Il derby dell’Adriatico rilancia le ambizioni dell’Ascoli


Contro il Pescara secondo in classifica i bianconeri si aggrappano a Lanni nel primo tempo ma reagiscono alla grande allo svantaggio e, dopo il gol di Ardemagni,  in 10, sfiorano l’impresa. A conferma delle virtù di una squadra che non muore mai e che si esalta nelle difficoltà

E’ iniziato con un buon pareggio nel derby di Pescara il mese “terribile” che porterà l’Ascoli alla fine del girone di andata e alla sosta (con il mercato) di gennaio. Un risultato sicuramente positivo accompagnato da tante conferme positive, qualche importante spunto proprio per il mercato di gennaio e qualcosa da rivedere. La conferma più importante che arriva dal derby dell’Adriatico è che questa squadra ha carattere da vendere, non molla e non si rassegna mai, ha un’incredibile capacità di reagire con determinazione ad ogni momento difficile, ad ogni avversità e, anzi, sembra quasi che proprio nei momenti difficili riesca a tirare fuori il meglio.

Per certi versi lo si era visto anche nella sfortunata partita contro il Padova, ma a Pescara, al cospetto della seconda in classifica, questa caratteristica si è addirittura amplificata. Per assurdo l’Ascoli migliore si è visto dopo il gol di Brugman e, ancor più, dopo l’espulsione di D’Elia. Non che prima i bianconeri avessero sfigurato, anzi, come sempre la formazione di Vivarini stava giocando la propria partita, mettendo in mostra buone trame di gioco.

Pubblicità

Ma è indiscutibile che fino al vantaggio pescarese, arrivato dopo 10 minuti della ripresa, i padroni di casa erano stati molto più incisivi. Non che l’Ascoli non si fosse reso pericoloso, ma il Pescara ogni volta che affondava dava la sensazione di poter arrivare con facilità (troppa) a creare opportunità, con i bianconeri in difficoltà, soprattutto sulle fasce, nelle coperture.

Non a caso il primo tempo si è chiuso sullo 0-0 solo grazie ad uno strepitoso Ivan Lanni, riproposto titolare dopo mesi e subito grande protagonista. Non solo per il rigore parato a Mancuso (che, per altro, non l’aveva neppure calciato così male) ma anche per un altro paio di interventi decisivi che avevano evitato il peggio. Non si può certo parlare di dominio del Pescara, ma è innegabile che il vantaggio di Brugman arrivato ad inizio ripresa poteva essere considerato meritato.

Da quel momento, però, la partita è cambiata, l’Ascoli invece di subire il colpo ha reagito con determinazione, il Pescara ha forse avuto un leggero calo di attenzione (evidenziato in maniera eloquente dal gol del pareggio subito praticamente in contropiede) e i bianconeri, come al solito, ne hanno cinicamente approfittato. Prima dello splendido gol di Ardemagni (bravissimo Rosseti nell’assist) c’era stato anche il palo di Cavion. A quel punto la sensazione che i bianconeri potessero addirittura ripetere l’exploit di Benevento era abbastanza forte, ma (come accade spesso nel calcio) nel giro di pochi secondi c’è stata la svolta.

Prima un contatto più che sospetto in area su Ardemagni che Fourneau non ha ritenuto da rigore, poi subito dopo il secondo inevitabile giallo a D’Elia che ha lasciato in 10 la formazione di Vivarini. Che, però, nonostante l’inferiorità numerica ha sofferto il giusto nel finale di gara e, anzi, anche in 10 ha avuto le migliori occasioni per centrare la clamorosa vittoria. Segno evidente della forza e del carattere di una squadra che non si abbatte mai di fronte alle difficoltà e che non è mai morta.

Al di là della conferma di questo fondamentale pregio dei bianconeri, gli altri aspetti positivi della partita di Pescara sono il ritorno al gol di Ardemagni e, soprattutto, la prestazione di Ivan Lanni. Che all’Adriatico sembra aver cancellato i difficilissimi ultimi 12 mesi, ritornando ad essere quel portiere che prima, per le sue prestazioni e la sua continuità, aveva attirato l’attenzione di diversi club di serie A. E’ chiaro che non è sufficiente una partita per esprimere giudizi definitivi, servono immediate conferme. Che, nel caso arrivassero, restituirebbero a Vivarini una sorta di nuovo fondamentale acquisto molto importante per il proseguo del campionato.

Perché, senza voler infierire più di tanto, è purtroppo innegabile che le incertezze di Perucchini hanno tolto fino ad ora qualche punto ai bianconeri. E che, al contrario, per la prima volta da inizio stagione nel derby dell’Adriatico la prestazione del portiere è stata determinante ai fini del risultato. E’ altrettanto chiaro, però, che se Lanni è stato così importante (tanto che all’unanimità è stato indicato come miglior bianconero) e determinate ai fini del risultato, non tutto ha funzionato a dovere nell’Ascoli, pur in una prova complessivamente buona (e senza dimenticare il valore degli avversari).

I bianconeri, cosa fino ad ora insolita, hanno sofferto abbastanza sulle fasce, sicuramente merito dell’incisività degli avversari ma anche per la giornata non propria felicissima di Laverone e D’Elia. Inoltre in fase di interdizione il centrocampo bianconero per un’ora ha sofferto moltissimo. Con Troiano recuperato in extremis ma non al punto da poter scendere in campo dal primo minuto, Vivarini ha optato per una mediana molto tecnica, con Cavion e Frattesi a fianco ad Addae che ha sicuramente dato qualità al gioco offensivo dell’Ascoli ma, inevitabilmente, ha pagato dazio in fase di copertura.

Proprio Addae ha faticato tantissimo, soprattutto nel primo tempo, a contenere le folate del centrocampo avversario e non a caso le cose sono sensibilmente migliorate quando, poco prima dell’espulsione di D’Elia, è entrato Troiano al posto di Frattesi (che, pure, fino a quel momento era stato il più convincente dei tre in mediana). Va per altro sottolineato come, considerato che è comprensibile che Vivarini non abbia voluto rischiare l’ex Entella dal primo minuto, l’alternativa a Cavion era Casarini che, però, fino ad ora non ha mai pienamente convinto.

Nel complesso, comunque, il pareggio di Pescara è da archiviare con soddisfazione (gli abruzzesi sono al momento la seconda forza del campionato e se avessero vinto avrebbero agganciato il Palermo in vetta), anche in vista dei prossimi appuntamenti molto impegnativi che attendono i bianconeri fino alla fine dell’anno. Che saranno determinanti per capire le prospettive reali dell’Ascoli e importanti anche in chiave mercato. In tal senso indicazioni utili sono arrivate anche da Pescara.

Fino ad ora, pensando a gennaio, si è parlato con insistenza della necessità di prendere un portiere e un attaccante. Ma è chiaro che se Lanni è quello di domenica forse il discorso portiere va ripensato. Più complessa la situazione per quanto riguarda l’eventuale innesto di un altro attaccante. E’ innegabile che l’Ascoli concretizzi poco rispetto alla mole di gioco espressa, così come i numeri confermano i limiti in fase realizzativa dei bianconeri, con tutte le squadre che li precedono in classifica (e anche qualcuna che è dietro) che hanno segnato di più.

In tal senso il rientro di Ardemagni sicuramente può migliorare la situazione. Numericamente Vivarini ha ampia scelta in avanti, il vero problema è capire se anche a livello di qualità la scelta è così vasta per l’allenatore. Fino ad ora nessuno degli altri attaccanti (oltre l’ex Avellino) ha convinto in pieno e pensare ad un possibile nuovo innesto è più che comprensibile.

Ma è chiaro che servirebbe un attaccante di indiscusso valore, in grado di garantire un buon numero di gol (e la convivenza tecnica con Ardemagni e Ninkovic). E non è per nulla facile trovare un giocatore con simili caratteristiche nel mercato di gennaio. Sempre in chiave mercato, bisognerebbe poi riflettere sulla possibilità di prendere qualche esterno difensivo.

Non certo per la prestazione di Pescara (una giornata storta capita, D’Elia e Laverone sono più che buoni per la serie B), quanto per il fatto che i due titolari di fatto non hanno alternative (e il problema si porrà già sabato prossimo per la squalifica di D’Elia). E’ chiaro che il mercato e gli eventuali aggiustamenti da fare va visto in ottica di un salto di qualità nelle ambizioni e negli obiettivi finali.

Per intenderci, siamo certi che l’attuale rosa sia più che sufficiente per disputare un campionato senza correre rischi e, con un po’ di buona sorte, potrebbe anche avere delle opportunità di lottare per i playoff. Che potrebbero, invece, diventare un obiettivo più che concreto se la società riuscisse a mettere a segno un paio di colpi giusti a gennaio.

Naturalmente a patto che nelle 6 partite che mancano per la fine del girone di andata la formazione di Vivarini riesca a consolidare la propria classifica e a restare a pochi punti dalla zona playoff.

Pubblicità

comments icon 0 comments
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *