ha mai neppure richiesti. E questo, è del tutto evidente, dimostra inequivocabilmente che il sindaco Castelli quando parlava dell’intenzione di voler riacquistare i parcheggi dalla Saba faceva esclusivamente propaganda, in concreto non aveva alcun interesse non solo a farlo ma neppure a prendere seriamente in considerazione questa ipotesi.

Perché è chiaro che per prima cosa, per valutare seriamente quanto sia fattibile una simile operazione, è necessario avere un quadro concreto ed esaustivo sul valore economico dell’operazione stessa, partendo naturalmente dai dati sugli incassi per i parcheggi (ex Gil, Torricella e quelli raso) e sui relativi costi. E’, infatti, altrettanto evidente che se i parcheggi producono entrate consistenti è un conto, se invece il saldo annuale tra incassi e spese non è positivo allora investire soldi pubblici, magari accollarsi mutui e pesanti oneri che gravano ulteriormente sul bilancio comunale non avrebbe senso.

Quando alla fine del primo mandato amministrativo e, ancor più, nel corso della campagna elettorale per le elezioni amministrative del 2014, il sindaco Castelli parlava del riacquisto dei parcheggi come di una delle sue priorità per il secondo mandato, eravamo tutti convinti che aveva piena contezza di tutti quei dati. Invece ora abbiamo scoperto che parlava senza alcuna cognizione di causa, esclusivamente per ragioni di propaganda (il malcontento cittadino per la gestione dei parcheggi è da sempre piuttosto marcato), per accaparrarsi qualche voto.

E che l’idea di valutare l’ipotesi di riacquistare i parcheggi non gli è mai neppure passata per la testa. Al di là delle legittime convinzioni di ognuno, siamo di fronte ad un comportamento comunque censurabile e inaccettabile. Anche perché in passato il Consiglio comunale si era espresso in maniera inequivocabile, chiedendo al sindaco di valutare la percorribilità dell’opzione del riacquisto dei parcheggi. Era quindi dovere del primo cittadino e della sua amministrazione comunale quanto meno informarsi correttamente e raccogliere tutti i dati necessari per valutare quanto fattibile fosse quell’operazione.

Invece oggi sappiamo con certezza che il primo cittadino non si è mai interessato concretamente e non ha mai neppure richiesto quei fondamentali dati. E, in questo senso con una certa coerenza, anche ora che si è mossa la Commissione consiliare, continua a non interessarsi del problema parcheggi. Infatti dopo la risposta “piccata” della Saba, il presidente Matteucci e la Commissione avevano chiesto proprio al sindaco Castelli di interloquire con la concessionaria dei parcheggi per ottenere quei dati.

Ma il primo cittadino non lo ha fatto, infischiandone della “deliberazione della commissione stessa in data 26 novembre 2018” e confermando così che il problema della gestione dei parcheggi è l’ultimo dei suoi pensieri. Quanto alla Saba francamente il suo atteggiamento di chiusura è a dir poco imbarazzante, a prescindere da ogni considerazione di tipo strettamente legale. Non siamo esperti in materia e non ci interessano, nell’ottica di questo discorso, codici e codicilli.

Siamo, però, fermamente convinti che quando un privato gestisce strutture e servizi pubblici ha il dovere di rendere noti gli introiti (e ovviamente anche i costi) derivanti da quella gestione. E se, come sostiene la Saba, la legge gli consente di tenere segreti quei dati, allora la legge va comunque immediatamente cambiata. La Commissione consiliare evidentemente è convinta che non sia così, tanto che minaccia, nel caso di nuovo diniego da parte della Saba, di mettere ai voti “la risoluzione in danno della convenzione esistente”.

I pochi mesi che mancano alla scadenza del mandato amministrativo e il disinteresse del sindaco e della giunta comunale non giocano certo a favore dell’iniziativa della Commissione. Vedremo come e se la Saba risponderà alla diffida, al momento sembra poco probabile che la concessionaria ceda e comunichi i dati richiesti. E nel caso probabile di nuovo diniego vedremo se la Commissione avrà la forza e il coraggio per proseguire sulla strada indicata (e in tal caso diventerebbe ancora più imbarazzante la posizione del sindaco).

Saremmo in quel caso di fronte ad una novità clamorosa, uno scontro tra il Comune e la Saba, una frattura che non si è mai verificata in questi 16 anni, da quando nel 2002 il Consiglio comunale ha approvato la discutibile e disastrosa convenzione voluta dall’allora sindaco Celani. E, al di là del fatto che probabilmente non ci sarebbe i tempi necessari per risolvere la questione prima della fine del mandato amministrativo, è chiaro che in tal caso quello dei parcheggi diventerebbe l’argomento principale della prossima campagna elettorale.

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