Errori, disattenzioni e nervosismo fermano il volo dell’Ascoli


Anche a Venezia l’Ascoli, per la terza volta consecutiva, termina in 10 per una “sciocchezza” di Rosseti. Ma, espulsione a parte, i bianconeri deludono, mai pericolosi in attacco e meno solidi rispetto ad altre prestazione in difesa. Ancora protagonista Lanni

Una doccia gelata per tornare con i piedi per terra. Si ferma a Venezia il volo dell’Ascoli verso l’alta classifica e la zona playoff. Una sconfitta cocente e meritata che, ovviamente, non pregiudica nulla ma che lascia precise indicazioni che non possono essere sottovalutate se si vuole coltivare qualche ambizione. La prima e più evidente è che non si può terminare ogni partita in 10.

Era successo, ed era andata bene, a Pescara. Si è ripetuto con lo Spezia e il cuore e il carattere dei bianconeri avevano evitato che una vittoria praticamente non in discussione si trasformasse in un deludente pareggio. Si è ripetuto a Venezia e questa volta la formazione di Vivarini ha pagato con la sconfitta l’inferiorità numerica, anche se poi il gol decisivo è il frutto di una serie di errori che non sono certo giustificabili con il fatto di essere rimasti in 10.

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Però è innegabile che quando Rosseti è stato espulso i padroni di casa sembravano quasi rassegnati all’inevitabile 0-0. La superiorità numerica ha, invece, restituito carica alla formazione di Zenga che si è gettata all’assalto, trovando con Citro il gol vittoria. A fine partita Vivarini ha sottolineato questo aspetto e ha criticato i suoi per la terza espulsione di fila. Sarebbe opportuno che la società iniziasse a prendere provvedimenti per queste gravi “sciocchezze” commesse dai giocatori bianconeri.

Va bene presentare ricorso per la squalifica di tre giornate di Ninkovic ma il serbo meritava una pesante multa (magari la società lo ha già fatto e non lo dice…) e meno giustificazioni. Naturalmente non si vuole infierire nei confronti di nessuno, può capitare di perdere la testa ma ciò non toglie che si tratta comunque di un errore grave.

Lo avevamo già sottolineato la settimana scorsa, lo ribadiamo con convinzione ora dopo che in settimana non ci sono piaciute le affermazioni di Pulcinelli, troppo comprensive nei confronti di Ninkovic. Questa volta l’espulsione di Rosseti non può essere messa in discussione, l’arbitro ha semplicemente (e giustamente) applicato il regolamento e la “sciocchezza” dell’attaccante bianconero è troppo clamorosa per trovare qualcuno che possa anche solo provare a giustificarla.

Lo avevamo già sottolineato, in un campionato così difficile e così equilibrato i particolari possono fare la differenza, in positivo e in negativo. E naturalmente il terminare le partite in 10 difficilmente può farla in positivo, così come dover rinunciare per alcune partite al giocatore più di qualità e che più di altri è in grado di fare differenza. E’ vero che una sola partita è troppo poco per esprimere giudizi definitivi, ma probabilmente non è un caso se quella contro il Venezia, con l’assenza di Ninkovic, è la partita da inizio campionato nella quale l’Ascoli ha prodotto meno in fase offensiva.

Tanto che il portiere veneto non ha dovuto fare neppure un intervento degno di tal nome, mentre Lanni alla fine è risultato il migliore in campo dei suoi. Per questo, al di là del fatto che è giusto che la società faccia ricorso per cercare almeno di riavere il serbo per la partita con il Brescia, ci saremmo aspettati più “bastone” e molto meno “carota” nei suoi confronti dopo l’espulsione con lo Spezia. Che, come visto, i bianconeri non hanno pagato in termini di risultato contro i liguri ma che rischiano invece di scontare in queste partite in cui Ninkovic non ci sarà.

A Venezia, contro una difesa ben organizzata e fisicamente molto forte, sarebbe servito assolutamente un giocatore come lui capace di saltare l’uomo e di verticalizzare rapidamente e con i tempi giusti. Cavion, scelto per sostituirlo, ha altre caratteristiche e, al di là della sua poca brillantezza, la squadra non l’ha molto aiutato.

Pochi rifornimenti in avanti sono arrivati anche dalle fasce. Kupisz a destra, troppo preoccupato della fase difensiva (sua evidente tallone d’achille), non è sceso mai, un paio di cross da quella fascia ha provato a farli Addae nel primo tempo, poi nella ripresa praticamente in fase offensiva la fascia destra non è esistita. A sinistra D’Elia è sceso con convinzione una volta sola, a metà ripresa, e non a caso dal suo cross è nata l’unica vera occasione per i bianconeri (colpo di testa di Ardemagni fuori).

A completare il quadro la giornata poco felice dei due attaccanti. Vivarini dovrà riflettere su questi evidenti problemi perché sabato prossimo contro il Cittadella Ninkovic sicuramente non ci sarà (la speranza è che possano togliergli una giornata di squalifica) e allora bisognerà trovare il modo per non ripetere, in chiave offensiva, la partita di Venezia.

Forse si potrebbe provare, nell’attesa del rientro del serbo, un 4-4-2 con sulle fasce due giocatori offensivi in grado di spingere e mettere cross a centro area per le due punte, anche se è indubbio che la squadra con l’attuale schieramento ha trovato un suo equilibrio. Sarebbe però un errore ridurre la prestazione non brillante di Venezia solamente all’assenza di Ninkovic e alla conseguente sterilità offensiva.

In laguna qualche crepa si è vista anche nel reparto difensivo che, sia pure in determinati momenti della partita, ha concesso troppo agli avversari. Per la verità qualche segnale in questa direzione era già arrivato nelle precedenti partite. A Pescara e al Del Duca con lo Spezia i bianconeri avevano già concesso diverse opportunità da gol e, non a caso, in entrambe le circostanze Lanni era stato tra i migliori.

A Venezia nei primi 10 difficilissimi minuti i padroni di casa hanno avuto tre colossali occasioni gol (e in due circostanze è stato miracoloso Lanni). Poi nel finale, dopo un paio di altri pericoli portati da Di Mariano e Citro, il portiere è stato ancora determinante su Vrioni, con la difesa bianconera che si era aperta in maniera preoccupante. Alla fine è arrivato il gol decisivo di Citro, frutto sicuramente di una bella giocata di Litteri ma anche e soprattutto di una serie di errori della retroguardia bianconera.

A partire da quello di Kupisz che si è lasciato sorprendere alle spalle dall’attaccante veneto. Poi lo stesso Kupisz e Valentini (che era uscito per chiudere) hanno permesso a Litteri di crossare liberamente a centro area dove Brosco, inspiegabilmente immobile, ha lasciato solo Citro che ha dovuto semplicemente spingere la palla in rete. Al di là degli evidenti problemi in fase difensiva di Kupisz, a Venezia anche Valentini e Brosco non sono certo stati impeccabili.

Più in generale la difesa impenetrabile ammirata nelle partite contro Verona e Benevento (di fronte a reparti offensivi di alto livello per la cadetteria) nelle partite successive non si è più vista. Sono aumentate le opportunità da gol per le avversarie (a partire dalla partita con il Padova) e solo un ritrovato Lanni ha evitato un bottino di gol al passivo peggiore.

Magari si tratta solamente di un leggero calo di forma dei due centrali ed in tal senso c’è sempre Padella che può dare fiato ad uno dei due e garantire comunque un ottimo rendimento. Naturalmente si può e si discute sulla scelta di Vivarini che ha puntato su Kupisz, invece che su De Santis, per sostituire l’infortunato Laverone a destra. Contro lo Spezia De Santis, a sinistra, aveva disputato un’ottima partita, ovviamente soprattutto in chiave difensiva.

Vivarini, però, gli ha preferito Kupisz in chiave offensiva, sperando di sfruttare la spinta e la pericolosità dell’ex Cesena, pur sapendo di rischiare qualcosa in fase difensiva. In effetti nei primi minuti, nel momento più difficile dell’Ascoli, il Venezia ha sfondato con facilità sempre da quella parte. Poi, però, quando la partita è diventata più equilibrata, pur soffrendo un po’ la vivacità di Di Mariano, Kupisz se l’è cavata. Però è mancato completamente il suo apporto in fase di spinta.

Probabilmente, una volta restati in 10, sarebbe stato più prudente inserire De Santis per coprire meglio (o Padella passando alla difesa a 3 come era accaduto contro i liguri). Ma resta il fatto che, comunque, il gol subito è determinato soprattutto da errori singoli (di Kupisz, Valentini e Brosco) e non certo da un problema di schieramento.

Al di là di tutte le considerazioni tecniche, naturalmente la sconfitta, per quanto cocente, non compromette nulla. Anche se ora i bianconeri sono attesi da due difficili partite casalinghe (contro Cittadella e Brescia) e dalla successiva trasferta in casa della capolista Palermo. Gare nelle quali bisognerà assolutamente evitare di ripetere certi errori, visto il livello degli avversari che l’Ascoli si troverà di fronte.

E’ importante riuscire a fare comunque punti, visto che la classifica è molto corta e per la formazione di Vivarini è fondamentale restare a pochi punti dalla zona che conta. Per poi giocarsi tutto nel girone di ritorno, magari dopo aver puntellato con un paio di inserimenti mirati una rosa comunque già competitiva.

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