E’ sbocciato l’Ascoli di Vivarini


Le due vittorie contro Verona e Benevento lanciano i bianconeri verso i piani alti della classifica e premiano le scelte coraggiose dell’allenatore. Brilla la stella di Ninkovic ma la vera chiave della crescita della squadra e nel centrocampo, mentre il rientro di Brosco ridà sicurezza alla difesa

E’ bastata una settimana per ribaltare le prospettive dell’Ascoli nel campionato di serie B. Ma che settimana hanno vissuto i bianconeri, erano anni che non ne ricordavamo una così esaltante! Appena 7 giorni fa eravamo a commentare la brutta sconfitta di Livorno, probabilmente la peggiore prestazione dell’Ascoli in questa prima parte di campionato, con la preoccupazione accentuata dal fatto che la formazione era attesa da due sfide da far tremare i polsi: al Del Duca contro il Verona, al “Vigorito” contro il Benevento.

Neppure il più inguaribile degli ottimisti avrebbe potuto pronosticare per quella squadra così svogliata e molle vista al “Picchi” 6 punti contro due delle favorite del campionato. E, invece, sono arrivate due straordinarie e meritatissime vittorie che lanciano l’Ascoli verso i piani alti della classifica e, soprattutto, lanciano un preciso messaggio al campionato: chi ha ambizioni dovrà fare i conti con i bianconeri. Naturalmente sempre che mantengano l’atteggiamento e la feroce determinazione mostrata in queste due partite.

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Se nelle prime giornate abbiamo in qualche caso abbiamo criticato alcune scelte di Vivarini, iniziali e a partita in corso, è giusto questa volta sottolineare i grandi meriti che indiscutibilmente ha l’allenatore in questo doppio exploit. Ha fatto scelte coraggiose, soprattutto contro il Verona, non banali e per nulla scontate che prima della partita hanno fatto storcere la bocca a molti. Kupisz schierato in difesa a destra, Frattesi a centrocampo al posto di Cavion, Ngombo e Rosseti in avanti con Ninkovic alle spalle.

Qualcuno addirittura sui social, prima dell’inizio della partita, ha addirittura parlato di partita di fatto consegnata al Verona. Invece per 90 minuti si è visto un Ascoli magari non brillantissimo sul piano del gioco ma che non ha praticamente concesso nulla agli avversari, con Perucchini che è praticamente rimasto inoperoso per tutta la partita, e cinico nello sfruttare il primo errore dei gialloblu, per altro provocato anche dall’ennesima giocata straordinaria di Ninkovic.

Ma il vero capolavoro i bianconeri l’hanno compiuto a Benevento, dove neppure il gol subito dopo poco più di un minuto ha condizionato la prova della squadra di Vivarini. Che è stata bravissima a non farsi prendere dall’ansia di recuperare, ha riordinato le idee senza lanciarsi subito all’arrembaggio (rischiando così di subire le veloci ripartenze della formazione di casa), per poi iniziare a macinare gioco, sfruttando al meglio il punto debole difensivo dei giallorossi (in difesa a sinistra) con gli inserimenti di Laverone che nello spazio di pochi minuti hanno procurato un’occasione per Beretta e l’autogol di Volta.

Una volta raggiunto il pareggio la formazione di Vivarini ha continuato a giocare a viso aperto ma senza lasciare spazio alla ripartenza della squadra di Bucchi. Che è vero che ha avuto con Coda l’opportunità per tornare in vantaggio ma è altrettanto innegabile che in più di un’occasione ha rischiato di subire il raddoppio. Che puntualmente è arrivato ad inizio ripresa con Ninkovic.

A voler essere eccessivamente pignoli in quel frangente i bianconeri avrebbero potuto sfruttare meglio le difficoltà del Benevento che ha impiegato un po’ per assorbire il colpo. Si poteva cercare di chiudere la partita per evitare di soffrire nel finale. Sofferenza che, in realtà, è stata più determinata dal vantaggio minimo che da una qualche difficoltà dell’Ascoli nel contenere il disperato assalto finale dei padroni di casa. I bianconeri non hanno praticamente concesso nulla agli avversari, Perucchini non ha dovuto fare alcun intervento difficile e solo qualche cross negli ultimi minuti ha creato un minimo di apprensione.

Un particolare, tra i tanti, dimostra a nostro avviso quanto ci sia di Vivarini nella doppia impresa dell’Ascoli. L’allenatore bianconero non si è lasciato trasportare e condizionare dal gol decisivo realizzato da Cavion e a Benevento ha riproposto lo stesso centrocampo che aveva iniziato la partita con i gialloblu, con Frattesi a fianco del duo Addae-Troiano. E, al di là della giocata decisiva di Ninkovic, proprio a centrocampo i bianconeri hanno vinto la partita contenendo prima e surclassando poi il centrocampo giallorosso che pure è di ottimo livello.

Non solo, Frattesi che ha preso il posto di Cavion è stato in assoluto tra i migliori, con una partita nella quale, oltre alle già conosciute doti tecniche e di corsa, il talento proveniente dal Sassuolo ha messo in mostra un’insospettabile capacità di interdizione e chiusura. Se si mantiene su questi livelli ha il futuro assicurato. E’ anche vero che per certi versi è abbastanza semplice giocare a fianco di una coppia come quella composta da Addae e Troiano, una cerniera quasi invalicabile di centrocampo. Il campionato è lungo e forse è troppo presto per avere certezze, ma non è certo azzardato prevedere che i due sono destinati ad essere pedine fondamentali e inamovibili in mezzo al campo.

Così come in difesa Brosco è l’indiscusso leader, muro insuperabile di una difesa che in due partite non ha concesso nulla al Verona e due sole occasioni reali al Benevento. Eppure di fronte c’erano due reparti offensivi di assoluto livello, probabilmente tra i più forti della categoria. Sinceramente il Brosco visto in questa prima parte di campionato (neanche lontano parente di quello imbarazzante e sovrappeso visto all’esordio in Coppa Italia) sembra un difensore di categoria superiore, che ben potrebbe fare anche in serie A.

Intorno a lui cresce la difesa bianconera, con un Valentini che acquisisce sicurezza di partita in partita e un D’Elia tatticamente molto prezioso, sempre bravo a leggere nel modo migliore la partita. Discorso a parte merita Laverone a cui il turno di riposo contro il Verona ha fatto molto bene. E’ vero che nel gol lampo del Benevento si è lasciato sorprendere. Ma, poi, è stato l’autentico trascinatore dell’iniziale riscossa bianconera, con la sua spinta sulla fascia. E nel resto della partita non ha praticamente sbagliato più nulla.

Al di là del risultato e del gioco espresso, quello che ha maggiormente convinto e che induce ad un cauto ottimismo è la maturità dimostrata in queste due gare dalla squadra, sempre concentrata e sempre brava a rimanere in partita, anche nei momenti difficili (come i primi minuti di Benevento), capace di attendere il momento giusto per colpire e prontissima a sfruttare la minima disattenzione degli avversari. Un ottimismo alimentato dalla certezza che, se anche i bianconeri si sono già espressi ad ottimi livelli, quella di Vivarini è una squadra che ha ancora importanti margini di crescita. E che è coperta e ha ottime alternative in quasi tutti i ruoli.

In particolare può sicuramente ancora migliorare il gioco offensivo, sia come insieme che come prestazione dei singoli. Di Ninkovic è quasi superfluo parlarne ancora, ribadiamo che è un talento come il suo è addirittura “sprecato” per la serie B (ma è una fortuna per l’Ascoli averlo). Però la squadra può e deve ancora imparare a sfruttarlo al meglio, a coinvolgerlo maggiormente, a renderlo ancora più decisivo e protagonista di quanto già non sia. E’ altrettanto chiaro che, senza nulla togliere agli altri, il prossimo rientro di Ardemagni darà ancora maggiore spessore all’attacco bianconero. Così come la crescita di condizione di Ngombo che, pure, ha già fatto capire di poter essere molto utile alla causa.

Quanto alle alternative in difesa abbondano, fascia sinistra a parte, così come a centrocampo. Anche davanti numericamente c’è grande abbondanza e, oltretutto, Vivarini ha a disposizione giocatori che possono permettergli di cambiare modulo offensivo, di variare.

Non sarà facile, perché ora è rischioso toccare un meccanismo che funziona, ma bisognerebbe trovare un po’ di spazio anche a Kupisz che, negli spezzoni in cui è stato in campo, ha lasciato intravedere delle potenzialità non trascurabili, in particolare nel gioco offensivo. Ora, prima dell’ennesima sosta per le nazionali, i bianconeri devono confermare quanto di buono fatto vedere in queste due partite anche contro il Padova. Una vittoria proietterebbe definitivamente l’Ascoli verso un campionato di vertice. Naturalmente sempre con la raccomandazione di tenere i piedi per terra e di non lasciarsi trasportare troppo dall’entusiasmo.

Perché la serie B è un campionato micidiale, nel quale basta abbassare un po’ il livello di attenzione e si può perdere contro qualsiasi avversario, anche quello sulla carta considerato molto più debole. Come insegna Livorno…

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